Appassionato di business online fin dal 2009, consulente di marketing strategico e posizionamento dei siti web sui motori di ricerca, inventore e prototipatore di online business, >>BRAINSTORMER<< professionista.

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Aiutare un amico in difficoltà economica (salvando l’amicizia)

In questo articolo troverai spunti di riflessione e suggerimenti pratici per aiutare un amico in difficoltà finanziaria con l’auspicato duplice risvolto di aiutare lui a tirarsi fuori dalla”menta” e creare, al contempo, una rendita passiva per te (win-win, come direbbero gli anglosassoni!).

Prima però di entrare nel vivo del discorso è davvero molto importante questo: se il tuo amico si trova in difficoltà economiche anche a causa di cartelle esattoriali o sovraindebitamento con banche o finanziarie LEGGI SUBITO QUESTO MIO POST per scoprire una delle soluzioni più rapide ed efficaci in assoluto.

Se questo non è il caso… beh, allora possiamo partire.

Ecco comunque in sintesi il metodo più corretto ed efficace dal mio punto di vista.

  1. Coinvolgilo in un progetto comune (da avviare velocemente, come spiegato in questo articolo)
  2. Aiutalo e sostienilo nelle prime fasi di avviamento
  3. Permettigli di camminare con le sue gambe

Questo approccio permetterà di aiutarlo rapidamente a mettere a posto i suoi conti, preservare la vorstra amicizia, creare potenzialmente una rendita passiva anche per te!

Introduzione

Hai anche tu un amico che si trova in una situazione economica piuttosto complicata e non hai la più pallida idea di come muoverti per renderti utile?

Purtroppo viviamo in una società sempre più egoista. Sembra che ogni persona metta davanti a qualsiasi cosa il proprio io e si dimentichi di chi gli sta intorno, come per esempio degli amici. Ma cosa c’è di più bello che aiutare chi è difficoltà, soprattutto se è una persona a noi cara?

Gli uomini (o le donne) “tutti d’un pezzo” non si lasciano condizionare da questo egoismo continuamente propagandato dal mainstream. E poi un vero amico si vede nel momento del bisogno, o sbaglio?

L’importanza di coinvolgere il tuo amico in un progetto comune

Questo è sicuramente il tassello fondamentale di questo argomento: il coinvolgimento del diretto interessato.

Nel momento in cui decidi di aiutare un tuo amico dovresti assolutamente farlo diventare parte integrante di un progetto per offrirgli la possibilità di sentirsi parte di qualcosa, sentirsi utile, e non un peso.

Ci tengo a sottolineare l’importanza di questa decisione perché se cercherai di fare tutto da solo potresti innanzitutto non farcela e, se anche riuscissi a portare a termine il tuo obiettivo, è probabile che il tuo amico non dia il giusto peso alla fatica impiegata.

Non avendo faticato insieme, non avendo capito quanta mole di lavoro è stata necessaria, non avrà la minima idea di quanto tu ti sia dato fare e questo sarebbe veramente un peccato. Il lavoro degli altri sembra sempre più leggero e meno faticoso del nostro, vero?

Quindi coinvolgere il tuo amico è importante innanzitutto per renderlo partecipe alla causa, anche in una maniera che sia marginale. Come per esempio scrivere testi, correggerli, scegliere immagini, operare sui social, fare telefonate, inviare mail.

Insomma, non c’è bisogno che sia un cervellone espertissimo: l’importante è che entri a far parte del progetto e vedrai che man mano miglioreranno le sue skills e chissà che un giorno diventi autonomo nel gestire il progetto e nel portarti un flusso di cassa totalmente passivo, mese dopo mese!

Questo è fondamentale sia per la riuscita del business, ma soprattutto perché in caso i piani dovessero rallentare, lui potrà capire cosa sta succedendo. Cosa che non accadrebbe se lui restasse fuori dall’attività…

Sarà inoltre più facile per entrambi mantenere viva l’amicizia qualora non si instaurasse un rapporto benefattore-indigente.

Come aiutare un amico con difficoltà economiche

Presupponendo che il tuo amico sia una persona esclusivamente in difficoltà economica temporanea e non abbia disabilità mentali particolari o non sia incline a vizi insaziabili come il gioco d’azzardo, alcol e simili, prima ancora di andare a scoprire nel dettaglio del discorso, vorrei anticiparti che fondamentalmente ci sono due situazioni di partenza in cui tu, in questo momento, ti trovi:

  1. Hai del denaro da poter usare in qualche modo per poter aiutare, direttamente o indirettamente, il tuo amico
  2. Non hai proprio soldi a tua disposizione

Scopriamo insieme come dovrai muoverti per essere il più utile possibile in ognuno di questi casi.

SITUAZIONE 1: hai del denaro da poter usare in qualche modo per poter aiutare, direttamente o indirettamente, il tuo amico

Iniziamo da quella che è senza dubbio la situazione più favorevole e anche un po’ più semplice da gestire, se saprai come muoverti naturalmente: tu sei economicamente sicuro e da parte hai un gruzzolo che utilizzeresti volentieri per dare una mano al tuo caro amico in difficoltà.

Se hai veramente a cuore il desiderio di aiutarlo e migliorargli la vita, allora dovresti tenere a mente due concetti fondamentali.

Il primo tra tutti è quello di avere una visione di lungo periodo: questo significa guardare con una prospettiva lungimirante rispetto all’oggi.

Lo so, lui/lei è in difficoltà ora e il problema è da risolvere nell’adesso, non in futuro. Tuttavia, perché è fondamentale focalizzarsi sul dopodomani e non sull’oggi?

Perché devi sapere che questo è il vero pilastro strategico per essere in grado di offrirgli un aiuto che gli sia davvero utile.

Cosa dovresti fare allora?

Avviare un’attività assieme a lui

Discutere con lui sull’aprire un’attività, oppure, in caso tu ne stia già gestendo una, valutare se renderlo partecipe (soluzione sconsigliata perchè poi affari ed amicizia si mischiano troppo assieme e si corre il rischio di incrinare il rapporto).

Se decidete di dare vita a una nuova attività, ma non sapete da dove iniziare, ci tengo a consigliarti la lettura di questo articolo, nel quale ti spiego nel dettaglio come trovare le idee di business che siano innovative e ti permettano di guadagnare denaro.

Credimi, questa è la soluzione migliore in assoluto, perché è l’unico modo per potergli permettere un reddito mensile per gli anni a venire senza farlo sentire eternamente debitore della tua “carità” né offrirgli la possibilità di adagiarsi sugli allori di un’attività di tua proprietà…

Inoltre, trovare un’idea di business su cui investire in maniera redditizia, ti permetterà di:

  • Dare una mano al tuo amico (puoi anticipargli qualcosa sui primi ricavi attesi, se proprio necessario, senza nemmeno dover fargli la carità e farlo sentire a disagio)
  • Creare potenzialmente un’ottima rendita passiva per te e per la tua famiglia che continuerà a portare frutto nel corso del tempo
  • Far fruttare il tuo capitale
  • Far sentire il tuo amico utile in un momento in cui, molto probabilmente, si sente una “merda”
  • Se segui i consigli del nostro articolo… aiutare il mondo a progredire

In questo modo inoltre risolverai il problema contingente del tuo amico aggiungendo una serie di benefit ma soprattutto lo aiuterai a rimuovere anche le incognite del futuro, facendolo sentire indispensabile e partecipe di un progetto!

Tre piccioni con una fava, insomma.

Renderlo partecipe di una tua attività (occhio)

Se invece hai già il tuo business bello assodato che ti permette di avere una buona situazione economica e sei convinto che il tuo amico abbia DAVVERO qualche qualità che potrebbe essere utile al tuo business, potresti valutare di renderlo partecipe cioè, più che assumerlo, farlo diventare tuo socio collaboratore.

Tuttavia devi essere certo che il tuo amico non sia tra quei “soci che andrebbero evitati a tutti i costi”…

Non voglio addentrarmi più a lungo in questo concetto, visto che ne ho già parlato diffusamente nell’articolo Quali soci tenere alla larga dal tuo capitale in maniera molto più approfondita. Utilizza la lettura di questo pezzo per capire l’utilità e il ruolo cruciale che può giocare un socio finanziatore in un business e come sceglierlo accuratamente prima di mettere a repentaglio la tua attività o il tuo investimento.

Da evitare

Abbiamo visto quali sono le decisioni da prendere, ora però diamo un’occhiata anche a quelle da evitare. Immagino che avrai già capito bene quali possano essere.

Innanzitutto non devi avere una visione di breve periodo. Anche se questa è quella emotivamente più facile, perché sei coinvolto nella storia e la preoccupazione potrebbe impedirti di ragionare in maniera lucida, sappi che una visione del genere causerà soltanto problemi in più.

Una decisione presa con questo tipo di ragionamento potrebbe essere quella di dare dei soldi in mano all’amico. Risultato? I soldi finiscono, lui te ne chiederà altri, e altri ancora. All’infinito. Capisci anche tu che a lungo andare questa non è una situazione gestibile. Fino a quando non avrà un’entrata sicura mensile il problema non potrà considerarsi risolto.

Sono sicuro che ora hai ben chiara la differenza tra i due tipi di approccio e capisci perché è più conveniente puntare sul lungo periodo. In pochi lo fanno, ma sono sempre in pochi hanno il coraggio di farlo ma sono quelli maggiormente in grado di portare a casa dei veri risultati nel mondo del denaro.

SITUAZIONE 2: neanche tu hai soldi a disposizione

Questa è sicuramente una situazione più complicata, ma non devi assolutamente lasciarti scoraggiare. Siete in due. Questo significa che quattro occhi vedono meglio di due, e due teste lavorano meglio di una. L’unione fa la forza, mentre il singolo non va mai da nessuna parte.

Cosa potete inventarvi in questo caso?

Dovreste cercare di sfruttare al meglio le innumerevoli possibilità di questo periodo storico e puntare sull’online. Aprire un’attività sul web è possibile anche senza un centesimo, oppure con un budget molto piccolo.

Creare un’attività online assieme

È necessario quindi che iniziaste a posizionarvi nel mondo online, aprendo account sui principali social come YouTube, Facebook, Instagram e Linkedin.

Tieni conto però che Youtube e Google sono i 2 posti in cui puoi veramente imbastire delle situazioni di rendite costanti perchè i contenuti web da voi creati sono in grado di portare traffico, virtualmente, per sempre una volta creati! Ma del traffico ne parliamo tra poco…

Il primo passo in questo caso è scegliere una nicchia di mercato: in cosa il tuo amico è esperto? Quali sono i temi che lo appassionano? Cosa gli iacerebbe imparare? Cosa farebbe anche gratis, lavorativamente parlando, perchè lo appassiona così tanto?

Fate un elenco scritto ed incrociatelo con ciò che, a buon senso, ritenete le persone potrebbero ricercare per farsi aiutare su web, pagando. Un buon metodo infatti è puntare inizialmente sulle consulenze: in che argomento il tuo amico potrebbe diventare così esperto nei prossimi 10 giorni da poter poi farsi pagare 30/50 € per una consulenza di 1 / 3 ore?

Il materiale a disposizione gratuitamente su web per imparare a creare un’attività online è sterminato ed esistono anche molti corsi ad un costo ragionevole che possono offrirti tanto che, in genere, ti insegnano come monetizzare (infoprodotti, consulenze, affiliazioni, ecc…) . Ad ogni modo il nocciolo del discorso è sempre quello che segue.

C’è da dire che, qualsiasi sito web o canale youtube estremamente tematico e focalizzato su uno specifico argomento relativo a “come fare per…” o “come fare per non…” ha ottime possibilità di guadagnare a patto che sia trafficato.

Cosa intendo per trafficato? Semplice, usiamo l’esempio del bar. Un bar sulla principale strada pedonale, la più “trafficata” della città, guadagnerà potenzialmente molto di più rispetto ad un bar a 20 metri di distanza ma posto in una viuzza laterale con un minor passaggio di gente.

Traffico web = visualizzazioni, visite, ai tuoi contenuti web.

Indipendentemente da quale sia la vostra scelta, creare un sito, aprire un canale YouTube, ecc… per fare soldi online è necessario creare traffico.

Il traffico è il 99% di ciò che è necessario per guadagnare sul web. Tuttavia, il traffico si può creare principalmente in due modi, ovvero investendo:

  • tempo x creare tanti contenuti (traffico portato da google o da youtube)
  • denaro x comprare annunci online (traffico comprato – a caro prezzo – pagando annunci su youtube, google e facebook)

Come puoi immaginare per la seconda opzione sono necessari soldi, e tanti. Quindi la possiamo tranquillamente scartare e concentrarci sulla prima.

Creare tanti contenuti significa per esempio scrivere una marea di articoli per il tuo sito web oppure creare tantissimi video da pubblicare sul tuo canale YouTube_ l’importante è che questi contenuti rispondano sempre a delle domande ben precise degli che le persone si possono potenzialmente porre in quel mercato, più sono specifiche le domande (e le risposte) e più ne realizzate, meglio è.

Un articolo ogni giorno, oppure un video ogni due giorni, giusto per darti qualche numero come esempio. All’inizio dovreste concentrarvi solo ed esclusivamente sulla quantità.

Questo naturalmente non significa pubblicare qualsiasi contenuto vi passa per la testa, un minimo di qualità ci deve sempre essere, ma non è ora il momento di concentrarsi su questa. Quella verrà con il passare del tempo.

È molto importante che la gente si accorga dell’esistenza della vostra iniziativa.

Potreste anche essere i migliori sulla piazza del vostro settore ma se nessuno è a conoscenza della vostra attività o del vostro business, diventa tutto inutile.

Questa opzione richiede un’attesa che solitamente si aggira intorno a un anno prima di poter vedere dei risultati economici…

Potreste però accorciare i tempi adottando due contromisure. Ovvero:

  1. andare alla ricerca di un socio finanziatore
  2. oppure dare vita a una campagna di crowdfunding (in questi articoli trovi parecchi spunti per iniziare la tua ricerca).

Queste sono due ottime possibilità per racimolare delle quantità di denaro, che all’inizio possono fare una differenza enorme e farvi conoscere al pubblico.

Inoltre, il passaparola è uno strumento meraviglioso e vi potrebbe permettere di raggiungere una marea di clienti.

Il discorso è un pò lungo ed articolato e non è certo la sede opportuna per parlare nel tecnico di queste cose. Tuttavia tieni conto che il traffico è sempre il collo di bottiglia per un’attività online: trova il modo di avere tanto traffico gratuitamente e velocemente e puoi veramente avere ottime possibilità di imbastire un’attività altamente remunerativa per entrambi 🙂

Giusto a titolo di esempio, per darti dei numeri spannometrici per difetto che abbiano un senso (più che altro per permetterti di continuare a ragionare):

1000 visualizzazioni = 1 cliente = 1 consulenza = 30 €

Fai in modo che il tuo sito o il tuo canale youtube siano visitati almeno 30.000 volte al mese e il pane non vi mancherà di certo.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine di questo breve post. Ti faccio i miei complimenti, hai proprio la stoffa per aiutare il tuo amico in difficoltà.

Hai visto quanta differenza c’è tra le due situazioni principali che si possono venire a creare e quante possibilità l’online ci mette a disposizione. Lasciarsele scappare sarebbe veramente un peccato.

Tienilo sempre a mente, la visione di lungo periodo è sempre meglio rispetto a quella breve. Questo è il segreto principale per avere successo in questo tipo di operazioni.

In bocca al lupo per te e per il tuo amico!

🍊 Come investire in un terreno agricolo può farti guadagnare da subito

In questo post scopriamo come investire con un terreno agricolo, quali sono le attività remunerative possibili sui terreni agricoli e come “prendere i frutti” del lavoro svolto. Dunque, anzitutto: conviene investire in un terreno agricolo?

Sì perché:

  1. è un investimento in grado di generare un flusso di cassa reddituale costante (e vedremo nello specifico in quali casi)
  2. è un investimento in grado di aiutare, nel suo piccolo, la nostra società a progredire

Per entrare nel merito della risposta è comunque necessario chiedersi perché conviene investire in un terreno agricolo, come valutare il prezzo di un appezzamento di terra non edificabile, quali siano i pro ed i contro fiscali e legali di questo tipo di investimenti, quali attività si possono avviare su un terreno agricolo e, soprattutto, quali siano gli ERRORI DA EVITARE quando si investe in un terreno agricolo.

Iniziamo dal principio…

Perché investire in un terreno agricolo

Investire in un terreno agricolo è un’opzione che viene spesso sottovaluta tuttavia è una delle più sicure.

Con un terreno coltivabile infatti non sarai in grado solamente di produrre il cibo (verdure e frutta) necessario per te ma potrai anche proteggere il tuo capitale.

Il valore dei terreni coltivabili, infatti nonostante le crisi artificiali indotte dai poteri turbo-mondialisti (per dirla alla Diego Fusaro) negli anni passati non è mai diminuito. Pensa che nel 2011 le quotazioni dei terreni agricoli sono aumentate del 0,8% e nello stesso anno il Ftse Mib ha perso il 36% del suo valore.

Il valore dei terreni agricoli ha una tendenza di crescita da diversi anni, tuttavia, in questo momento è ancora possibile acquistarne a prezzi davvero bassi e competitivi. Il costo di un appezzamento di terra varia per diversi fattori ma con poche migliaia di euro ti potrai garantire un tuo terreno coltivabile.

Comprare un terreno agricolo conviene: questo investimento differisce da quello in un immobile perché in quest’ultimo probabilmente dovrai occuparti di lavori di ristrutturazione, rapporti con inquilini, ulteriori costi a causa del deterioramento dell’immobile mentre il terreno non offre particolari grattacapi aggiuntivi alle spese di coltivazione iniziali.

In questo periodo storico conviene investire in un terreno agricolo perché gli altri investitori si concentrano principalmente su immobili come appartamenti, questo comporta una minore concorrenza.

I terreni agricoli sono un buon investimento perché sono risorse limitate e possono diventare fruttiferi fin dal primo anno e non necessitano di alcun lavoro di manutenzione; devi solo far valutare prima dall’acquisto da un perito agricolo se quel terreno è coltivabile ed, eventualmente, se sia convertibile in un terreno edificabile.

Come valutare un terreno agricolo

Per capire se conviene comprare terreni agricoli come investimento devi stimare il loro valore e le potenziali rendite.

La prima operazione che dovrai compiere prima di investire in un terreno agricolo è il calcolo del suo valore catastale. Per calcolare il valore devi prendere in considerazione due fattori:

🍏 Categoria catastale
🍏 Rendita del terreno

Questi valori li puoi ricavare dall’ufficio del Catasto presso il Comune. Ogni terreno, fabbricato, immobile viene classificato in base a delle caratteristiche.

Poniamo che un terreno agricolo abbia rendita catastale di 500€. Secondo l’articolo 32 del T.U.I.R. il reddito dominicale (cioè la rendita catastale) deve essere aumentato del 25%. Questo significa che si deve prima rivalutare la rendita:

500 + 25%= 625

625 è la rendita catastale rivalutata secondo le indicazioni dell’articolo 32 del TUIR.

Nel caso in cui i terreni sono coltivati direttamente da imprenditori o coltivatori agricoli il numero appena calcolato si moltiplica x 110, mentre negli altri casi x 135.

Se siamo nel primo caso quindi il valore di quel terreno sarà:

625 x 110= 68.750€

… mentre nel secondo caso

625 x 135= 84.375€.

Su questi terreni è necessario pagare l’IMU; l’unico caso in cui non si deve pagare questa imposta riguarda i terreni improduttivi (caso che non ci interessa in questo momento).

Questo valore calcolato non è il valore reale perché questo è condizionato anche da altri fattori come ad esempio:

🍐 Esposizione solare: necessaria per far crescere piantagioni rigogliose
🍒 Composizione chimica: attraverso u perito agrario devi valutare la fertilità del terreno, se manca questo requisito non è conveniente investire
🍊Accessibilità alla strada ed ubicazione: il terreno deve essere facilmente raggiungibile, possibilmente direttamente dalla strada con dei mezzi motorizzati
🍆 Rifornimento idrico: l’acqua è fondamentale per un terreno, alcuni sono legati direttamente alle forniture idriche mentre altri raccolgono l’acqua in pozzi
🍉 Presenza di piantagioni: il valore del terreno aumenta se su di esso sono già presenti piantagioni o fabbricati.

Come investire in terreni agricoli: suggerimenti

▶️ non investire in terreni agricoli all’estero o comunque lontani dalla propria ubicazione: non è necessario diventare un imprenditore agricolo ma può essere considerato anche come un secondo lavoro e soprattutto una buona fonte di investimento. Possedere un campo molto lontano da dove abitiamo è un’opzione da evitare perché non potremmo controllare alcuna attività che si sta svolgendo su di esso se non saltuariamente.

▶️ cerca proprietari di terreni che vivono lontani da essi perché potrebbero rivenderli a prezzi molto vantaggiosi!

▶️ cerca dei terreni abbandonati, magari che sono stati ereditati dai proprietari che hanno intenzione di disfarsene. In questo modo si potrebbe concludere un affare ad un prezzo molto vantaggioso e cominciare ad operare su di esso immediatamente.

Investire in terreni agricoli: costi ed agevolazioni fiscali

Per un investimento in un terreno agricolo è necessario valutare anche tutti i costi “nascosti”.

Il primo costo è quello relativo all’onorario di un notaio, infatti non è possibile concludere l’atto di compravendita di un terreno senza un notaio. Le provigioni dei notai cambiano da professionista in professionista dal 2012 dopo che sono state eliminate le tariffe notarili fisse.

Un altro costo è quello dell’IVA da pagare sull’operato del professionista…

Le altre spese e tasse più o meno nascoste da pagare per l’acquisto di un terreno sono:

🍎 Spese per visura: riguardano il pagamento dei tributi speciali catastali
🍎 Imposta di registro, ipotecaria e catastale: variano in relazione al valore dichiarato alla stipula dell’atto
🍎 Contributi previdenziali

Il notaio si occuperà di svolgere tutte le pratiche riguardanti l’atto di compravendita e dovrà anche specificare quale è la destinazione d’uso del terreno stesso, questo è fondamentale perché ti permette di capire se potrai usufruire o meno di agevolazioni fiscali.

Le agevolazioni fiscali relative ai terreni agricoli fanno riferimento alla legge 25 del 2012. Si può usufruire di queste agevolazioni solo nel momento in cui si è coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, la tassazione prevede 2 imposte fisse di 200€ ciascuna e l’1% di imposta catastale.

Nel momento in cui non si è in possesso di questi requisiti si dovrà pagare l’imposta di registro pari al 15% e quella catastale e ipotecaria 50€ l’una.

Idee di attività possibili su un terreno agricolo: come investire

1) Coltivazione diretta

Coltivare un terreno e vendere i suoi prodotti conviene? Sì solo in alcuni casi perché, se decidessi di coltivare dei pomodori o delle patate in un terreno delle dimensioni di un ettaro per guadagnare, sei completamente fuori strada.

Poniamo il caso che durante un anno il tuo ettaro di terreno produca una quantità di 100 quintali tra patate (50%) e pomodori (50%). Il costo medio al grossista è di 1 kg di patate è di 0,40€/kg mentre quello dei pomodori è di 0,80€/kg. Questo significa che, se riuscissi a piazzare l’intero raccolto, il rendimento del terreno sarebbe di 6.000€ annui, davvero molto basso, a questo infatti dovresti sottrarre anche tutti i costi di coltivazione!

Quindi, cosa bisogna coltivare per avere un rendimento maggiore? L’ideale sono piante che si comprano a prezzo elevato.

Una soluzione può essere ad esempio coltivare lo zafferano, ed è su questo che andiamo a sviscerare il nostro esempio.

Lo zafferano ha un prezzo molto elevato fino ai 20€ al grammo. Il guadagno però non è così elevato poiché per produrre un grammo di zafferano sono necessari circa 150 fiori.

Ogni bulbo contiene 5 fiori, il costo di un bulbo è di 0,40€, questo significa che per ottenere un grammo di zafferano sono necessari 150/5= 30 bulbi, quindi andrai a spendere 12€. Il tuo guadagno su un grammo prodotto sarà di 8€ esclusi i costi di produzione che non sono bassi e possono assorbire un altro 50%, quindi 4€ di guadagno al grammo. In questa ipotesi, la produzione di zafferano in un ettaro di terreno può raggiungere i 3kg con ricavi di 60.000€ circa da cui bisogna detrarre i costi.

2) Affittare orti

Questa è un’attività tra le più interessanti da poter svolgere su un terreno agricolo. Consiste principalmente nel dividere il proprio terreno in tanti piccoli orti che verranno coltivati da contadini ed in seguito gli affittuari potranno raccogliere le verdure che poi cucineranno e mangeranno a casa 🍎🍊🍒🍆🍅🍓🍈🍉🍋🍐🍏.

Questo è un business etico e remunerativo che negli ultimi anni sta avendo sempre più successo perché c’è un’attenzione maggiore all’agricoltura biologica e a prodotti dove non vengono utilizzate fertilizzanti.

Questi orti generalmente vengono affittati da diverse tipologie di clienti: dai titolari di ristoranti a privati come avvocati, ingegneri, dottori che vogliono mangiare un prodotto di qualità ed avere un rapporto diretto con la terra. Il prodotto infatti verrà raccolto da loro stessi.

Il costo di un orto pari a 20 metri quadrati che produce circa 130 kg di verdura annui è in media di 380€/annui + costi idrici (70€).

Facciamo un esempio: se riesci ad acquistare un terreno agricolo al costo di 7.000€ di 800mq, è un prezzo medio per terreni di queste dimensioni, dividendo questo terreno in piccoli orticelli da 20 metri l’uno, avrai 40 orticelli.

Se riesci ad affittare i 40 orticelli a 380€ annui, avrai un guadagno di 15.200€, i costi verrebbero compensati in parte da quelli pagati dagli affittuari, quindi 70 x 40 orticelli= 2.800.

Altri costi potrebbero derivare inizialmente da acquisto di piccoli macchinari supponiamo ulteriori 10.000€.

Il primo anno non si rientrebbe dell’investimento fatto… tuttavia dal secondo anno ci sono buone probabilità di recuperare l’investimento effettuato!

In questo caso conviene investire nell’agricoltura perché si potrebbe supporre anche di assumere un collaboratore in un secondo momento e generare una vera e propria rendita passiva.

3) Apicoltura

Conviene investire in apicoltura? I costi di apicoltura sono mediamente contenuti. Si devono sommare diversi costi:

🐝 Terreno: puoi investire anche in un terreno di dimensioni minori rispetto a quello preso in considerazione precedentemente. Il costo di un terreno di 500 metri quadri può attestarsi attorno ai 5.000€.
🐝 Api: il costo di circa 50 api è di 15 euro. Questo significa che se dovessimo acquistare 30.000 api spenderemmo circa 9.000€;
🐝 Tute: circa 50€ l’una
🐝 Affumicatore: 30€
🐝 Maschere: 1€
🐝 Strumentazione per la lavorazione del miele: 10.000€

Il costo di un investimento di questo tipo ammonterebbe a circa 24.090€. Se si producessero in un anno 1440 kg di miele, quindi 120 kg al mese (40 per ogni arnia), gli incassi sarebbero per vendite ad un prezzo medio di 8€ circa 11.520€ annui. Questo significa che al terzo anno si inizierebbe a guadagnare e rientrare totalmente dell’investimento fatto.

4) Uliveto

Ora ti spiegherò perché non conviene investire in un uliveto, almeno sulla carta.

In un ettaro in genere ci possono essere dalle 100 alle 200 piante di ulivi. In genere in un ettaro di terreno si produco ogni anno dai 200 ai 300 litri di olio dipende dall’annata. Questo significa che qualora si producessero 300 litri d’olio all’anno ed il costo di ogni bottiglia d’olio da litro (di alta qualità) fosse di 8 euro, il guadagno sarebbe di 2.400€ se a questo si sottraggono i costi di acqua, manodopera e packaging i guadagni sono praticamente nulli se non negativi.

Proprio per questo esistono i campi super intensivi dove per ogni ettaro ci sono più di 1500 piante 🙀, tuttavia la qualità dell’olio si riduce di molto e di conseguenza il suo prezzo di vendita. Per la raccolta è necessario l’utilizzo di grandi macchinari.

Ho parlato delle caratteristiche di quella intensiva, che non sono presenti nell’agricoltura biologica. A differenza di quanto avviene in un’agricoltura biologica le caratteristiche di quella intensiva sono:
💀 Utilizzo di pesticidi, fertilizzanti, antibiotici
💀 Bestiame non allevato in spazi aperti
💀 Vengono utilizzati ogm

Sembrerebbe che, secondo l’agronomo Mario Beltrami, per rendere conveniente un uliveto ad alta intensità sia necessario possedere almeno 100 ettari…

Poi, per gestire più di 100 ettari si devono utilizzare una moltitudine di macchinari con valori superiori ai 400.000€, davvero fuori portata per un budget di risparmi .

5) Vigneto

Conviene investire in un vigneto? Se hai grandi disponibilità monetarie, superiori ai 200.000€, da poter investire sì. Il costo di un vigneto va dai 10.000€ ai 600.000€ per ettaro come in alcune zone dell’Alto Adige, Franciacorta, Brunello, Barolo 🍇.

Il costo medio di un ettaro di vigneto in Italia è di 30.000€ superiore alla media delle altre tipologie di investimento in terreni.

Per produrre vino di buona qualità per ogni ettaro di terreno sono necessari dai 60 agli 80 quintali d’uva, da questi si ricavano dai 50 ai 70 ettolitri di vino.

Qualora si riuscisse a produrre circa 50 ettolitri di vino di buona qualità per ogni ettaro si produrrebbero circa 500 bottiglie, se le vendessi ad un costo di 20€ l’una i guadagni sarebbero di 500 x 20= 10.000€/annui.

A questi ricavi bisogna sottrarre tutti i costi di manodopera e produzione.

Per produrre una qualità di vino media ci vogliono 5 anni tra lavorazione della terra e vinificazione quindi dovrai attendere molto per guadagnare poco. Qualora quindi si decidesse di investire in un unico ettaro con un investimento di 30.000€… il gioco non varrebbe la candela 😕.

6) Chiosco/bar su terreno agricolo

No, mi spiace, non conviene aprire un chiosco bar su terreno agricolo perché non rientra nella destinazione d’uso dello stesso.

Non si possono infatti effettuare attività commerciale in un terreno agricolo senza cambiare la sua destinazione d’uso. Le strutture che si possono costruire su un terreno agricolo non devono avere dei fini puramente commerciali.

7) Aprire un’azienda agricola

Conviene aprire un’azienda agricola? Solo nel momento in cui riesci ad affittare un terreno di 1 ettaro ad un prezzo di circa 700 euro annui.

Secondo Coldiretti il costo per aprire un’azienda agricola in media è di circa 30-40 mila euro. Ovviamente l’azienda agricola può avere dimensioni diverse, può avere un singolo dipendente ma anche centinaia dipende da quello che è il tuo investimento e la tua strategia.

Nel momento in cui investi in un ettaro di terreno le attività che puoi svolgere su di esso sono poche, una di queste è la coltivazione di orti, tuttavia le quantità di ortaggi prodotti non permettono di recuperare in breve tempo l’investimento effettuato. Potresti anche pensare di tenere delle galline 🐔 per aumentare il margine di guadagno, tuttavia questo rimarrebbe molto ristretto…

Un investimento di questo tipo ha un senso nel momento in cui si utilizzano almeno 10 ettari di terreno. In questo modo potrai anche coltivare diverse tipologie di cereale come il granoturco e potrai avere una filiera che produca uova biologiche al 100%.

💀 I 7 errori degli investitori alle prime armi: salta questo paragrafo per perdere i tuoi soldi SUBITO 💀

Ci sono alcune cose a cui non si pensa quando si intende investire in terreni agricoli. Non considerare questi fattori potrebbe essere davvero controproducente per il tuo capitale, tanto faticosamente risparmiato negli ultimi anni, per il tuo sonno notturno e, di conseguenza, per la tua famiglia.

I principali sono questi:

Ritenere che guadagnare dei soldi investendo i tuoi risparmi sia poco (o per niente) etico: in questo post ti spiego come mai investire (e guadagnare) non solo sia, dal mio punto di vista, etico ma sia anche sacrosanto per te, per i tuoi cari e per la tua famiglia.

Ritenersi non all’altezza di effettuare altri investimenti a parte quelli in agricoltura: come spiego in un post che ho scritto qualche tempo fa, esistono svariati tipi di investimenti, potenzialmente molto redditizi, spesso semplici ed efficaci, che possono essere un’ottima alternativa all’investimento in agricoltura. Trovi il mio testo qui.

Pensare sempre dentro gli schemi: far fruttare un investimento etico è sempre una sfida. L’errore più grande che puoi fare è cercare di limitare il tuo business ai clichè classici e stereotipati: pensa fuori dagli schemi e non voler copiare a tutti i costi il business degli altri.

Voler fare tutto da soli: fin dal primo giorno di scuola ci hanno abituato che siamo soli difronte alle sfide della vita. Sbagliato! Possiamo scegliere di essere soli o possiamo decidere di trovare un socio operativo professionale, abile ed onesto che ci aiuti a portare avanti il nostro progetto.

Ma come fare per trovare una persona che valorizzi davvero il tuo capitale (facendolo di fatto fruttare di più), il tuo tempo, la tua fatica ed il tuo investimento? Semplice, ne ho parlato in maniera approfondita QUI. Ti basta leggere questo articolo e seguire le indicazioni passo passo.

(ovviamente, consigliato anche l’articolo dedicato a quali soci operativi tenere alla larga e come riconoscerli)

Non considerare il miglior sistema per aumentare i profitti di un investimento diminuendone i rischi: la differenziazione (tema di cui ho parlato in maniera maniacalmente dettagliata in questo mio post)

❌  Pensare che per guadagnare sul tuo investimento sui terreni agricoli ci vogliano un sacco di soldi: se lo pensi, evidentemente non conosci QUESTA strategia che ho descritto in un mio precedente articolo a questo link.

❌ Evitare di avere un business plan: in questo sito ho spiegato approfonditamente come valutare un business plan di un progetto su dui si intende investire. Di sicuro, tra le righe di questo post, troverai infiniti suggerimenti che ti torneranno utili per risparmiare un sacco di quattrini da investimenti che non meritano in assoluto. Sebbene dunque il taglio di tale post non fosse proprio strutturato ad hoc per te, ti invito ugualmente a darci una scorsa veloce.

Conclusioni

Il mondo degli investimenti può diventare meno insidioso se leggi attentamente gli articoli che ho messo a disposizione in questo sito.

Ovviamente, sul tema investimenti troverai molto scritto in giro, anche da persone più competenti di me.. ma in questo sito web ho deciso di parlare di investimenti etici e redditizi allo stesso tempo: ecco perchè ti consiglio di prenderti qualche minuto per continuare la lettura.

Sono certo che, spendendo un altro pò di tempo sul mio sito, troverai alcuni spunti davvero utili per permetterti di trasformare il tuo capitale, così faticosamente risparmiato negli anni scorsi, in una nuova possibilità economica da dare a te, alla tua famiglia ed ai tuoi cari.

Buoni investimenti (etici)!

E’ etico investire i propri risparmi e guadagnare soldi? Dubbio amletico e risposta

Vediamo assieme quando è etico investire i propri risparmi in borsa o nel forex, in oro o in diamanti, in btp o nelle obbligazioni, in bitcoin o in aziende.

Prima di addentrarci approfonditamente in questo tema, desidero offrirti la risposta breve: come vedremo nel dettaglio in questo articolo SI’, guadagnare soldi investendo è etico, ma dipende da come si utilizza lo strumento che si è scelto per guadagnare.

E’ etico investire i propri risparmi e guadagnare con gli investimenti?

È etico utilizzare il proprio denaro per investire o fare trading? E guadagnare soldi grazie alle cripto o all’oro? Quante volte, sotto sotto, ci facciamo più o meno consciamente queste domande.

Ogni giorno siamo bombardati da pseudo professionisti del settore che indicano determinati strumenti come etici, mentre altri vengono bollati come il male assoluto.  Viviamo in un momento storico nel quale la finanza è considerata, in blocco, il diavolo per eccellenza, allora chiedersi se guadagnare soldi sia etico è più che lecito.

Oggi mi piacerebbe ragionare assieme a te per rispondere alla domanda “E’ etico investire e guadagnare soldi?”.

Iniziamo subito facendo una distinzione fondamentale tra quello che è l’investimento etico e quello che non lo è. Innanzitutto devi considerare che persone come me e te, quindi gli investitori “retail”, la grande maggioranza degli investitori, sono dei cosiddetti “pesci piccoli” del sistema finanziario. Cosa significa questo? Che qualsiasi decisione possiamo prendere, non saremo mai in grado di influenzare un meccanismo enorme come quello dei mercati finanziari, quindi, di tutti gli strumenti che andremo a considerare in questo articolo, devi comprendere che su di essi non possiamo avere pieno controllo: l’andamento del prezzo di un certo strumento non dipende mai dal singolo investitore.

Per quanto riguarda l’eticità di guadagnare soldi investendo i propri risparmi, è etico farlo, per riprendere un concetto che già ho ampiamente espresso nel mio articolo intitolato Il trading e gli investimenti sono etici? In QUESTO caso SI’ se questa azione non viene eseguita con l’intento di fare del male a qualcun altro volontariamente. Se comprassi azioni di un’azienda, della quale sei ben cosciente che produce determinati prodotti sfruttando i bambini ed inquinando il pianeta appositamente per aumentare i profitti, beh… è abbastanza palese che quel tipo di investimento non sarebbe definibile come etico, giusto? Sapresti bene infatti che stai guadagnando soldi sul dolore di qualcun altro.

Volevo giusto darti una breve introduzione, perché di questo argomento ne ho trattato in maniera molto più dettagliata nell’articolo che ti ho appena linkato e nel quale ti spiego per bene la differenza tra cos’è un investimento etico e cosa non lo è (e che ti consiglio vivamente di leggere, qui) .

In questo post invece desidero concentrarmi sui singoli

E’ etico investire in borsa e nei mercati finanziari?

Finanza, borsa, azioni, quotazioni, numeri, ecc…  Negli ultimi tempi questo settore viene sempre più considerato il fautore di ogni male. In realtà, ciò di cui molte persone non si accorgono, è che anche comprando una singola azione di un’azienda, si diventa parte del mercato e soci di aziende…
E allora perché non dovrebbe essere etico investire in borsa il denaro che hai messo da parte con tanta fatica? Se diventassi socio di un tabacchino ti porresti la stessa domanda?
Guadagnare investendo in azioni, obbligazioni o fondi è, dal mio punto di vista etico al pari del tabacchino… tuttavia devi sempre tenere a mente che, teoricamente, qualsiasi strumento sul quale non abbiamo un controllo può essere NON etico perchè, di fatto, non hai il controllo sulle scelte aziendali e l’etica di queste viene delegata alla dirigenza dell’azienda (o del tabacchino).

Se domani dovessi decidere di comprare titoli di Stato e questi dovesse aumentare di valore e permetterti di arricchirti, non è di certo perché tu sei riuscito ad avere un potere su quello Stato.

Quindi non è l’azione dell’investire, del provare a guadagnare soldi in questo modo, che deve essere considerata non etica. Piuttosto la maniera in cui lo strumento singolo viene utilizzato.

E questo vale anche per altri settori, come per esempio la tecnologia. L’online è semplicemente uno attrezzo che siamo fortunati ad avere a disposizione. Prova a pensare a un coltello. Se lo utilizzassi per affettare un pezzo di pane, e poi con le fette ci prepari un bel panino, lo fai per il tuo bene. Allo stesso tempo però, come ben sai, lo stesso coltello potresti utilizzarlo per commettere un crimine. La differenza sta tutta nell’utilizzo che ci fai dello strumento. Essere online e poter adoperare tecnologia è un qualcosa che dovremmo poter sfruttare a pieno, con coscienza.

È più etico investire in oro o in diamanti?

Questa è sicuramente una domanda sensata.  Voglio partire ragionando su quelle che sono le caratteristiche dell’oro. Questo metallo è da sempre il bene rifugio per eccellenza, definito anche come il metallo degli Dei da ere immemorabili. Sull’andamento del prezzo puoi sempre avere un’idea tenendolo d’occhio giornalmente e comunque è probabile che rimanga per sempre il metallo più prezioso che esista.

Mentre per i diamanti il discorso cambia, perché in questo caso ci pensa qualcuno a definirne il valore. Come possono essere professionisti o aziende specializzate. Il pericolo in questo caso sarebbe quello di acquistare un diamante convinti che valga 100, per poi scoprire che in realtà vale la metà. Insomma, finire per essere truffati, senza considerare che il mercato dei diamanti è, di per sé stesso, uno dei mercati meno etici al mondo… Altrimenti, come ha fatto notare di recente l’illuminato economista Valerio Malvezzi, padre ideatore del concetto di “economia umanistica”, come si spiegherebbe che, nelle classifiche di rating internazionali, l’Italia, con tutta la sua arte, cultura, civiltà ed inventiva, si ritrovi scavalcato dal Botswana (piccolo stato africano del terzo mondo, con tassi di mortalità e di occupazione assai diversi da quelli italiani, caratterizzato da un sottosuolo strapieno di diamanti quotidianamente frequentato da decine di migliaia di giovani e bambini, abili lavoratori dalle scarse pretese sindacali ed esperti minatori)?

Insomma, da un punto di vista etico, se dovessi scegliere tra i due mercati, probabilmente mi orienterei su quello dell’oro, e non su quello dei diamanti.

E’ etico fare trading?

Immagino tu stia pensando che fare trading non potrà di certo essere etico. Siccome, per quanto riguarda il trading, sono già ampiamente entrato nei dettagli dell’articolo Il trading e gli investimenti sono etici? In QUESTO caso SI’, ti rimando alla sua pagina di pubblicazione al link.

Giusto per darti una brevissima introduzione al tema prendendo come punto di riferimento il forex: fare trading sul forex consiste nel comprare o vendere valuta e cercare quindi di guadagnare il più possibile. Se penso che l’euro si possa svalutare lo vendo, mentre se penso che il suo presso possa aumentare lo compro.

Anche in questo caso il discorso non cambia.

Fare trading o usare Forex (Foreign Exchange Market), significa semplicemente usare degli strumenti. Come lo è per esempio l’alcool puro. Posso usarlo per disinfettare una ferita, facendo così del bene a me stesso. Potrei anche optare per berlo, e ti lascio immaginare gli effetti che avrebbe sul mio corpo.
Il fatto che questi strumenti ti permettono di guadagnare soldi non fa di loro qualcosa di non etico, anzi.

Dal mio punto di vista non è un gran danno all’umanità guadagnare con il trading  imparando a seguire le maree che movimentano i pesci grossi (chi muove capitali da 9 zeri in su), l’importante è seguire le indicazioni che ho offerto nell’articolo Il trading e gli investimenti sono etici? In QUESTO caso SI’.

La differenza è tutta nel modo e l’obiettivo con e per il quale questi strumenti vengono adoperati.

E’ etico investire in Bitcoin e criptovalute?

Questo è uno dei miei argomenti preferiti: l’investimento in Bitcoin e cryptocurrency. Con l’esplosione del bitcoin, le monete cripto sono entrate nel gergo quotidiano di chiunque, anche di chi continua a non capirci nulla né di criptovalute, né di blockchain.

Dunque, è etico investire in criptovalute? Questo tipo di investimento è uno di quelli che viene spesso bollato dai telegiornali come automaticamente non-etico. Ma siamo proprio sicuri che sia così?
Voglio farti un breve riepilogo di come funzionava il mondo delle valute prima del 1971. Prendiamo come esempio il dollaro. Ad un dollaro corrispondeva una certa quantità di oro. La moneta aveva un valore ben preciso e quella in circolazione corrispondeva con le riserve auree a disposizione. Poi, nel 1971, l’allora presidente degli Stati Uniti Nixon, mise la fine a tutto questo. La decorrelazione tra oro e moneta è stato il primo passo per avvicinarci a ciò che stiamo vivendo oggi.

Ora in che situazione siamo? In un mondo capitalistico neoliberista (e cosmopolita, come lo definisce il filosofo-pensatore contemporaneo Diego Fusaro) che ha al potere le banche centrali e una ristretta cerchia di elite di occulti potenti. Forse non lo sai, ma il 90% dell’intera ricchezza mondiale è in mano all’10% della popolazione. Tutto grazie a questo sistema che è stato tarato e progettato alla perfezione qualcuno che non ama stare sotto i riflettori dei media.

Dati questi presupposti, dal mio punto di vista, investire i propri soldi in strumenti le criptovalute che sono totalmente scorrelate dalle banche centrali è assolutamente etico. Anzi, ti dirò di più: con la tecnologia della blockchain e l’avvento delle cripto, i poteri delle banche centrali andranno a diminuire sempre di più.
Ti consiglio di dare un’occhiata a come paesi in difficoltà come Venezuela e Iran stanno evitando il fallimento proprio grazie alle cripto…

Inoltre, a quanto pare, c’è gente che si sta facendo paccate di utili investendo in cripto… argomento ben approfondito in questo articolo che ho pubblicato pochi giorni fa dal titolo “Quanto può guadagnare mia nonna con le cripto? Più di te se…” (consigliatissimo!!!).

E’ più etico investire in banca o in posta?

Forse a una prima occhiata la banca dà l’idea di essere il male, mentre la posta sembra un istituto del quale le persone si possono fidare di più. Ma è vero tutto questo?

Assolutamente no.

Ti dico questo perché sia che tu decida di investire in banca che in posta, ciò che succede al tuo denaro è assolutamente paragonabile. Ti rechi presso i loro uffici e ti rivolgi a un addetto, successivamente lui ti mostrerà degli strumenti e ti consiglierà su quali investire. Tu deciderai quale di questi acquistare e il gioco sarà fatto. E su questi strumenti tu non hai assolutamente nessun controllo.
La differenza tra banca e posta? Neanche una, a parte il nome dell’azienda che ti sta vendendo il prodotto finanziario.

Quindi, in definitiva, nessuna è più etica dell’altra. Dove non c’è controllo sull’investimento l’eticità è sempre una qualità rara…

La migliore alternativa (etica ed altamente remunerativa) agli investimenti finanziari

C’è un solo investimento sul quale si può avere il pieno controllo, e quindi diminuire sensibilmente il rischio etico, e che allo stesso tempo si è dimostrato essere potenzialmente estremamente remunerativo. In questo sito, scherzosamente, amo definirlo “L’investimento Ninja”…

“L’investimento Ninja” è, di fatto, una valida ed altamente remunerativa possibilità di investimento alternativo e per far aumentare il tuo capitale nell’economia reale anziché nei mercati finanziari. Ne parlo spesso, in svariati articoli, ma la sintesi sta nell’investire nel mondo delle startup (articolo mio in cui presento la strategia Trova-Investi-Guadagna potenzialmente molto remunerativa e contemporaneamente particolarmente etica) o su aziende in crisi (altro articolo, altamente consigliato se fossi interessato a guadagnare divenendo l’angelo custode di un imprenditore in difficoltà): ti invito a leggere i nostri articoli su questi temi perché, in essi, potrai scoprire nei quali puoi scoprire come investire e soprattutto quanto puoi guadagnare da questo tipo di investimento.

Conclusioni

Se sei arrivato fino a qui, innanzitutto ti faccio i miei complimenti e ti dico che hai la stoffa per far parte di questo mondo e quindi guadagnare soldi tramite l’investimento… Così finalmente potrai dare una risposta a chi ti chiederà se i tuoi investimenti sono etici o meno 🙂

Abbiamo scoperto insieme che tutti gli strumenti a disposizione: azioni, obbligazioni, criptovalute e piattaforme come forex, sono strade che ci permettono di arricchirci. La differenza la fà nel modo in cui le utilizziamo e soprattutto che punto vorremmo raggiungere.

Leggendo anche gli altri articoli che ti ho consigliato e dando un’occhiata al nostro sito, potrai farti un’idea ancora più chiara su tutti gli strumenti che hai a disposizione per far aumentare il tuo capitale e numerosi spunti di riflessioni su investimenti di tutti i tipi.

Buoni investimenti!

Gli “investimenti garantiti” per la sicurezza dei tuoi cari

Cerchi un’opinione spassionata sugli investimenti garantiti? In questo articolo vediamo quali sono gli investimenti garantiti che convengono di più oggi e perché. Dunque partiamo dalla domanda principale: quale forma di investimento garantito conviene fare oggi? Risposta breve…

Come puoi constatare dai dati che seguono, i fondi ETFs obbligazionari sono il miglior compromesso nel mondo degli investimenti garantiti: questi infatti consentono un rendimento superiore alla media degli altri investimenti a capitale garantito ed un rischio decisamente contenuto.

In questa tabella comparativa esplicitiamo i principali PRO e CONTRO degli investimenti garantiti.

PROCONTRO
Investimenti molto sicuriRendimenti bassi
Rendimento medio costanteRischio esistente (anche se in percentuale molto contenuta)
Gestione passivaImpossibilità di avere rendimenti molto elevati
Non occore essere degli espertiCosti elevati
Protezione istituzionale

Cosa si intende per investimento a capitale garantito

Con il termine investimento a capitale garantito si intende la certezza di rimborso della somma che hai investito, ad una certa data futura, con l’aggiunta di un rendimento minimo garantito.

Quindi, lo scopo di un investimento di questo tipo, sarebbe in teoria quello di eliminare qualsiasi rischio di perdita di capitale. Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica, infatti sarebbe scorretto parlare di 🅴🅻🅸🅼🅸🅽🅰🆉🅸🅾🅽🅴 🅳🅴🅻 🆁🅸🆂🅲🅷🅸🅾 e di investimento sicuro al 100%.

In finanza, non esiste un investimento certo: una minima percentuale di rischio è sempre presente. Spesso gli investimenti garantiti vengono sottovalutati perché, si sa, il rendimento è più basso rispetto ad altri strumenti finanziari sebbene il rischio non sia totalmente inesistente.

In questo caso il rischio legato a questa tipologia di investimenti è quello legato all’emittente. Nel momento in cui ci dovesse essere ad esempio il fallimento di una banca, si rischierebbe di perdere parte del capitale investito. Questo è già avvenuto anche in Italia come nei casi di Banca Etruria o Monte dei Paschi di Siena. Sono possibilità remote ma non sarebbe neanche del tutto corretto non tenerle in considerazione poichè sono strumenti di investimento che vengono proposti spesso dalle banche: la “sicurezza” è un fattore che attira molto gli investitori non professionisti.

Pro e contro degli investimenti garantiti

Gli investimenti garantiti hanno, al pari di tutti gli altri tipi di investimento, dei pro e dei contro:

StrumentoRitenutaImpostaAperturaGestioneUscita in qualsiasi momentiDurataRendimento
c/c banc o post26% su interessi maturatiPersone fisiche: se saldo>5000€ = 34,20€. Persone giuridiche = 100€ (annui)GratisVariabile: gratis fino a 30 euro annuiGratisVariabileda 0.00% a 0.01%
Librett risp26% su interessi maturatiSaldo>5000€ = 34,20€. Versione supersmart= imposta 20% su capitale depositatoGratisGratisGratisGratis0.1%
Conto deposito bancario26%Imposta di bollo: 0,20% su capitale investitoGratisGratisPenali svincolo anticipato (rinuncia interessi)Generalmente da 1 a 36 mesi di vincolotasso lordo medio 1.2%
Buoni fruttiferi12,5%NessunaGratisGratisGratisSerie Z= durata fino a 30 anni, serie A1= durata fino a 20 annida 0,25% al 2,25% (ultimo anno)
BOT 12,5%Imposta di bollo: 34,20€Deposito titoli: 11€20€ annuiSi3/6/12 mesi, calcolo in giorni2% rendimento lordo
BTP12,5%Imposta di bollo: 34,20€Deposito titoli: 11€20€ annuiSi3-5-7-10-15-30 anni2% rendimento lordo
CCT12,5%Imposta di bollo: 34,20€Deposito titoli: 11€20€ annui7 anni2% rendimento lordo (come i BOT) + piccolo premio per durata più lunga
CTZ12,5%Imposta di bollo: 34,20€Deposito titoli: 11€20€ annuiSi24 mesi0,5% rendimento netto
Fondi comuni26%NessunaTotal Expense Ratio 1,5%1% + commissioni switch (se si decide di cambiare fondocommissione dall’1 al 2%, vendita quote fondo prima del termineVariabile6/7 % lordo – moltissime commissioni, rendimento netto 1%
ETF 26%NessunaTotal Expense Ratio 0,6% in mediamantenimento titoli 0,19% – spread bid-ask variabile, maggiore è il patrimonio minore è il tassocommissione 0,8%Variabile6/7 % lordo – rendimento netto 3% in media

Interessante notare, ad ogni modo, che gli investimenti garantiti, se presi da soli, tendenzialmente non sono un grande affare. Tuttavia, essi si rivestono di una notevole ragione d’essere quando inseriti all’interno di una strategia di investimento atta a potenziare i ricavi mantenendo bassi i rischi.

Ho affrontato in maniera maniacalmente precisa la questione di come creare una strategia di investimento efficace (o come farsi aiutare dai professionisti del settore senza offrire il fianco ad alcun tipo eventuale di presa per i fondelli) nel mio articolo “Come aumentare i profitti con un asset allocation a prova di bomba” che ti raccomando caldamente di leggere subito, prima di prendere decisioni definitive sugli investimenti da fare.

Ma torniamo al tema degli investimenti garantiti e scendiamo (o meglio… saliamo) nel pratico 😃.

Come scegliere l’investimento garantito

Ci sono diverse variabili da considerare per scegliere l’investimento a capitale garantito più vicino alle tue esigenze:

🔍 Orizzonte temporale: è fondamentale perché più il titolo ha una scadenza lunga, più è alto l’interesse e più è alto il rischio

🔍 Tasso d’interesse: misura il rendimento del titolo, più è elevato il tasso d’interesse maggiori sono i guadagni per l’investitore tuttavia i rischi saranno anche più elevati. Quindi non farti abbindolare da rendimenti molto elevati se vuoi un investimento che sia molto sicuro

🔍 Regime fiscale: il regime fiscale varia in base al titolo in cui si decide di investire, può incidere notevolmente sul rendimento, quindi è importante informarsi al meglio

🔍 Protezione Statale: ci sono titoli che sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che concede un ulteriore garanzia all’investitore, come i conti corrente ad esempio

🔍 Rating: misura la solidità dell’ente che ha emesso il titolo, più è elevato questo indice più sarà sicuro il titolo, anche se la sicurezza non è mai in nessun caso del 100%

🔍 Valuta: i vari paesi per i propri titoli di Stato utilizzano diverse valute, ci sono i paesi europei che utilizzano l’euro, altri invece che utilizzano il dollaro e infine altri paesi che utilizzano la loro valuta locale. Qualora volessi investire in titoli di Stato di paesi esotici questo può essere una variabile molto importante da tenere in considerazione.

Ognuno di essi ha un proprio peso specifico e va considerato. Non fermarti dunque ad una lettura superficiale della proposta di investimento: per ogni investimento garantito su cui intendi puntare prenditi il tempo per scovare le informazioni relative ai punti appena elencate: trovarle ti permetterà di scegliere più agevolmente il percorso d’investimento da intraprendere.

Quali sono le diverse tipologie di investimento a capitale garantito

Esistono diverse tipologie di investimento a capitale garantito, tra queste in genere viene escluso l’investimento in azioni perché sono ritenute più rischiose rispetto ad altri strumenti (in realtà, quando un investitore conosce lo strumento, il rischio già si riduce di per sé, ma occorre zelo, dedisione e studio per arrivarlo a comprendere appieno).

Conti correnti bancari o postali

Aprire un conto corrente bancario o postale non è un vero e proprio investimento ma può essere assimilabile al concetto di “parcheggio del proprio denaro”. I conti correnti hanno rendimenti infatti molto bassi vicino allo 0, vanno dallo 0,1% al 0,3%, ma questo non è il rendimento netto, infatti da questo valore si devono detrarre i costi fissi e variabili.

I costi di un conto corrente sono strettamente legati alle spese di tenuta e di gestione e alla tassazione. Molte volte questi costi annullano totalmente il rendimento quindi questi conti hanno esclusivamente la funzione di “deposito”, consentono infatti il prelievo ed il versamento di denaro in qualsiasi momento. Sono “investimenti” garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che assicura un valore degli importi fino a 100.000€.

Libretto di risparmio

I libretti di risparmio sono degli strumenti finanziari di deposito che hanno un rendimento superiore a quello dei conti correnti ma comunque inferiore all’1% perché sono gravati dall’imposta di bollo e dalla ritenuta fiscale.

Anche questi sono investimenti coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Sono collocati da Poste Italiane dal 1875 e non hanno alcun costo di apertura e gestione. Possono essere concessi anche da istituti bancari.

Sono rimborsabili in qualsiasi momento. I libretti di risparmio li puoi utilizzare nel momento in cui decidi di conservare dei soldi e creare un deposito da destinare in futuro ai tuoi figli. In questo modo hai la certezza che quei soldi investiti non vadano persi, d’altro canto il rendimento non è dei migliori e l’inflazione probabilmente farà arrugginire il tuo capitale e se ne mangerà via dei pezzetti…

Conto deposito bancario

Il conto deposito bancario è un conto corrente bancario che ha come unico scopo la generazione di interessi elevati. Questi interessi che sono superiori rispetto agli altri strumenti citati fin qui sono però soggetti a ritenuta fiscale, quindi il rendimento derivante dall’utilizzo di questo strumento si riduce.

Non è possibile aprire un conto deposito bancario se non si è già in possesso di un conto corrente tradizionale. Le banche offrono anche dei vantaggi qualora l’investitore decidesse di vincolare il suo denaro fino ad una data stabilita, nel caso in cui decidesse di ritirare anticipatamente il denaro investito potrebbe perdere il diritto di percepire interessi. Può essere concesso solo dalle banche.

Buoni fruttiferi

I buoni fruttiferi sono titoli che vengono collocati esclusivamente presso gli uffici di Poste Italiane. Sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, società controllata dal Ministero dell’Economia, sono quindi titoli garanti dallo Stato. Si può investire in buoni fruttiferi da 50 euro a 1 milione… al giorno. Questo strumenti nello scorso decennio è stato molto utilizzato dagli investitori perché questi hanno ottenuto anche rendimenti a doppia cifra nel corso degli anni, tuttavia la situazione oggi non è più così conveniente…

Quei rendimenti non sono stati più raggiunti ma rimangono comunque diversi i vantaggi nell’utilizzo di questi strumenti:

✅ Non ci sono commissioni da applicare
✅ Sono rimborsabili in qualsiasi momento
✅ Garanzia dello Stato Italiano

Al rendimento del tasso di interesse garantito bisogna applicare una ritenuta fiscale del 12,50% che quindi ne limita il potenziale.

Titoli di Stato

I titoli di Stato sono obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ci sono quattro tipologie di investimenti garanti dallo Stato:

▶️ Buoni Ordinari del Tesoro – BOT: hanno durata di tre/sei/dodici mesi. I BOT vengono emessi ad un prezzo inferiore alla pari ed hanno un valore nominale minimo sottoscrivibile di 1.000€. Il rendimento garantito offerto dai BOT è determinato dalla differenza, rapportata alla durata, tra il prezzo di rimborso e quello di emissione (sul rendimento grava una tassazione del 12.5%). Il rendimento medio netto annuale è di circa 1,3%;

▶️ Buoni del Tesoro Poliennali – BTP: hanno durata di tre, cinque, dieci, quindici e trent’anni, e prevedono la messa in pagamento di un tasso nominale fisso a cadenza semestrale ed il rimborso in unica soluzione alla scadenza al valore nominale. Il loro rendimento è determinato, oltre che dal tasso nominale, dall’eventuale differenza tra prezzo di rimborso e prezzo di emissione (sul rendimento grava una tassazione del 12.5%), è in media intorno all’1%;

▶️ Certificati di Credito a Tasso variabile – CCT: hanno durata di cinque (o anche più raramente sette) anni, e sono rimborsabili in un’unica soluzione alla scadenza al valore nominale, hanno un rendimento simile a quello dei BOT;

▶️ Certificati del Tesoro a Tasso Zero – CTZ: denominati anche “zero coupon”, hanno durata di due anni, privi di cedola, sono emessi solitamente ad un prezzo inferiore alla pari e vengono rimborsati al valore nominale. Il rendimento è determinato dalla differenza, rapportata alla durata, tra il prezzo di rimborso ed il prezzo di sottoscrizione/acquisto. In poche parole si tratta di un titolo emesso ad un prezzo inferiore alla pari che non produce nel corso della sua vita alcun flusso di reddito e che il giorno della scadenza viene rimborsato a 100 a cui deve essere dedotta la ritenuta 12.5% calcolata sulla differenza tra valore nominale ed il prezzo di collocamento.

ETF e Fondi Comuni

Sono due strumenti finanziari molto simili, potremmo definirli quasi “cugini”, ma che presentano delle fondamentali differenze che possono determinare rendimenti totalmente differenti. Li ho trattati in dettaglio in questo articolo che ti invito caldamente a leggere perchè, il solo fatto di leggerlo, potrebbe determinare un’aumento di 2, 3, 4 o 5 punti % sul tuo rendimento annuo.. Clicca qui per leggere Perchè non investire in ETF? Differenza tra fondi comuni d’investimento ed ETF

Ad ogni modo, per ricapitolare, i fondi comuni sono strumenti di investimento che riuniscono somme di più risparmiatori per investirle in titoli come azioni, obbligazioni, titoli di stato ecc…

I fondi comuni hanno dei costi di gestione, che quindi devono essere detratti dal rendimento dell’investimento e generalmente non riescono a raggiungere dei rendimenti superiori a quelli del benchmark, ossia dell’indice preso come riferimento.

I fondi comuni con gestione passiva vengono definiti ETFs.

Gli ETFs obbligazionari sono uno strumento finanziario che copia l’andamento di indici finanziari composti da obbligazioni. A differenza di quanto avviene normalmente, cioè che l’obbligazionista per ritirare il suo investimento deve attendere la scadenza dei suoi titoli, l’investitore ETF dovrà soltanto liquidare il proprio investimento per ottenere il capitale investito.

Inizialmente gli ETF venivano sottovalutati perché si credeva che gli investimenti in obbligazioni emesse da istituti finanziari fossero sempre sicure e senza rischio. Dopo diversi casi di default gli investitori iniziarono a capire l’importanza di questo strumento che permette una diversificazione del proprio investimento e quindi una riduzione del rischio.

Quali sono i migliori investimenti garantiti e perché

Tra tutti gli investimenti garantiti, gli ETFs obbligazionari sono la miglior tipologia di investimento garantito per molteplici ragioni:

Portafoglio sufficientemente diversificato: investire negli ETFs significa diversificare l’investimento e quindi ridurre il rischio di possibili default

✅ Replica di indici: la caratteristica principale degli ETFs è la replica di indici di borsa, quindi se investi in un ETFs che replica l’indice del mercato obbligazionario Italiano ad esempio, avrai nel paniere diverse tipologie di titoli

Costi bassi: i costi di gestione sono inferiori del 90% rispetto ai fondi comuni

Cessione di quote su mercati regolamentati: dato che si replicano indici di borsa è possibile cedere i titoli su mercati regolamentati che sono identici a quello della borsa perché copiano l’andamento di essa;

✅ Maggiori guadagni: se investi una parte del tuo capitale in mercati obbligazionari che sono più instabili, avrai maggiori rischi rispetto ad un investimento in titoli statali ad esempio ma il rendimento sarà molto più alto.

Alternative agli investimenti garantiti

Una delle maggiori problematiche relative agli investimenti garantiti è il rendimento, infatti quest’ultimo è generalmente molto basso, quasi in tutti i casi intorno all’1% annuo. Questo ovviamente come avrai già capito non ti permetterà di aumentare la tua ricchezza esponenzialmente in breve tempo. Per vedere i primi risultati dovrai attendere molto tempo e ci sarà sempre una percentuale di rischio da non sottovalutare.

In effetti è opinione diffusa che, gli investimenti a tasso garantito, non siano da annoverare tra i tipi di investimenti più altamente redditizi, e certamente non possono essere paragonati a ciò che, con simpatia, amo definire l’investimento ₦ł₦J₳ negli articoli di questo sito. Onestamente, consiglio a tutti coloro che decidono di investire il proprio capitale, di valutare attentamente anche quel tipo di investimento. Ho trattato diffusamente “L’Investimento ₦ł₦J₳” QUI (articolo consigliato).

Per rendere più interessanti questa tipologia di investimenti e quindi anche più fruttuoso il tuo investimento potresti diversificare il tuo portafoglio ed investire una parte del tuo capitale in uno degli strumenti elencati precedentemente ed una parte del tuo capitale dedicata all’attuazione di una strategia dinamica. Attività come il Forex cioè lo scambio di valute sui mercati borsistici possono essere molto redditizie tuttavia sono molto rischiose soprattutto per un principiante.

Il rendimento del Forex se sei un trader esperto può anche toccare il 100%, tuttavia inizialmente avere un rendimento del 3 o 4% è già un ottimo risultato.

Ti consiglio quindi di investire inizialmente una piccolissima parte in questa tipologia di investimento e di seguire i consigli di un consulente finanziario; in un secondo momento se sei diventato un esperto di trading potresti decidere di allocare più capitale in questa tipologia di investimento e comporre la restante parte del portafoglio con obbligazioni o titoli di stato o fondi comuni.

Sulla differenziazione c’è un mega articolone in questo sito intitolato: “Come aumentare i profitti con un asset allocation a prova di bomba”. Consiglio spassionato: leggilo subito, prima di prendere decisioni!

Un’altra strategia che potresti adottare seguendo sempre il principio della diversificazione, è quella di investire una parte del tuo capitale in Start-up innovative con il sistema che spiego in QUESTO post. Le start-up innovative possono raggiungere rendimenti molto elevati in breve tempo.

Oppure potresti considerare di utilizzare, ad esempio, un ETFs tematico che punti a raddoppiare il rendimento di un settore di aziende come ad esempio quello dell’Healtcare. Il vantaggio di utilizzare ETFs che duplicano il rendimento di un settore è che non andrai ad investire una parte del tuo patrimonio su una singola azienda ma sull’andamento che un insieme di aziende hanno sul mercato. Un altro settore in forte crescita è quello della sicurezza informatica è un mercato che ha una crescita prevista annua del 10,2% nei prossimi 5 anni. Investire in aziende innovative che garantiscono la sicurezza e riservatezza dei dati, attraverso gli ETFs potrebbe essere una scelta corretta.

Gli ETFs che replicano l’andamento di settori di aziende innovative può avere anche rendimenti molto elevati, un buon rendimento medio annuo con questo strumento è dell’8% lordo (da questi bisogna sempre detrarre i costi di gestione del fondo,)

Quanto può guadagnare mia nonna con le cripto? Più di te se…

In questo articolo non solo scoprirai se sia possibile guadagnare con le cripto e quanto ma vedremo anche le 2 abilità senza le quali sei fregato nel mondo delle cripto. Comunque, partiamo dall’inizio, la domanda è lecita: “se investissi in cripto, quanto potrei guadagnare?”

Inizio col dire che, dal mio punto di vista, la domanda probabilmente potrebbe essere posta meglio perché, messa così, la risposta è…

Dipende: c’è chi guadagna 1.000 € al mese, chi 150 €, investitori che perdono tutto ed investitori in grado di moltiplicare il proprio denaro a piacimento, arrivando a portarsi a casa ogni mese 1.000.000 di € o anche più.

Vediamo dunque assieme quali sono i guadagni più interessanti nello storico delle cripto, perché i numeri che seguono siano alla portata della tua mano (nella realtà tangibile) e quale sia il sistema tanto remunerativo da consentire tutto ciò.

Introduzione

PRIMO. Se il concetto di ROI, ovvero ritorno sull’investimento, ti è sconosciuto, forse questo è il momento giusto per colmare la lacuna. Come farlo subito, prima di procedere oltre nella lettura, in tempo zero e gratuitamente? Semplice, in questo mio articolo c’è la spiegazione, la formula e la definizione (ti serviranno per cogliere fino a fondo le opportunità che stanno offrendo le cripto in questo periodo).

SECONDO. Consiglio? Leggi questo articolo fino alla fine per scoprire finalmente anche tu l’unico modo sicuro per riuscire ad afferrare questi ghiotti treni che stanno incrementando il tenore di vita di tante persone oggi, con queste percentuali di capital gain elevatissime tanto insolite quanto immediate se guardate da un’angolatura cassettistica.

Quanto si può guadagnare investendo in cripto

Se sei uno molto preparato, negli investimenti tradizionali, non è escluso che tu possa fare il 2%, il 3% fino ad arrivare a guadagnare fino al 7% o anche al 15% in un solo anno!!! Bene dimentica questi numeri perchè quelli delle cripto stanno su un altro pianeta (appoggiato in una galassia lontana lontana, a distanza di svariati ordini di grandezza).

Infatti… ROI da 54.519%, 65.024%, 184.369% nel giro appena qualche anno 😱😱😱 (fonte icostats) non si vedono molto spesso nel mondo degli investimenti tradizionali, in qualunque campo si cerchi.

Chiaro, questi numeri sono riferiti ai 3 ROI che hanno battuto i record del mondo delle cripto… il fatto è che, di questi tempi, guardandosi attorno nel mondo delle criptovalute, non è poi così raro imbattersi in capital gain dell’ordine anche “solo” del 100% in pochi giorni 😱😱😱…

In tutto simili a quelli dell’era “dot-com” degli anni ’90, sono solo alcuni dei numeri che le valute digitali stanno regalando in questi mesi ai crypto-investitori ed il bello è che, nella maggior parte dei casi, non si tratta nemmeno di trader professionisti esperti in analisi tecnica, indicatori di mercato o money management ma di persone che, come te, hanno già sentito parlare di Bitcoin ma che, al contrario di te, hanno già colto la portata della rivoluzione provocata dalla Block-Chain – ovvero, ciò che si nasconde sotto il cofano di nomi come Bitcoin, Eterum o Ripple-.

Infarinatura (a razzo 🚀) sul mondo della blockchain

Prima di passare alla parte operativa del “come fare soldi con le cryptovalute” è fondamentale che tu abbia ben chiaro che cosa si intende per Blockchain. Ok, in effetti non è proprio necessario che tu ne conosca i risvolti tecnico / informatici (peraltro complicatissimi) ma un’infarinatura di base ti permetterà quantomeno di comprendere le regole del gioco. Per fare ciò prenderemo a prestito un esempio dal mondo bancario “tradizionale” (non me ne vogliano i crypto-ultras 🙂 ) ed uno da quello del pear-to-pear.

Gigi&Mario: esempio pratico

Gino ha 10.000 € sul suo conto corrente bancario della banca A. Mario ne ha 12.000 sul suo conto nella banca B . Gino manda un bonifico di 1.000 € a Mario (no, non lo so perché… forse erano tanto amici, Gino doveva dei soldi a Mario, forse ha semplicemente acquistato qualcosa da lui, insomma, direi che al fine della Blockchain gli intrallazzi tra Gino e Mario sono irrilevanti; ciò che conta è il passaggio di denaro dalle tasche del primo alle tasche del secondo). A questo punto, Gino avrà 9.000 € a saldo sul suo conto corrente bancario, mentre Mario ne avrà 13.000 . Ora, la domanda è: tecnicamente, dove viene tenuto il registro di questi pagamenti, in altre parole, dove vengono annotati questi numeri? Semplice, in un enorme “foglio excel” (chiamiamolo database) che viene salvato ed aggiornato nei server delle banche A e B.

Pear-To-Pear… Sì, c’entra.

Ora, mettiamo per un secondo in pausa l’argomento delle transazioni economiche e facciamo un piccolo un salto quantico nel mondo del peer-to-peer. Torrent, per intenderci. Il principio del file sharing attraverso la tecnologia peer-to-peer si basa sul fatto che, quando un utente desidera scaricare un file dalla rete, in realtà non scarica sul proprio device l’intero file da un unico server o computer connesso dall’altro capo del mondo ma scarica in maniera coordinata i tanti “mattoncini” che compongono il file tramite i computer di tutto il mondo che stanno simultaneamente condividendo con gli altri utenti della rete l’accesso ad esso. Un pezzettino da qui, un pezzettino da lì, un pezzettino da là et voilà… file downloaded!

Gigi&Mario + PearToPear: la Blockchain come non te l’hanno mai spiegata

Bene, block-chain (in italiano letteralmente: catena di blocchi) ovvero, per citare Wikipedia, “una lista in continua crescita di record, chiamati blocks, che sono collegati tra loro e resi sicuri mediante l’uso della crittografia” (e dunque che può garantire la riservatezza dei record stessi) è, in sintesi l’unione di questi 2 mondi: un grande database “decentralizzato” condiviso sui device sparsi in tutto il mondo di cui, uno dei suoi principali vantaggi, è quello di essere praticamente indistruttibile e non forzosamente alterabile.

Per rendere l’idea: come pensi che il genio del male di turno potrebbe fare se volesse fare in modo che, chiunque scarichi il libro de “Il piccolo principe” mediante pear-to-pear, si ritrovi nella cartella in download un pdf dal titolo “Il piccolo re”?? Dovrebbe simultaneamente hackerare e modificare n. devices (centinaia, migliaia, milioni???) sparse in tutto il mondo e modificare il file che esse condividono; cosa quantomai improbabile a farsi…

Questo solo fatto, unito ad una serie di altre chincaglierie cibernetiche all’ultimo grido, stanno aprendo scenari inimmaginabili fino a solo qualche anno fa. Tanto per citarne 3 a caso oltre al blasonato impiego nel caso del puro trasferimento di denaro iniziato da Bitcoin, ma la lista di utilizzi di questa tecnologia si estende alle migliaia di voci:

legittimazione del voto elettorale digitale (con sicurezza del 100%)

riduzione drastica della burocrazia nel caso delle compravendite immobiliari (i database decentralizzati applicati al settore della compravendita immobiliare possono aiutare a registrare, monitorare e trasferire titoli fondiari, atti di proprietà, privilegi ecc. e contribuiscono ad assicurare che i documenti siano accurati e verificabili)

certificazione dell’impiego delle donazioni ricevute da enti benefici (la blockchain infatti è in grado di permettere di monitorare come un ente non-profit spenda le donazioni ricevute).

Ebbene sì: siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione tecnologica della medesima portata dell’invenzione di Internet (i cui effetti positivi sono ormai sotto gli occhi di tutti noi) e chi se ne sta rendendo conto ha un vantaggio economico potenzialmente illimitato rispetto a chi vuole tenere la testa sotto la sabbia o non si sta nemmeno accorgendo che il vento ormai è cambiato.

Un’invenzione rivoluzionaria non può essere dimenticata; se essa apporta dei reali vantaggi l’umanità non può smettere di usarla e dimenticarsene come se niente fosse. La ruota, la penicillina, la lampadina ed i microprocessori, così come Internet stesso, sono gli esempi più lampanti di questo principio.

Dunque, appurato che siamo difronte ad una vera e propria svolta planetaria tecnologica i cui effetti, come dicono gli analisti, si incominceranno a vedere su larga scala nei prossimi 5 o 10 anni al massimo, è giunta l’ora di rispondere alla domanda:

Come si fanno i soldi con le cripto? (pssss…con le ICO😃)

Non me ne vogliano i nerd né i più appassionati e competenti sostenitori della Blockchain ma, per semplificare, possiamo affermare che, tendenzialmente, la Blockchain sembrerebbe essere LA soluzione.

La Blockchain è utile ovunque si renda necessario l’impiego di un database che abbia come fine il rendere facilmente accessibili i dati mantenendo standard elevatissimi di sicurezza informatica, garantendo la privacy dei records, l’accuratezza dei registri, per prevenire potenziali azioni di hacking o per evitare possibili perdite di dati (cosa che avviene in praticamente in tutti i settori: dal sistema bancario alla sanità pubblica, dal mondo accademico alle scommesse sportive, dalla gestione dell’energia elettrica ai programmi di affiliate marketing e network marketing, dalle pratiche notarili alla logistica dei trasporti, alla compravendita di azioni – e così via-).

Ecco dunque che, individuato un problema dovuto al collo di bottiglia tipico di una gestione centralizzata dei record, i team e gli imprenditori di tutto il mondo, pionieri della tecnologia Blockchain, stanno oggi avviando su base quotidiana aziende che, mediante l’utilizzo di questa prodigiosa innovazione tecnologica, offrono in pressoché ogni settore soluzioni alternative, dal carattere decentralizzato, agli ostacoli dovuti alla centralizzazione dei records.

E così, Bitcoin è nata con l’idea di offrire un’efficace alternativa al sistema bancario tradizionale; Ethereum, mediante l’implementazione di smart contracts (contratti intelligenti) si prefigge di mettere in scacco le burocrazie di tutto il mondo creando un legame indissolubile tra la sua stessa valuta (l’Ether – parente stretto di Bitcoin -) con l’acquisizione del bene transato; Dadi, facendo leva sulla Block-Chain, mira a garantire infrastrutture web di data storage, computing e database dedicate alle aziende; DataWallet ha l’ambizione di realizzare la principale infrastruttura web dedicata all’interazioni di oggetti connessi all’ ”internet delle cose”, e così via.

Ogni giorno, in maniera del tutto analoga a quanto avviene per le aziende che si strutturano in modo tale da poter essere quotate in borsa mediante una cosiddetta IPO (dall’inglese initial public offering), svariate aziende 3.0 nei più vari settori, che promettono di risolvere un problema dovuto al collo di bottiglia della centralizzazione mediante una soluzione originale basata su Blockchain, aprono le porte agli investitori di tutto il mondo per capitalizzarsi e disporre così di un ingente somma iniziale per dare il via ai lavori.

In questo caso però, anzichè di IPO, si parla di ICO (Initial coin offering): gli investitori, anziché comprare delle azioni in regime regolamentato dagli enti appositi preposti al controllo -in Italia la Consob, negli USA la Sec-, acquisiscono dei cosiddetti “Token”.

Cosa sono i Token e a che cosa servono

I token sono, in pratica, la cryptovaluta propria dell’azienda stessa, “inventata per l’occasione” per così dire – come ad esempio gli Ether proprio di Etherum – e solitamente hanno 2 caratteristiche:

  1. I token proprietari dell’azienda saranno la sola valuta utilizzabile per accedere al servizio dell’azienda stessa
  2. SE (ed è un SE grande come una casa) l’azienda avrà successo, i token si rivaluteranno e saranno rivendibili con un certo capital gain (cosa che di questi tempi comunque avviene spesso a quanto pare…).

In questo modo anche team ristretti, nel giro di breve tempo, possono riuscire a capitalizzare il loro progetto con anche decine di milioni di dollari.

Esempio di ICO

Un esempio pratico anche se di fantasia: un team di addetti ai lavori inventa un modo per sfruttare la Blockchain in maniera che la pratica del car sharing (l’utilizzo condiviso delle automobili) sia reso più comodo, pratico, sicuro, veloce ed economico (non ci interessa tanto il come intenda far ciò, è solo un’ipotesi).

Questo team, decide di costituire un’azienda: la Block-Sharing Ltd. il cui slogan è “il car sharing per dimezzare le emissioni di CO2 nei prossimi 5 anni” (pessima USP per chi si intende di marketing… ma tanto per giocare).

Ok, Block-Sharing non produce ancora niente, non ha capitali alle spalle, non ha immobili o beni strumentali, ma ha un team con un’idea attuale, un grande progetto che potenzialmente può interessare milioni di individui in tutto il mondo e le competenze per portarlo a termine.

Ora, per capitalizzarsi ed avere così il denaro necessario a sviluppare il progetto che salverà il pianeta dalle emissioni degli autoveicoli nei prossimi 5 anni, la Block-Sharing ha diverse opzioni tra cui poter scegliere, ad esempio:

▶️ quotarsi in borsa cedendo delle percentuali di azienda ad investitori privati (con tutte le difficoltà connesse al poter accedere ad una situazione tale ed i rischi legali connessi a non essere in grado di riuscire a garantire i dividendi promessi)

▶️ farsi finanziare dalle banche mettendo a garanzia beni immobili dei membri del team

▶️ trovare uno o due joint venture capitalist o alcuni business angel (pochi, 1, 2, 5, 10..) che credano nel team e nel progetto

▶️ avviare una campagna di crowd founding per raccogliere il denaro necessario a partire tramite centinaia o migliaia di micro donazioni

▶️ avviare una ICO

Tuttavia, poiché l’intero progetto è supportato dalla tecnologia Blockchain (in cui per le aziende è di prassi inserire l’aspetto valutario e di gestione di transazioni economiche sicure) in questo caso la scelta dell’azienda ricade ovviamente proprio sulla ICO.

Il team marketing di Block Sharing si mette dunque al lavoro e, nel giro di breve tempo, con un esiguo investimento in comunicazione, l’azienda presenta il suo progetto sotto forma di sito web e del fondamentale “white paper”: il business plan ufficiale dell’azienda che, tra l’altro, spiega, oltre ai dettagli con cui l’azienda intende innovare il settore del car sharing, anche come e quanto gli investitori che partecipano alla ICO saranno remunerati SE (un SE grande come una casa) l’azienda avrà successo.

Si aprono le porte! Ora i token dell’azienda vengono venduti a pochi centesimi l’uno con la prospettiva di un guadagno, stando al white paper, del 200% o più nei prossimi pochi mesi, e l’azienda ha ora in mano il contante FIAT ($, €, ecc..) per poter pagare affitti, stipendi, marketing e comunicazioni, beni strumentali, ecc.. ed iniziare così a conquistare il mondo del car sharing.

A questo punto l’evoluzione dello scenario, al pari di un’avventura testuale, si trova davanti un bivio:

STRADA A) L’azienda, dopo aver incassato gli investimenti, implode, dichiara forfet, scappa col malloppo, ecc.. e nessuna Consob sarà mai in grado di correre dietro all’amministratore delegato (ecco perché gli investimenti in crypto currencies sono potenzialmente così rischiosi)

STRADA B) L’azienda tiene fede al white paper, le emissioni di CO2 iniziano immediatamente a diminuire ed i partecipanti alla IPO, ora in possesso della valuta necessaria a comprare i servizi della Block Sharing, rivendono i propri token a chi è effettivamente interessato a beneficiare del servizio (ovviamente, ad un prezzo maggiorato di svariate decine o centinaia di punti percentuali)

Se vuoi buttare nel cesso i tuoi soldi ⛔️NON leggere QUI⛔️

Essere in grado di riconoscere con precisione le vere opportunità di guadagno da ICO “farlocche”, di gestire il proprio portafoglio in modo da mantenere sempre un bassissimo profilo di rischio calcolato ed acquistare o vendere i token nel giusto timing non è una cosa semplice: si impara sul campo, nei forum o nei gruppi facebook, frequentando le community e, in genere, assorbendo notizie da blog, canali youtube e newsletter dedicate, tipicamente in inglese.

Quello che però posso ancora fare per te su questo sito è, prima ancora di suggerirti di “googolare” sull’argomento, di permetterti acquisire le 2 skills che, da sole, ti possono aiutare a salvare il tuo denaro da ICO funeste, permettendoti così di diventare un investitore seriale professionista in ICO:

🔴 diventare un mago dell’asset allocation (cosa che permette sempre di ridurre i rischi massimizzando i profitti sul lungo termine): questo mio articolo, come è stato definito da un mio amico, è “la bibbia dell’asset allocation

🔴🔴 diventare esperto nel valutare i white peper (i business plan delle aziende che si prodigano nel lancio della loro ICO): questo è il primo di 2 post miei sull’argomento che, se leggerai e terrai a mente mentre valuti i white paper delle aziende su cui intendi investire, ti permetteranno di investire solamente sui cavalli vincenti.

Buona lettura e, soprattutto, buone ICO!

Quanto si può guadagnare (davvero) investendo in una start up

Se ti stai chiedendo se investire in nuove startup convenga all’investimento e su quale tipo di startup conviene investire questa pagina fa proprio al caso tuo.

La risposta a questa domanda è semplice (perchè è mal posta): da 0 a +∞. Impegnarsi nel capitalizzare il proprio denaro in una startup significa, per definizione, effettuare un investimento ad alto rischio e ad alto potenziale di guadagno. Esistono casi di progetti avviati con meno di 1000 € che fruttano mensilmente decine o centinaia di migliaia di euro a partire dal 13° mese di attività (sono tipici ovviamente internet business fondati su idee innovative o su contenuti estremamente utili o interessanti), come investimenti da 250.000 € in startup farmaceutiche che stanno faticando ad arrivare a pari dopo 6 anni, così come casi in cui il capitale iniziale è stato completamente bruciato

Diciamo che, se stai cercando di capire se conviene investire in startup è bene che tu ti faccia prima qualche quesito di supporto come ad esempio: su quale tipo di startup conviene investire, perché investire in una start up, esistono e se sì, quali potrebbero essere i vantaggi in termini fiscali nell’ investire in startup, ci sono anche dei rischi connessi, come si quantifica il guadagno di un’operazione di investimento in startup ed, infine, potremmo rispondere più accuratamente alla domanda iniziale: quanto si guadagna con una startup.

In questo post l’intento è quello di porre le basi per cercare di rispondere ad ognuna di esse.

Introduzione

Decidere di investire in un’attività come la startup rappresenta l’ultima frontiera in termini di investimenti successo imprenditoriale, anche se, come è logico, ce ne sono alcune in grado di decollare sin da subito ed altre che invece incontrano più difficoltà nell’ingranare la marcia. Tuttavia con l’impegno costante e con la determinazione al successo si possono raggiungere risultati davvero eccezionali, che fanno s^ che convenga investire in startup.

E alla domanda fatidica “Potrei, anche io, investire in una startup di successo?” la risposta non può che essere affermativa. Una startup, per essere vincente però deve rispettare dei canoni particolari, deve essere costruita dal suo team sulla base dell’innovazione e sulla base di conoscenze e capacità sia professionali che personali.

Il mondo delle startup richiede immaginazione ed inventiva. L’imprenditore che intendi finanziare deve pertanto assumere un atteggiamento in grado di consentire una costruzione fantasiosa e di successo, in grado di far fronte alle problematiche e di superarle con estrema agevolezza.

È normale che inizialmente possano mancare alcune caratteristiche per affrontare questo percorso vincente, ma con la giusta “cura”, e lavoro costante, si può davvero ottenere una startup vincente.

Particolarmente interessante è il mondo degli investimenti in aziende in crisi che ho trattato in quest’altro articolo di questo stesso sito, dedicato alle re-startup, che ti consiglio di leggere.

Perché investire in una start up

Perché investire in una startup? E perchè no potrei chiederti io?

Ci sono tante ragioni per cui investire in startup sia una cosa sensata: il ritorno sull’investimento potenzialmente infinito, l’emozione di contribuire alla realizzazione di un’azienda potenzialmente molto forte e la condivisione dell’entusiasmo con gli imprenditori sono alcuni tra i fattori più motivanti in questo senso.

Tuttavia è bene fare alcune precisazioni. In questo campo, non occorre essere dei geni per investire e avere successo. È ovvio che ci possano essere delle riserve o delle paure: certo, le difficoltà oggettive ci sono, ma sono superabili e non precludono mai del tutto la buona riuscita dell’operazione.

Questi ipotetici ostacoli infatti sono superabili dai vari mezzi che oggi offre la rete. Non a caso, per buttarsi a capofitto in un investimento, non occorre per forza avere in intermediario, ma si può prendere contatto con una startup in piena autonomia e senza costi aggiuntivi.

Investire in un progetto come le startup dovrebbe significare anche, in una certa misura, cercare di farsi le idee chiare sul settore. Su quale tipo di startup convenga effettivamente investire è ciò che andremo subito a considerare, dopodiché esamineremo nel dettaglio guadagni, rischi, e vantaggi.

Su quale tipo di startup conviene investire

Una di quelle domande la cui risposta ha un valore inestimabile è: qual è la categoria migliore di startup nella quale conviene investire?

Ricordiamo infatti che rispetto ad altre tipologie di impresa, le startup innovative hanno delle peculiari caratteristiche previamente indicate dalla legge. Il loro obiettivo è quello di dare vita a prodotti e servizi che siano innovativi e caratterizzati da una qualità tecnologica di alto livello, inoltre è necessario che non siano nate da più di cinque anni e devono basare il loro progetto nel campo della ricerca tecnologica.

Si tratta di startup che hanno enormi mezzi per poter crescere ad alti livelli, ma al tempo stesso presentano rischi elevati di insuccesso (radicato in ognuna di esse, ovviamente). Oltretutto, per un investitore, queste sono tipologie di attività che permettono di investire per brevi-medi periodi.

Sino ad un anno fa, solo per questa tipologia di startup era previsto dall’ordinamento quello che viene chiamato sistema di investimento diffuso, l’equity crowdfunding, previamente disciplinato dalle normative dalla Consob e facilmente comprensibile da parte degli utenti e dei risparmiatori.

Invece, dall’inizio del 2019, sia quelle startup che non sono innovative, ovvero non iscritte nel registro opportuno, che le piccole medie imprese hanno diritto ad accedere allo stesso metodo di finanziamento: una novità come questa ha permesso agli investitori di avere un raggio di scelta molto più largo rispetto a prima.

In questo modo le possibilità per l’investitore cambiano e migliorano allo stesso tempo. Infatti potrà decidere se investire il proprio denaro in una realtà come la startup che comporta un rischio maggiore, oppure prendersi un rischio minore e optare sulle pmi già presenti sul mercato. Questo spinge le imprese a creare delle campagne volte a promuovere gli investimenti indirizzati verso le loro realtà.

Dove trovare startup su cui investire

L’alternativa più facile e con maggiori garanzie per il proprio investimento è quella di consultare una lista di siti. Il primo sito al quale affidarsi è senza dubbio il portale della Consob. È molto importante che ci sia uno strumento che permetta la vigilanza istituzionale, che sia allo stesso tempo imparziale, in maniera tale che sicurezza e trasparenza non vengano mai negate.

È sufficiente accedere all’elenco di coloro che gestiscono degli equity crowdfunding per consultare lalista di quelle che sono le piattaforme dotate di autorizzazione per poter raccogliere capitali di questo genere. Questo è senza dubbio il metodo migliore per evitare di essere truffato.

Tuttavia, questo elenco ridurrà drasticamente la possibilità di guadagni interessanti: esistono davvero moltissime realtà nel web, molto serie e trasparenti, che bisogna tenere in considerazione quando si è interessati ad investire in startup. Le migliori 10 (+1 segreta) sono state elencate nel mio post dedicato a dove trovare startup su cui investire che ti invito a leggere subito.

Ah, beh, ovviamente potrebbe risultare una lettura estremamente interessante per te anche quest’altro articolo mio che ho dedicato a come trovare idee di business innovative (inutile dire… recommended!!).

Quali sono i vantaggi fiscali di investire in startup

Dall’1 gennaio 2017, coloro che investono hanno diritto ad una detrazione fiscale, pari ad un terzo dell’importo investito. L’opinione comune è che la legge stia provando a preservare il successo dell’impresa, salvaguardando coloro che decidono di finanziare l’attività.

Addirittura pare che, in concomitanza dell’entrata in vigore della nuova legge di bilancio, le agevolazioni sono salite fino al 30%. Più semplicemente chi sostiene una startup sconta le proprie tasse per un terzo della somma versata nell’aumento di capitale.

È palese che, per godere di simili agevolazioni, l’investitore abbia degli obblighi a cui assolvere. Deve poter presentare delle certificazioni e dei documenti attestanti il suo investimento. In primis deve essere in possesso di un piano di investimento della startup, al cui interno si trovano tutte le informazioni specifiche sull’attività e sull’andamento dei profitti.

Sembra che nel 2017 l’ordinamento italiano abbia aggiunto dei privilegi in termini di fiscalità per coloro che decidono di investire il proprio denaro in attività come le startup o le piccole medie imprese nel settore dell’innovazione. Questi aiuti hanno modificato la quota di detrazione IRPEF, portandola al 30% del denaro investito.

Esistono inoltre altre condizioni che sono per causa di forza maggiore da rispettare al fine di avvalersi questa detrazione. Una di questa riguarda la quantità massima che è possibile detrarre nell’arco di un anno di imposta: ovvero un milione di euro. Cifra che corrisponde a un risparmio che si aggirerebbe intorno ai 300mila euro. L’investimento va eseguito per un lasso di tempo di 3 anni.

Quali sono i rischi di investire in startup

Qualsivoglia tipologia di startup, per quanto innovativa essa sia, può apparire rischiosa in termini di investimento, a seconda della propria natura e del settore in cui opera.

In ogni caso l’investimento destinato ad una startup è sempre un investimento ad alto rischio. E’ vero, il potenziale è illmitato, ma è altrettanto vero che anche gli imprevisti e la legge di Murphy sono all’agguato.

Il rischio più grande è di perdere il proprio capitale, ragion per cui sarebbe sempre importante valutare una logica di differenziazione, argomento che ti invito ad approfondire nel mio articolo dedicato alla creaione di asset allocation (o portafogli da investimento) che trovi QUI.

Il ROI

La domanda che tutti gli investitori si pongono riguarda, ovviamente, i guadagni. Il settore di mercato in cui investire dovrebbe già di partenza avere ovviamente un buon trend in grado di consentire ottimi potenziali guadagni.

Di solito chi ha da parte del capitale e si approccia al mondo degli investimenti per la prima volta, come prima opzione si rivolge ad una banca e, tendenzialmente, si fa vendere dei prodotti finanziari che, nella migliore delle ipotesi, sono basati su titoli di stato a basso rischio e bassissimo rendimento. Ovviamente si tratta di possibili investimenti che potrebbero portare uno scarso guadagno e a cui si devono aggiungere tutte le spese che vanno addebitate per i costi delle operazioni. Questo approccio, del tutto improntato sul basso rischio, praticamente non considera uno dei fattori di maggior importanza, quello su cui nessun altro tipo di investimento oltre all’investing sulle startup è in grado di offrire.

Il ROI, o Return Of Investiment. È facile da intuire che si tratta di un parametro usato per la misurazione della redditività di un investimento. Detto più semplicemente si tratta del ritorno operativo di un investimento indipendentemente dal tipo di impresa o di investimento analizzato. Su una startup si può applicare un ROI? Ovviamente sì, ed è un parametro questo da analizzare prima di addentrarsi all’interno dell’investimento in una impressa innovativa.

Se investo 100 e, dopo un certo tempo sono in grado di uscire dall’investimento portandomi a casa 110, il ROI è del 10%. Ritorno sull’investimento; in percentuale.

Esaminando la convenienza di investire o meno in un’attività come le startup innovative, il bilancio del ROI è uno dei requisiti essenziali necessari a valutare la capacità di un’impresa in embrione di generare introiti.

Se i numeri che stanno alla base di un business plan sono veritieri e comprovabili, grazie al ROI è possibile godere di un indicatore veritiero (in questo articolo spiego esattamente come valutare un business plan prima di investire in una startup), efficiente e in grado di rappresentare l’uso delle risorse atte alla produzione degli utili nell’ambito delle attività caratteristiche dell’azienda stessa. Lo stesso permette con esattezza di misurare la redditività generata dall’attività specifica.

I meccanismi in grado di stabilire le regole del ritorno sull’investimento si ritrovano nel concetto di clausole di liquidazione preferenziale, chiamate in gergo start-up private equity e Liquidation Preference.

Ecco dunque che il ROI nelle start-up è legato a molti fattori:
✅ La tipologia di investitore (e.g. istituzionale, società privata, angel investor);
✅ Le dimensioni e la durata dell’investimento;
✅ L’oggetto della società in cui si investe.

Nel momento in cui viene stabilita la Liquidation Preference si inizia a fare rifetimento al valore della società stabilito prima ancora che fosse richiesto l’investimento (stabilito cioè a monte dagli ideatori del progetto).

Ragion per cui essa è fondamentale per un investimento a valorizzazione più alta in grado a sua volta di garantire un maggiore ritorno economico attraversò meccanismi che restituiscono somme pari ad “enne” volte l’investimento.

Quanto si guadagna con una startup

Parlando in termini pratici dei guadagni, secondo le statistiche il 71% dei fondatori di startup porta a casa uno stipendio minimo di 50 mila dollari l’anno. Questi dati sono stati pubblicati da The Next Web in collaborazione con Compass.

Secondo i dati riportati, circa 11.160 startup di tutto il mondo hanno raggiunto un successo senza precedenti. Gli esiti sono palesi: diventare imprenditore e/o investitore di una giovane azienda non vuol dire essere ricchi sfondati, ma vuol dire mettersi da parte un bel gruzzolo. Il fatto che un fondatore non diventi milionario non è una cosa affatto negativa: anzi significa che la maggior parte degli utili vengono raccolti grazie agli investimenti, e si favorisce dunque anche il guadagno dell’investitore.

Dall’esame di uno stipendio medio globale, la maggior patte degli imprenditori di startup pensa al benessere della propria impresa non portando a casa un introito ingente. Addirittura si contano quasi 8 mila su 11.160 i fondatori che incassano da zero a 50 mila dollari ogni anno, per una media massima di circa 4 mila dollari lordi al mese.

Per quanto concerne l’Italia invece, nonostante si stia adeguando molto lentamente a questa nuova realtà d’investimento, i numeri registrati sono comunque positivi. Stando ai contenuti della “Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione e sull’impatto della policy a sostegno delle startup e delle PMI innovative” redatta dal ministero dello Sviluppo economico, è aumentato il numero di imprese (salite a 6.363 a giugno 2016) innovative non solo per il livello di impiegati (oltre 34 mila), ma anche per valore di produzione nell’insieme (585 milioni di euro).

Ovviamente la storia di ogni impresa è a sé stante e ha un livello differente in base alla sua dimensione e al suo approccio all’attività. Ci sono infatti startup con una portata molto più ampia, che hanno seguito un processo molto più complesso e impegnativo riuscendo a incassare anche stipendi medi mensili di 20 mila euro. Questi introiti arrivano soltanto col passare del tempo, quando cioè l’attività ha ingranato e ha raggiunto i consumatori a pieno voti!

Se questi sono i guadagni per l’imprenditore, quali saranno invece quelli dell’investitore? Al di là infatti dei vantaggi fiscali di cui il possibile finanziatore può godere a fronte dell’investimento, il soggetto che intende sottoscrivere quote in una start up innovativa avrà diritto ad un guadagno immediato del 30% sotto forma di detrazione. Egli avrà altresì diritto a spartire gli utili in proporzione alla quota sottoscritta.

Investire in una startup: opinioni e consigli pratici

Abbiamo sommariamente inquadrato come funziona l’investimento nelle startup nel nostro paese: ma quali sono gli effettivi passi da compiere per accentrarsi in questa attività redditizia?

Come prima cosa bisogna stabilire quale sia la quota di capitale da investire. Questa rappresenta infatti la prima operazione su cui porre il massimo dell’attenzione. Esso comporta una valutazione del capitale complessivo a disposizione. In questo modo possibile decidere quale parte va posta su un investimento a rischio.

A questo punto è possibile effettuare l’iscrizione presso una piattaforma autorizzata. Registrarsi alle varie piattaforme non è a pagamento, e consente di recuperare la quota investita qualora non si totalizzi l’auspicato target di investimento.

Inoltre si devono esaminare le offerte disponibili sul portale: se non si hanno già le idee chiare sulla startup in cui investire, si possono passare al vaglio le varie proposte disponibili. I portali mettono a disposizione una serie di informazioni che consentono di elaborare l’investimento. Tuttavia è bene procedere alla raccolta di quante più informazioni possibili, per capire se davvero convenga o meno.

Infine non deve mancare un esame circa l’idoneità all’investimento. Questo lo si può fare grazie al portale scelto, il quale fornirà tutti i documenti attraverso una serie di domande che chiariranno l’esistenza del rischio insito nell’investimento stesso. È questa una verifica obbligatoria per legge in Italia, ma nessuno vieta di valutare un investimento anche qualora non fosse tecnicamente “idoneo” ma il business plan dimostrasse di passare l’esame dei 50 step che ho descritto in questo secondo post dedicato all’argomento... A questo punto siamo pronti a procedere con l’investimento. Pur essendo di solito previste delle quote, se ne può acquistare sia una che più di una, fino a quando non si giunge alla cifra che abbiamo deciso di investire

I 6 passaggi per aprire con successo un’impresa (😀 con pochi soldi)

Hai un pò di soldi e vorresti avviare un progetto remunerativo? 6 step per evitare gli errori classici che commette chi vuole aprire un’impresa con pochi soldi.

Secondo la mia esperienza, gli step per aprire delle attività con pochi soldi sono principalmente 6 (daremo un’occhiata più ampia ad ognuno di questi all’interno dell’articolo):

  1. Trova idee etiche ed innovative su cui investire e scegline 1
  2. Trova dei soci operativi capaci di far fruttare il tuo denaro
  3. Controlla che (almeno) i numeri stiano in piedi
  4. Crea un prototipo di business (la versione più basilare possibile)
  5. Punta ad ottenere i primissimi risultati prima di ieri
  6. Reinvesti gli utili finché non si va a regime

Per ogni step che andrò ad introdurre metterò a tua disposizione ulteriori risorse ed articoli del blog di approfondimento e con i quali aumentarai la tua conoscenza dei singoli temi.

Introduzione

Il goal ⚽️ di questo articolo è quello di offrire dei consigli su come muoverti per creare un’attività, anche con pochi soldi.

In questo post pertanto desidero offrirti quella che secondo me è la procedura step-by-step più sensata su come creare un’impresa che sia adatti alla quantità di denaro che hai da parte, e che hai intenzione di far fruttare investendo in un progetto redditizio. Entriamo subito nel vivo…

1) Trova idee etiche ed innovative su cui investire e scegline 1

Immagino che, per quanto pochi soldi tu abbia intenzione di investire, il tuo obiettivo possa essere quello non di investire nel primo progetto che capita, ma di farlo in un’idea 💡 che sia al tempo stesso etica ed innovativa: probabilmente dunque anche tu vuoi stare lontano dalle classiche vecchie idee (ormai obsolete) di business.

Immagino tu possa immaginare quanto possa costare aprire un’impresa classica come può essere un tabaccaio, un ristorante o un piccolo negozio 😰. Per questo ci tengo a sottolineare quanto sia importante prestare particolare attenzione al mondo online, nel quale potresti avere più facilità nel trovare un progetto sul quale investire, anche con una piccola quantità di denaro risparmiato.

A parità di investimento, nell’online ci sono buone probabilità di avere un ritorno sull’investimento nettamente superiore.

Ho parlato più approfonditamente di come muoverti, dove trovare idee di business innovativi su cui investire ed alla portata delle tue tasche e, soprattutto, di come selezionare il business che merita il tuo denaro in questo mio ulteriore articolo, nel quale, tra l’altro, ti spiego l’importanza del prendere in considerazione diversi progetti prima di investire e non uno solo.

Se sei nella fase in cui non hai ancora individuato l’idea giusta su cui investire ti consiglio vivamente di leggerlo 😀👍 QUI.

2) Trova dei soci operativi capaci di far fruttare il tuo denaro

Il tempo è denaro: sono sicuro che questa legge tu la conosca bene. Anche se inizialmente potresti voler occuparti personalmente di tutte le faccende che riguardano l’impresa, ti consiglio di pensare a un’piano B poichè fare tutto da soli, specialmente quando i budget sono risicati, potrebbe risultare non solo molto faticoso ma addirittura snervante.

L’ideale perciò, soprattutto all’inizio, sarebbe quello di avere una persona al proprio fianco con la quale suddividere il lavoro. Il consiglio che desidero offrirti quando intendi avviare un’attività con pochi soldi, è dunque quello di trovare un socio operativo, un braccio destro fidato, competente, determinato.

Se quattro mani e quattro occhi si occupano di un progetto, questo verrà sicuramente portato avanti potenzialmente in maniera più veloce ed efficace. Meno tempo perso, meno soldi spesi per avviarlo.

Ma come si trova un socio operativo serio, fidato, affidabile e professionale e, soprattutto, quanto tempo ci vuole??

Anche per questo punto 2. ho preparato una risorsa per te: l’articolo che ho scritto qualche tempo fa intitolato “Dove trovare socio operativo (cucito su misura per te)” in cui, tra l’altro, ti segnalo quello che, a mio parere, è il portale che meglio ti permette di trovare il socio operativo in maniera rapida, anche grazie alla sua efficace organizzazione. In questo articolo ne ho scritto una recensione completa nella quale ti spiego come sfruttarlo al meglio e soprattutto quali step seguire per la ricerca del socio ideale.

Approfitto anche per dirti che, in quest’altro articolo 😉, ti offro una serie di suggerimenti sul come tenere alla larga i soci operativi che potrebbero invece farti perdere tempo prezioso e sudati risparmi: inutile dire che si tratta di un’altra risorsa altamente consigliata.

3) Controlla che (almeno) i numeri stiano in piedi

Questo è sicuramente uno dei punti più importanti di tutto il progetto: il business plan. Il piano del progetto sul quale vorresti investire il tuo denaro è la base di tutto.

Il business plan è documento programmatico e strategico che gioca ruoli diversi e fondamentali nella buona riuscita di un’operazione come quella che stai ipotizzando, specie se i budget sono risicati, perchè:

▶️ Fornisce una strategia chiara
▶️ Permette di identificare i punti di forza e di debolezza del progetto
▶️ Determina dei punti di riferimento e delle tappe per l’attuazione del progetto
▶️ Fornisce le basi per la struttura finanziaria del business

Per questo motivo è veramente importante concentrarti nella creazione di un business plan o, se il business plan è già stato realizzato dal socio operativo, di valutarne con estrema cura ed attenzione ogni dettaglio prima di investire.

Un consiglio che vorrei darti, mentre ti approcci al business plan, è quello di mantenere i piedi per terra. Essere cauti e realisti sono le migliori premesse in questo caso. È di vitale importanza infatti capire se il progetto su cui intendi investire sia realistico e, soprattutto, poter valutare  dei numeri, dei dati concreti sui quali questo possa reggersi in piedi.

Non voglio dilungarmi troppo in questa sede perché anche di questo argomento ne ho parlato in maniera molto più dettagliata: in questo articolo ti spiego, in generale, come capire un business plan di un progetto su cui intendi investire, mentre in quest’altro quali sono i 50 step per una corretta valutazione di questo tipo di documenti.

😀 Inutile dire che sono entrambe risorse gratuite ed ampiamente consigliate qualora tu ti stia accingendo ad investire in una società, per quanto piccola possa essere.

4) Crea un prototipo di business (la versione più basilare possibile)

Come abbiamo visto negli articoli che ti ho menzionato sopra, il business plan è fondamentale per indirizzare i primi passi, specialmente nelle prime fasi dell’investimento. Il progetto può risultare perfetto nella mente di una persona ma il passo successivo è quello di trasformarlo in realtà. Per fare questo è necessario investire il proprio denaro nella maniera corretta e non alla… “cavolo via!”😅.

Il modo migliore per farlo è quello di seguire un progetto: avere una scaletta, dei punti di riferimento e una classifica di quelli che sono gli ingranaggi più importanti dell’attività e sui quali investire il proprio denaro.

L’obiettivo iniziale è quello di dare una forma il più basilare possibile all’attività. Ricorderai che Roma non è stata costruita in un giorno solo… Avrai presumibilmente bisogno di tempo per raggiungere il risultato finale dei tuoi sogni: un’impresa etica ed innovativa che ti permetta di guadagnare anche cifre importanti.

Dunque, qual è il primo passo? Forse mettere l’intero ammontare dei tuoi risparmi nelle mani di un socio operativo conosciuto online? Direi di no… forse sarebbe meglio andare per gradi, per passi, ed il primo passo in questo caso è costruire un prototipo del tuo business: la versione più economica e meno elaborata possibile del business che hai in mente.

E’ un pò come voler costruire una macchina da corsa: prima di aggiungere carene, accessori ed optional è meglio fare una prova in pista con un telaio, 4 gomme, volante, freni e motore… Vabbè, magari la metafora non è delle migliori ma spero tu abbia intuito cosa intendo..  Per dirla al contrario: come sarebbe scoprire che il business che hai ideato non può funzionare appena dopo aver ultimato l’ultimo ritocco? Non sarebbe meglio scoprirlo prima? Insomma.. cerca di prototipare e di raccogliere dati prima di aprire il gas ed il portafogli.

ESEMPIO PRATICO 💻: intendi sviluppare e vendere un software? Prepara intanto una pagina di vendita, compra degli annunci su FB ed effettua qualche vendita di prova per constatare che il modello di business stia in piedi: rimborsa immediatamente gli acquisti e ringrazie il potenziale cliente che si è prestato da cavia inconsapevole con un omaggio (anche digitale al caso). Nessuno se la prenderà più di tanto se non ruberai i loro soldi… Ma se il sistema dimostra di essere in grado di stare in piedi allora, a quel punto, hai una macchina da corsa a cui mancano solo carrozzeria e optional: investi e completa tutti i tasselli che compongono il business e parti sul serio! (e senza aver rischiato tutto fin dall’inizio).

I primi investimenti sono infatti i passi più importanti di tutto il progetto. Investire seguendo uno schema progettato al meglio delle proprie possibilità, oltre a poter conferire la prima forma all’impresa, ti permetterà di percorrere con determinazione ed ottimismo la strada per raggiungere il tuo obiettivo: avviare un piccolo business di successo con pochi soldi.

5) Punta ad ottenere risultati prima di ieri

Visto che la quantità di denaro in gioco non è gigantesca, sono convinto che l’ultima cosa che vorrai è quella di accumulare debiti. Per questo, come già accennato sopra, è fondamentale investire i primi soldi nella maniera corretta.

E la maniera corretta è: mai investire e lasciare passare i mesi.

Crea il prototipo e parti immediatamente e se i risultati arrivano muoviti avanti attraverso gli step del business plan! Uno dei miei autori preferiti, Joe Vitale, ama spesso ripetere “L’universo ama la velocità!”. Ti è stato data un’idea di business, un pò di soldi con cui farla partire, uno o più soci operativi in gamba…

Sprecare tempo sarebbe un’insulto alla provvidenza dunque, agisci rapidamente o il fuoco per il progetto 🔥🔥🔥 si spegnerà senza vedere risultati immediati e correrai il rischio di aver semplicemente buttato via il tuo tempo ed una cospiqua parte del tuo denaro così faticosamente messo da parte negli ultimi anni.

E’ davvero importante perciò non lasciare trascorrere molto tempo tra l’inizio dei lavori ed i primi risultati: non si tratta di iniziare a rientrare il prima possibile delle spese: si tratta invece di constatare, con mano, che l’intero processo di acquisizione clienti e l’idea di business stiano in piedi.

Solo in questo modo hai maggiori probabilità di ottenere i primi risultati nel minor tempo possibile. Ogni giorno avresti una marcia in più, inizieresti la giornata in maniera positiva e tutto ciò ti permetterebbe di prendere le decisioni migliori per il tuo business e superare gli ostacoli con lo spirito giusto.

6) Reinvesti gli utili finché non si va a regime

Questo è uno dei miei temi preferiti in assoluto, ovvero cosa fare degli utili. Se il desiderio iniziale, giustamente, è quello di avere il segno più a bilancio, un grosso quesito nasce nella testa di ogni investitore per quanto riguarda la gestione degli utili.

Il suggerimento che vorrei darti è quello che di reinvestire tutti gli utili fino a quando il progetto non inizia a funzionare a pieno regime.

Perché ti dico questo? Perché questa è l’unica strada per il successo di un business a basso budget. Reinvestire gli utili nel progetto stesso permette all’attività di continuare a crescere, di rafforzare le basi e muoversi più velocemente e non morire di stenti.

È come una persona che, per tutta la vita, indipendentemente dai risultati che ha ottenuto continua a formarsi📈. Inoltre, non sai esattamente quali saranno le sfide dovrà affrontare la tua impresa un domani: il modo migliore per arrivarci pronto è quello di investire in lei costantemente.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine dell’articolo. Se mi hai seguito fino a qui significa che hai la stoffa per creare un’impresa anche partendo con solo una piccola somma di denaro.

Se riuscirai a seguire gli step che ti ho consigliato e combinare le informazioni che offro gratuitamente i questo sito avrai davvero buone probabilità di riuscire a dare vita alla tua impresa, indipendentemente dalla quantità di denaro che a tua disposizione.

Come avrai compreso, è necessaria una buona dose di conoscenza e la capacità di prendere le decisioni giuste nei momenti più opportuni. Con i consigli messi a disposizione in queste pagine, spesso frutto di studio ed esperienza di persone estremamente più avanti di me nel business che ho avuto modo di conoscere o di studiare, avrai più probabilità di superare gli ostacoli che troverai in questo percorso.

Quali sono i modi di investire sullo sport? Ecco I migliori 3 >>

Come conviene investire nello sport ? Ci sono molti modi per investire sugli sport più vari: questi sono i 3 migliori tipi di investimento da considerare e in cui entreremo in dettaglio in questo articolo.

  1. ⚽️ Costruire o riammodernare un impianto sportivo o una palestra
  2. 🏀 Diventare sponsor di una società sportiva (evitando l’errore numero 1 dei del 99% delle aziende che comprano uno spazio pubblicitario)
  3. 🎾 Diventare azionista di una società sportiva, ma solo se conosci QUESTO segreto>>

Vediamo dunque di partire con ordine e di analizzare tutte e 3 queste opzioni partendo da alcune domande che è utile farsi prima di mettere mano al portafogli.

Introduzione

Chiunque abbia lavorato un’intera vita per garantire un futuro a se stesso ed alla propria famiglia, sa bene il significato delle parole “sacrificio”, “impegno”, “lungimiranza” e proprio per questo sa apprezzare ancor di più quella fase della vita dove si raccolgono i frutti del proprio operato.

Suppongo che, se ci stai leggendo, non probabilmente sei uno di quei tipi a cui non piace molto a starsene per molto tempo “con le mani in mano”, anche potendoselo permettere: ogni fase della vita, infatti, acquisisce ulteriore valore se ci si proietta al di là del “qui ed ora”, se si decide, in altri termini, di continuare a costruire, immaginando il futuro dei propri figli e delle future generazioni.

Non di rado molte persone giunte ad una stabile posizione economica che, dopo aver messo su ed avviato la propria famiglia, decidono di rimettersi in gioco investendo in progetti imprenditoriali di varia natura ma ciò che ti propongo in questo articolo è una vera “sfida” in tutti i sensi, sia perché mettersi in gioco negli affari presuppone sempre una certa dose di coraggio e intraprendenza, sia perché il “core business” in questo caso è proprio la “sfida” stessa: investire nello sport ⚽️🏀🏈⚾️🎾.

Cosa c’è di meglio di trovare una strada che permetta di staccare mentalmente per qualche ora dal proprio lavoro e dalla routine quotidiana ed, allo stesso tempo, di investire in maniera etica e redditizia in un progetto dedicato al futuro dei nostri ragazzi?

Investire nello sport, oltre ad essere una tipologia di investimento potenzialmente remunerativa, rappresenta anche un investimento sul futuro delle nuove generazioni: se quest’affermazione ti sembra esagerata o troppo astratta, ti invito a proseguire nella lettura del nostro articolo per scoprire come e perché convenga investire sullo sport.

E… la domanda successiva è fin troppo ovvia: come trovare, fra centinaia di situazioni sportive e di aziende su cui investire, quella che faccia propri al caso tuo e che, soprattutto, ti permetta di fare un investimento etico oltre che remunerativo?

Vediamo di dare un pò di risposte alle domande che per adesso ci siamo fatti.

Perché conviene investire nello sport

Investire nello sport oggi ha molteplici significati: vale la pena approfondire, per poter comprendere al meglio, perché gli investimenti nello sport rappresentino investimenti a lungo termine che creano quella ricchezza effettiva che va al di là dell’aspetto prettamente finanziario.

Investire sullo sport significa produrre sviluppo e benessere, innanzitutto. La pratica motoria infatti permette di abbinare al versante ludico/competitivo, gli aspetti legati alla salute e al benessere delle persone, specialmente dei giovani, ma non solo.

Lo sport rappresenta infatti un’ottima forma di prevenzione contrapposta agli stili di vita poco sani che accomunano tante persone: fumo, alcool, alimentazione non corretta e stile di vita sedentario influiscono infatti in modo massiccio sulla salute e sul benessere degli individui, visto che, come è noto, possono essere le principali cause di patologie cardiovascolari e metaboliche. Chi sostiene questa tesi ( condivisa da chi scrive) afferma senza remore che un investimento nello sport oggi rappresenta un risparmio futuro in spesa pubblica per la salute.

“Lo sport come traino di una società più ricca ed evoluta” potrebbe essere uno slogan capace di tradurre lo spirito del barone De Coubertin, ovvero l’inventore delle Olimpiadi moderne. Egli era infatti convinto che la forza e ricchezza di una nazione dipendessero dalla relazione tra sistema educativo e sport.

“I successi degli eserciti britannici in tutto il mondo nascono sui campi sportivi dei college inglesi…”

Questo suo aforisma venne ispirato da alcune visite ai college britannici e americani che lo portarono a comprendere l’importanza dello sport nel miglioramento del sistema educativo.

Riuscendo ad intravedere nello sport un ruolo chiave nello sviluppo personale delle giovani generazioni, intraprese una campagna di promozione dello sport scolastico: la sua intuizione – che esplicitò in diversi scritti – era che la coscienza civile di una società potesse rigenerarsi attraverso un’educazione del corpo e della mente, che trovano la loro fusione e il loro compimento, per l’appunto, nello sport.

Come investire nello sport: 3 modelli di business vincenti

Le motivazioni etiche e valoriali su cui ci siamo soffermati nel precedente paragrafo sono ottime bussole generali che permettono sia all’ente pubblico che al privato di orientarsi nello scelta dello sport come ambito da finanziare e valorizzare.

L’intenzione di questo post è però di restringere il cerchio, concentrandoci sulle possibilità concrete che ha il privato di investire direttamente nell’ambito sportivo. Metteremo quindi da parte argomenti come le grandi sponsorizzazioni e gli investimenti in grandi impianti sportivi che riguardano per lo più soggetti collettivi come aziende o enti, e dedicheremo la nostra attenzione a quello che il privato può fare, proponendo e analizzando 3 diverse tipologie di investimento.

1) ⚽️ Costruire o riammodernare un impianto sportivo o una palestra

Investire in uno sport è un’opportunità di business che negli ultimi anni sta diventando sempre più interessante. Lo sport a differenza di altri business va a colpire le emozioni delle persone, questo significa che potrai rivolgerti ad un segmento di clientela che avrà a cuore il vostro progetto. Pensa ad esempio all’opportunità di creare un campo a 5 di calcetto ⚽️ dove i ragazzi si possono divertire in cambio di pochi euro, la tua azione sarebbe positiva per la comunità ma anche per il tuo portafoglio, ti faccio un esempio per chiarirti le idee (ovviamente, senza entrare nel merito dell’assetto fiscale delle associazioni dilettantistiche sportive ADS che necessiterebbe un approfondimento particolare, fuori sede in questo articolo e forse anche in questo sito).

Tieni conto comunque che trovare preventivamente un socio operativo che si occupi in prima persona della gestione dell’impianto (come spiego qui) potrebbe essere la scelta migliore per questo tipo di progetti di questo tipo poichè potrebbe potenzialmente ridurre parecchio le spese fisse e spartire il carico di lavoro.

Esempio numerico n.1

Secondo EdilNet, il costo medio per costruire un campo da calcio a 5, in erba sintetica, con spogliatoi e chiosco dove poter vendere bevande e snack potrebbe essere approssimativamente di 35.000€. Ipotizzando che il costo per una partita di calcio è di 35€ diviso il numero dei giocatori (10 giocatori, 3,50€ l’uno), se ci dovessero essere in media 3 partite al giorno il tuo guadagno giornaliero sarebbe di 105€, quindi il tuo fatturato annuo di 37.800€.

A questo valore devono essere aggiunti i ricavi medi del chioschetto di nostra proprietà, se questi ammontano a 20€ al giorno in media, in un anno saranno di 7.200€. Il fatturato totale quindi sarebbe di 45.000€, a questi bisogna detrarre oltre ad i costi di manutenzione anche il costo dell’assunzione del personale (2 addetti = 16.800€ annui), l’utile annuo ammonterebbe a circa 10.000€.

Questo significa che in soli 3 anni e mezzo avrai recuperato il tuo investimento e avrai creato una nuova fonte di guadagno.

Esempio numerico n.2

Immagina questa volta di poter investire solo 20.000€ per il riammodernamento di un impianto sportivo in cambio di anche solo il 15% delle quote societarie. Supponiamo che gli iscritti nell’impianto sportivo durante l’anno siano 100 e la spesa media di 400 (abbonamento annuale), con questi numeri l’incasso in un anno sarebbe di 40.000€ da dividere con il tuo socio operativo (tu il 15%, lui il 85%), se a questi detraiamo i costi e il pagamento delle tasse, l’utile potrebbe essere di 20.000€ circa.

Il 13% di 20.000€ è 2.600€, guadagnando 2.600€ annui in 8 anni avresti totalmente recuperato il tuo investimento iniziale e dal nono anno in poi avresti una rendita media di 2.600€ annui senza dover sostenere ulteriori costi.

Esempio numerico n.3

Secondo il sondaggio del 2018 di Deloitte ed EuropeActive il mercato del fitness e wellness è in fortissima espansione. In Europa infatti gli iscritti nelle palestre sono circa 60 milioni. La crescita nel 2018 è stata del 3,9%. Gli introiti di questo mercato sono attorno ai 26,6 miliardi di Euro, cifre molto interessanti.

La concezione di fitness è cambiata, le palestre e i centri fitness sono diventati dei veri e propri punti d’incontro, l’investimento nello sport quindi non deve essere sottovalutato anche se non sei uno sportivo, ci sono buoni margini di guadagno.Proviamo a capire meglio, con degli esempi pratici, quanto convenga effettuare un investimento in questo ambito.

Guardando ai dati di FitnessWay Affittare un locale di circa 1000mq in una città medio-grande può avere un costo medio mensile di 30.000€. Il costo annuale quindi sarà di 360.000€. Il costo medio per istruttore di palestra è 1.500€ mensili, moltiplichiamo questo costo per 2 istruttori, questo comporta un costo annuale di 36.000€. I costi totali saranno quindi di 396.000€ all’incirca. Se ci fossero 1500 iscritti con una media di abbonamento di 350€ annuali, i ricavi sarebbero di 525.000€ l’anno, quindi un utile di circa 129.000€ annuo, un buonissimo rendimento.

In una città del Sud Italia dove il costo della vita è inferiore, il costo medio mensile per un locale di circa 1000mq può essere di 10.000€. Il costo annuale quindi in questo caso sarà di 120.000€. Il costo medio per istruttore di palestra è di 1.500€ mensili, se questo costo lo moltiplichiamo per 2 istruttori, avremo un costo annuale di 36.000€. I costi totali annui ammontano quindi a 156.000€. Questo significa che con 600 iscritti con una media di abbonamento di 350€ annuali, i ricavi sono di 210.000€, con un utile annuo quindi di 54.000€.

In entrambi i casi si dovrebbero anche detrarre i costi derivanti dalla tassazione, tuttavia il rendimento è sempre positivo. Il rendimento annuo quindi di una palestra di questo tipo potrebbe essere mediamente del 150%!

Dato che i costi sono molto elevati potresti decidere di ricercare degli altri soci che partecipino in questo investimento. Inoltre, anche in questo caso, trovare un socio operativo che si occupi in prima persona della gestione della palestra (come spiego qui) potrebbe essere la scelta migliore per un progetto di questo tipo poichè potrebbe potenzialmente ridurre parecchio le spese fisse e spartire il carico di lavoro.

Infine, potresti anche pensare di aprire una palestra in franchising per avere dei costi assai minori. Il franchisor potrà fornire, in cambio di una fee, anche sistemi di software per gestire la tua palestra, un sito, il marketing e la formazione del personale, ecc…

Come moltiplicare il capitale iniziale x10, x100, x1000

Per aumentare il tuo capitale iniziale potresti usufruire di due opportunità:

  • Fondi europei per investire nello sport
  • Raccolta fondi per società sportive con il Crowdfunding

Raccolta fondi società sportive

Diversi sono i fondi destinati alle ASD, associazioni sportive dilettantistiche. Ci sono diversi fondi europei (anche gratis) per società sportive attraverso cui è possibile finanziare la propria squadra o comunque che mettono a disposizione dell’investitore forti incentivi. La legge di Stabilità del 2018 prevede la possibilità di costituire società sportive dilettantistiche CON scopo di lucro che hanno anche dei vantaggi fiscali.
Queste tipologie di società pagheranno la metà dell’importo dell’IRES e il 10% di aliquota IVA sulle attività svolte.

I bandi europei come ad esempio Fondo Sport e Periferie, Fondo Unico, concedono risorse agli imprenditori che vogliono avviare una nuova attività sportiva che promuova anche l’attività per le persone più deboli della società (disabili, minori, donne in maternità).  L’istituto di credito sportivo invece mette a disposizione dei finanziamenti con un tasso d’interesse dell’1,7% annuo, con cui è possibile comprare le attrezzature per l’impianto sportivo ed ammortizzare i costi fino a 30 anni.

Crowdfunding ed investimenti nello sport

Un altro metodo per raccogliere fondi per avviare la tua attività sportiva è il Crowdfunding. Attraverso questo strumento potresti utilizzare delle raccolte fondi per finanziare la tua attività, queste funzionano soprattutto se si pubblicizza una campagna con una finalità sociale o che potrebbe essere molto utile alla comunità. I tuoi risparmi potresti investirli nelle campagne marketing necessarie a far prendere il volo al tuo Crowdfunding di cui ho diffusamente trattato qui in termini generali.

Tuttavia, in queste righe è importante evidenziare quanto segue: diverse società sportive utilizzano la piattaforma Tifosy che è vigilata dagli organismi Consob. Tanto per farti capire di cosa stiamo parlando, in passato questa piattaforma è stata utilizzata da diversi club come il Norwich, Frosinone, Fulham, Pescara e molti altri…

È l’unica piattaforma di Crowdfunding sportivo effettivamente autorizzata dalla FCA (Financial Conduct Authority). Vediamo come funziona questa piattaforma nello specifico.

Le società che hanno bisogno di fondi mostrano il loro progetto (ad esempio: costruzione nuove impianto, sviluppo settore giovanili, ricostruzione curva stadio ecc…) alla comunità, quest’ultima decide poi se investire o meno in esso in cambio di certificati azionari o obbligazionari, in genere con una scadenza di 5 anni.

Prima di investire gli investitori possono leggere tutti i documenti di offerta della società e valutare il rischio d’investimento in maniera trasparente ed efficace. Dopo l’autocertificazione di appropriatezza e l’inserimento dei propri dati e aver scelto le modalità di pagamento e di ricezione dei dividendi, Tifosy valuterà la richiesta: in caso positivo, invierà il certificato azionario o obbligazionario.

L’arma segreta 💣 per aumentare esponenzialmente il tuo capitale di partenza

L’arma segreta, in questo contesto, sarà utilizzare la piattaforma assieme a ciò che ho spiegato in QUESTO articolo: l’unico modo che permette davvero di moltiplicare il capitale iniziale x10, x100, x1000… Ripeto, l’articolo è qui, è gratuito, lo puoi leggere… sta a te farlo 😁😄😀😃

2) 🏀 Diventare sponsor di una società sportiva (evitando l’errore numero 1 dei del 99% delle aziende che comprano uno spazio pubblicitario)

Un’altra opzione d’investimento, se hai un’azienda, potrebbe essere quella di diventare uno sponsor per una società sportiva. A seconda del tuo budget disponibile e del modello di business della tua attività potresti rivolgerti a squadre locali (e non per forza nel calcio) come pure a squadre di serie A: l’importante è che tu non commetta l’errore tipico del 99% delle aziende che diventano sponsor (e di cui ti parlerò tra qualche riga).

Ad esempio, con 500 € potresti avere il tuo logo sulla maglietta della squadra di calcio del paese: tutti, in paese, riconosceranno il tuo marchio e, anche per una questione di riconoscenza, non faranno fatica ad entrare nel tuo negozio.

Tuttavia, se hai il capitale e la possibilità di puntare in alto, con 50.000€ potresti essere lo sponsor, per una giornata, di una squadra di calcio di massima serie. Potrebbe sembrare un costo eccessivo ma le partite di calcio sono viste da milioni di persone simmultaneamente e potresti ottenere una grande visibilità.

Potresti anche decidere di investire lo stesso ammontare in una società di una serie inferiore, in questo caso potrai essere lo sponsor per più giornate e forse potresti avere anche più risultati. Pensa ad esempio al Bari che nel 2016 nonostante fosse in serie B, ha registrato per diverse settimane il sold-out, avresti avuto una grande visibilità ad un costo inferiore!

L’errore tipico del 99% degli sponsor: ovvero, come buttare i soldi nel cesso

Piccola parentesi sul marketing (perchè, se parliamo di sponsor, è di questo che stiamo parlando): esistono 2 tipi di marketing:

Il brand marketing: la Cocacola, la Mastercard o la Nike, quando comprano degli spazi pubblicitari ad alta esposizione, spendendo una valanga di soldi, lo fanno con il preciso intento di far rimanere il proprio marchio impresso nell’inconscio dello spettatore. E’ un tipo di approccio molto costoso e praticamente inutile per le piccole o medie aziende che non hanno quel tipo di budget necessario a competere con i giganti del mercato.

Comprare uno spazio pubblicitario per appiccicarvi sopra un logo, un nome, o un indirizzo altro non è che brand marketing. ti prego, non farlo! (almeno… non così..)

Il direct responce marketing: questo secondo tipo di approccio sarebbe quello giusto da utilizzare quando i budget pubblicitari hanno meno di 6 zeri a disposizione. Il direct response marketing prevede che sia stata studiata una strategia di acquisizione del cliente e che il messaggio pubblicitatio sia finalizzato all’azione dello spettatore (trasformare lo spettatore in cliente).

Parentesi: c’è una grande differenza tra essere cliente e non cliente di una qualsiasi azienda e, no, non riguarda l’ammontare speso dal cliente ma il fatto stesso che il cliente abbia speso qualcosa, anche solo 1 €, con la tua azienda. Quando il primo euro è stato speso, fare in modo che il cliente ritorni e faccia acquisti più costosi e/o ripetuti nel tempo (che sono la vera fonte di fatturato per una qualsiasi società) diventa estremamente più facile.

Qualsiasi testo di marketing o consulente con una preparazione minima ti potrà certificare quello che sto scrivendo: acquisre clienti a basso costo e vendere successiamente prodotti o servizi a costo più alto è una strategia vincente rispetto che cercare di cpncludere subito il grande affare al primo colpo.

Dunque, per favore, ti prego, ti supplico 🙏🙏🙏🙏 non fare l’errore numero 1 del 99% delle aziende che comprano uno spazio pubblicitario: non pagare per mettere il tuo logo da qualche parte ma includi, nello spazio pubblicitario che hai acquistato, a prescindere che valga 500 € o 50.000 €, un richiamo all’azione chiara che ti consenta di acquisire il cliente:

  • Stampa la tua maglietta con il tuo nome a solo 5 €
  • Fotografa questo cartellone, vieni nel nostro bar e ti offriremo un caffè gratis (chi va in bar… difficile prenda solo il caffè, venderai poi la brioche o il croassant…)
  • Spendi almeno 10 € con noi e ricevi in regalo la tazza della tua squadra del cuore!

… e così via.

Dunque, ricapitolando:

  1. Studia una strategia di acquisizione del cliente (o fatti aiutare da un consulente per farlo, io mi occupo di questo principalmente nella vita, puoi contattarmi dalla pagina contatti di questo sito)
  2. Acquista uno spazio pubblicitario
  3. Organizza lo spazio pubblicitario graficamente in maniera, non tanto per fare in modo che il nome della tua azienda sia in primo piano, ma che il richiamo all’azione per l’acquisizione del cliente sia chiara, esplicita, chiara, leggibile e dal beneficio inequivocabile!

3) 🎾 Diventare azionista di una società sportiva, ma solo se conosci QUESTO segreto>>

La terza attività che potresti prendere in considerazione è quella di diventare azionista di una società sportiva. in questo caso stiamo parlando proprio di investimenti finanziari, tema che trovi abbondantemente trattato nella sezione di questo sito dedicata all’argomento che trovi cliccando qui.

Alcune società sportive infatti sono quotate in borsa (una di queste è ovviamente la blasonata Juventus): potresti comprare delle azioni e ottenere dei guadagni nel momento in cui queste incrementano il loro valore ma questo tipo di operazioni vanno fatte dopo avere una buona base di conoscenze in ambito finanziario e mai sull’onda dell’entusiasmo o perchè te lo dice l’amico.

Ti svelo un segreto. Ok, non è proprio un segreto perchè, bene o male, lo  ritrovi nei migliori testi dedicati agli investimenti finanziari (solo che, in genere, quasi nessuno si prende la briga di leggerne qualcuno prima di buttare via dei soldi in investimenti improvvisati…).

Non entro nel dettaglio del perché questo segreto sia così valido e preciso, in maniera ricorrente, nel permettere di identificare il momento giusto per entrare ed uscire da un certo investimento, ma ti spiego quando per me ha fatto la differenza.

Nel 2014, per circa 450 €, avevo acquistato 1 Bitcoin: era una prova, un esperimento, ero affascinato da questo strano strumento. Quel Bitcoin mi serviva per comprare un corso formativo che veniva venduto esclusivamente tramite Bitcoin. Dopo aver effettuato la spesa, nel mio wallet virtuale era rimasto l’equivalente di 30€ di allora in formato Bitcoin e me ne sono praticamente dimenticato.

Dicembre 2017, il Bitcoin è alle stelle e c’è chi è disposto a spendere 10.000 € per comprarne uno soltanto 💸💸💸💸💸! La donna delle pulizie iniziava a parlare di Bitcoin, il vicino di casa era magicamente diventato un esperto di investimenti e persino mio papà, che mai aveva nemmeno immaginato di interessarsi di finanza o investimenti, era pronto a fare la sua parte mettendo mano ai suoi euretti.

Ricordandomi di questo “segreto”, io ho deciso di fare proprio il contrario: di vendere i miei ex-30€ di Bitcoin per… 600 €! Wow!!! Se avessi evitato di spendermi quel fottuto bitcoin per un corso online tanto inutile…

Qual è questo segreto di Pulcinella? Semplice, è questo (e tu non dovrai nemmeno leggerti un intero libro per averlo perchè è proprio qui, gratis, a 1 riga di distanza da dove sei ora):

Quando tuo cugino, il vicino di casa, tuo nonno e la signore delle pulizie iniziano a parlare di un certo titolo, strumento finanziario o investimento “sicuro” non solo è il momento di stare alla larga da quell’investimento ma, se hai dei titoli nel tuo portafogli d’investimento, quello è proprio il momento giusto per vendere perchè il prezzo di mercato è alle stelle e sta per collassare!

Ed infatti di lì a poco il Bitcoin è immancabilmente crollato… Corsi e ricorsi della storia, questo segreto ci prende sempre!!!

Dunque, ritorniamo al concetto di investire in azioni di una società sportiva… Se hai a disposizione un budget di 50.000€ pronti per essere investiti nello sport potresti anche aspirare a diventare socio di una società minore ed avere un ruolo dirigenziale! Tuttavia, consiglio spassionato, prima di decidere di investire in un qualsiasi titolo, oltre a farti la domanda fatidica “la signora delle pulizie sa che conviene???” domandati anche:

Quanti soldi conviene investire sullo sport??

La risposta a questa domanda, che trovi in chiaro in questo articolo dedicato alla costruzioni di un portafogli di investimento, dipende da te, dal tuo profilo di rischio e dal tuo capitale di partenza (non è infatti mai un grande affare investire il 100% del tuo budget su un unico titolo!)

Conclusioni

Investire può essere molto pericoloso per il tuo denaro. Investire eticamente e profittevolmente può essere molto complicato inizialmente: ecco perchè ho messo a disposizione questo sito e tutti questi articoli, frutti di anni di studio e di esperienza personale.

Continua a leggere ed a formarti e, se ritieni che stia facendo un buon lavoro, ti sarei davvero grato se potessi condividere sui social e con i tuoi amici questo post e questo sito web creato con tanta dedizione ed impegno.

Ti abbraccio e ti faccio i miei migliori auguri di buoni investimenti!

 

Come investire in aziende in crisi: i 2 sistemi opposti

Capire come investire in aziende in crisi📉 può essere, oltre che estremamente etico, anche molto redditizio: vediamo i 2 modi con cui guadagnare (aiutando).

Ovviamente entreremo nel dettaglio di entrambi i metodi ma la sintesi di questo post è la seguente:

  • ➡️ La RE-STARTUP DIRETTA: trova un’azienda in crisi con un solido modello di business, diventa socio di capitale, falla ripartire
  • ➡️ La RE-STARTUP INDIRETTA: trova un fondo di investimento che acquisti aziende e compra delle quote

Prima di addentrarci nei dettagli del metodo diretto e di quello indiretto è indispensabile porre le basi del nostro ragionamento con una domanda lecita da porsi…

È etico investire in aziende in difficoltà?

Investire in un’azienda in crisi potrebbe rivelarsi un’operazione molto vantaggiosa. Assumendo un punto di vista esterno, tuttavia, ci accorgeremo che quella che per noi è un’occasione da non lasciarsi sfuggire, per altri rappresenta un momento di difficoltà. Questa consapevolezza ci pone in una situazione di disagio e può portarci a chiedere: “È etico?”. Mi sono posto i tuoi stessi quesiti in passato e ho impiegato un bel po’ di tempo per sciogliere le mie riserve in merito.

Ma proviamo a rifletterci assieme: un’azienda in crisi è una struttura traballante che non riesce più a sostenersi. Il risultato sono posti di lavoro persi e famiglie in difficoltà. Iniettare capitali, conoscenze e strategie in una realtà morente, risollevandone così le sorti, è l’atto più etico che si possa compiere.

Ti prego pertanto di tenere a mente che, investire in un’azienda in crisi infatti, non equivale a speculare sulle disgrazie altrui ma significa aiutare imprenditori in crisi, affiancandoli nella loro attività e donando loro ossigeno sotto forma di capitali liquidi. La nostra missione consiste dunque aiutare queste persone a risollevarsi da una situazione di difficoltà, donando nuova linfa a progetti finiti nella stagnazione per cause di forza maggiore, con un occhio di riguardo, ovviamente, al ritorno sull’investimento.

Re-Startup: investire sulle aziende in crisi

Eccoci dunque giunti ad un argomento crucciale: come investire in aziende in crisi.

Partiamo quindi dal definire cosa sono le re-startup: con il termine re-startup si indica il processo di riavviamento di tutte quelle PMI dotate di tecnologia e know how esclusivi, entrate in crisi per i motivi più disparati. Quando si parla di re-startup si fa tendenzialmente riferimento a quelle piccole e medie imprese che stanno vivendo un forte momento di difficoltà con il rischio di chiusura sempre più vicino.

Questo solitamente avviene perché spesso, pur partendo da fattori molto concreti ed affidabili (tecnologia e know how), la dirigenza o la famiglia proprietaria, ad esempio, potrebbe avere problemi nel rinnovare la governance, e affrontare le sfide che il mercato odierno impone. Per evitare il crollo definitivo di tali imprese con una forte storia alle spalle, le famiglie proprietarie potrebbero dunque essere disposte a cederne il controllo, almeno parzialmente: tale contingenza può dunque rivelarsi un’ottima opportunità di investimento per coloro che sanno come valorizzarla.

Questa tipologia di imprese rappresenta una parte fondamentale del tessuto produttivo ed economico italiano. Seppur in crisi, infatti, queste aziende potrebbero vantare una solida struttura che ha permesso loro per lunghi anni di rimanere con successo sul mercato.

Ma perché un’azienda, dopo aver cavalcato proficuamente il mercato, ad un certo punto entra in crisi 😵?

Spesso queste aziende, per quanto solide ed affidabili da molti punti di vista potrebbero aver avuto dei problemi nella capacità di adeguarsi ai tempi, detto in altri termini, nella capacità di innovare e rinnovarsi.

Tuttavia l’incapacità di rinnovamento della governance ed i cambiamenti di cui è suscettibile il mercato non sono gli unici nemici che gli imprenditori sono chiamati ad affrontare. Questi, infatti, nonostante la validità dei loro progetti, troppo spesso finiscono per essere schiacciati da un ambiente ostile all’impresa, cadendo sotto i colpi della pressione fiscale e di un socio occulto (lo stato 😈) che troppo spesso, a mio personalissimo parere, pretende più di quanto non dia, in nome di un finto “debito” pubblico, che si ripropone di voler ripagare a tutti i costi facendo leva su politiche di austerità -spesso tecnicamente inutili-, ma questo è totalmente un altro discorso…

Per evitare il collasso definitivo delle proprie aziende, ai titolari d’impresa potrebbe non rimanere altra scelta se non quella di mettere in vendita la loro creatura moribonda 👎👎, offrendo così il fianco ad un’opportunità d’investimento che, per chi non ha peli sullo stomaco, potrebbero anche trasformarsi in profitti altamente speculativi dai rendimenti massimizzati.

In questo post invece, desidero concentrarmi sull’aspetto etico, per quanto profittevole, di venire in contro a quegli imprenditori in difficoltà, dotati però di un business plan solido, di uno storico evidentemente positivo e di spirito di resiliente iniziativa 💪💪💪, con un’iniezione di liquidità che consenta loro di far ripartire la propria azienda (grande o piccola che sia) e di salvare così il proprio “posto di lavoro” e quello dei propri dipendenti. Vediamo come.

La re-startup diretta: affiancare un imprenditore in difficoltà facendo squadra

Trovare un’azienda in crisi significa, anzitutto, trovare un socio imprenditore che rispetti determinati requisiti personali e dotato di un solido business plan. Vediamo assieme entrambi i lati di questa medaglia etica e potenzialmente molto redditizia.

Prima dei numeri… l’imprenditore

Le sorti della tua re-startup sono determinate dalle persone di cui ti circondi
👨‍👩‍👦‍👦 . Un buon capitale di partenza e una forte motivazione sono senza dubbio delle ottime premesse da cui partire, ma non sufficienti per riavviare un’attività imprenditoriale di successo. In questa fase un elemento da non sottovalutare è infatti costituito dal tipo di imprenditore con cui collaborerai. Con ‘tipo’ non mi riferisco esclusivamente alle sue competenze tecniche strettamente dette, ma anche a tutte quelle qualità che hanno a che fare con la sua dimensione umana e caratteriale.

Due aspetti da non trascurare in fase di selezione del tuo socio imprenditore sono il carattere e l’etica. Le competenze tecniche, infatti, non sono tutto: si possono acquisire o delegare. Non dimenticare che dovrai prendere decisioni tattiche e strategiche fianco a fianco con questa persona e che certe incompatibilità di fondo potrebbero rappresentare un serio fattore di rischio per la tua impresa ed, in ultima analisi, per il tuo capitale. È importante capire se il socio possieda una personalità tale da non entrare sistematicamente in totale contrasto con te 😦, in modo da assicurarti un ambiente sereno in cui regnino armonia e comunità d’intenti.

L’imprenditore designato dovrebbe rappresentare il tuo più valido alleato (e tu il suo) in ogni fase del processo di riattivazione dell’azienda. Ne consegue che la buona riuscita dell’operazione passa anche e soprattutto dal livello di dialogo che riusciremo a instaurare con il nostro socio.

Subito dopo la persona… i numeri!

Un solo punto debole all’interno dell’impresa può mettere a repentaglio l’intera struttura. Ecco perché, prima di procedere all’investimento su una società, è fondamentale individuare con precisione tutti gli aspetti che non hanno funzionato e programmare con cura tutti i passi necessari
per correggerne la direzione e invertirne le sorti.

Prima di investire in un’azienda in crisi, è fondamentale capire come verrà utilizzato il tuo capitale. La risposta può fornircela solo il business plan 📊. Ecco perché è cruciale far capire al nostro imprenditore l’importanza, nel caso ne fosse sprovvisto, di redigerne uno nuovo.

Il business plan, oltre ad essere un utile strumento di comparazione per individuare gli aspetti critici di un’azienda, è essenziale per compiere un investimento attento e responsabile, ed evitare così il rischio di bruciare il tuo capitale faticosamente risparmiato negli ultimi anni di lavoro. Oltre a permetterti di rifflettere in maniera razionale sull’investimento che intendi compiere, permette all’imprenditore e al suo team di pianificare con cura l’attività di business, le procedure e le strategie operative da mettere in campo ed, infine, di stimare le tempistiche e le risorse necessarie all’attuazione del piano imprenditoriale.

Dove trovare aziende in crisi su cui investire?

Tutto è predisposto per il meglio: hai messo da parte, dopo anni di lavoro e sacrifici, un buon capitale; hai scoperto nelle re-startup una nuova e promettente forma di investimento; la tua motivazione è a mille e non vedi l’ora di lanciarti in questa nuova avventura. Tutto sembra remare nella giusta direzione e il tuo sogno di creare una rendita extra per te e la tua famiglia sembra ora più vicino. C’è solo un piccolo problema: dove scovare queste occasioni di mercato?

Ti consiglio di iniziare la ricerca dal tuo territorio 🏫: il passaparola, le conoscenze e gli annunci di giornali locali potrebbero rappresentare una sterminata miniera di informazioni in cui potrebbe nascondersi l’occasione perfetta per te.

Un altro ambito a cui potrebbe convenire dare un’occhiata è quello del mondo startup 🚀. Il consiglio in questo caso è quello di guardare all’offerta presentata dai tanti incubatori presenti sul mercato. In queste piattaforme potrebbero nascondersi aziende che, per un motivo o per un altro, hanno visto arrestata la propria crescita e che sono in attesa di un’occasione per rilanciarsi. In casi come questi avrai buone possibilità di entrare in contatto con imprenditori dalle indiscusse capacità e competenze e con uno storico solido alle spalle.

Anche le società di intermediazione 🏢 potrebbero rappresentare un buon punto di partenza per trovare aziende promettenti. Queste realtà mettono in contatto i venditori con i potenziali acquirenti, conducendo le trattative con il massimo della discrezione. Ci sono diversi vantaggi nell’appoggiarsi a questo tipo di società, tra cui il vedersi sollevati da tutti i problemi di carattere tecnico, burocratico e giuridico.

Un’altra fonte da cui attingere, e che può rappresentare una miniera di informazioni, ci viene dal Ministero dello Sviluppo economico. Periodicamente fornisce un report dettagliato di tutte quelle aziende, piccole, medie e grandi, che hanno aperto un tavolo di crisi, con l’indicazione, per ciascuna azienda citata, del settore economico di appartenenza, del numero di dipendenti e della collocazione geografica.

Le 7 fasi della re-startup diretta

Per operare con successo un processo di re-startup in prima persona andrebbero seguite 7 fasi, ognuna ugualmente importante:

  1. Guardati attorno 🔍: nella prima fase dovresti calarti un po’ nei panni di un investigatore privato. Web, annunci di giornale, passaparola e ricerca attiva sul tuo territorio: ognuno di questi elementi potrebbe fornirti l’indizio decisivo nella ricerca di aziende in crisi su cui investire. L’idea è quella di creare inizialmente una lista delle possibili aziende su cui investire, da scremare ad ogni successivo step, fino a selezionare quella su cui davvero merita investire i tuoi sudati risparmi.
  2. Entra in contatto con gli imprenditori 📞: dopo aver effettuato una prima cernita di potenziali buone occasioni, è il momento di entrare in contatto con gli imprenditori, così da farti un’idea più precisa della loro dimensione umana e professionale. Trovare un imprenditore che ti ispiri fiducia è fondamentale per instaurare una collaborazione remunerativa e di successo però, mi raccomando… un pò di tatto! “Ciao, ho saputo che la tua azienda sta andando a puttane, posso investire su di te?!?” … Per favore, un minimo di “quel che si dice” si dice dalle mie parti…
  3. Valuta i loro business plan 📊: Abbiamo avuto un primo contatto con un novero di imprenditori promettenti ed abbiamo scremato quelli che non ci ispirano fiducia.  Adesso è il momento di entrare nel vivo della “negoziazione”, richiedendo loro il business plan che fornisca i dati di base che dimostrino entità e fattibilità dell’operazione; se ne sono sprovvisti 🙀, assicurati che ne creino uno con calma, sangue freddo e dovizia di particolari; a questo punto non ti resta che valutarli (come ho ampiamente spiegato in questi 2 post dedicati a come valutare un business plan PARTE 1 e PARTE 2 che ti suggerisco di leggere) e confrontarli tra loro, così da capire quale ti convince, e conviene, di più.
  4. Individua una strategia di uscita 🔜: all’interno del business plan è consigliabile far includere una sezione dedicata alla strategia di uscita. Ora che hai scelto l’azienda su cui investire, infatti, è  bene che tu ponga doppia attenzione sul come e quando uscirne dall’investimento con profitto. E’ vero, forse sarebbe stata materia del punto 3… però è un punto così importante che ho deciso di allocargli lo step 4 tutto per lui.
  5. Pianifica l’investimento📆:  l’imprenditore che affiancherai e sistemato tutte le specifiche fondamentali del business plan, è tempo di capire in che direzione vuoi che si muova il business e in che tempi. Detta in termini più tecnici, andranno definite delle milestone verso cui muoversi e dei KPI per monitorare i risultati. Ho già trattato abbondantemente il tema delle milestone e dei KPI nel mio post intitolato “I 5 step per evitare gli errori tipici nel diventare soci finanziatori di una startup” che, naturalmente, ti invito a leggere subito.
  6. Inizia a investire💰: in base a quanto stabilito dalle milestone, è tempo di investire. Se le valutazioni sono corrette e se la “tua pancia” ti dice che stai facendo la cosa giusta, dopo esserti assicurato di aver letto con attenzione l’articolo che ho appena linkato qui sopra, con parsimonia puoi iniziare ad investire. Se tutto procede come deve… l’investimento va portato a termine. Guarda a questo tipo di operazione come ad una rendita (o capital gain) totalmente passiva ma non defilarti del tutto: rimani aggiornato sui numeri dell’azienda e mettiti nelle condizioni di monitorare l’avanzamento lavori da più vicino possibile.
  7. Esci dall’investimento 💰💰💰💰💰: se avete lavorato bene verrà il momento di godersi il risultato ottenuto; a goal raggiunti perciò effettua l’uscita dall’investimento e porta fuori a cena i tuoi cari per festeggiare!

La re-startup indiretta: investire in fondi che acquistano aziende in crisi

Trovare l’azienda giusta, diventarne soci e iniettare liquidità non sono gli unici passi che puoi compiere per investire in aziende in crisi. Esiste, infatti, un’altra modalità, che potremmo definire ‘indiretta’, per raggiungere il nostro scopo: i fondi comuni di investimento che acquistano aziende in crisi (sono già entrato molto in dettaglio sull’argomento fondi di investimento in questo post dedicato a come capire come guadagnare con i fondi e se sia meglio investire in fondi di investimento o ETF , ovviamente, lettura consigliata!).

Esistono infatti società che, attraverso l’istituzione di fondi d’investimento appositi, di cui è possibile, anche per l’investitore privato, acquistare quote: il core business di queste società è rilevare la gestione di imprese in crisi con l’obiettivo di salvarle e rimetterle sul mercato a pieni giri, ovviamente guadagnandoci.

Per tutte quelle aziende che hanno ben poche possibilità di rinegoziare il proprio debito con le banche, questi fondi, insieme alla liquidità fresca che si portano dietro, rappresentano una possibilità davvero interessante: tuttavia questo tipo di fondi, non essendo degli organi di beneficenza, investe esclusivamente in aziende che ritiene realmente in grado di far ripartire alla grande 🚀🚀🚀.

In gergo tecnico, la compravendita delle aziende in crisi, per avviarne un processo di rinascita, prende il nome di “turnaround” ↩️. Molto in voga negli Stati Uniti, in cui si è ormai affermato come un settore miliardario; novità assoluta in Italia, dove fino a qualche anno fa gli investimenti si concentravano esclusivamente sulle aziende sane, per moltiplicarne i guadagni.

Ma quali sono le società che gestiscono questo tipo di operazioni in Italia? Come detto in precedenza, il panorama italiano non è ancora molto ricco da questo punto di vista, per quanto sembrino esserci incoraggianti margini di crescita per il prossimo futuro. Nello Belpaese troviamo, mentre scrivo, due fondi principali specializzati in questo tipo di operazioni: Pillarstone Italy e Idea Credit Recovery di Dea Capital che, pur operando nello stesso settore, seguono due metodologie diverse. Da segnalare una terza società, Europa Investimenti, specializzata nel rilevare aziende già in procedura fallimentare.

Il rovescio della medaglia, in questo caso, è che, se nella re-startup diretta tu hai personalmente il controllo di ciò che avviene a livello di trattativa e relazione con l’imprenditore, nella re-startup indiretta non hai controllo: investi come faresti in un qualsiasi altro fondo o ETF ma assolutamente senza la possibilità di mettere becco nelle dinamiche relazionali e nelle trattative con le aziende in crisi.

Se la componente etica, come spero che sia 😇, è per te molto importante, valuta dunque molto attentamente il fondo su cui investire prima di mettere in mano il tuo denaro a società che potrebbero farne un uso non in linea con i tuoi princìpi!

Conclusioni

Abbiamo visto che la buona riuscita della piena riattivazione di un’azienda in crisi passa dall’utilizzo di ingredienti specifici tra cui un capitale adeguato e forti motivazioni, in noi così come nell’imprenditore che affiancheremo. Il successo di un business, infatti, passa in larga parte proprio dalla scelta dell’imprenditore con cui collaboreremo. Un socio demotivato rappresenta un malus in partenza ed equivale nella maggior parte dei casi al fallimento di ogni attività imprenditoriale.

Le re-startup possono dunque rappresentare un’ottima forma di investimento. A differenza delle più famose startup, investire in un’azienda in crisi comporta il grande vantaggio di aggirare tutte le difficoltà e le incognite legate all’ingresso di una nuova realtà sul mercato. A te il compito di capire, nel dettaglio, come investire e sfruttarlo al meglio.

Buoni investimenti!

1)Trova idee di business innovative 2)Investi 3)Guadagna

Vuoi capire come trovare💡idee innovative di business su cui investire in maniera efficace e redditizia? Segui questi 5 semplici step per scoprire come fare >>

Gli step per trovare nuove idee di business su cui investire sono principalmente cinque (per ognuno entreremo in dettaglio nell’articolo):

  1. Collezionare una serie di idee in cerca di finanziatore
  2. Confrontare i vari soci operativi ideatori delle idee
  3. Schivare i soci operativi non potenzialmente “pericolosi”
  4. Valutare i business plan per considerare solo le idee di business che davvero meritano
  5. Confrontare le idee selezionate e scegliere quella su cui effettivamente investire

Introduzione: come scegliere business innovativi su cui investire

In questo articolo vorrei offrirti alcuni consigli per la scelta di un’idea imprenditoriale su cui investire .

Il vademecum di consigli che stai per leggere lo puoi trovare ulteriormente approfondito nei vari articoli 📚 di questo stesso blog: qui ho semplicemente scelto di riunire insieme i vari suggerimenti in forma “rapida”.

E’ importante considerare che, quando si ragiona nell’ottica di investimenti su business innovativi, a fronte di un rischio consistente, il ritorno sull’investimento (ROI) può essere davvero molto, molto, molto alto: stiamo parlando di ROI che possono arrivare anche a 100%, 500%, 1000% nell’arco di uno o due anni.

Tuttavia, se il gioco fosse così facile, lo farebbero tutti… purtroppo però non tutti conoscono i 5 passi necessari ad investire efficacemente in quest’ambito.

Ecco dunque una sintesi step-by-step per scegliere l’idea imprenditoriale adatta al tuo investimento ed al tuo profilo di rischio:

1) Collezionare una serie di idee in cerca di finanziatore

🔍Trovare idee innovative di business in cui investire significa anche prenderne in considerazione il più possibile 😰.

Tuttavia, sappiamo bene, il tempo è denaro e suppongo tu non desideri neanche un secondo della tua giornata. Immagino che la una delle maggiori preoccupazioni possa essere per te la quantità di tempo da dedicare alla scelta del socio ideale. La situazione ideale sarebbe quella di poter confrontare, contemporaneamente 👀, una serie di idee di business tra cui scegliere, senza dover per forza andare a caccia di idee di startup su cui investire in varie parti del web, in maniera da avere dei criteri omogenei di scelta da adoperare.

In questo sito ci siamo spesso occupati di questo tema e, dopo tanto cercare, sono convinto di poterti segnalare la soluzione che fa al caso tuo: la migliore piattaforma di confronto di idee imprenditoriali in cerca di finanziatori.

Perché dico che sia la migliore💪💪💪?? Semplice, perché il sito che stai per scoprire (e di cui io ho seguito personalmente le fasi embrionali) è nato proprio per facilitare la scelta del business partner ideale, mettendo a disposizione degli investitori come te i migliori filtri di ricerca possibili, i quali includono, oltre che le caratteristiche dei singoli business, anche un’importante selezione dei potenziali soci operativi guardando alla compatibilità personale in base al tipo di approccio imprenditoriale dei candidati.

Per scoprire meglio questo strumento e per imparare ad utilizzarlo al meglio, ti invito a dare un’occhiata alla recensione approfondita che ho scritto, nella quale spiego la struttura del sito e come adoperarlo con il preciso obiettivo di far fruttare il tuo investimento scegliendo, selezionando e confrontando  le innumerevoli idee innovative che vengono costantemente pubblicate. Trovi il post in questione QUI.

2) Confrontare i vari soci operativi ideatori delle idee

Provare a svolgere ogni task completamente da solo è l’ultima cosa che dovresti pensare di fare se il tuo obiettivo è quello di investire solamente (e non di diventare un socio operativo che “si sporca le mani” nelle faccende tecniche e burocratiche… del resto, un lavoro ce lo hai già, vero?).

La mole di lavoro in ballo è eccessiva per una sola persona 😱. Trovare un socio pertanto, un partner affidabile, è senza dubbio la soluzione più indicata. Poco fa ti ho accennato all’esistenza di uno dei migliori strumenti per portare a termine questo compito. Devi sapere però che esistono anche altri fattori sui quali puntare l’attenzione e, visto che mi piacerebbe facilitarti la vita, ti ho preparato una lista di quelli che, secondo il mio modo di vedere, sono i più importanti:

  1. ✅ Il socio che cerchi deve essere operativo, sporcarsi le mani, o una persona esclusivamente di concetto?
  2. ✅ Il socio che cerchi deve avere la capacità di ideare business e progetti o essere prevalentemente un “esecutore”?
  3. ✅ Il socio che cerchi deve essere anch’egli disposto ad investire del denaro assieme al tuo?

La risorsa che ti ho segnalato al punto precedente ti aiuta proprio a vagliare soci operativi guardando a questi criteri perché, mentre scegli idee innovative imprenditoriali su cui investire, questi sono gli step cardine a cui guardare sempre per trovare il partner ideale anche da un punto di vista umano.

Per scoprirli in maniera più dettagliata e avere una visione d’insieme di questo tema, ti invito nuovamente a dare un’occhiata all’articolo che ti menzionavo prima, nel quale entro nei particolari.

3) Schivare i soci operativi non potenzialmente “pericolosi”

Come esistono delle linee guida per scegliere il miglior socio operativo, ne esistono anche altre per cercare di stare alla larga dai “peggiori partner possibili” 😈💀. Incappare nella persona che non fa per te porterebbe soltanto stress, nervosismo e perdite di tempo. Incomprensioni, discussioni futili e ritardi nelle consegne (e dunque un’effettiva perdita di denaro) sono tutte cose che vorresti giustamente evitare.

Sono cinque, solitamente, gli errori che si commettono in questo caso:
⛔️ Muoversi senza un’idea precisa
⛔️ Non avere determinate caratteristiche in comune
⛔️ Cercare nei posti sbagliati
⛔️ Credere di poter fare tutto da solo
⛔️ Sottovalutare alcuni indizi eloquenti sulla personalità del nuovo partner

Per scoprire in maniera più ampia in cosa consistono questi errori, cosa fare per evitarli e quali sono i migliori consigli per riuscire a sopravvivere nella giungla degli annunci di chi cerca soci finanziatori, ti invito a leggere quest’altro articolo che ho scritto da poco dal titolo: “Quali soci tenere alla larga dal tuo capitale” (titolo alquanto eloquente direi…).  Qui troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno per evitare i soci operativi non adatti a te ed al tuo progetto d’investimento!

4) Scremare tra le varie idee e tenere solo quelle che meritano

Tra le tante idee hai individuato quelle che ti sembrano più interessanti? Ebbene, a questo punto è necessario dare uno sguardo ai loro business plan ✅📊. Se le idee che stai valutando non ne hanno uno, il mio consiglio è quello di passare oltre perché ciò è indice di una scarsa preparazione e determinazione da parte dell’ideatore / socio operativo. Magari, se un’idea ti sembra proprio interessante,  puoi invitare il suo creatore a redarne uno mentre tu ti dedichi alla valutazione delle altre idee..

Il business plan è infatti un documento che gioca un ruolo fondamentale per riuscire a trovare delle idee di business su cui investire riducendo il tuo margine di rischio (i soldi sono i tuoi, mica quelli degli altri!!). È necessario pertanto saperlo leggere e soprattutto valutare correttamente per vedere, oltre i numeri che vi sono riportati, ciò che è nascosto tra le righe del documento (competenza incompetenza, numeri veri o fasulli, approccio professionale o improvvisato, ecc…) .

Ti avviso che, valutare un business plan, potrebbe risultare un lavoro un pò noioso 😴😴😴 anche perché, alla lettura e corretta interpretazione di questo, dovresti aggiungere anche un pò di conoscenza del contesto economico nel quale il business opera… ma qualche sacrificio bisogna pur farlo per far fruttare i nostri quattrini, no?

Questa è una skill di fondamentale importanza 😊: come potrai immaginare infatti, ogni settore è diverso dall’altro. Cambiano i rischi, le possibilità, la quantità di capitale e il tipo di concorrenza. Saper leggere il business plan in maniera corretta deve essere una priorità di chi, oltre a voler far fruttare i propri sudati risparmi, desideri anche evitare di investirli erroneamente nel progetto sbagliato.

Non voglio dilungarmi troppo in questo argomento visto che l’ho già fatto in questi 2 articoli (ch3 ti consiglio caldamente di leggere) nei quali ti spiego in maniera approfondita come valutare un business plan e i quali sono 50 step necessari per la valutazione corretta del documento.

5) Confrontare le idee selezionate e scegliere quella su cui effettivamente investire

Premesso che puntare l’intera quantità del proprio capitale tutta su un’attività potrebbe essere un rischio troppo grosso, è importante ad un certo punto operare una scelta e scegliere di concentrarsi su un’unica azienda almeno per un certo periodo, in maniera da rimanere più concentrati su eventuali sviluppi, problemi e successi: giocare su più tavoli contemporaneamente con aziende in embrione non ‍🏭 👩‍💻 👨‍💻 è quasi mai un’opzione vincente, specie all’inizio.

Far fruttare il tuo capitale è il tuo primario interesse. La decisione più saggia che potresti prendere sarebbe dunque quella di confrontare i business plan delle idee selezionate per sceglierne, intanto, una su cui iniziare ad investire: scoprirai in questa fase che, mettere a paragone un progetto con un altro, è decisamente diverso rispetto che analizzarne uno singolarmente.

La comparazione ti aiuterà a visualizzare meglio pregi e difetti di un’attività rispetto all’altra.
Ti invito a leggere tutte le risorse che ho messo a disposizione su questo sito: semplicemente sfoglia gli articoli che ritieni più importanti e troverai senz’altro altro materiale utile a questa fase. Fatti guidare un pò dall’intuito 😉 .

Suggerimenti evergreen per massimizzare i rendimenti

Prima di arrivare alle conclusioni ci sarebbero altri due suggerimenti che mi farebbe piacere darti.

👉 Primo suggerimento: si tratta della diversificazione ☂️☂️ di cui ho ampiamente parlato in un’altra risorsa utile che mi sento di consigliarti: il mio articolo sull’asset allocation che trovi qui. Diversificare significa investire il proprio denaro in investimenti differenti (in questo caso in idee di business differenti) ed offre alcuni interessanti vantaggi, ad esempio, se l’andamento di un’attività dovesse peggiorare, ci sarebbero comunque le altre a coprire le eventuali perdite. Prevenire è meglio che curare in ogni caso…

Dove e come vuoi utilizzare i tuoi soldi sei solo tu a deciderlo e nessuno ti obbliga a puntare tutto su un cavallo 🏇 anche se, inizialmente, è sempre consigliabile rimanere focalizzati su un solo progetto (ciò non significa dover investire tutto il tuo capitale in un’unica idea ma tenerne da parte, temporaneamente, un pò).

Tuttavia, sul medio/lungo periodo infatti, posizionare il tuo capitale su diversi business può essere un’idea intelligente che ti potrebbe permettere di prevenire incognite pericolose diminuendo il rischio ed aumentando le chances di guadagno.

👉 Secondo suggerimento: mantenerti informato giornalmente, oltre a permetterti di scoprire l’esistenza di un numero elevato di business e facilitare quindi la scelta, è un’azione che ti aiuta a sviluppare conoscenze, capacità e talenti.

“L’ignoranza si paga”, diceva sempre un mio conoscente, professore universitario. Ecco perché il modo migliore per evitare di investire nel progetto sbagliato è quello di informarsi il più possibile. Maggiore sarà la quantità di informazioni che avrai ottenuto su una certa start up, altrettanto alta sarà la possibilità di far fruttare il tuo capitale.

👉Terzo suggerimento: prima di investire tieni sempre a mente di….

📕 Valutare il business plan prima di investire in una start up;
📔 Valutare il contesto economico in cui si colloca il business dell’impresa su cui vuoi investire e la sua realizzabilità;
📓 Trovare un socio con cui condividere oneri ed onori, imparando a distinguere tra soci affidabili e non;
📙 Imparare a conoscere ed utilizzare il crowdfunding come leva per i tuoi investimenti come ho spiegato in questo articolo ;
📘 Non investire completamente il tuo capitale e quando possibile, diversifica i tuoi investimenti;
📗 Non smettere mai di informarti, leggi, condividi esperienze e soprattutto visita frequentemente questo blog!

Conclusioni

Eccoci arrivati alla conclusione dell’articolo e, se sei arrivato fino a questo punto, ciò significa soltanto una cosa: sei tranquillamente in grado di trovare idee di mercato che fanno per te!

Combinando le informazioni che hai ottenuto qui con quelle degli articoli che ti ho consigliato e tutti gli altri che puoi trovare sul sito, dovresti riuscire a massimizzare le possibilità di investire profittevolmente in idee di business innovative, etiche e redditizie.

Come hai visto, di consigli ce ne sono diversi e, se riuscirai a seguirli tutti (o almeno la maggior parte), potresti evitare di commettere i soliti errori che fanno gli investitori alle prime armi e trovare invece il o i progetti nel quale investire con qualche difficoltà in meno.

Buoni investimenti!

E tu, hai già avuto esperienze sul come trovare le idee di business in cui investire?
Raccontami com’è andata con un commento qua sotto!