Fac Simili di ricorso cartella: opporsi ad Equitalia / Agenzia delle Entrate

In questa pagina trovi elencati svariati modelli di ricorso, template e fac simile per opporti alle cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Ti chiedo però solo una cosa: prima di accedere alle informazioni che seguono (trovi una chiara ed esplicativa tabella dei contenuti poco più sotto) LEGGI ATTENTAMENTE QUESTA BREVE INTRODUZIONE che, da sola, potrebbe risparmiarti migliaia, decine di migliaia o, a seconda del tuo debito, anche centinaia di migliaia di euro. Ce la fai a concedermi 1 minuto? Bene allora...

Come ho risolto definitivamente l’incubo delle cartelle esattoriali di Agenzia delle Entrate (ex Equitalia)

In questo blog dedicato al Business Etico forse questo argomento non è così pertinente, ma per esperienza personale e per i molti casi di persone che ho conosciuto direttamente non potevo non affrontarlo. Si tratta comunque di denaro e di una soluzione etica che tutela i più deboli - siamo tutti deboli di fronte all’implacabilità della pubblica amministrazione.

Ho risolto in modo semplice e inaspettato un grave caso personale di cartelle esattoriali senza dover ricorrere a legali e tribunali: è stata sufficiente una semplice lettera in autotutela (che non ha niente a che fare con i classici modulo di ricorso, che comunque puoi trovare più sotto in questa pagina, tutti concepiti più o meno per abbattere le tue possibilità di far effettivamente valere i tuoi diritti).

Sembra incredibile anche a me quando ci ripenso, ma è andata proprio così.

Le 2 strade

Ho deciso quindi di condividere con te due diverse strade che puoi percorrere:

  • la prima è quella che avevo studiato e identificato io, nel 2017, prima di conoscere il mio "salvatore", e che ho riassunto negli appunti che seguono che all'epoca avevo abbozzato per realizzare un sito web su queste tematiche
  • la seconda è quella che ho usato personalmente e che mi ha definitivamente fatto uscire da un incubo

La prima soluzione prevede che leggi gli appunti che ho messo alla fine di questo articolo, identifichi il tuo caso e poi utilizzi il relativo modulo. Ne troverai numerosi, che ho raccolto nel tempo, da usare per ricorsi e opposizioni di diverso tipo: sicuramente c’è anche quello adatto alla tua situazione.

La seconda soluzione è invece di rivolgerti alla persona che mi ha salvato.

Due parole su di lui

Non è un avvocato o un commercialista specializzato in linguaggio “erariale-esoterico”, è uno come noi che dopo averne passate di cotte e di crude, ha imparato in prima persona a far valere legalmente i propri diritti previsti in Costituzione. Con l’esperienza acquisita aveva poi deciso di aiutare anche altre persone in difficoltà con l'erario, le banche o le finanziarie.

Non è stato facile conoscerlo e incontrarlo ma ci sono riuscito (ero in una situazione disperata); appena ci siamo visti ho capito che i miei appunti erano validi ma tremendamente meno efficaci: lui aveva esperienza e sapeva come orientare la mia azione in modo specifico e mirato.

Oggi siamo diventati amici, lo stimo molto, ma è molto riservato e non ama farsi grande pubblicità, dunque non posso menzionarlo pubblicamente. Tuttavia, se hai veramente bisogno di contestare una cartella esattoriale mi ha dato l'ok per mettere in comunicazione le persone che, come te, potrebbero beneficiare di un confronto diretto con lui.

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Cos'è l'autotutela

L'autotutela è uno strumento messo a disposizione del cittadino/contribuente, concepito per evitare di intasare i tribunali quando ci si accorge di richieste dell’amministrazione che sono connotate da anomalie tecniche o burocratiche. Questo strumento permette all'ente riscossore di correggere o annullare, su propria iniziativa o su richiesta del cittadino, tutti gli atti che risultano illegittimi o, a volte, anche totalmente infondati.

Tanto per citare alcuni dei casi che avevo trovato in rete e che mi avevano spinto a cercare di contattare ad ogni costo Mr. X (ma potrei creare un elenco composto da centinaia di voci):

  • La cartella esattoriale di 60.000 € annullata con 1 sola lettera, senza nemmeno avvocati
  • Un processo giudiziario nato dalla violenta pressione da parte di agenzie di recupero crediti ai danni di un cittadino che lo ha vinto grazie ad una sola raccomandata, quella giusta, inviata alla finanziaria creditrice
  • La cartellona da 1.000.000 di € ridotta, in via stragiudiziale - cioè senza passare per un lungo ed estenuante processo- a 50.000 € con pochi spicci di avvocato (senza ovviamente alcuna pendenza residua per il contribuente)
  • La strane e ripetute richieste dell'Agenzia delle Entrate ad un contribuente di pagare un ammontare di 1.800 € di bolli (mai dovuti) completamente neutralizzate con un paio di raccomandate in autotutela
  • Il caso del debito erariale di 31.000 € ridimensionato a meno di 1.000 € dopo una lettera di autotutela all'Agenzia delle Entrate
  • Il caso in cui il fermo amministrativo di un veicolo venne annullato con le medesime procedure di cui sopra
  • Le 80.000 € richieste dall'Agenzia delle Entrate a fronte di un reale debito esigibile di soli 17.500 €... in pratica un debito di 62.500 € annullato anche questo con il solo costo della raccomandata
  • La richiesta di pagamento di 150 €, da parte di una ASL pugliese ai danni di una signora, per una presunte prestazioni specialistiche mai effettuate (anche questa annullata perché illegittima grazie ad una sola semplice lettera)

... e potrei continuare per ore.

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La clausola nascosta

Il mio "salvatore", che qui chiameremo Massimo, mi ha posto un’unica condizione perché ha poco tempo: io devo fare da "filtro", cioè selezionare le richieste in modo da evitargli inutili perdite di tempo. Per questo motivo ho deciso di scrivere questa pagina sul mio blog: non potevo non aggiungere questa risorsa così preziosa agli argomenti del mio sito, in grado da sola di permettere a te ed a tante altre persone dall'incubo della morsa del fisco e della burocrazia omicida italiana (come del resto sta già facendo da parecchi mesi perché siete ormai più di 100 ad avermi contattato).

Tanto per darti un'idea, questo è il tenore dei messaggi che di tanto in tanto mi inoltra via whatsapp:

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Come fare dunque a contattare Massimo?

E' molto semplice: scrivimi dalla pagina contatti (DALL’APPOSITO MODULO) e ti darò una risposta al più presto possibile. Massimo è una persona squisita e un consiglio gratuito tendenzialmente non lo nega mai a nessuno.D'altro canto, io mi sentirei di sconsigliarti di muovere guerra contro l'erario senza confrontarti prima con lui. La sola condizione è che il tuo caso abbia le caratteristiche necessarie (cartelle esattoriali!) e che tu sia determinato a provare una strada alternativa prima pagare senza battere ciglio; cosa che sei comunque sempre in tempo a fare, magari regalando dei soldi all'Agenzia delle Entrate: può succedere, gli "errori" che commettono all'agenzia sono davvero incredibili!

Per concludere

Hai tre strade davanti a te se hai ricevuto delle comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate: la prima è pagare, la seconda è il “fai da te” con gli appunti che seguono, il terzo, consigliato, è chiedere una valutazione gratuita compilando il modulo per essere messo in contatto con Massimo.

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Che fine hanno fatto i miei appunti

Sta di fatto che tutti i miei appunti sono rimasti, per così dire.. dei semplici appunti. Ricordo che avevo fatto un sacco di ricerca prima di abbozzarli ma che avevo buttato su Word molte parti un pò come mi venivano, senza una gran revisione.. Poi il sito non si è fatto e io, come spesso accade, mi sono ritrovato con un ennesimo progetto web lasciato a metà.

Ho pensato comunque che tutte le ore di ricerca e gli appunti che ne risultarono sarebbero potuti servire a qualcuno, ed ho dunque deciso di metterli a disposizione in EticoBusiness anche se siamo un pelo off-topic (li trovi qui sotto) MA tieni in considerazione che:

ATTENZIONE! LEGGI QUI PRIMA DI PROSEGUIRE NELLA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO

  1. Quelli che seguono sono soltanto i miei appunti, niente di più.
  2. Io non sono né un avvocato, né un dottore commercialista titolato a dare consigli professionali (se trovi in questo sito qualche informazione che ritieni utile, prima di utilizzarla, chiedi consiglio al tuo avvocato e/o commercialista).
  3. Io stesso, quando ho necessità, chiedo consiglio a questo personaggio speciale, di cui ti ho parlato 2 paragrafi sopra, ed evito il fai-da-te: troppe volte ho visto casi di persone che, pur avendo la ragione dalla loro parte, affidandosi ai metodi "tradizionali" di ricorso (creati per altro dallo stesso sistema vessatorio e schiavizzante che esige il nostro sangue), hanno finito per vedere aumentato il proprio debito anziché annullato o ridotto.

Buona lettura!

Cartella esattoriale, notifica e opposizione

 

Debiti con equitalia? Prima di disperare informati, ci sono molte soluzioni da provare per opporti ed ottenere ragione. Dopo la notifica (cartella esattoriale a mezzo posta) non precipitarti subito a pagare, c’è una soluzione migliore! Infatti non sempre le cartelle esattoriali sono valide, anzi incredibilmente la grande maggioranza delle volte sono colme di anomalie, e risultano passibili di sospensione e decadenza (cartella esattoriale appena notificata intendiamo, non vecchia di anni).

Cerchiamo insieme di vederci più chiaro. Le cartelle esattoriali sono documenti che l’agente della riscossione emette per riscuotere in modo coatto una tassa oppure una multa. Per portare a termine questa azione è necessario che l’agente della riscossione abbia un titolo esecutivo giuridicamente valido per farlo, che viene iscritto nel così chiamato ruolo esattoriale. Poi formerà il ruolo esecutivo e lo trasmetterà al concessionario (ovvero Equitalia).

Purtroppo, le cartelle di pagamento raggiungeranno un importo scandalosamente più alto del titolo esecutivo. Vi sono alcune infatti che partono da diverse centinaia di euro ed altre che arrivano a centinaia di migliaia.

Ora parliamo di sospensione cartella esattoriale, cartelle pazze e varie altre utili informazioni. Come se niente fosse, le amministrazioni utilizzano le “lunghe braccia” dell’escussione coattiva, perseguitando letteralmente debitori presunti in ragione di titoli non validamente e legittimamente costituiti: il fenomeno è così tanto diffuso da aver originato l’espressione, entrata nel comune linguaggio, di “cartelle pazze”.

Le cartelle esattoriali, che siano “pazze” o meno, impongono sempre a chi le riceve delle serie difficoltà nella risoluzione del problema; a queste difficoltà cercheremo, nelle righe a seguire, di dare una risposta.

Per prima cosa, quello di cui hai bisogno – e sarebbe disonesto non dirlo- è uno studio legale specializzato. Ma non qualsiasi: uno dei migliori. Possibilmente che ti faccia una diagnostica delle cartelle gratuitamente, per capire innanzitutto se ci sono possibilità, senza esborso di denaro. Per ottenere il nome di un avvocato specializzato in diritto bancario, già conosciuto e selezionato da noi, compila il form che trovi al lato della pagina.

Cartelle esattoriali, prescrizione o pagamento?

E per le cartelle esattoriali non pagate? Le cartelle esattoriali vanno in prescrizione, ma la prescrizione di cartelle esattoriali equitalia non è l’unica “arma” per non soccombere ai debiti con equitalia. La quasi totalità dei cittadini, quando si vede recapitare la temuta busta, sceglie di rateizzare la cartella equitalia. Il più delle volte la rateizzazione delle cartelle esattoriali però non è la soluzione migliore, al contrario: può rivelarsi la scelta peggiore.

Oggi per il debito con equitalia, oltre alla nostra consulenza gratuita chiamata“equitalia, come difendersi”, c’è una possibilità in più, che potremmo chiamare sanatoria cartelle esattorali, una sorta di mini sanatoria cartelle equitalia.

Con la sentenza della Corte Costituzionale n.37/2015, che ha dichiarato l’illegittimità delle norme relative alle nomine senza concorso pubblico di circa 767 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, è emerso che centinaia di migliaia di atti (cartelle, provvedimenti, ecc.) firmati dagli stessi soggetti negli ultimi anni, sono illegittimi.

Condono cartelle esattoriali 2015: ecco finalmente, da Equitalia, come difendersi.

Di conseguenza, chiunque abbia in corso delle procedure di assolvimento dei debiti con Equitalia, sulla base di cartelle emesse in virtù di avviso di accertamento sottoscritto da soggetto carente del relativo potere dirigenziale, invece di sperare e attendere una ipotetica prescrizione di cartella esattoriale notificata, potrà avanzare legittimamente ricorso per far dichiarare l’invalidità delle cartelle pazze, in relazione all’art. 42, comma 1, dpr 600/1973 e dell’art. 7 della l. n. 212/2000.

Equitalia: come difendersi?

Puoi compilare il form che vedi a destra per richiedere maggiori informazioni gratuite sulla sospensione cartella esattoriale, la prescrizione cartella esattoriale notificata, la sanatoria cartelle esattoriali, cartelle equitalia condono.

Intanto, allo scopo di difenderti subito dalle cartelle pazze equitalia, ecco di seguito un fac simile ricorso cartella esattoriale che potrà essere presentata in Commissione Tributaria, attraverso il quale evidenziare il mancato potere del dirigente dell’Agenzia delle Entrate che ha sottoscritto l’atto impositivo e far dichiarare l’inesistenza dello stesso.

NB: ti invitiamo a leggere anche il nostro articolo sull’annullamento delle cartelle esattoriali a mezzo di ricorso

 

Fac Simile modello ricorso in commissione tributaria per annullamento rateizzazione di avviso bonario

Fac Simile modello ricorso in commissione tributaria per a…

Onorevole Commissione Tributaria Provinciale di …..
All’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di ….. –
Ufficio Controlli – Area Legale
RICORSO
Oggetto: Ricorso avverso Cartella ruolo n°………….. emessa dall’ente Equitalia in relazione all’avviso bonario n° ………… del 18/11/2014, dall’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale di Chieti – ufficio territoriale di Chieti Vs ………. – C.F. ……….
…….. nato a ……… il ………… ed ivi residente in ………….., C.F. ……….., titolare di attività di commercio di prodotti per l’informatica in ……….. in località …., elettivamente domiciliato, ai fini del presente giudizio, in Guardiagrele in via Ghetto n°54 presso il suo difensore Dott. Caramanico Alessandro nato a Guardiagrele il 18/12/1976 ed ivi residente in via Ghetto n°54, C.F CRMLSN76T18E243X, iscritto presso l’Ordine dei Commercialisti di Chieti al numero 296/A – parte ricorrente;
PREMESSO
1. che il sig. …………. riceveva l’avviso bonario n°…………. emesso dall’Agenzia delle Entrate, con il quale veniva richiesto il pagamento di euro 24.275,86, di cui 20465,00 di imposta sul valore aggiunto dovuta per l’esercizio 2012, dichiarata nell’Unico 2013 e 3810,86 per sanzioni ed interessi;
2. a seguito del ritardo di pagamento della prima rata, l’intera rateizzazione è stata annullata e il debito trasferito dall’Agenzia delle Entrate all’Equitalia, che emetteva il ruolo n°……………. per un totale di euro 28521,46, con un aggravio di ulteriori euro 4245,60.
RICORRE
ai sensi e per gli effetti degli artt. 18 e segg. Del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, a codesta Commissione Tributaria Provinciale di Chieti contro la Cartella ruolo n°…………… emessa dall’ente riscossore Equitalia spa, per complessivi 28.521,46 (parte resistente), in relazione all’avviso bonario n° …………. del 18/11/2014, dall’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale di Chieti.
Il sig. …………., rappresentato e difeso – giusta procura apposta a margine del presente atto – dal dott. Caramanico Alessandro, Commercialista iscritto presso l’Ordine di Chieti al n°296/A e con studio in Guardiagrele in via Ghetto n°54, presso il quale il ricorrente è elettivamente domiciliato ai fini del giudizio.
FATTO
1. il sig. ………… in data 18/11/2014 riceveva telematicamente l’avviso bonario n°………. emesso dall’Agenzia delle Entrate, con il quale veniva richiesto il pagamento di euro 24.275,86, di cui 20465,00 imposta sul valore aggiunto dovuta per l’esercizio 2012, dichiarata nell’Unico 2013 e 3.810,86 per sanzioni ed interessi ;
2. il sig. …………. provvedeva a richiedere la rateizzazione del debito, mediante la piattaforma on-line messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (allegato C);
3. la piattaforma on-line forniva le rate da versare oltre che le scadenze da rispettare;
4. In data 16/02/2015, quale scadenza naturale della prima rata, lo stesso ……….., per mezzo dello scrivente, inviava telematicamente presso il circuito Entratel l’F24 contenente la sopra indicata rata di euro 1213,85.
5. nonostante le buone intenzioni, la Banca, per motivi ad oggi ancora sconosciuti e non indicati della ricevuta di scarto, respinge il pagamento (allegato D);
6. il tempo di accorgersi dello scarto, in data 20/02/2015, il sig. …………., sempre per mezzo dello scrivente, inviava un secondo F24 telematico, contenente nuovamente la prima rata. Il pagamento andava a buon fine (allegato E);
7. nonostante il ritardo di pagamento della prima rata, per colpe altrui, il sig. ……………, continuava a versare le rate alle scadenze prestabilite dalla rateizzazione (allegato F);
8. a seguito del ritardo di pagamento, l’intera rateizzazione è stata annullata e il debito trasferito dall’Agenzia delle Entrate all’Equitalia, che emetteva il ruolo n°……………. per un totale di euro 28.521,46, aggiungendo alle 24275,76 euro dell’avviso bonario, ulteriori sanzioni, aggi ed interessi per euro 4245,60.
Le 1213,85 euro richieste come pagamento della prima rata della rateizzazione dell’avviso bonario, non sono state versate in tempo a seguito di un disguido bancario o del sistema Entratel. L’intenzione del sig. ………….., era quella di rispettare i termini imposti dall’Agenzia delle Entrate.
La stessa banca, ad oggi non ha comunicato le motivazioni dello scarto.
Al fine di regolarizzare il pagamento, lo studio incaricato del pagamento, effettuava il ravvedimento operoso sulla rata, tanto che, all’F24 inviato il 20/02/2015, sono stati aggiunti interessi e sanzioni per un totale di euro 4,91.

Fac simile di ricorso e reclamo mediazione

Fac simile di ricorso e reclamo mediazione

Commissione Tributaria Provinciale Di ____________
Ricorso
Con istanza di discussione in pubblica udienza
Per il Sig. (nome, cognome, data e luogo di nascita)
con domicilio fiscale in (Comune e indirizzo)
codice fiscale
rappresentato e difeso per procura a margine (o in calce) del presente atto da (dati difensore, codice fiscale, indirizzo pec)
presso il cui studio in (indirizzo dello studio del difensore) ha eletto domicilio.
Ricorrente
Nei confronti di (indicare l’ente contro cui si ricorre, ad esempio “Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di ____________, in persona del Direttore e legale rappresentante pro tempore”)
Per ottenere
La declaratoria di nullità o di illegittimità, e/o l’annullamento di (indicare l’atto che si intende impugnare) notificato il (indicare la data di notifica), relativo al periodo di imposta (indicare l’anno a cui si riferisce il tributo).
Premessa
(indicare eventuali circostanze che si ritengono opportune).
Fatto
L’Ente (indicare il nominativo dell’ente che ha notificato l’atto), in data (indicare la data di notifica), ha notificato al ricorrente un (specificare i dettagli dell’atto notificato, comprese le conclusioni e le richieste da parte dell’ente)
Avverso il citato atto (indicare il numero dell’atto), il ricorrente, rappresentato e difeso dal sottoscritto, propone ricorso per i seguenti motivi di
Diritto
(A questo punto, bisogna esporre le motivazioni alla base del ricorso)
P.Q.M.
(significa per questi motivi)
Il ricorrente, come sopra rappresentato e difeso, chiede che il presente ricorso venga accolto e che l’atto (indicare il numero dell’atto) venga dichiarato nullo, o annullato per tutti i motivi esposti nel presente ricorso.
Con vittoria di spese ed onorari.
Chiede la discussione in pubblica udienza (la discussione in pubblica udienza è eventuale, su richiesta di parte; in caso contrario il ricorso è esaminato “a porte chiuse”).
Si allegano, alla copia del ricorso depositato in CTP, i seguenti documenti già richiamati nel testo :
Allegato 1 (indicare i dettagli relativi al primo documento);
Allegato 2 (indicare i dettagli relativi al secondo documento);
Allegato 3
Ai fini della normativa sul contributo unificato si dichiara che il valore della presente causa è di euro __________ (quindi ricompreso nelle controversie di valore fino a euro __________) e pertanto il relativo contributo è di euro _______. (indicare l’importo del contributo unificato).
Data e luogo
Firma del difensore
Il sottoscritto difensore dott./avv.__________ attesta, ai sensi dell’art. 22, comma 3, del D.Lgs. n. 546/1992
che la presente copia del ricorso, depositata presso Codesta On.le Commissione tributaria, è conforme a quella consegnata/spedita al (indicare l’Ente contro cui si ricorre)
Firma del difensore
Istanza di mediazione
Dati identificativi, domicilio fiscale, Codice fiscale, PEC del ricorrente
Dati identificativi, domicilio fiscale, Codice fiscale, PEC del difensore eventualmente nominato
contro
avviso di accertamento, iscrizione a ruolo, diniego di rimborso,  …..  n. ………. notificato in data __/__/___, emesso dall’Ente………………..
per far valere i fatti, i motivi e le richieste di seguito riportati
CHIEDE
che l’Ente …………………. accolga in via amministrativa le richieste nel medesimo ricorso formulate.
Valore ai fini dell’art. 17-bis del D. Lgs. n. 546/92: € …………………………………..
Formula altresì proposta di mediazione fondata sui seguenti
MOTIVI
(elenco delle motivazioni addotte dal contribuente)
Per quanto esposto, la pretesa verrebbe a essere così rideterminata:
– imposta: € ………………………………….;
– interessi: € ………………………………….;
– sanzioni: € ………………………………….;
Comunica, in ogni caso, la sua disponibilità a valutare in contraddittorio la mediazione della controversia.
Per l’invito al contraddittorio, le comunicazioni e le notificazioni relative al presente procedimento, si indicano uno o più dei seguenti recapiti:
Riferimento……………………………………………………………………………….
via ……………………………………………, città ………………………………..,
PEC:……………………………………………………………………………………,
telefono/ fax/ email  ………………………………………………………………………………,
Si allegano i seguenti documenti, richiamati nel ricorso:
(elenco dei documenti allegati dal contribuente)
Luogo e data …………………………………
Firma……………………………………
Procura Speciale: Delego a rappresentarmi e difendermi nel presente procedimento, in ogni sua fase, stato e grado, _____________, con ogni facoltà di legge, incluse quelle di proporre reclamo e di mediare ai sensi dell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546/92, trattare, comporre, conciliare, transigere, rinunciare agli atti e accettare rinunzie, farsi sostituire. Eleggo domicilio, anche per le notificazioni relative al procedimento di reclamo e mediazione, presso __________.
Luogo e data …………………………………
Firma ……………………………………………….

Fac simile modello di ricorso per annullamento cartella di pagamento

Fac simile modello di ricorso per annullamento cartella di…

RICHIESTA DI RIESAME IN AUTOTUTELA

All’Ufficio…….. (indicare l’ufficio che ha emesso l’atto illegittimo o infondato. Per i tributi locali indicare l’ufficio tributi del Comune)
Via……..
Cap…….citta’……..

OGGETTO: Richiesta di annullamento di atto illegittimo ai sensi dell’Art. 68 del DPR n.287/92, dell’Art.2 quater del DL n.564/94 convertito nella legge 656/94 e del DM n.37/97.

Il/La sottoscritto/a…………… nato/a…………… il…………… C.F…………… residente in…………… Via……………. n…… telefono…………… telefax…………… posta elettronica……………

PREMESSO
Che con ……………… (l’avviso, la cartella di pagamento, etc) n……… del ……………………………. notificato/a il……………….. in relazione all’anno di imposta………………………………… relativo all’immobile sito in…… Via ….. (solo per domande relativi a tributi locali come ICI, Tarsu, etc.) codesto Ufficio ha chiesto il pagamento di euro……………… irrogando sanzioni per euro…………..

CONSIDERATO CHE
Tale provvedimento appare illegittimo perche’ (descrivere brevemente le motivazioni relative al proprio caso, specificando l’errore e i dati corretti, vedi nota) ………………………………………………….

DICHIARA
– di essere informato che, ai sensi e per gli effetti D.Lgs 196/2003, i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la dichiarazione viene resa;
– di essere consapevole che in caso di dichiarazioni false si rendono applicabili le sanzioni civili e penali previste per legge.

CHIEDE
A codesto Ufficio, previa sospensione degli effetti dell’atto e riesame del provvedimento sopra indicato, di procedere al suo annullamento (o rettifica, specificare a seconda del caso).

Allega:
– copia dell’atto del quale si chiede l’annullamento;
– documentazione che comprovi l’illegittimita’ del documento (ricevute di pagamento, prove relative all’errore di persona, visure catastali, etc.etc.);
– copia del documento di identita’.

Luogo e data:……………………

Firma……………………………

 

NOTE:
Esempi di motivazioni per cui e’ richiedibile l’annullamento o la rettifica degli atti:
* errore di persona;
* evidente errore logico o di calcolo;
* errore sul presupposto dell’imposta;
* doppia imposizione;
* mancata considerazione di pagamenti di imposta regolarmente eseguiti;
* mancanza di documentazione successivamente sanata (non oltre i termini di decadenza);
* sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolati, precedentemente negati;
* errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’amministrazione.
Per quanto riguarda i tributi locali:
* immobile/i dichiarato con estremi catastali diversi da quelli effettivi;
* errata indicazione della rendita catastale;
* immobile venduto in data……. con atto di rogito………
* erronea indicazione delle quote di possesso;
* mancata applicazione della detrazione per abitazione principale;
* Etc.etc.5

Fac Simile di ricorso cartella esattoriale: multa

Inseriamo qui un modulo utilizzabile per far ricorso al giudice di pace o al prefetto (modulo per ricorso multe)

modulo per ricorso multe

Fac Simile di ricorso contro cartella esattoriale

Fac Simile di ricorso contro cartella esattoriale

ONOREVOLE COMMISSIONE TRIBUTARIA
RICORSO
ISTANZA DI SOSPENSIONE
EX ART. 47 D.LGS. N. 546/1992
PER: Il Sig./Società ……………………. (indicazione del contribuente) (cod. fisc. ………………………….), rappresentato e difeso(2), come da mandato a margine (oppure in calce al) del presente atto, dall’avv./dott./rag. …………. (Cod. Fisc…….), ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in …………………., Via ……………………… (oppure residente in ……………….)
ricorrente
CONTRO: L’Agenzia delle entrate – Ufficio (3) di …………………. (oppure indicazione dell’altro ente impositore) in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in ……………….., via ………………….., n. ……
NONCHÉ CONTRO: L’Agente della Riscossione di ……………………….. (oggi EQUITALIA S.p.A.) (4) in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in ……………….., via ………………….., n. ……
Resistenti
ATTO IMPUGNATO: cartella di pagamento n. ……………………. (allegato al fascicolo di parte sub n. …. della produzione documentale) emessa e notificata dall’ Agente della riscossione (oggi Equitalia S.p.A.) di …………………., nonché avverso il ruolo n. …………., reso esecutivo in data …………….., con i quali atti si intima al ricorrente il pagamento di complessivi €. ……………….. a titolo di …………………………. relativamente all’anno ……….. chiedendone l’annullamento per quanto verrà di seguito esposto.
Si rileva sin d’ora che, poiché l’impugnata cartella di pagamento non è stata preceduta da alcun atto di accertamento o altro atto suscettibile di autonoma impugnativa innanzi alla Commissione Tributaria, a norma dell’articolo 19, comma 3, del D. Lgs. n. 546/92, con il presente ricorso saranno trattati non solo
i motivi di impugnativa relativi ai vizi propri della cartella di pagamento e del ruolo in oggetto, bensì anche i vizi relativi alla pretesa tributaria nei termini della sua fondatezza
MOTIVI DI RICORSO
I) Indicare ed argomentare, con supporti normativi e giurisprudenziali, i motivi che determinano l’illegittimità ed l’infondatezza dell’atto impugnato.
Possono rilevarsi vizi propri della cartella di pagamento, tra i quali a titolo esemplificativo si riportano:

  • Difetto di motivazione del ruolo e della cartella di pagamento.
  • Mancata indicazione del responsabile del procedimento e mancata sottoscrizione della cartella di pagamento.
  • Mancata indicazione dell’Ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all’atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento.
  • Mancata indicazione dell’organo o l’autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell’atto in sede di autotutela e/o delle modalità, del termine, dell’organo giurisdizionale o dell’autorità amministrativa cui è possibile ricorrere in caso di atti impugnabili.
  • Errori di calcolo derivanti dal controllo automatico o formale della dichiarazione.
  • Mancato invio dell’avviso bonario.
  • Irregolarità della notifica della cartella di pagamento.
  • La non corretta identificazione del debitore.
  • Decadenza del diritto dell’amministrazione finanziaria per decorrenza dei termini entro cui notificare la cartella di pagamento.
  • Eventi successivi che hanno comportato l’estinzione del credito (adempimento, prescrizione, decadenza, condono).
  • Illegittimità della riscossione in caso di annullamento dell’atto impositivo in via giudiziaria.

Si rilevano altresì:

  • Questioni di merito attinenti all’an e al quantum debeatur della pretesa.
  • Nullità della cartella di pagamento derivante dall’omessa notifica dell’atto prodromico (avviso di accertamento, avviso di liquidazione…)

II) Indicare ed argomentare i presupposti per la concessione della tutela cautelare: ossia, sussistenza del requisito del cd. fumus boni iuris (a questo proposito può bastare il richiamo ai motivi sub 1 ovvero l’allegazione dell’indispensabilità del bene per lo svolgimento dell’attività lavorativa o particolari esigenze del ricorrente) e ricorrenza del cd. periculum in mora (individuazione dei relativi motivi ed illustrazione delle prove al riguardo).
Per tutto quanto dedotto ed a dedursi, con riserva d’ulteriori deduzioni e repliche all’assunto dell’opposto
SI CHIEDE
A codesta Onorevole Commissione Tributaria Provinciale di …………………, per i suesposti motivi, contrariis reiectis, voler dichiarare nulli la cartella di pagamento n……………………….., emessa dalla ……………………., agente della riscossione per la Provincia di …………………. ed il ruolo n. …………….
Con vittoria di spese, diritti ed onorari del presente procedimento.
Salvis iuribus.
In allegato si produce copia dei seguenti documenti:
1) atto impugnato;
2) ………………….;
3) …………………………….
Luogo e data
Firma del difensore

NOTE
1 Estratto dal volume “Come difendersi dalla cartelle di pagamento” Maggioli Editore 2011.
2 L’obbligo della rappresentanza è previsto nei casi in cui il valore della lite è superiore a €.2.582,00 euro.
3 Indicare l’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate.
4 Indicare la Società locale dell’Agente della riscossione.

Fac Simile ricorso avverso cartella esattoriale non notificata o mai notificata

Inseriamo qui di seguito un esempio di cartelle esattoriali non notificate a cui è stato fatto ricorso da uno studio legale di Torino

CTP TORINO RICORSO LONGO MARTINO SRL – CARTELLE NON NOTIFICATE

Esempio di ricorso per cartelle esattoriali non notificate

Vi forniamo inoltre un altro esempio di ricorso per l’opposizione di una cartella esattoriale per mancata o tardiva notifica relativa ad una multa

Fac Simile ricorso avverso cartella esattoriale per mancat…

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI CITTA’
RICORSO IN OPPOSIZIONE A CARTELLA ESATTORIALE PER SANZIONE AMMINISTRATIVA
Per il sig. Sempronio, nato a … , il …, C.F. … e residente in Napoli, alla via Napoli n. 1, rappresentato e difeso dall’Avv. Mevio (C.F.: …) ed elettivamente domiciliato presso lo studio …, in [inserire città], Corso [inserire indirizzo], n. 2, giusta procura a margine del presente atto, con richiesta di effettuarsi le comunicazioni di Cancelleria a mezzo fax all’utenza n. [inserire numero fax] ovvero a mezzo pec all’indirizzo  [email protected] [inserire pec]
CONTRO
COMUNE DI [inserire Comune], in persona del Sindaco e legale rappresentante p.t., con sede [inserire sede]
NONCHE’ CONTRO
[inserire Nominativo agente riscossione], AGENTE DELLA RISCOSSIONE, in persona del suo l.r.p.t., con sede in [inserire sede].
OGGETTO: Ricorso in opposizione a Cartella Esattoriale n. [inserire numero cartella] notificata il [inserire data notifica] in relazione a verbale n. [inserire numero verbale] del Comune di Napoli, mai notificato
Premesso
1) In data 30.06.2014 veniva notificata al ricorrente cartella esattoriale n. [inserire numero cartella] che si allega in originale, con relata di notifica (doc. 1);
2) Che in particolare la cartella esattoriale si riferisce ad una pretesa contravvenzione ([inserire numero verbale]) che sarebbe stata elevata dalla Polizia Municipale del Comune di [inserire città] in data 22.07.2010;
3) Che il ricorrente non conosce il contenuto e le motivazioni di detto verbale che non è mai stato notificato;
4) Che invero la cartella esattoriale reca le seguenti motivazioni:
Codice Tributo  anno    Importo a ruolo   Estremi atto
5242                 2010   149,50                [inserire estremi atto]
Codice Tributo  anno    Importo a ruolo   Estremi atto
5243                 2010   89,70                  [inserire estremi atto]
Codice Tributo  anno    Importo a ruolo   Estremi atto
5354                 2010   13,40                  [inserire estremi atto]
5) Che, a dire di [inserire nome Ente impositore], gli importi sarebbero dovuti per contravvenzione del codice della strada (non meglio identificata), per maggiorazioni ex l.n. 689/81 e per recupero spese nonchè per compensi di riscossione;
6) Che è indicato in cartella che il verbale [inserire estremi verbale] del Comune di [inserire città], sarebbe stato notificato in data [inserire data pretesa notifica], ma tale circostanza non corrisponde al vero poiché il verbale non è stato mai notificato;
7) Diversamente, infatti, il verbale [inserire estremi verbale] del Comune di [inserire città] non è mai stato notificato al Sig. Sempronio né ad alcuno, come peraltro da controllo effettuato presso i competenti organi di Polizia Municipale;
8) Che il ricorrente non è a conoscenza del contenuto della multa e comunque contesta di aver mai violato il codice della strada.
Tanto premesso, il ricorrente, come sopra rappresentato, difeso ed elettivamente domiciliato propone
OPPOSIZIONE
alla Cartella Esattoriale n. [inserire numero cartella] notificata il [inserire data notifica] per i seguenti motivi
1. MANCATA NOTIFICA DEL VERBALE DI CONTRAVVENZIONE
Si eccepisce la mancata notifica o consegna del verbale relativo alla sanzione amministrativa [inserire estremi verbale].
Invero detto verbale non è stato mai notificato e/o comunicato e/o contestato all’opponente né nei termini di legge (entro 90 giorni,) né in alcun altro modo, né ad oggi, con la conseguenza che il ricorrente non è a conoscenza del contenuto e delle ragioni della multa né non ha mai potuto prenderne visione.
Tale circostanza rende annullabile la cartella esattoriale e/o inesistente il procedimento e, pertanto, nullo il provvedimento per cui è causa.
2. NULLITA’ DEL VERBALE SINTETIZZATO, RIPORTATO IN CARTELLA
In ultimo gli estremi del verbale riportato in modo sintetizzato manca dei requisiti minimi previsti dal C.d.S. all’art. 200 e dell’art. 383/4 del Regolamento di esecuzione del C.d.S..
***
Tanto premesso, il ricorrente, come sopra rappresentato, difeso ed elettivamente domiciliato
CHIEDE
Che l’Ill.mo Giudice adito voglia, previa sospensione dell’esazione, così provvedere:
1) Accertare e dichiarare, per le ragioni di cui sopra, che la cartella esattoriale n. [inserire n. cartella esattoriale] è inefficace e/o nulla e/o inesistente e/o annullabile
Con conseguente condanna del Comune di [inserire città] e del Gestore della esattoria, come individuato, alle spese anche risarcitorie per il procedimento posto in essere;
2) Ordinare lo sgravio degli importi iscritti a ruolo;
3) Con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa.
Produce, mediante deposito in Cancelleria:
1) Originale Cartella Esattoriale n. [inserire estremi cartella esattoriale] notificata il [inserire data notifica] con busta di recapito;
2) Copia ricorso.
Il presente procedimento ha un valore di Euro [inserire valore causa] e, dunque, si versa un contributo unificato di € [inserire importo Contributo Unificato].
Città e data [entro 30giorni dalla notifica della cartella]
Firma Avvocato

Fac Simile ricorso cartella esattoriale commissione tributaria

Fac Simile ricorso cartella esattoriale commissione tribut…

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI………………………………….
Ricorso avverso cartella di pagamento con contestuale istanza di sospensione dell’atto impugnato e contestuale istanza di trattazione in pubblica udienza

Il Sig………………………..………………………..
Nel Giudizio
Contro:
1) Agenzia delle Entrate Ufficio di………… in persona del legale rappresentante pro tempore;
2) ………………. spa, Concessionario per la riscossione per la provincia di ………..………, in persona del legale rappresentante pro tempore;
Il sig……………………. (codice fiscale………………….…), rappresentato e difeso per delega a margine del presente atto dall’Avv./Dott./Rag……………………………. …, ed selettivamente domiciliato presso il suo studio in………………..,alla Via………………., n….. (solo per controversie superiori a 2.582 euro).

RICORRE
Avverso la cartella di pagamento n…………….., notificata il…………, con la quale il Concessionario alla riscossione intimava il pagamento della somma complessiva di euro……..….. in relazione a presunto mancato pagamento di…….………..,
in ragione della  nullità della medesima cartella impugnata per violazione dell’art. 7, comma 2, lettera a) della legge 27 luglio 2000, n. 212 (“Disposizione in materia di statuto dei diritti del contribuente”),  in mancanza di identificazione del soggetto responsabile del procedimento di riscossione, da imputare a ……………….Spa Concessionario della Riscossione per  la provincia di ………….., atteso che l’obbligo imposto ai concessionari di indicare nelle cartelle di pagamento il responsabile del procedimento ha lo scopo di assicurare la perfetta trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino (anche ai fini di eventuali azioni nei confronti del responsabile) e la garanzia del diritto di difesa. Aspetti questi che sono elementi essenziali del principio di buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione, sancito dall’art. 97, primo comma, della Carta Costituzionale.
Si evidenzia che nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 2, lettera a), della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), iscritta al n. 363 del registro ordinanze 2007 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 20, prima serie speciale, dell’anno 2007,  LA CORTE COSTITUZIONALE  ha dichiarato la manifesta infondatezza  della questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 2, lettera a), della legge 27 luglio 2000, n. 212,  sollevata dalla Commissione tributaria regionale di Venezia, in riferimento agli articoli 3, primo comma, e 97 della Costituzione.
Per tutto quanto sopra esposto il sottoscritto……………..…………………….. (tramite il sottoscritto difensore per controversie superiori a 2.582 euro):
fa ISTANZA
ai sensi dell’art. 47 del Dlgs. 546/92 di sospensione dell’ atto impugnato, sussistendo i presupposti voluti dalla legge, atteso che un’eventuale prosecuzione dell’azione di riscossione comporterebbe un grave pregiudizio economico per il ricorrente.
C H I E D E
a codesta Commissione Tributaria Provinciale di …………………, previo accoglimento dell’Istanza di sospensione  dell’esecuzione dell’atto impugnato, di dichiarare l’illegittimità della cartella di pagamento opposta, per violazione dell’art. 7, comma 2, lettera a) della legge 27 luglio 2000, n. 212, con vittoria delle spese del presente  giudizio.
C H I E D E
Ai sensi dell’art. 33, G.Lgs. n. 546/1992, la discussione in pubblica udienza del proprio ricorso
Si notifica il presente ricorso con l’istanza di sospensione dell’atto impugnato all’Agenzia delle Entrate – Ufficio di ………………………..ed al Concessionario della Riscossione dei Tributi di……………… e si depositano i seguenti documenti:
1)      cartella di pagamento
2)      …………………..
3)      Luogo e data …………………

Qui di seguito inseriamo un’istanza di sospensione alla commissione tributaria provinciale

Esempio di istanza di sospensione: commissione tributaria provinciale

Esempio di istanza di sospensione: commissione tributaria provinciale

Fac Simile di ricorso in caso di prescrizione

Inseriamo qui un esempio di ricorso in caso di prescrizione pubblicato dall’Avv. Davide Binda da Roma

Esempio di ricorso in caso di prescrizione

Cartelle Esattoriali: in breve cosa è una cartella esattoriale

Descriviamo qui in breve cosa è una cartella esattoriale senza soffermarci troppo perché ne abbiamo parlato già in molti nostri articoli. Per maggiori informazioni ti invitiamo a leggere anche i post su questo sito. Se sei un utente che ci segue puoi leggere brevemente questo paragrafo o andare oltre.

La cartella esattoriale è una cartella di pagamento che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (già Equitalia) invia al contribuente nel momento in cui l’Ente, scritto sulla cartella esattoriale (Comune, Agenzia delle Entrate, Inps, Inail ecc), lo ha iscritto a ruolo. Ricordiamo che l’iscrizione a ruolo è un documento in cui sono registrati:

  1. il contribuente
  2. la somma dovuta dal contribuente (ci possono essere iscritte anche più somme dovute)
  3. le istruzioni del pagamento
  4. invito a pagare entro 60 giorni
  5. a chi e come chiedere la rateizzazione
  6. spiegazioni per ricorsi
  7. nome del responsabile dell’iscrizione a ruolo

Pertanto l’iscrizione a ruolo è un elenco fornito dall’ente impositore (ente creditore) ai fini della riscossione delle somme inserite all’interno del documento stesso. Per ogni ente creditore viene scritto il nome e l’indirizzo. Le somme sono dette iscritte a ruolo quando vengono richieste dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione: ciò accade quando l’Ente creditore ha già presentato al contribuente un avviso detto avviso bonario senza aver ricevuto il pagamento.

Il ruolo viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate-Riscossione che provvede a:

  1. predisposizione e notifica della cartella
  2. riscossione delle somme
  3. in caso di mancato pagamento procedere con l’esecuzione forzata

Domande del contribuente – FAQ e storie di contribuenti

“La cartella esattoriale ha bussato alla porta e … cosa fare?”

“Ho ricevuto una cartella esattoriale risalente al 2005 nonostante non abbia mai ricevuto prima alcuna richiesta. Vorrei contestarla”

“Ho ricevuto da Equitalia una cartella esattoriale relativa ad una multa del 2011 di 100 euro diventati oggi 950 euro. Come posso tutelarmi?”

“Sono andato a pagare una cartella esattoriale presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e ho scoperto che mi hanno notificato altre cartelle al mio vecchio indirizzo e date alla mia ex fidanzata, ma io non ne sapevo nulla. Come posso fare?”

“Ho fatto l’accesso al sito dell’Inps e ho scoperto di avere cartelle esattoriali inerenti a multe dal 2010 fino al 2012 mai notificate per un totale di euro 3.000. Le avevo rateizzate ed ora le ritrovo. Come posso procedere?”

“Ho preso una multa perché la mia patente era scaduta.
Normalmente l’autoscuola mi avverte, ma ho avuto un problema al computer, ho chiesto di darmi 2 giorni per presentare il documento, ma hanno rifiutato dandomi una multa di 108 euro. Ero a 100 metri da casa. Il giorno dopo avevo già fatto tutto .. sono arrabbiata .. come francese e come cittadina che fa parte dell’Europa. Da noi la patente è valida a vita. Trovo che è illegale. Tutto il resto era perfetto. Sono offesa. Posso fare ricorso? Grazie” – 2015

“Sono un pensionato di 74 anni con 850 euro al mese invalido all’80%, ho un auto del 1992 che mi hanno messo in fermo amministrativo per la tarsu di un civico 38 non di mia proprietà o affitto. L’erario mi ha scritto che non gli ho fornito documentazione adatta. Sono stato al comune di Napoli ufficio tarsu, che mi fece fare una dichiarazione che hanno respinto e debbo pagare 1.500 euro.”

Queste sono alcune delle domande che i contribuenti si chiedono, ma ci sono innumerevoli quesiti che il cittadino si pone e a volte non sa cosa fare.

Per ogni tipo di informazione è bene recarsi presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e farsi dare gli estratti di ruolo delle cartelle su cui è stato svolto l’atto, domandare inoltre anche le eventuali notifiche se ci fossero in essere (farsi fornire le copie) e chiedere anche le copie della relata di notifica (la relata di notifica è la certificazione dell’avvenuta notifica che l’Ufficiale Giudiziario stende in calce all’originale e alla copia dell’atto).

Non mi stancherò mai di dirlo: informatevi della vostra posizione. Meglio essere informati oggi che non poter far nulla domani. Controlla la tua posizione perché conoscere è un tuo diritto.

Riconoscere la validità della comunicazione: secondo il contribuente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha inviato una comunicazione corretta

Quando il contribuente riceve una comunicazione e la ritiene valida può mettersi in regola effettuando il pagamento della sanzione:

  1. Comunicazione relative a controlli automatici: il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione
  2. Comunicazione relative a controlli formali: il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione
  3. Comunicazione per redditi a tassazione separata: il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. Se il pagamento è tardivo o non avvenuto la sanzione è del 30%
Tipo di comunicazioneTermineSanzionePagamento
Invito per errori formali (che non incidono sul pagamento del tributo)entro 30 giorni dal ricevimento dell’invitoNessunaNessuno
Comunicazione relativa agli esiti dei controlli automatici delle dichiarazionientro 30 giorni dal ricevimento dell’unica o ultima comunicazione10% della maggiore impostaSe viene utilizzato il modello F24 “precompilato” allegato alla comunicazione, i contribuenti (sia titolari sia non titolari di partita Iva) possono effettuare il versamento presso banca, posta o agente della riscossione. Se non viene utilizzato il modello F24 “precompilato”:

– il contribuente titolare di partita Iva deve versare esclusivamente in via telematica
– il contribuente non titolare di partita Iva può pagare anche con il modello F24 cartaceo presso banca, posta o agente della riscossione

Comunicazione dell’imposta dovuta sui redditi soggetti a tassazione separataentro 30 giorni dal ricevimento dell’unica o ultima comunicazioneNessuna 

Se viene utilizzato il modello F24 “precompilato” allegato alla comunicazione, i contribuenti (sia titolari sia non titolari di partita Iva) possono effettuare il versamento presso banca, posta o agente della riscossione. Se non viene utilizzato il modello F24 “precompilato”:

– il contribuente titolare di partita Iva deve versare esclusivamente in via telematica
– il contribuente non titolare di partita Iva può pagare anche con il modello F24 cartaceo presso banca, posta o agente della riscossione

Comunicazione relativa agli esiti del controllo formale delle dichiarazionientro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione20% della maggiore impostaSe viene utilizzato il modello F24 “precompilato” allegato alla comunicazione, i contribuenti (sia titolari sia non titolari di partita Iva) possono effettuare il versamento presso banca, posta o agente della riscossione. Se non viene utilizzato il modello F24 “precompilato”:

– il contribuente titolare di partita Iva deve versare esclusivamente in via telematica
– il contribuente non titolare di partita Iva può pagare anche con il modello F24 cartaceo presso banca, posta o agente della riscossione

Non riconoscere la validità della comunicazione: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha inviato una comunicazione scorretta

Le soluzioni differiscono a seconda della comunicazione ricevuta dal contribuente:

  1. Comunicazione a seguito di un controllo automatico
  2. Comunicazione a seguito di un controllo formale

Comunicazione a seguito di un controllo automatico

  1. Accedere al sito se si è abilitati (Fisconline ed Entrate)
  2. Inviare un email tramite pec a [email protected]
  3. Telefonare al Centro assistenza multicanale (848 800 444)
  4. Rivolgersi ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione

Comunicazione a seguito di un controllo formale

Il contribuente può segnalare, all’ufficio che ha trasmesso la comunicazione, eventuali errori insieme ai dati corretti o agli elementi non considerati.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione dà all’Ente creditore le intere somme comprensive di interessi e sanzioni. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione trattiene il rimborso delle spese di notifica e l’aggio (interessi di riscossione) espresse in percentuale sulle somme riscosse fissato per legge, per il servizio svolto.

Vi riportiamo qui di seguito uno schema che potete trovare nel sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione

Aggio e oneri di riscossione

Pagamento della cartellaOneri di riscossione 
per i carichi affidati dal 1/01/2016
Aggio 
per i ruoli emessi dal 1/01/2013 al 31/12/2015
Aggio 
dal 1/01/2009 per i ruoli emessi fino al 31/12/2012
Entro 60 giorni dalla notifica3% a carico del debitore e il restante 3% a carico dell’ente creditore4,65% a carico del debitore e il restante 3,35% a carico dell’ente creditore4,65% a carico del debitore e il restante 4,35% a carico dell’ente creditore
Dopo 60 giorni dalla notifica6% a carico del debitore8% a carico del debitore9% a carico del debitore

Il ricorso: i motivi per fare domanda di ricorso (cartelle esattoriali)

Il ricorso può essere presentato per vizi propri della cartella (mancata notifica, prescrizione, errori di calcolo ecc) o per vizi di notifica dell’atto precedente.

Se hai problemi con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non esitare a difenderti dalle banche, dai debiti, dai pignoramenti, dai decreti aggiuntivi, dalle multe, dal canone Rai, dalle cartelle esattoriali ecc
Se sei strozzato dai debiti e non riesci ad affrontare la difficile situazione puoi informarti. Oggi puoi fare qualcosa per risolvere la problematica in base alla legge.

Conosci la legge n. 3 del 27 gennaio 2012?
Questa legge tratta le procedure relative agli addebiti impropri ed è uno strumento per ottenere la riduzione fino al 50% dei debiti. Queste procedure possono sospendere ogni azione da parte del creditore che arreca danni e soprattutto pregiudizi al debitore per salvarne il patrimonio.

Come difendersi dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione: contestare le cartelle esattoriali sulle tasse e multe stradali

La cartella di pagamento può essere annullata (totalmente o parzialmente) dal giudice tributario (commissione provinciale tributaria) se dovesse presentare vizi propri (vizio di notifica, mancato rispetto dei termini, vizi di motivazione, omesse informazioni ecc).
In caso di sanzioni amministrative (multe stradali) il ricorso è fattibile entro 30 giorni dalla notifica rivolgendosi al giudice di pace della zona in cui è avvenuta l’infrazione.

Cartelle pazze: ricorso contro l’Agenzia elle Entrate-Riscossione – La guida

Premettiamo che ti è arrivata una cartella di somme non dovute oppure pagate oppure andate in prescrizione. Come ripetiamo nei nostri articoli, non farti prendere dal panico perché esiste la soluzione. Ti spieghiamo come fare e cosa fare per annullare e fermare la riscossione da parte della già Equitalia.

Sospensione

Per sospendere una cartella esattoriale si fa domanda direttamente:

  • all’Agenzia delle Entrate-Riscossione oppure
  • all’Ente creditore oppure
  • al giudice

Si fa domanda ad Equitalia se ci sono alcuni presupposti che ti elenchiamo qui di seguito:

  1. hai pagato il debito prima dell’iscrizione a ruolo
  2. esiste una sentenza che annulli la somma (in parte o del tutto) a cui Equitalia non ha partecipato
  3. esiste un provvedimento di sgravio (annullamento del credito – debito)
  4. la cartella è caduta in prescrizione
  5. esiste la sospensione amministrativa (da parte dell’ente creditore) o giudiziale (da parte di un giudice)

Per fare domanda di sospensione compilare il modulo appropriato (lo trovi nel sito dell’ente sezione sospensione). Ricordati di inserire le motivazioni della sospensione con un tuo documento (d’identità) e la documentazione relativa. Ovviamente se la somma è stata già pagata ricordati di allegare la ricevuta di pagamento.
Il procedimento deve avvenire entro 60 giorni dalla notifica
La sospensione non sospende i termini di ricorso.

Annullamento in autotutela

Oltre alla sospensione il contribuente può richiedere la sospensione e l’annullamento del debito all’ente creditore (esempio all’Inps per i contributi previdenziali).
L’annullamento viene chiamato annullamento o istanza in autotutela e anche in questo caso, come nella sospensione, si può fare ricorso al giudice.

Annullamento e sospensione

Se Equitalia o l’ente creditore invia al contribuente un esito negativo oppure non risponde alla vostra domanda di annullamento del debito si ha tempo 60 giorni per presentare ricorso affinché l’istanza di sospensione e la richiesta di autotutela non siano sospese nei termini

Il ricorso deve essere presentato :

  1. al giudice di pace per le multe
  2. al tribunale del lavoro per contributi (inps e Inail)
  3. alla commissione tributaria per tasse e imposte
  4. al tribunale ordinario per bollette
  5. al giudice dell’esecuzione se si ha già un inizio di pignoramento

Il ricorso alla commissione tributaria è anticipato sempre da una fase amministrativa (che dura 90 giorni) detta reclamo-mediazione: fase che si applica per una somma inferiore ai 20.000 euro e se l’atto contestato è:

  • avviso di accertamento
  • avviso di liquidazione
  • provvedimento per sanzioni
  • ruolo
  • negazione o revoca di agevolazioni
  • rifiuto della restituzione dei tributi

Modulo per il ricorso

Il modulo per un ricorso deve contenere informazioni obbligatorie:

  • i dati del contribuente e il suo domicilio (incluso la posta pec
  • i dati del difensore eventualmente nominato e il suo domicilio
  • i riferimenti dell’atto
  • le motivazione del ricorso
  • le richieste del contribuente (esempio l’annullamento)
  • il valore della lite (inferiore a 20.000 euro)
  • allegato di una proposta di mediazione

L’istanza della mediazione deve contenere le seguenti informazioni:

  1. i dati per il ricorso
  2. una proposta di rideterminazione del creditore
  3. il fatto di essere disponibili a valutare la mediazione della controparte

Modello di ricorso per annullamento

Abbiamo compreso che una cartella esattoriale o di pagamento può essere annullata parzialmente o totalmente da un giudice tributario.
I motivi per l’annullamento di una cartella sono i vizi propri della cartella: uno dei vizi più contestati è il difetto di notifica.
Colui che notifica deve rispettare delle norme e leggi che determinano le procedure in ogni loro forma tra cui la procedura della consegna.
Altri procedimenti possono violare il principio del contraddittorio procedimentale che impone all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di convocare il contribuente per la comunicazione dell’esito.

L’autotutela

L’Autotutela è stata introdotta dall’art. 68 del d.p.r. 287/92. abrogato e poi sostituito da dl 564/94 convertito poi in legge 28/99 e dal decreto attuativo del ministero delle finanze n. 37/97.
Attraverso l’autotutela si invia una richiesta all’ente creditore di correggere o annullare una cartella esattoriale illegittima o infondata. Per le imposte si invia tale documentazione all’Agenzia delle Entrate ad esempio.
Per le cartelle esattoriali, considerate atti emessi da concessionari incaricati alla riscossione, è in vigore un procedimento che si distingue un po’ dall’autotutela che si invoca per errori. In tali casi si procede con l’invio di una domanda di sgravio al concessionario della riscossione ottenendo così la sospensione immediatamente. Comunque se ci sono errori all’interno della cartella inerenti a calcoli o errori logici si procede con l’autotutela

Multa: come pagare e fare ricorso se si riceve una multa del codice stradale

Quando una multa del codice stradale arriva a casa del cittadino ci sono due strade possibili da percorrere:

  1. pagare l’infrazione entro 60 giorno dalla notifica (dal ricevimento della multa): se si paga entro 5 giorni dalla notifica si ha il prezzo ridotto. La multa deve essere conservata per 5 anni
  2. fare ricorso: il ricorso maggiormente applicato è il ricorso per autotutela (istanza di autotutela) che bisogna presentare all’ente che ha emesso la contravvenzione.

Ricorso al Prefetto

Il cittadino può fare ricorso al Prefetto del luogo in cui è avvenuta l’infrazione ed inviarlo tramite raccomanda A/R entro 60 giorni. Il Prefetto richiede all’agente la conferma o il diniego della multa. Se la multa viene rigettata, la somma raddoppia e non si può richiederne la sospensione. L’ordinanza deve avvenire entro 210 giorni, termine dopo il quale il cittadino è invitato a presentarsi presso la Prefettura a cui ha fatto il ricorso per accertarsi che sia stata emessa oppure no l’ordinanza. Se non fosse stata emessa, il ricorso è stato accettato (come dice il detto chi tace acconsente). L’ordinanza, comunque, deve essere notificata al cittadino entro 150 giorni.
Il ricorso al Prefetto è utile in caso di errore o illecito.
Il ricorso al Prefetto è regolato dall’art. 203 (decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285):

  • il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell’art. 196 … possono proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi all’ufficio o comando cui appartiene l’organo
  • il ricorso … può essere presentato direttamente al prefetto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento … il prefetto trasmette all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore il ricorso nel termine di 30 giorni dalla sua ricezione
  • il responsabile dell’ufficio o del comando … è tenuto a trasmettere gli atti al prefetto nel termine di 60 giorni dal deposito o dal ricevimento del ricorso
  • qualora nei termini previsti non sia stato proposto ricorso e non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta il verbale costituisce titolo esecutivo

Ricorso al Giudice di Pace

Prima di incorrere al ricorso al Prefetto è utile fare un ricorso al Giudice di Pace come prima cosa. Pertanto il ricorso al Giudice di Pace è il primo passo utile.
Il Giudice di Pace è un magistrato onorario.
Tale ricorso:

  1. deve avvenire entro 30 giorni dalla notifica dell’atto (multa)
  2. deve essere inviato, tramite raccomandata A/R, alla cancelleria dell’ufficio del giudice di pace dove è avvenuta l’infrazione

Si ricorda che il cittadino deve presentarsi all’udienza pena l’annullamento del ricorso.

Se si fa richiesta di ricorso presso un altro luogo (diverso dal luogo dove è avvenuta la contravvenzione) si deve richiedere il domicilio presso:

  • il comune del Giudice di Pace oppure
  • presso la cancelleria oppure
  • presso una persona di fiducia.

Se si vuole sospendere il pagamento della multa bisogna scriverlo all’interno della dichiarazione del ricorso. Se il ricorso fosse ritenuto nullo cioè non accettato la multa raddoppia.
Il giudice fisserà una data dell’udienza entro 60 giorni.

Si ricorda, inoltre, che quando si ricorre al ricorso al giudice di pace si deve pagare un importo diviso in scaglioni:

  • 37,00 Euro per multe inferiori ad Euro 1.033
  • 43,00 Euro per multe e sanzioni amministrative fino ad Euro 1.033
  • 43,00 Euro + 27,00 Euro di marche da bolle per multe da 1.033 a 1.100 Euro
  • 98,00 Euro + 27,00 Euro in marche da bollo per contenziosi per importi da 1.100 a 5.200 Euro
  • 237,00 Euro + 27,00 Euro in marche da bollo per contenziosi per importi da 5.200 a 26.000 Euro e per quelli di competenza solamente del Giudice di Pace

Il ricorso può essere effettuato dal conducente che ha effettuato la trasgressione o dal proprietario del mezzo. La persona legittima per fare ricorso è l’intestatario del verbale, ma se il proprietario del mezzo e il conducente fossero diversi è meglio che il ricorso venga fatto insieme.
Vogliamo qui ricordare che all’interno del verbale è indicato anche l’obbligo, da parte dell’intestatario del verbale stesso, di comunicare i dati del conducente ai fini dell’art. 126-bis del C.d.S. (codice della strada).

Se si dovesse omettere tale dichiarazione arriva a casa un’ulteriore multa di minimo 286,00 Euro (in più rispetto alla multa). L’articolo è nato per quelle ditte che sono proprietarie di auto aziendali che vengono guidate dai dipendenti che diventano i conducenti. Da quando è nato questo articolo molti Comuni lo utilizzano per fare cassa ed inviare ai cittadini una multa decisamente salata per non aver fornito i dati del conducente (anche se il conducente era il proprietario del mezzo). L’articolo è inerente ai punti della patente e non alla contravvenzione in sé.
Il ricorso al Giudice di pace è regolato dall’art. 204-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285:

  • alternativamente alla proposizione del ricorso di cui all’articolo 203 (ricorso al prefetto) il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell’articolo 196 , qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, … possono proporre opposizione davanti all’autorità giudiziaria ordinaria. L’opposizione è regolata dall’articolo 7 del decreto legislativo 1 settembre 2011 n. 150

Riassumiamo brevemente ciò che viene stabilito nell’articolo 7:

  • le controversie di opposizione al verbale sono regolate dal rito di lavoro ove non diversamente stabilito
  • si ribadisce che l’opposizione è da farsi davanti ad un giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione
  • il ricorso è da proporsi entro 30 giorni dalla data di contestazione della violazione o notifica (60 giorni se il trasgressore risiede all’estero)

Per maggiori informazioni relative all’articolo 7 vi riportiamo il link di riferimento

Mancata comunicazione dei dati del conducente

L’articolo 126 bis del codice della strada indica l’obbligo da parte del proprietario del mezzo o di fornire i dati del conducente al momento della contravvenzione entro 60 giorni dalla notifica del verbale. La sanzione per la mancata comunicazione è regolata dallo stesso articolo e non più dall’articolo 180 comma 8. Tale importo è oggi di euro 286,00 come minimo.

La polizia comunica i dati all’anagrafe nazionale per la decurtazione dei punti entro 30 giorni dalla contestazione. La legge ritiene che l’omissione di tale comunicazione sia una violazione a cui si può procedere con l’applicazione di una sanzione pecuniaria (non si è collaborato … forse con la giustizia).
Si precisa che l’omissione della comunicazione dei dati a causa della memoria (non ci si ricorda chi era alla giuda) è considerato inammissibile e quindi da evitare.

Il ministero ha inserito una nota (la nota n. 300/a/3971/11/109/16 del 24 aprile 2011) che rende necessario un intervento chiarificatore sulla corretta applicazione (dell’articolo 126-bis) causa prassi difforme, da parte degli uffici di Polizia nell’applicazione.

In questa nota si definisce che la contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali

Non scriviamo qui di seguito tutta la nota di cui forniamo, poco sopra, il link di riferimento, ma vogliamo darvi un’ulteriore ed ultima informazione relativa a questa nota:
al fine di ovviare, dice la nota, a tale adempimento (mancata comunicazione dei dati) si potrà inserire nel corpo del verbale la seguente dicitura che noi vi inseriamo qui di seguito

“L’obbligo di comunicazione dei dati del conducente entro sessanta giorni, ai sensi dell’articolo 126-bis, comma 2, del Codice della Strada, in caso di ricorso avverso il presente verbale, decorre dalla data di notifica del provvedimento con cui si sono conclusi i rimedi giurisdizionali o amministrativi dalla legge”

Continua dicendo che i verbali privi di tale indicazione (chiamata nella nota intimidazione) dovranno essere seguiti da un ulteriore rinnovato e notificato atto che invita il proprietario (questo atto viene inviato al proprietario) a fornire le generalità del conducente quando il verbale di ricorso o opposizione è diventato definitivo.

Tale mancata comunicazione è comunque sanzionabile.

Il Ministero degli interni comunica che la “comunicazione dei dati” deve avvenire entro 30 giorni dalla contestazione. Riportiamo una sentenza che precisa che “In nessun caso, quindi, il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l’annullamento del verbale di contestazione dell’infrazione.” (sentenza n. 27/2004 del 24 gennaio 2005 paragrafo 9.1.2)

Si può dunque fare ricorso anche contro quei verbali relativi alla violazione dell’art 126 bis comma 2 (anche l’ex 180 comma 8) inerenti alla comunicazione dei dati del conducente. Il ministero aveva stabilito che si poteva far ricorso al Giudice di Pace (circolare M/2413/24 del 14/02/2007) oppure far ricorso al Prefetto. Questa circolare è stata poi sostituita da una successiva circolare del 02/04/2007 che ribadiva che le contestazioni vanno fatte nel luogo dove è avvenuta la contravvenzione come avveniva precedentemente al 14/02/2007

Ad oggi i ricorsi vanno effettuati presso

  • Giudice di Pace del luogo in cui è avvenuta l’inflazione (multa)
  • Prefetto del luogo in cui è avvenuta la contravvenzione (multa)

90 giorni dalla notifica: notifica del verbale al proprietario del mezzo o multa notificata (inviata) al conducente trasgressore

Il verbale deve essere notificato, cioè inviato a qualcuno perché questa persona venga a conoscenza del fatto e paghi la multa entro 90 giorni dalla data dell’identificazione del trasgressore. L’identificazione può avvenire immediatamente tramite fermo, ma anche successivamente per utilizzo di autovelox. Pertanto il verbale viene inviato al trasgressore che potrebbe avere la residenza in un luogo ma essersi trasferito in un altro (residenza non ancora registrata). Ciò determina una seconda notifica: in questo caso i 90 giorni decorrono dalla seconda notifica.
Esiste inoltre anche la notifica per giacenza: se non si ritira la multa, i giorni di giacenza vengono conteggiati. In questo caso si può fare ricorso in quanto la cartella esattoriale (la multa) non è stata notificata, ma inviata tramite le poste e le poste sono ancora in possesso della multa.

Il ricorso per multe con notifica di giacenza inizia

  • da quando il cittadino ha ritirato il verbale in posta (se avviene entro il decimo giorno di giacenza)
  • dal decimo giorno di giacenza se il cittadino ritira il verbale dopo il decimo giorno di giacenza

Ricorso: a chi devo rivolgermi per fare ricorso e a chi inviare la documentazione

Si ricorre controNel caso di
ComuneMulte della Polizia municipale o ausiliari del traffico o agenti e funzionari comunali
ProvinciaMulte della Polizia provinciale o agenti e funzionari provinciale
RegioneMulte di agenti o funzionari regionali
Prefettura (Prefetto)Multe di funzionari, ufficiali e agenti dello Stato, funzionari e agenti delle Ferrovie dello Stato , Ferrovie in concessione e dell’Anas (Carabinieri, polizia stradale, corpo forestale, guardia di finanza ecc)

Non pagare e non ricorrere: ricevere l’avviso (la multa) e lasciarla nel cassetto

Se si decide di ritirare la multa (firmare la raccomandata A/R), la contravvenzione è, per legge, notificata perché consegnata. Da questa data decorrono i 60 giorni per pagare la violazione.
Se si decide di non pagare la multa, si riceve una cartella esattoriale (entro 5 giorno dall’ultimo atto notificato). Si può continuare a non pagare e allora l’Ente continua a darvi addosso con altri tipi di atti: fermo amministrativo dell’auto, altre multe, ipoteca. Tutto dipende dall’identità del debito che bisogna pagare.
Il ricorso è possibile anche contro la cartella esattoriale rivolgendosi al giudice di Pace entro 30 giorni chiedendo la sospensione oppure l’annullamento della cartella stessa.
Se i termini per il ricorso contro la cartella di pagamento sono scaduti, si deve ricorrere al Giudice ordinario secondo l’ex codice 615 del Codice di procedura Civile. (per vizi di forma e procedimenti legati al pignoramento).

Si deve fare ricorso alla commissione provinciale tributaria se è attiva una procedura di fermo amministrativo (auto) o ipoteca.

Cartella esattoriale andata in prescrizione

Abbiamo già scritto di cartelle esattoriali andate in prescrizione. Pertanto qui vi diamo un accenno sia per cosa e quando vanno in prescrizione i vari atti e quindi i termini di prescrizione.
La prescrizione è quel momento in cui la cartella “scade”, quindi il debito decade. La cartella esattoriale non ha più alcun valore e quindi l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non può procedere con il pignoramento. Attendere la prescrizione significa attendere anni e ogni volta che il creditore fa un’azione (invio ad esempio di una lettera) la prescrizione si allontana perché si interrompe.
Gli atti che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione utilizza per bloccare la prescrizione sono per la maggioranza dei casi:

  • la cartella esattoriale
  • l‘intimidazione di pagamento
  • il preavviso di fermo
  • il preavviso di ipoteca
  • un qualsiasi atto di pignoramento

Pertanto quando si riceve uno di questi atti, il pignoramento è interrotto e si ricomincia da capo.
I termini di tempo perché una cartella di pagamento vada in prescrizione vanno da 3 a 10 anni a seconda della tipologia della cartella stessa.

  • Cartella Irpef: va in prescrizione dopo 10 anni. Per alcune commissioni tributarie va in prescrizione dopo 5 anni perché un tributo annuale (avvalersi comunque ai 10 anni in quanto non tutta la giurisprudenza pensa di applicare i 5 anni, nonostante il codice civile stabilisce la prescrizione in 5 anni per tutti quei debiti che devono essere pagati almeno una volta ogni anno)
  • Cartella IVA: va in prescrizione dopo 10 anni
  • Cartella Irap: va in prescrizione dopo 10 anni
  • Cartella per multe stradali: va in prescrizione dopo 5 anni dal mancato pagamento. Se il contribuente fa ricorso e perde la causa, la prescrizione aumenta da 5 a 10 anni perché scatta la prescrizione da sentenza.
  • Cartella Imposta sui rifiuti: va in prescrizione dopo 5 anni Se il contribuente fa ricorso e perde diventano 10 (prescrizione da sentenza)
  • Cartella Imu e Tasi: va in prescrizione dopo 5 anni. Con il ricorso passa a 10 anni (se il contribuente perde il ricorso) (prescrizione da sentenza)
  • Cartella Bollo Auto: va in prescrizione dopo 3 anni a partire dall’anno successivo a quello del pagamento. Anche in questo caso la prescrizione diviene di 10 anni se il contribuente fa ricorso e perde (prescrizione da sentenza)
  • Cartella Inps e Inail: va in prescrizione dopo 5 anni. Se il contribuente fa ricorso e perde la prescrizione diventa di 10 anni (prescrizione da sentenza)
  • Cartella Canone Rai: si prescrive in 10 anni
  • Cartella Diritti Camera di Commercio: si prescrive in 10 anni
NATURA DEL DEBITOTERMINI PRESCRIZIONEIL CONTRIBUENTE FA RICORSO E PERDE
Irpef10 anni
Iva10 anni
Irap10 anni
Multe Stradali5 anniScatta la prescrizione da sentenza: 10 anni
Imposta sui rifiuti5 anniScatta la prescrizione da sentenza: 10 anni
Imu5 anniScatta la prescrizione da sentenza: 10 anni
Tasi5 anniScatta la prescrizione da sentenza: 10 anni
Bollo Auto3 anniScatta la prescrizione da sentenza: 10 anni
Contributi Inps5 anniScatta la prescrizione da sentenza: 10 anni
Contributi Inail5 anniScatta la prescrizione da sentenza: 10 anni
Canone Rai10 anni
Tari5 anni
Contributo per Diritti Camera di Commercio10 anni
Imposta di Registro10 anni
Sentenze di condanna10 anni

 

La prescrizione parte dalla notifica.

Quando la cartella è andata in prescrizione si deve presentare un’istanza di autotutela all’ente di credito. Se l’Ente ha provveduto nel frattempo al pignoramento, attendere che l’Esattore vi invii l’atto e fare ricorso contro quest ultimo.
Inviare l’istanza di autotutela sia all’Agenzia delle Entrate-Riscossione sia all’Ente del credito così da essere tranquilli affinché entrambi siano informati. Vi forniamo qui di seguito alcuni esempi

  • contributi previdenziali: istanza di autotutela da inviare all’inps
  • multe: istanza di autotutela da inviare all’organo che ha elevato il verbale
  • imposte: istanza di autotutela da inviare all’Agenzia delle Entrate (non farsi fuorviare dal fatto che per le imposte si invia l’istanza all’Agenzia delle Entrate. Inviare l’istanza anche, in questo caso, come in tutti, anche all’Agenzia delle Entrate-Riscossione)
  • bollo auto: istanza di autotutela da inviare alla Regione
  • canone Rai: istanza di autotutela da inviare all’Agenzia delle Entrate Ufficio I di Torino
  • imposta dei rifiuti: istanza di autotutela da inviare al Comune

Utilizzare un foglio in carta semplice senza bolli, da spedire senza busta (piegandolo su se stesso), chiudere il plico con lo scotch sui 3 bordi dei lati aperti (a volte alcuni impiegati delle poste fanno storie se si usa spillare con la pinzatrice) e recarsi alla posta per inviare l’istanza con raccomanda A/R.
Se non concessi la raccomanda senza busta o raccomandata in foglio, ti rassicuriamo che è legale ed è stata introdotta dalla Sentenza 10021/2005 della Corte di Cassazione. Per ulteriori informazioni ti invitiamo a cliccare qui
Sentenza 10021_2005 della Corte di Cassazione
Si può anche utilizzare ed inviare l’istanza di prescrizione tramite posta elettronica certificata senza allegati, ma inserendo il tutto all’interno dell’email.
Se l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non rispondesse oppure rigettasse l’istanza attendi un passo da parte dell’ex Equitalia.
Se dovesse arrivare una cartella esattoriale con all’interno più atti, considerare ogni atto singolarmente: è possibile avere all’interno della stessa cartella di pagamento atti prescritti, atti ancora in essere da pagare e non ancora andati in prescrizione.
Ribadiamo quindi che il ricorso deve essere presentato

  1. al giudice di pace per le multe
  2. al tribunale del lavoro per i contributi
  3. alla commissione tributaria per le tasse, le imposte
  4. al tribunale ordinario per bollette
  5. Il ricorso deve essere presentato al giudice ordinario se fosse già in atto il pignoramento.

Cosa fare ?

Quando ex Equitalia bussa alla porta e quella porta è proprio la tua, non farti prendere dal panico. Una cartella esattoriale è stata notificata anche a te? Non sei l’unica persona a cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha inviato una cartella mezzo posta. La soluzione esiste per tutto. Ad ogni problema esiste una soluzione e prima della disperazione fai un lungo respiro e sappi che esiste una soluzione anche per:

  1. debiti di Equitalia
  2. multe non pagate
  3. cartelle esattoriali non notificate e notificate
  4. cartelle rateizzate ecc

Informarsi è un diritto, ma soprattutto un dovere nei propri confronti. Mettere la testa sotto la sabbia mettendo la cartella di pagamento nel cassetto (e far finta di dimenticarsene) o stracciarla presi dall’ira oppure correre a pagarla sono reazioni a un pezzo di carta che nessuno vorrebbe avere nella buca della posta.
Informarsi, trovare una soluzione per opporti e scoprire che hai ragione in modo legale significa prendersi le proprie responsabilità ed affrontare una problematica che si credeva insormontabile e irrisolvibile. Potresti scoprire che l’atto è caduto in prescrizione oppure che puoi sospenderlo. Dunque iniziamo a guardare le cartelle esattoriali come dei documenti che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invia al contribuente per conto di un Ente in modo da riscuotere una determinata cifra iscritta a ruolo. Guardiamole e facciamoci aiutare da uno studio legale che magari ci fa una diagnosi gratuitamente e che sia specializzato in queste cartelle che i giornalisti chiamano “pazze”. Insieme allo studio legale si può comprendere se ci sono possibilità senza esborso di denaro e se sei interessato vai su Annulla la tua cartella, guarda il video e se vuoi maggiori informazioni chiama senza impegno.

 

Grazie per avermi letto!

Rottamazione cartelle: la tua va dallo “sfasciacartelle” o no?

In questo articolo vediamo cosa vuol dire rottamare una cartella esattoriale, chi può usufruire di questo tipo di condono e come funziona la rottamazione.

Ti chiedo però solo una cosa: prima di accedere alle informazioni che seguono (trovi una chiara ed esplicativa tabella dei contenuti poco più sotto) LEGGI ATTENTAMENTE QUESTA BREVE INTRODUZIONE che, da sola, potrebbe risparmiarti migliaia, decine di migliaia o, a seconda del tuo debito, anche centinaia di migliaia di euro. Ce la fai a concedermi 1 minuto? Bene allora...

Come ho risolto definitivamente l’incubo delle cartelle esattoriali di Agenzia delle Entrate (ex Equitalia)

In questo blog dedicato al Business Etico forse questo argomento non è così pertinente, ma per esperienza personale e per i molti casi di persone che ho conosciuto direttamente non potevo non affrontarlo. Si tratta comunque di denaro e di una soluzione etica che tutela i più deboli - siamo tutti deboli di fronte all’implacabilità della pubblica amministrazione.

Ho risolto in modo semplice e inaspettato un grave caso personale di cartelle esattoriali senza dover ricorrere a legali e tribunali: è stata sufficiente una semplice lettera in autotutela (che non ha niente a che fare con i classici modulo di ricorso, che comunque puoi trovare più sotto in questa pagina, tutti concepiti più o meno per abbattere le tue possibilità di far effettivamente valere i tuoi diritti).

Sembra incredibile anche a me quando ci ripenso, ma è andata proprio così.

Le 2 strade

Ho deciso quindi di condividere con te due diverse strade che puoi percorrere:

  • la prima è quella che avevo studiato e identificato io, nel 2017, prima di conoscere il mio "salvatore", e che ho riassunto negli appunti che seguono che all'epoca avevo abbozzato per realizzare un sito web su queste tematiche
  • la seconda è quella che ho usato personalmente e che mi ha definitivamente fatto uscire da un incubo

La prima soluzione prevede che leggi gli appunti che ho messo alla fine di questo articolo, identifichi il tuo caso e poi utilizzi il relativo modulo. Ne troverai numerosi, che ho raccolto nel tempo, da usare per ricorsi e opposizioni di diverso tipo: sicuramente c’è anche quello adatto alla tua situazione.

La seconda soluzione è invece di rivolgerti alla persona che mi ha salvato.

Due parole su di lui

Non è un avvocato o un commercialista specializzato in linguaggio “erariale-esoterico”, è uno come noi che dopo averne passate di cotte e di crude, ha imparato in prima persona a far valere legalmente i propri diritti previsti in Costituzione. Con l’esperienza acquisita aveva poi deciso di aiutare anche altre persone in difficoltà con l'erario, le banche o le finanziarie.

Non è stato facile conoscerlo e incontrarlo ma ci sono riuscito (ero in una situazione disperata); appena ci siamo visti ho capito che i miei appunti erano validi ma tremendamente meno efficaci: lui aveva esperienza e sapeva come orientare la mia azione in modo specifico e mirato.

Oggi siamo diventati amici, lo stimo molto, ma è molto riservato e non ama farsi grande pubblicità, dunque non posso menzionarlo pubblicamente. Tuttavia, se hai veramente bisogno di contestare una cartella esattoriale mi ha dato l'ok per mettere in comunicazione le persone che, come te, potrebbero beneficiare di un confronto diretto con lui.

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Cos'è l'autotutela

L'autotutela è uno strumento messo a disposizione del cittadino/contribuente, concepito per evitare di intasare i tribunali quando ci si accorge di richieste dell’amministrazione che sono connotate da anomalie tecniche o burocratiche. Questo strumento permette all'ente riscossore di correggere o annullare, su propria iniziativa o su richiesta del cittadino, tutti gli atti che risultano illegittimi o, a volte, anche totalmente infondati.

Tanto per citare alcuni dei casi che avevo trovato in rete e che mi avevano spinto a cercare di contattare ad ogni costo Mr. X (ma potrei creare un elenco composto da centinaia di voci):

  • La cartella esattoriale di 60.000 € annullata con 1 sola lettera, senza nemmeno avvocati
  • Un processo giudiziario nato dalla violenta pressione da parte di agenzie di recupero crediti ai danni di un cittadino che lo ha vinto grazie ad una sola raccomandata, quella giusta, inviata alla finanziaria creditrice
  • La cartellona da 1.000.000 di € ridotta, in via stragiudiziale - cioè senza passare per un lungo ed estenuante processo- a 50.000 € con pochi spicci di avvocato (senza ovviamente alcuna pendenza residua per il contribuente)
  • La strane e ripetute richieste dell'Agenzia delle Entrate ad un contribuente di pagare un ammontare di 1.800 € di bolli (mai dovuti) completamente neutralizzate con un paio di raccomandate in autotutela
  • Il caso del debito erariale di 31.000 € ridimensionato a meno di 1.000 € dopo una lettera di autotutela all'Agenzia delle Entrate
  • Il caso in cui il fermo amministrativo di un veicolo venne annullato con le medesime procedure di cui sopra
  • Le 80.000 € richieste dall'Agenzia delle Entrate a fronte di un reale debito esigibile di soli 17.500 €... in pratica un debito di 62.500 € annullato anche questo con il solo costo della raccomandata
  • La richiesta di pagamento di 150 €, da parte di una ASL pugliese ai danni di una signora, per una presunte prestazioni specialistiche mai effettuate (anche questa annullata perché illegittima grazie ad una sola semplice lettera)

... e potrei continuare per ore.

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La clausola nascosta

Il mio "salvatore", che qui chiameremo Massimo, mi ha posto un’unica condizione perché ha poco tempo: io devo fare da "filtro", cioè selezionare le richieste in modo da evitargli inutili perdite di tempo. Per questo motivo ho deciso di scrivere questa pagina sul mio blog: non potevo non aggiungere questa risorsa così preziosa agli argomenti del mio sito, in grado da sola di permettere a te ed a tante altre persone dall'incubo della morsa del fisco e della burocrazia omicida italiana (come del resto sta già facendo da parecchi mesi perché siete ormai più di 100 ad avermi contattato).

Tanto per darti un'idea, questo è il tenore dei messaggi che di tanto in tanto mi inoltra via whatsapp:

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Come fare dunque a contattare Massimo?

E' molto semplice: scrivimi dalla pagina contatti (DALL’APPOSITO MODULO) e ti darò una risposta al più presto possibile. Massimo è una persona squisita e un consiglio gratuito tendenzialmente non lo nega mai a nessuno.D'altro canto, io mi sentirei di sconsigliarti di muovere guerra contro l'erario senza confrontarti prima con lui. La sola condizione è che il tuo caso abbia le caratteristiche necessarie (cartelle esattoriali!) e che tu sia determinato a provare una strada alternativa prima pagare senza battere ciglio; cosa che sei comunque sempre in tempo a fare, magari regalando dei soldi all'Agenzia delle Entrate: può succedere, gli "errori" che commettono all'agenzia sono davvero incredibili!

Per concludere

Hai tre strade davanti a te se hai ricevuto delle comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate: la prima è pagare, la seconda è il “fai da te” con gli appunti che seguono, il terzo, consigliato, è chiedere una valutazione gratuita compilando il modulo per essere messo in contatto con Massimo.

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Che fine hanno fatto i miei appunti

Sta di fatto che tutti i miei appunti sono rimasti, per così dire.. dei semplici appunti. Ricordo che avevo fatto un sacco di ricerca prima di abbozzarli ma che avevo buttato su Word molte parti un pò come mi venivano, senza una gran revisione.. Poi il sito non si è fatto e io, come spesso accade, mi sono ritrovato con un ennesimo progetto web lasciato a metà.

Ho pensato comunque che tutte le ore di ricerca e gli appunti che ne risultarono sarebbero potuti servire a qualcuno, ed ho dunque deciso di metterli a disposizione in EticoBusiness anche se siamo un pelo off-topic (li trovi qui sotto) MA tieni in considerazione che:

ATTENZIONE! LEGGI QUI PRIMA DI PROSEGUIRE NELLA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO

  1. Quelli che seguono sono soltanto i miei appunti, niente di più.
  2. Io non sono né un avvocato, né un dottore commercialista titolato a dare consigli professionali (se trovi in questo sito qualche informazione che ritieni utile, prima di utilizzarla, chiedi consiglio al tuo avvocato e/o commercialista).
  3. Io stesso, quando ho necessità, chiedo consiglio a questo personaggio speciale, di cui ti ho parlato 2 paragrafi sopra, ed evito il fai-da-te: troppe volte ho visto casi di persone che, pur avendo la ragione dalla loro parte, affidandosi ai metodi "tradizionali" di ricorso (creati per altro dallo stesso sistema vessatorio e schiavizzante che esige il nostro sangue), hanno finito per vedere aumentato il proprio debito anziché annullato o ridotto.

Buona lettura!

Caro contribuente, se hai desiderato almeno per un istante di fare ricorso all’Agenzia delle Entrate-Riscossione a causa dei debiti Equitalia, per quella famigerata cartella esattoriale che ti è arrivata, questo è l’articolo più importante che leggerai oggi sull’argomento.

Hai letto una somma non dovuta e vorresti il rimborso?
La cartella è andata in prescrizione e vorresti saperne di più?
Hai aderito alla rottamazione, ma non sei riuscito a pagare nemmeno la prima la rata?
Puoi fare domanda per la rottamazione bis?
Ti hanno detto che se non paghi sei nei guai?

Mettiamo da parte tutte le varie domande ed emozioni e iniziamo dal principio.

ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI: sappiamo veramente cosa vuol dire rottamare una cartella esattoriale?

Rottamare significa distruggere. Rottamare un veicolo significa destinarlo alla demolizione per qualche motivo. Demolire un veicolo o mezzo di trasporto significa riutilizzarne i rottami (ottima soluzione per fare la raccolta differenziata e riciclaggio), ma qui stiamo parlando di rottamazione e di cartelle esattoriale e quindi di cartelle pazze.
La prima volta che abbiamo sentito la terminologia rottamazione Equitalia, rottamare le cartelle esattoriali, molti di noi hanno pensato di eliminare ogni debito. Equitalia ci avrebbe abbuonato tutti i nostri debiti. Il pensiero è rimasto solo un pensiero. Se rottamare significa demolire e riutilizzare i pezzi. Cosa si riutilizza in una cartella esattoriale?
Definiamo la rottamazione cartelle. La rottamazione è un’opzione che lo Stato concede ai contribuenti i quali possono richiedere l’agevolazione dei debiti per quelle cartelle notificate dal 2000 al 31 dicembre 2016 e non pagate entro 60 giorni: con questa affermazione definiamo il condono Equitalia.

Credendo che i debiti vengano cancellati con il pagamento della cartella senza interessi, sanzioni né more (fatta eccezione per le multe stradali) con il condono Equitalia il contribuente paga:

  1. interessi da ritardata iscrizione al ruolo (ma il pagamento non era privo di interessi?)
  2. spese per la procedure dette oneri di riscossione
  3. spese per la notifica della cartella
  4. somme a titolo di aggio (dal 3% al 9%) – abbiamo inserito un link all’interno del nostro articolo su non pagare le tasse

Ricordiamo che quando si parla di privi di interessi si intende privi di interessi di mora.

Chi può usufruire del condono Equitalia?

La sanatoria Equitalia 2017 o condono Equitalia inserita nella Legge di Bilancio 2017 introduce diversi punti che devono essere letti con attenzione per poter sapere effettivamente se si può usufruire della rottamazione e poter fare domanda – la sanatoria riguarda dunque:

  1. tutti i contribuenti (imprese, aziende, famiglie, professionisti)
  2. cartelle emesse dal 2000 al 31 dicembre 2016
  3. tributi emessi da Agenzia Entrate, Inps, Inail, eccetera
  4. multe stradali
  5. IVA sul consumo (l’Iva sull’importazione non è inclusa)
  6. bollo auto e superbollo

L’importo delle rate doveva agevolare il contribuente del 30% – 40%, (fonte https://www.guidafisco.it/condono-equitalia-sanatoria-rottamazione-cartelle-1589), ma consideriamo che, effettivamente, all’interno delle rate sono calcolati gli interessi (per il condono rateizzato).

Esempio di Rottamazione di una cartella esattoriale

Inseriamo qui di seguito un esempio che ha pubblicato il Sole24Ore

Esempio Rottamazione cartella

Consideriamo le voci inserite al suo interno:

  • Interessi di ritardata riscossione: è quello che veniva chiamato aggio di riscossione (usato ancora nelle tabelle del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione). L’aggio o interesse di riscossione è un importo che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione richiede al contribuente per il lavoro che la stessa Agenzia sta facendo – è l’attività che l’ex Equitalia svolge per la riscossione (consideriamo che l’ufficio è nato per la riscossione, pertanto è un interesse che viene sempre applicato). Sono interessi che aumentano con l’aumentare dei giorni dalla scadenza del pagamento sino alla data in cui l’atto diviene esecutivo.
  • Interessi di mora al 4,13%: quando l’importo è pagato al 61° giorno dalla notifica (si hanno 60 giorni di tempo per pagare la cartella). Vi invito a leggere comunque la tabella inserita nell’articolo non pagare Equitalia in quanto gli interessi di mora sono comunque calcolati all’interno dell’importo anche quando si paga entro i 60 giorni.
  • Oneri di riscossione 6%: oneri dopo il 60° giorno dalla notifica (calcolato su tutto l’importo, tranne le spese di notifica)
  • Interessi legali

Esempio 1 calcolo condono Equitalia

Nell’esempio si considera il fatto che il contribuente abbia saltato il pagamento dell’imposta di registro.

  • Tassa: Euro 1.000
  • Interessi di ritardata riscossione o aggio: 30%: Euro 130
  • Sanzioni: Euro 300,00
  • Interessi di mora al 4,13%: Euro 11,00
  • Oneri di Riscossione: Euro 86,00
  • Spese di Notifica: Euro 5,88

Totale della cartella da pagare : Euro 1.532,88

Con la rottamazione, il calcolo passa da Euro 1.532,88 ad Euro 1.064,80 con aggio al 3% cioè con interessi di ritardata riscossione.

  • Interessi legali: Euro 30,57
  • Aggio al 3% cioè con interessi di ritardata riscossione: Euro 34,23 scritto sotto la voce “forfait sulle somme iscritte a ruolo”

Esempio 2 di calcolo rottamazione cartelle Equitalia

In questo esempio si parla di detrazioni Irpef. Il contribuente deve all’Agenzia delle Entrate-Riscossione Euro 3.400,00 e nella cartella troviamo:

  • Imposta: Euro 3.400,00
  • Interessi ritarda iscrizione a ruolo: Euro 3.060,00 (90% della maggiore imposta)
  • Sanzioni: Euro 440,00
  • Interessi di Mora: Euro 38,00
  • Oneri di Riscossione: Euro 416,00
  • Spesi di Notifica: Euro 5,88

Totale debito: Euro 7.359,88

Importo con rottamazione con forfait 3%:

  • Imposta iscritta a ruolo: Euro 3.400,00
  • Interessi Legali: Euro 103,93
  • Forfait sulle somme iscritte a ruolo: Euro 116,34

Totale debito: Euro 3.620,27

Scadenze rate rottamazione cartelle Equitalia

Mano al calendario ed eccoci ad affrontare nuovamente quella cartella esattoriale tanto “temuta”: per fortuna è arrivata la rottamazione basta ricordarsi le scadenze delle rate (massimo 5) e il gioco è fatto !

  1. 28 Febbraio 2017 Equitalia ha comunicato al contribuente i vari importi con le scadenze (se non vi fosse arrivata alcuna comunicazione potete rivolgervi direttamente agli sportelli Agenzia delle Entrate Riscossioni)
  2. 31 Marzo 2017 il contribuente poteva presentare domanda per la rottamazione (proroga al 21 Aprile 2017)
  3. 31 Luglio 2017: Scadenza prima rata per chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Alcuni di noi avranno letto questa data seguita da prima rata senza proroga.
    Pertanto il 31 Luglio 2017 era il termine ultimo entro cui si doveva pagare la prima rata, ma cosa succede a coloro che non hanno pagato? L’importo della rata non sarà più agevolato. Abbiamo detto precedentemente che la rottamazione consiste in un’agevolazione dei debiti – ecco a questo importo non sarà applicata l’agevolazione. Pertanto l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ricalcolerà la somma da dover dare all’Agenzia incluse sanzioni e interessi di mora.
    Nonostante le diverse richieste di proroga della scadenza il Ministro Padoan aveva confermato la possibilità di pagare le rate in compensazione con i crediti fiscali – ma a partire dalla seconda rata. La prima rata era coinvolta per il 24% dell’intero importo delle cartelle esattoriali
  4. 30 Settembre 2017 (scadenza vera 2 Ottobre 2017): interessa per il 23% dell’intero importo delle cartelle
  5. 15 Dicembre 2017 deve essere versato almeno il 70% dell’intero importo della cartella
  6. Settembre 2018: termine ultimo per il pagamento rateale (nel 2018 ci saranno 2 rate che include il 30% del debito totale)

L’Agenzia delle Entrate – Riscossioni ha anche istituito uno sportello denominato ContiTu accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione si ha la possibilità di poter pagare solo quegli importi che si possono effettivamente pagare (sono da considerare ovviamente le cartelle incluse nella rottamazione.

Si poteva pagare con differenti procedure:

  1. sportello bancario ATM (quelli che hanno aderito al pagamento CBILL)
  2. domiciliazione bancaria
  3. internet banking: inserire il numero del bollettino RAV ricevuto
  4. uffici postali: tramite bollettino RAV (importi al di sotto dei 3.000 Euro)
  5. sportelli bancari: tramite bollettino RAV (importo al di sotto dei 3.000 Euro)
  6. tabacchini convenzionati tramite circuiti Sisal e Lottomatica: in contanti per importi fino a 1.000 euro o con bancomat o carta di credito per importi fino a 5.000 euro
  7. portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it tramite PagoPa: tramite bollettino RAV e codice fiscale nella sezione pagamenti.
  8. Esiste anche l’App Equiclick
  9. sportelli del’Agenzie delle Entrate-Riscossione: tramite codice fiscale anche senza bollettino RAV. Il pagamento può avvenire tramite carta di credito, bancomat, prepagata eccetera

Ricordiamo che la rottamazione delle cartelle esattoriali è divenuta una legge il 24 Settembre 2016 con il Decreto Legge 193/2016.

Riassumendo, il contribuente che ha deciso di accettare la rottamazione e quindi di usufruire delle 5 rate per pagare i propri debiti doveva e deve attenersi alle seguenti date

  1. 31 Luglio 2017: Prima rata: 24%
  2. 30 Settembre (scadenza vera 2 Ottobre 2017): Seconda rata: 23%
  3. novembre / dicembre 2017: Terza rata: 23%
  4. aprile 2018: Quarta rata: 15%
  5. settembre 2018: Quinta rata: 15%

Ho presentato domanda per la rottamazione della cartella di pagamento ma non ho pagato né la prima né la seconda rata: cosa succede se non si pagano le rate della rottamazione cartelle esattoriali?

Cosa succede se la prima rata non è stata pagata

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha stilato accuratamente l’importo diviso in rate (massimo 5) e lo ha consegnato al contribuente al quale è stato presentato un documento che è il piano di rientro della sanatoria. Il contribuente ha così in mano un documento che attesta l’importo che deve conseguire all’Agenzia delle Entrate.
Se non si è riusciti a pagare la prima rata l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ricalcola il dovuto al contribuente. Ricordiamo che in questo caso l’ex Equitalia potrà ricominciare con le varie azioni cautelari (fermo amministrativo, ipoteca) ed esecutive (di pignoramento).
Il contribuente che non è riuscito a pagare la prima rata poteva presentare all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione in cui asseriva di non poter corrispondere la rata.

Cosa succede se è stata pagata la prima rata, ma non la seconda

  1. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione procede alla riscossione.
  2. La precedente rata (la prima) è considerata come acconto
  3. Si avrà la rateazione solamente per quelle cartelle notificate da meno di 60 giorni

Per attenersi alle parole del Decreto in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento della seconda rata (o come scritto dalla legge rate successive alla prima) il contribuente è privo dei benefici:

  1. si perdono gli effetti della Definizione agevolata: sanzioni, more ed interessi
  2. è preclusa la possibilità di ottenere nuovi provvedimenti di dilazione: il piano di rateizzazione è sostituito con il pagamento non agevolato
  3. i precedenti pagamenti sono considerati a titolo di acconto

Il Condono Equitalia 2017 riguarda solo le cartelle emesse entro il 31 dicembre 2016, termine modificato a seguito dell’approvazione di un emendamento di modifica secondo cui:

  • le cartelle che possono essere inserite nella rottamazione sono quelle notificate dal 2000 al 31 dicembre 2016
  • la domanda per il condono scadeva il 31 marzo 2017 (precedentemente era il 23 gennaio 2017)
  • anche gli enti locali possono accedere al condono delle cartelle (quelli che non si affidano all’ex Equitalia)
  • l’ultima rata deve essere pagata entro settembre 2018 (condono rateizzato)
  • le rate passano da 4 a 5 (rateizzazione del condono) con l’avvenuto pagamento entro il 2017 del 70% della somma dovuta

Rottamazione cartelle scadenze 5 rate – dalla terza alla quinta rata

Abbiamo fatto fronte a due scadenze importanti del 2017 considerando che le scadenze del 2017 sono 3 (l’ultima è a novembre) e poi si passa al 2018 con le ultime 2 rate effettive. Consideriamo inoltre che il contribuente deve dare ben il 70% dell’importo totale del debito nel 2017. Dunque consideriamo che il contribuente abbia accettato la rottamazione delle cartelle esattoriali come agevolazione nel pagamento della cartella, ma non è riuscito a pagare la somma oppure ha pagato in ritardo nonostante la sua ottima intenzione.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha fornito l’agevolazione con 5 scadenze che devono essere rispettate. Se non si rispettano (mancato pagamento, pagamento ritardato, insufficiente importo della rata) l’Agenzia delle Entrate fa un ricalcolo inserendo nell’importo sanzioni e interessi (di mora). La rottamazione decade e l’importo è uguale al debito iniziale.

Se il contribuente ha fatto domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali e poi non ha pagato le rate oppure ha smesso di pagare, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non gli permette di rateizzare le cartelle ancora dovute.
Se non si procede al pagamento delle rate, l’ex-Equitalia procede con la riscossione e la rateizzazione per quelle cartelle di cui si è chiesta la rottamazione.

Si può procedere a pagare le rate successive. Se sei un contribuente che ha aderito alla rottamazione delle cartelle esattoriali, ma non sei riuscito a pagare né la prima né la seconda rata puoi pagare le rate successive e riprendere i pagamenti. Intanto l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ti comunicherà le nuove scadenze del debito (delle rate non pagate)

Facciamo dunque un breve riassunto sul tema “rottamazione cartelle”:

Grazie alla Ddl rottamazione delle cartelle esattoriali:

  1. Ex Equitalia riceve pagamenti di rata che gli italiani fanno fatica a pagare
  2. il contribuente ha uno sconto sull’importoe paga in modo graduale

e se fossimo in una favola finirebbe con la frase  “e vissero tutti felici e contenti”.
Pur di pagare meno, in modo agevolato e togliersi un debito, il contribuente accetta la rottamazione di cartelle iscritte a ruolo. I vantaggi esistono per entrambi:

  • il contribuente si toglie i debiti
  • lo Stato rientra di una somma importante (sono miliardi di euro le somme iscritte a ruolo – per la precisione 682 di cui 580 non riscuotibili)

Il piano di rientro prevede comunque agevolazioni da parte del contribuente e dello Stato:

  • rateazione del debito compatibile con la capacità economica del contribuente
  • stralcio, abbattimento di una parte del debito – sanatoria parziale
  • abbattimento di interessi e sanzioni

Come funziona?

Si domanda la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione la quale, tramite PEC, notifica la proposta entro 1 anno dopo l’entrata in vigore della legge.
Il contribuente, se accetta il piano di rientro, risponde tramite PEC. Ha dovuto quindi scegliere di appartenere a una di queste due categorie:

  • rateazione a stralcio per i contribuenti in grave difficoltà
  • rateazione a stralcio per i contribuenti con momentanee difficoltà

La differenza tra le due categorie è la percentuale che si abbatte nello stralcio dei tributi (5% per coloro che sono in grave difficoltà al posto del 25% per i contribuenti con momentanee difficoltà)
fonte https://www.laleggepertutti.it/60499_equitalia-effetti-della-rateazione-se-il-contribuente-non-ha-i-soldi-per-pagare-la-cartella

Per chi non ha pagato le rate della rottamazione o non ha aderito alla prima rata arriva una soluzione: la Rottamazione Bis

Nonostante non sia ancora terminata la rottamazione delle cartelle che ricordiamo termina a settembre 2018, arriva la rottamazione bis perché ancor prima della scadenza della seconda rata (2 ottobre 2017) forse non si sono avuti così tanti consensi.
La rottamazione bis è nata per coloro che non hanno aderito alla prima sanzione oppure non ha pagato le rate. Lo Stato necessita di soldi per la manovra 2018, ormai alle porte. Con la prima rottamazione lo Stato è rientrato di 1,8 miliardi di Euro, ma vuole aggiungerne ancora 7,2 miliardi.

Definizione agevolata – Decreto Legge 148/2017  – Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre 2017

La Gazzetta Ufficiale n. 242 del 16 ottobre 2017 è stata pubblicata e all’interno troviamo il Decreto Legge n. 148/2017Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferenti” – leggiamo sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Articolo 6 comma 3 lettera a) del Decreto legge 22 ottobre 2016 n. 193 è stato modificato dalla legge 1 Dicembre 2016 n. 225. Questi parlano dei termini di pagamento delle rate luglio 2017 settembre 2017.

Per la terza rata relativa alla rottamazione bisogna leggere l’articolo 1 DL 148/2017 che fissa la terza rata al 30 novembre 2017. Nello stesso articolo vengono citati i vari articoli modificati, convertiti in altri articoli, comma e altri termini giuridici per poi confermare che i contribuenti che “relativamente ai soli carichi definibili compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non è stato ammesso alla definizione agevolata, in applicazione dell’alinea del comma 8, a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016, il medesimo debitore può esercitare nuovamente la facoltà di cui al comma 1 provvedendo a”:

  1. presentare, entro il 31 dicembre 2017 apposita istanza all’agente della riscossione usando la modulistica che si trova all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione (e pubblicato entro il 31 ottobre 2017 dall’agente della riscossione)
  2. pagare in unica rata entro il 31 maggio 2018 l’importo delle rate scadute e non pagate (il mancato, tardivo o insufficiente pagamento rende nulla l’istanza) oppure
  3. pagare con al massimo 3 rate di pari importo con 3 scadenze (settembre, ottobre e novembre 2018)

L’articolo 1 prosegue stabilendo che l’agente della riscossione comunica al contribuente che ha presentato l’istanza:

  1. entro il 31 marzo 2018 l’importo secondo cui ha deciso di pagare (unica rata o rateizzata)
  2. entro il 31 luglio 2018 l’ammontare complessivo delle somme dovute , le relative rate con giorno e mese di scadenza

Queste sono alcune date riportate sulla Gazzetta Ufficiale di cui vi forniamo il link per un maggiore approfondimento.

Lo Stato ci agevola a pagare le tasse – conviene la rottamazione? Alcuni esperti dicono di NO – perché?

Dalle varie notizie lette sulla rottamazione cartelle, si evince che prima di tutto la cartella del contribuente potrebbe essere illegittima ed inesigibile.
Lo Stato propone di pagare una o più cartelle di Equitalia in 14 mesi tramite 5 rate con scadenze ben precise. Secondo alcuni esperti fiscali bisogna fare attenzione e ci colleghiamo alle prime righe dell’articolo. Fare attenzione a:

  1. pagare entro le scadenze: altrimenti la rateizzazione viene annullata
  2. le cartelle vecchie: spesso sono già cadute in prescrizione – vi ricordiamo che le cartelle cadono in prescrizione dopo alcuni termini di tempo che variano a seconda della cartella e vi rimandiamo al nostro articolo cliccando qui. Ricorda inoltre che è importante fare l’istanza di prescrizione affinché le cartelle cadano in prescrizione

LASCIARE LI UNA CARTELLA PERCHE’ TANTO VA IN PRESCRIZIONE … NON E’ CORRETTO

LA PRESCRIZIONE NON E’ AUTOMATICA

FARE UN’ISTANZA IN AUTOTUTELA PER CANCELLARE IL DEBITO … E’ CORRETTO
Video sui termini di Prescrizione:

Nel video sottostante vogliamo farvi ascoltare come conviene mandare una cartella in prescrizione piuttosto che fare domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali:

 

Siamo d’accordo con quegli avvocati che asseriscono: “chi non paga le cartelle lo fa perché solitamente non ha soldi”

In un’intervista rilasciata dall’avvocato Muratori ad Adnkronos, l’avvocato dichiara che i rischi di vedere all’asta la propria casa “non è così reale” in quanto, come abbiamo anticipato in altri articoli, anche Ex Equitalia ha degli obblighi e deve attenersi alle leggi: “non è possibile procedere al pignoramento dell’immobile se il debito non è almeno di Euro 120.000,00 ed è necessario che questo immobile non sia l’unico di proprietà della persona” – (fonte
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/04/12/cartelle-equitalia-esperto-rottamazione-non-conviene-quasi-mai_SLTVr4A696GXwvFRkMGoAN.html?refresh_ce)

Vi proponiamo anche il video che vede come protagonista un pensionato e una cartella esattoriale milionaria …

Abbiamo sentito parlare di suicidi, di case all’asta, di pignoramento delle pensione di invalidità e ci aspettiamo sempre che succeda qualcosa perché vogliamo pensare che chi non paga è perché non riesce e rimaniamo impotenti davanti ad una cartella che arriva a casa.

Nel 2015 una donna di 57 anni a Bergamo ha visto pignorare la pensione di invalidità della figlia disabile da Equitalia. Aveva un’attività che andava bene, ma i clienti hanno iniziato a diminuire. I debiti hanno iniziato a crescere ed ecco Equitalia che li ha presi direttamente dalla pensione di invalidità della figlia: non doveva succedere perché la legge non lo consente, ma è accaduto.

Nel 2014 è accaduta una faccenda che è stata definita assurda da diversi giornali. Un avvenimento successo in Veneto a Santo Stefano di Valdobbiadene e vede protagonista un imprenditore di salumi con una sua attività. Un giorno ha deciso di creare “L’Osteria senza oste”, una casa colonica che Cesare De Stefani ha aperto per un food sharing. Si entra, si mangia e si beve, si consuma il pasto e si esce, non si paga oppure si può versare ciò che si vuole in un salvadanaio messo apposta. Alcuni di noi penseranno che è una bella idea in un momento di crisi, un’idea simpatica, un’idea diversa, magari anche un’idea di marketing, ma comunque un’idea. Al Fisco questa idea non piace. L’Agenzia delle Entrate multa il signor Cesare di 62 mila euro perché “era un’attività imprenditoriale in nero”. Un’osteria aperta nel 2005. L’imprenditore dichiara anche che “qualcuno mette 50 euro e ci sono persone che prendono quello che hanno messo altri nel salvadanaio“. Cesare De Stefani è stato difeso dai cittadini, da turisti di tutto il mondo, dal presidente della regione Luca Zaia. Nel 2011 l’imprenditore ha ricevuto il primo tentativo di chiusura da parte del Fisco, oggi sono stati indagati due ispettori per irregolarità nel verbalizzare i ricavi.

Se la reale problematica è quella di non avere il denaro per pagare e per questo motivo non si è riusciti a pagare, quindi il problema è un vero problema economico … aderire alla rottamazione non conviene. La domanda che sorge spontaneamente è: come si fa a pagare il 70% del debito (accumulato dal 2000 al 2016 – questo il tempo che fornisce l’Agenzia delle Entrate-.Riscossione) in pochissime rate ravvicinate tra di loro e quindi in pochissimi mesi (entro il 2017) ? A questa domanda alcuni cittadini rispondono così:”Forse la rottamazione Equitalia conviene ai ricchi”

Rottamazione o Rottamazione bis: debiti e legge di Bilancio 2018

La Rottamazione delle cartelle esattoriali era una manovra di 19,6 miliardi con 5 miliardi per combattere l’evasione e la riapertura della rottamazione: cifre che ogni cittadino osserva con sgomento e stupore perché forse una cifra così alta è scritta sui giornali ma non su un conto corrente comune. Queste cifre però sono numeri che girano per gestire uno Stato. I 5 miliardi di cui si parla sono il denaro che il governo spera di incassare in 3 anni dalla rottamazione. Nella legge di Bilancio 2018 si vuole “eliminare le clausole di salvaguardia” (“le clausole di salvaguardia” riguardano la norma che prevedeva l’aumento dell’Iva se lo Stato non fosse riuscito a reperire le risorse pianificate). Le clausole di salvaguardia riguardano l’aumento dell’Iva: dal 10% al 13% fino al 2020 e l’aliquota ordinaria dal 22% al 25% già dal 2018.
Con la rottamazione bis si ipotizzano incassi per oltre 1 miliardo nel 2018

Equitalia: caccia agli evasori fiscali

Molti di voi si ricorderanno il popolare Robin Hood: eroe del Regno Unito, leggendario e storico allo stesso tempo, bandito e nobile con molta dimestichezza con arco e frecce. Abile e astuto giustiziere viene dipinto, dai romanzi alle versioni cinematografiche, come colui che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Complicato inserire Robin Hood in un contesto storico veritiero. Il fisco, che caratterizza ogni epoca, costrinse molte persone alla miseria in qualsiasi secolo finché Robin Hood varò la Legge della Foresta. Siamo nel Medioevo quando ci furono soprusi per ben 150 anni nei confronti del popolo e i briganti erano facili da incontrare. Robin Hoon era un furfante, un fuorilegge che ha goduto di immensa popolarità. Cosa c’entra questa leggenda con Equitalia? Con i contribuenti che fanno fatica ad arrivare a fine mese e con l’incombenza di cartelle di pagamento che arrivano nella buca delle lettere?
Luciano Dissegna viene definito il Robin Hood delle partite Iva: nel 2016 voleva difendere le PMI “massacrate” da Equitalia con pratiche devastanti. Il suo obiettivo era quello di far emergere comportamenti poco leciti o addirittura illeciti da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione nei confronti delle piccole e medie imprese.

Vogliamo riportare qui di seguito l’intervista di Luciano Dissegna fornita al Sole24Ore all’inizio del 2017

 Luciano Dissegna Robin Hood delle Partite Iva

Nel 2012 a Calalzo di Cadore in provincia di Belluno Equitalia è stata sostituita dalla Comunità Montana: la riscossione dei tributi è stata affidata alla Comunità Montana, azione totalmente legale che per legge e diritto i Comuni possono applicare estromettendo Equitalia (società esterna) – (fonte https://www.legainvalidi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=184:qequitalia-e-come-lo-sceriffo-di-nottinghamq-e-il-sindaco-robin-hood-la-licenzia&catid=1:ultime&Itemid=86)

Oltre a personaggi che abbiamo voluto accennare esiste anche l’“operazione Robin Hood” contro truffe, evasione, estorsione, corruzione dove ci sono stati, alla fine di agosto, 18 indagati, ma il nostro collegamento con Robin Hood è molto più semplice.

In Sicilia 501 contribuenti devono 18 milioni 475mila euro di tasse comunali … viene scritto su un articolo. Vogliamo soffermarci per poco su una frase. Informiamoci, conosciamo i fatti prima di reagire in modo impulsivo

Informati della tua situazione, del vero significato della rottamazione prima di accettare oppure rifiutare.

La situazione di oggi è complicata, siamo in un momento di crisi economica a livello mondiale, alcuni ceti stanno scomparendo, altri stanno letteralmente cambiando, ma si può sempre fare qualcosa.

Tutti abbiamo dentro un’insospettata riserva di forza che emerge quando la vita ci mette alla prova” – Isabel Allende

Quindi quando arriva una cartella di Equitalia è nostro diritto avvalerci di quegli strumenti di cui abbiamo bisogno per comprendere, capire, difenderci e conoscere.
Il rapporto tra cittadino e Fisco è sempre stato complicato nei secoli, ma oggi abbiamo molti mezzi per poterci informare prima di archiviare da soli la nostra storia.

Attenzione: email false nella posta elettronica dei contribuenti – falsi avvisi di pagamento – non è Equitalia non aprire quella … email

Presta attenzione … fai attenzione … sono frasi che abbiamo sentito soprattutto quando eravamo piccoli. “Fai attenzione!” è una frase che sentivamo da qualcuno che si prendeva cura di noi e si preoccupava nel momento in cui ci fosse successo qualcosa.

Oggi questa locuzione è ben impressa nella nostra mente tanto da stimolare, nel nostro cervello, dei sensori di pericolo.

Il mese scorso, i contribuenti hanno messo in allerta l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riguardo ad email false. Infatti alcuni cittadini hanno ricevuto avvisi di pagamento tramite messaggi di posta elettronica. Il mittente ha usato uno dei seguenti indirizzi email:

[email protected]
[email protected]

l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avvisa di non aprire l’email né i suoi eventuali allegati o link in quanto non ha inviato alcun avviso ai contribuenti via posta elettronica. Pertanto se si è ricevuta un’email falsa da Equitalia si invita a cestinarla immediatamente.

Questa allerta è avvenuta diverse volte durante gli anni e l’ultimo comunicato relativo alle false email è datato proprio il 29 settembre 2017, giorno precedente alla scadenza della seconda rata relativa alla rottamazione 30 settembre 2017 (spostata il 2 ottobre 2017 in quanto il 30 settembre era un sabato – e secondo la legge i pagamenti vanno effettuati il primo giorno utile lavorativo se la scadenza cade di sabato o domenica). Siccome le rate relative alla rottamazione sono 5 e solo le prime 2 sono passate, vogliamo avvisarvi di rimanere comunque allerta alle prossime scadenze.

Politica e Cultura: Rottamazione e libri – Gioventù e Vecchiaia

L’arte della politica ha sempre interessato filosofi, artisti, pensatori e strateghi.
Lidia Ravera è una scrittrice, giornalista e assessore alla cultura e noi vogliamo concludere questo articolo con un suo commento relativo alla rottamazione. Ravera tratta di giovinezza e vecchiaia, di uomini e donne, parla delle varie età della vita nei suoi scritti.
Nel 2015 ha usufruito del crowdfunding su Facebook per mandare in stampa Gli Scaduti (il cui protagonista si chiama Matteo, proprio come Matteo Renzi – ispiratore e musa del romanzo non soltanto con il proprio nome, ma soprattutto per l’uso della parola rottamazione), un romanzo da lei scritto ispirato alla terminologia rottamazione che oggi è conosciuta da molti cittadini che vogliono rottamare un veicolo, ma anche una cartella (non si parla della cartella di scuola, ma di quella esattoriale!).
Linda Ravera amplia questo concetto: rottamare gli esseri umani.

  • Cosa succede se un essere umano diventa “scaduto” all’età di 60 anni?
  • Cosa succede se un essere umano scade come un cibo?
  • Come crescono i giovani sotto questa idea?
  • Può essere un futuro?

La scrittrice non ha fornito risposte, ma potrebbe essere un modo per porsi delle domande anche assurde, ma il tema è talmente forte e percepibile che vi vogliamo salutare con una lettura forse in più nella vostra vita.

Grazie per avermi letto e a presto

Ricorso a cartella esattoriale: annullamento o sospensione? Scegli tu…

In questo articolo vediamo come fare ricorso ad Equitalia per puntare alla sospensione delle cartelle esattoriali o all’annullamento della cartella di pagamento.

Ti chiedo però solo una cosa: prima di accedere alle informazioni che seguono (trovi una chiara ed esplicativa tabella dei contenuti poco più sotto) LEGGI ATTENTAMENTE QUESTA BREVE INTRODUZIONE che, da sola, potrebbe risparmiarti migliaia, decine di migliaia o, a seconda del tuo debito, anche centinaia di migliaia di euro. Ce la fai a concedermi 1 minuto? Bene allora...

Come ho risolto definitivamente l’incubo delle cartelle esattoriali di Agenzia delle Entrate (ex Equitalia)

In questo blog dedicato al Business Etico forse questo argomento non è così pertinente, ma per esperienza personale e per i molti casi di persone che ho conosciuto direttamente non potevo non affrontarlo. Si tratta comunque di denaro e di una soluzione etica che tutela i più deboli - siamo tutti deboli di fronte all’implacabilità della pubblica amministrazione.

Ho risolto in modo semplice e inaspettato un grave caso personale di cartelle esattoriali senza dover ricorrere a legali e tribunali: è stata sufficiente una semplice lettera in autotutela (che non ha niente a che fare con i classici modulo di ricorso, che comunque puoi trovare più sotto in questa pagina, tutti concepiti più o meno per abbattere le tue possibilità di far effettivamente valere i tuoi diritti).

Sembra incredibile anche a me quando ci ripenso, ma è andata proprio così.

Le 2 strade

Ho deciso quindi di condividere con te due diverse strade che puoi percorrere:

  • la prima è quella che avevo studiato e identificato io, nel 2017, prima di conoscere il mio "salvatore", e che ho riassunto negli appunti che seguono che all'epoca avevo abbozzato per realizzare un sito web su queste tematiche
  • la seconda è quella che ho usato personalmente e che mi ha definitivamente fatto uscire da un incubo

La prima soluzione prevede che leggi gli appunti che ho messo alla fine di questo articolo, identifichi il tuo caso e poi utilizzi il relativo modulo. Ne troverai numerosi, che ho raccolto nel tempo, da usare per ricorsi e opposizioni di diverso tipo: sicuramente c’è anche quello adatto alla tua situazione.

La seconda soluzione è invece di rivolgerti alla persona che mi ha salvato.

Due parole su di lui

Non è un avvocato o un commercialista specializzato in linguaggio “erariale-esoterico”, è uno come noi che dopo averne passate di cotte e di crude, ha imparato in prima persona a far valere legalmente i propri diritti previsti in Costituzione. Con l’esperienza acquisita aveva poi deciso di aiutare anche altre persone in difficoltà con l'erario, le banche o le finanziarie.

Non è stato facile conoscerlo e incontrarlo ma ci sono riuscito (ero in una situazione disperata); appena ci siamo visti ho capito che i miei appunti erano validi ma tremendamente meno efficaci: lui aveva esperienza e sapeva come orientare la mia azione in modo specifico e mirato.

Oggi siamo diventati amici, lo stimo molto, ma è molto riservato e non ama farsi grande pubblicità, dunque non posso menzionarlo pubblicamente. Tuttavia, se hai veramente bisogno di contestare una cartella esattoriale mi ha dato l'ok per mettere in comunicazione le persone che, come te, potrebbero beneficiare di un confronto diretto con lui.

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Cos'è l'autotutela

L'autotutela è uno strumento messo a disposizione del cittadino/contribuente, concepito per evitare di intasare i tribunali quando ci si accorge di richieste dell’amministrazione che sono connotate da anomalie tecniche o burocratiche. Questo strumento permette all'ente riscossore di correggere o annullare, su propria iniziativa o su richiesta del cittadino, tutti gli atti che risultano illegittimi o, a volte, anche totalmente infondati.

Tanto per citare alcuni dei casi che avevo trovato in rete e che mi avevano spinto a cercare di contattare ad ogni costo Mr. X (ma potrei creare un elenco composto da centinaia di voci):

  • La cartella esattoriale di 60.000 € annullata con 1 sola lettera, senza nemmeno avvocati
  • Un processo giudiziario nato dalla violenta pressione da parte di agenzie di recupero crediti ai danni di un cittadino che lo ha vinto grazie ad una sola raccomandata, quella giusta, inviata alla finanziaria creditrice
  • La cartellona da 1.000.000 di € ridotta, in via stragiudiziale - cioè senza passare per un lungo ed estenuante processo- a 50.000 € con pochi spicci di avvocato (senza ovviamente alcuna pendenza residua per il contribuente)
  • La strane e ripetute richieste dell'Agenzia delle Entrate ad un contribuente di pagare un ammontare di 1.800 € di bolli (mai dovuti) completamente neutralizzate con un paio di raccomandate in autotutela
  • Il caso del debito erariale di 31.000 € ridimensionato a meno di 1.000 € dopo una lettera di autotutela all'Agenzia delle Entrate
  • Il caso in cui il fermo amministrativo di un veicolo venne annullato con le medesime procedure di cui sopra
  • Le 80.000 € richieste dall'Agenzia delle Entrate a fronte di un reale debito esigibile di soli 17.500 €... in pratica un debito di 62.500 € annullato anche questo con il solo costo della raccomandata
  • La richiesta di pagamento di 150 €, da parte di una ASL pugliese ai danni di una signora, per una presunte prestazioni specialistiche mai effettuate (anche questa annullata perché illegittima grazie ad una sola semplice lettera)

... e potrei continuare per ore.

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La clausola nascosta

Il mio "salvatore", che qui chiameremo Massimo, mi ha posto un’unica condizione perché ha poco tempo: io devo fare da "filtro", cioè selezionare le richieste in modo da evitargli inutili perdite di tempo. Per questo motivo ho deciso di scrivere questa pagina sul mio blog: non potevo non aggiungere questa risorsa così preziosa agli argomenti del mio sito, in grado da sola di permettere a te ed a tante altre persone dall'incubo della morsa del fisco e della burocrazia omicida italiana (come del resto sta già facendo da parecchi mesi perché siete ormai più di 100 ad avermi contattato).

Tanto per darti un'idea, questo è il tenore dei messaggi che di tanto in tanto mi inoltra via whatsapp:

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Come fare dunque a contattare Massimo?

E' molto semplice: scrivimi dalla pagina contatti (DALL’APPOSITO MODULO) e ti darò una risposta al più presto possibile. Massimo è una persona squisita e un consiglio gratuito tendenzialmente non lo nega mai a nessuno.D'altro canto, io mi sentirei di sconsigliarti di muovere guerra contro l'erario senza confrontarti prima con lui. La sola condizione è che il tuo caso abbia le caratteristiche necessarie (cartelle esattoriali!) e che tu sia determinato a provare una strada alternativa prima pagare senza battere ciglio; cosa che sei comunque sempre in tempo a fare, magari regalando dei soldi all'Agenzia delle Entrate: può succedere, gli "errori" che commettono all'agenzia sono davvero incredibili!

Per concludere

Hai tre strade davanti a te se hai ricevuto delle comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate: la prima è pagare, la seconda è il “fai da te” con gli appunti che seguono, il terzo, consigliato, è chiedere una valutazione gratuita compilando il modulo per essere messo in contatto con Massimo.

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Che fine hanno fatto i miei appunti

Sta di fatto che tutti i miei appunti sono rimasti, per così dire.. dei semplici appunti. Ricordo che avevo fatto un sacco di ricerca prima di abbozzarli ma che avevo buttato su Word molte parti un pò come mi venivano, senza una gran revisione.. Poi il sito non si è fatto e io, come spesso accade, mi sono ritrovato con un ennesimo progetto web lasciato a metà.

Ho pensato comunque che tutte le ore di ricerca e gli appunti che ne risultarono sarebbero potuti servire a qualcuno, ed ho dunque deciso di metterli a disposizione in EticoBusiness anche se siamo un pelo off-topic (li trovi qui sotto) MA tieni in considerazione che:

ATTENZIONE! LEGGI QUI PRIMA DI PROSEGUIRE NELLA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO

  1. Quelli che seguono sono soltanto i miei appunti, niente di più.
  2. Io non sono né un avvocato, né un dottore commercialista titolato a dare consigli professionali (se trovi in questo sito qualche informazione che ritieni utile, prima di utilizzarla, chiedi consiglio al tuo avvocato e/o commercialista).
  3. Io stesso, quando ho necessità, chiedo consiglio a questo personaggio speciale, di cui ti ho parlato 2 paragrafi sopra, ed evito il fai-da-te: troppe volte ho visto casi di persone che, pur avendo la ragione dalla loro parte, affidandosi ai metodi "tradizionali" di ricorso (creati per altro dallo stesso sistema vessatorio e schiavizzante che esige il nostro sangue), hanno finito per vedere aumentato il proprio debito anziché annullato o ridotto.

Buona lettura!

Nel nostro articolo precedente “Non pagare legalmente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione” abbiamo parlato di un argomento che sta a cuore a molti di noi. Con questo articolo invece vogliamo supportare coloro che intendono fare un ricorso a Equitalia (nota come Agenzia delle Entrate-Riscossione).

Abbiamo già trattato di come non pagare una cartella esattoriale e di come comportarsi davanti ad Equitalia (o chi per lei), di chi è e cosa fa l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia che in questo post chiameremo solo Agenzia delle Entrate-Riscossione e utilizzeremo l’abbreviativo AER). Vi abbiamo anche raccontato brevemente la storia dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e non ci prolunghiamo oltre e vi riportiamo all’articolo sopra citato.

Annullamento della cartella di pagamento: come fare ricorso ad Equitalia ed arrivare alla sospensione delle cartelle esattoriali

Chi ci legge sa che l’ufficio che richiede il pagamento delle cartelle esattoriale è l’ex Equitalia, oggi sostituita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Quando il contribuente (sia esso cittadino privato sia esso azienda) può richiedere l’annullamento dell’atto (cartella di pagamento) nel momento in cui ritenesse di aver ricevuto una cartella non dovuta: quindi se la somma, scritta nella cartella esattoriale, è ritenuta una somma non dovuta il contribuente può procedere all’invio della dichiarazione per l’annullamento, la sospensione e pertanto far ricorso.

Nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate ritiene che l’atto amministrativo sia effettivamente illegittimo, quindi non valido per la legge, annulla il documento seguendo norme specifiche e procede con lo sgravo delle somme non dovute iscritte a ruolo (abbiamo parlato di ruolo nell’articolo citato precedentemente – non pagare legalmente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione) e quindi cancella il debito parzialmente o totalmente.

ricorso annullamento e sospensione cartella esattoriale

Come richiedere l’annullamento della cartella di pagamento

Il ricorso (sia che si parli di sospensione o di annullamento o anche di rimborso) su una cartella esattoriale per errata o mancata notifica, coinvolge diversi soggetti: in primis il contribuente che riceve una cartella non dovuta, l’ente coinvolto (Inps, Inail, Comune ecc), l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la Commissione tributaria o anche la Commissione penale, il Giudice di Pace ecc.
Considerando il fatto che in questo articolo ci vogliamo dedicare solamente al ricorso, vi riportiamo al nostro articolo citato nelle prime righe per conoscere la procedura dell’arrivo di una cartella esattoriale di pagamento ricevuta dal contribuente. Prima di procedere, ricordiamo che per ogni informazione relativa all’atto bisogna rivolgersi al concessionario che la emette; mentre se si vuole un’informazione relativa al contenuto dell’atto ci si deve rivolgere all’ente impositore che si trova scritto nella sezione “dettaglio degli addebiti” nella cartella stessa.

Quando la dichiarazione del contribuente perviene all’Agenzia delle Entrate, quest’ultima valuta la contestazione scritta. Al contribuente viene comunicata la verifica e l’esito. Se la dichiarazione viene ritenuta valida, il contribuente può rivolgersi alla Commissione tributaria provinciale per chiederne l’annullamento. Se quest’ultima ritiene che il contribuente abbia ricevuto una cartella esattoriale con somme non dovute, il cittadino (sia esso privato sia esso azienda) ha diritto dello sgravio entro 90 giorni dalla notifica di decisione (oggi sono divenuti 60, ma prosegui nella lettura per conoscere meglio i dettagli). Questo avviene anche se il contribuente ha già pagato e pertanto viene rimborsato.
L’Agenzia delle Entrate comunica l’annullamento della cartella all’Agente della riscossione il quale interrompe l’incasso del credito (debito per il contribuente). Cosa succede se il contribuente ha già pagato una cartella esattoriale sbagliata? Ha diritto al rimborso della somma ingiustamente indebitata.

Il rimborso viene erogato comunque presso l’Agente della riscossione.

Per fare un’opposizione contro le cartelle esattoriali ci si può rivolgere al Giudice di Pace. Prendiamo in considerazione una multa: vogliamo ad esempio fare ricorso contro una multa che ci è pervenuta a casa per mancato pagamento dell’infrazione commessa secondo il Codice Stradale. Come si procede per fare ricorso?

  1. ci si rivolge al Giudice di Pace del luogo in cui sarebbe avvenuta l’infrazione, scritta sulla cartella
  2. abbiamo 30 giorni di tempo (dalla notifica della cartella) per presentare ricorso
  3. dopo alcuni mesi il cittadino si deve presentare all’udienza (obbligatorio pena il rigetto del ricorso): la data gli verrà comunicata mediante notifica. Si può delegare qualcuno se si è impossibilitati ad andare all’udienza
  4. verranno esposti i motivi per l’annullamento della cartella: le motivazione devono riguardare solamente la cartella di pagamento e non la correttezza del verbale.

In questo esempio il contribuente si è rivolto all’ente impositore cioè all’ente che ha emesso il verbale (Comune, Provincia. Prefettura, eccetera).
(fonte https://ricorsi.net/formulario/formulario/ricorso-al-giudice-di-pace-avverso-cartella-di-pagamento.html)

Non si necessita di un avvocato per procedere ad un ricorso contro una cartella esattoriale in alcuni casi:

  1. multe: per un importo fino ad Euro 1.100 (ci si rivolge al Giudice di Pace)
  2. tasse: per un importo fino ad Euro 3.000 ( ci si rivolge alla Commissione tributaria)

Il contribuente deve versare un terzo delle maggiori imposte richieste dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione e l’Agente della riscossione potrà proseguire a richiedere tale somma: questo avviene nel momento in cui si fa ricorso. Se, invece, il contribuente richiede la sospensione della cartella esattoriale nel termini per impugnare, la somma non dovuta verrà valutata in toto. Richiedere, dunque, la sospensione al giudice per far sì che il pignoramento non avvenga durante il ricorso.

La sospensione della cartella esattoriale è legittima e legale secondo la Legge di Stabilità 2013 (Legge n. 228/2012) la quale sostiene che l’Agente della riscossione è obbligato a sospendere immediatamente ogni procedura esecutiva finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo.

Il D. Lgs n. 159/2015 ha modificato la disciplina della sospensione legale della riscossione contenuta nell’art. 1 commi da 538 a 543 della Legge di Stabilità 2013.

Quando l’importa della cartella è inferiore a 20.000 Euro il ricorso deve procedere secondo una mediazione tributaria (o Raclamo-mediazione) cioè un’istanza fatta all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per far rivedere l’atto.
(fonte https://www.laleggepertutti.it/134602_ricorso-contro-equitalia-come-e-quando-agire)

L’atto di opposizione o proposta di mediazione da parte del contribuente è preliminare rispetto al ricorso.
Prima di trattare le differenze tra la Legge finanziaria e la Legge di Stabilità 2013 vogliamo esporvi un argomento che abbiamo accennato precedentemente: impugnare la cartella esattoriale.

Quali sono i termini per impugnare una cartella dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione

I termini per impugnare una cartella inviata dall’Agenzia delle Entrate sono chiari:

  1. 30 giorni dalla notifica dell’atto nel momento in cui la cartella contenga somme relative ad una multa. Ricordiamo che il contribuente deve rivolgersi e, quindi inviare la dichiarazione, al Giudice di Pace
  2. 40 giorni dalla notifica dell’atto nel momento in cui la cartella contenesse somme legate a contributi previdenziali (somme collegate a pensioni, malattia, infortuni sul lavoro, maternità, disoccupazione ecc)
  3. 60 giorni dalla notifica dell’atto nel momento in cui in questa cartella sono presenti somme inerenti a tasse e tributi (Imu, Tari, Tars, bollo auto ecc.). Ricordiamo che per il ricorso la dichiarazione deve essere inviata alla Commissione tributaria da parte del contribuente.

Va ricordato che esiste la sospensione feriale (il mese di agosto) in cui gli uffici sono chiusi. Ci sono alcune eccezioni quali:

  1. istanza di accertamento con adesione: viene presentata dal contribuente e in questo caso i termini per presentarla sono 150 (60 giorni a cui vanno aggiunti altri 90 giorni) per far sì che la procedura di adesione venga portata a termine
  2. pignoramento: se il contribuente invia un ricorso contro il pignoramento, i giorni sono solamente 20. Anche in questo caso notate bene che a volte si subisce un pignoramento senza aver ricevuto alcuna cartella di pagamento. In questo caso i termini per fare ricorso sono illimitati: i termini massimi di scadenza sono inesistenti in quanto la Cassazione riconosce che esiste una mancata notifica della cartella esattoriale. Questo caso può avvenire quando il contribuente si reca presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate per richiedere l’estratto di ruolo (quel documento che contiene le somme della cartella esattoriale richiesto dal contribuente ed emesso dal concessionario). L’amministrazione pubblica deve fornire i documenti in originale attraverso raccomandata a/r (se si procede attraverso l’uso delle poste italiane, non sono ammesse poste private né corrieri) oppure tramite relazione di notifica (quando la cartella di pagamento viene consegnata direttamente nelle mani del contribuente)

Prescrizione della cartella esattoriale dopo la notifica

Come abbiamo precedentemente detto nell’articolo che vi abbiamo citato all’inizio, anche l’Agenzia delle Entrate ha termini precisi da seguire: per notificare, sospendere ecc. L’atto va in prescrizione, ma i termini secondo cui la cartella cade in prescrizione sono diversi a seconda della somma dovuta:

  1. 3 anni per il bollo auto: per esempio se il bollo auto scade nel mese di ottobre e non lo avete pagato, dovete calcolare 3 anni dal 1 gennaio dell’anno successivo (del non pagamento)
  2. 5 anni per Tari, multe, Inps, Inail, Imu ecc
  3. 10 anni per iva, canone Rai ecc

Per comprendere comunque meglio la propria situazione bisogna analizzare nel dettaglio e attentamente cosa dice la legge in materia di prescrizione. Quando l’Agenzia delle Entrate procede con il pignoramento , questo deve avvenire dopo un anno dalla notifica della cartella. Oltre questo termine (1 anno) l’Agenzia delle Entrate deve inviare nuovamente un nuovo atto chiamato intimazione di pagamento detta anche intimazione ad adempiere la cui somma deve essere pagata entro 5 giorni. L’Agenzia delle Entrate deve procedere con questo secondo atto e non con il pignoramento dopo il primo atto. L’intimazione di pagamento decade dopo 180 giorni dalla notifica dell’atto. L’intimazione ad adempiere può essere inviata diverse volte fino a quando l’atto cade in prescrizione.

Legge finanziaria e Legge di Stabilità: quali le differenze e le agevolazioni per il cittadino

Prima di parlare specificatamente della Legge di Stabilità 2013 proviamo a comprendere, brevemente, cos’è la Legge di Stabilità.

Abbiamo sentito parlare di legge finanziaria, manovra economica e legge di stabilità. Andiamo per ordine.
Con legge finanziaria si intende la legge ordinaria del governo italiano. La legge ordinaria è un atto normativo adottato dal Parlamento o dall’organo analogo di un ente territoriale e locale per regolare la politica economica del paese per un triennio attraverso misure di finanza pubblica o di politica di bilancio. La politica di bilancio è un’azione di politica economica messa in atto a livello statale dal governo sul proprio bilancio pubblico. Il bilancio pubblico è un documento di contabilità dello Stato che indica le entrate e le uscite dell’amministrazione di uno Stato relativo ad un determinato periodo.

La legge finanziaria è detta anche “manovra economica” ed è una legge della Repubblica Italiana pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Dal 2010 questa legge (legge finanziaria) è stata sostituita dalla legge di Stabilità. Dal 2017 viene chiamata Legge di Bilancio L. 11 dicembre 2016 n. 232 (fonte http://www.governo.it/approfondimento/legge-di-bilancio-2017/6552).

La legge di Stabilità:

  1. serve per regolare la vita economica dell’Italia per 3 anni
  2. regola i conti pubblici dell’Italia
  3. è soggetta all’esame dell’Unione Europea

In questo documento devono essere contenuti punti importanti quali:

  1. il saldo netto da finanziare cioè la differenza tra spese e entrate fiscali
  2. il saldo del ricorso al mercato cioè l’importo da coprire tramite i prestiti
  3. l’importo degli speciali fondi di bilancio (“oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso”) – fonte http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/Contabilit/Glossario/
  4. l’entità massima per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego
  5. gli stanziamenti necessari per finanziare in conto capitale le spese deliberate da leggi
  6. la previsione di spesa a lungo termine che muta a seconda delle risorse finanziarie disponibili di anno in anno

Dopo aver definito alcuni termini anche per i non addetti ai lavori procediamo elencando qualche modifica della legge di stabilità rispetto alla legge finanziaria:

  1. i contenuti della manovra devono essere più dettagliati
  2. intercorre meno tempo tra la data di approvazione del documento e quella di presentazione della legge di stabilità
  3. il contenuto è più snello nella legge di stabilità rispetto a quello della legge finanziaria
  4. gli interventi di sostegno e sviluppo economico dovranno essere inseriti in disegni di legge collegati alla legge di stabilità, ma al di fuori di essa
  5. la legge di stabilità è anch’essa formata da articoli e tabelle: nella prima parte (sezione) si riporta il saldo massimo netto da finanziare e del ricorso al mercato, la variazione delle aliquote delle imposte, l’importo dei fondi speciali, l’importo complessivo destinato al rinnovo dei contratti pubblici, le norme del Patto di stabilità interno e alla realizzazione del Patto di convergenza, le misure correttive delle leggi che comportano oneri superiori a quelli previsti. Nelle tabelle allegate alla legge di stabilità viene ridefinito il contenuto della Tabella C escludendo da essa le spese destinate al funzionamento degli enti pubblici che saranno determinate dalla legge di bilancio
  6. la tabella D della legge di stabilità assorbe le tabelle D, E, F della legge finanziaria inerenti alle spese in conto capitale: essa riporta gli importi destinati al finanziamento delle leggi. La lettera F dell’art. 1, comma 538 della Legge 228/2012 (legge finanziaria) è stata inglobata nella tabella D. Tale norma conteneva una “clausola aperta”
    la tabella E della legge di stabilità riporta le riduzioni delle autorizzazioni legislative inerenti alla spesa corrente

Ricordiamo dunque che a partire dal 22 ottobre 2015:

  1. la dichiarazione va presentata entro 60 giorni dalla notifica dell’atto di riscossione o di un atto cautelare o esecutiva pena decadenza della stessa
  2. la dichiarazione deve essere motivata: devono essere presentati tutti quei documenti che sostengono l’illegittimazione (documenti che sono avvenuti prima della formazione del ruolo). Pertanto la documentazione presentata deve avere una data precedente rispetto all’atto scritto a ruolo oppure la cartella di pagamento (o avviso) deve essere andata in prescrizione
  3. i crediti sono annullati di diritto decorsi 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione all’Agenzia della riscossione
  4. la documentazione presentata deve essere veritiera pena la responsabilità penale

Eliminazione della clausola aperta di sospensione

Trattiamo qui la lettera f dell’art. 1, comma 538 della Legge n. 228/2012 inglobata nella lettera D della Legge di Stabilità. La “clausola aperta” inserita nella lettera f dava la possibilità al contribuente di ottenere la sospensione della riscossione nel momento in cui gli atti fossero stati interessati da “qualsiasi altra causa di inesigibilità del credito”. Tale formulazione (“qualsiasi altra causa di inesigibilità del credito”) dava spazio a difficoltà nell’interpretazione della stessa. La soppressione della lettera f fa in modo che, in questi 4 casi, sia possibile…

  1. richiedere la sospensione legale della riscossione esattoriale
  2. prescrizione o decadenza del diritto di credito avvenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo
  3. sospensione amministrativa concessa dal creditore
  4. sospensione giudiziale o sentenza che abbia annullato la pretesa del creditore (in parte o del tutto)
  5. pagamento effettuato in favore dell’ente creditore in data antecedente alla formazione del ruolo

Si perviene quindi che la soppressione della clausola aperta sia un’azione cautelare nei confronti del contribuente affinché non vengano emessi errori o anomalie comunicative tra ente creditore e concessionario per la riscossione.

“Legge di Stabilità 2013”: la sospensione delle “cartelle pazze” (cartella di pagamento) – termine per la presentazione della domanda di sospensione

Le cartelle di pagamento emesse dal concessionario della riscossione sono definite “cartelle pazze” in gergo giornalistico.

Dal 1 gennaio 2013 il contribuente con in mano un atto di riscossione (cartella di pagamento) o un atto di natura cautelare (comunicazione che previene l’iscrizione dell’ipoteca) o esecutiva (notifica dell’avviso di vendita immobiliare) può presentare una dichiarazione al concessionario causando l’immediata sospensione della procedura di riscossione.

La dichiarazione è a tutti gli effetti una domanda di autotutela e deve contenere le somme (parziali o totali) non dovute erroneamente iscritte a ruolo. La dichiarazione deve essere inviata dal contribuente entro 90 giorni dalla notifica dell’atto.
Il concessionario trasmette, entro 10 giorni, la dichiarazione e gli eventuali allegati (inviati dal contribuente) all’ente impositore.
Trascorsi 60 giorni ed entro 220 giorni dalla trasmissione, l’ente impositore, conferma l’esistenza delle motivazioni al contribuente, mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite email certificata (pec) e trasmette il provvedimento di sospensione o sgravio al concessionario. Se l’impositore non dovesse trovare alcuna motivazione idonea avvisa comunque il contribuente entro il tempo sopra citato. Si riceve quindi una risposta sia quando le ragioni sono accettate sia quando queste ragioni sono ritenute invalidate. Se non si dovesse ottenere una risposta entro 220 giorni le somme iscritte a ruolo sono annullate di diritto.
La dichiarazione può essere presentata se l’atto emesso dal creditore è interessato da:

  1. Prescrizione altrimenti il diritto di credito decade
  2. Provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore
  3. Sospensione amministrativa concessa dall’ente creditore
  4. Pagamento effettuato con data antecedente al ruolo in favore del creditore
  5. Sospensione giudiziale o sentenza che abbia annullato il credito (debito del contribuente) in modo parziale o totale
  6. Altre cause di non esigibilità del credito

Sospensione legale della riscossione: contenuto e motivi per presentare la dichiarazione – modalità di comunicazione e termini temporali

Il Decreto Legislativo 24 Settembre 2015 n. 159 è entrato in vigore il 22 Ottobre 2015. Abbiamo precedentemente detto che alcuni commi sono stati modificati. Vi indichiamo qui di seguito le modifiche:

  1. Art. 1 Comma 538 (D. Lgs n. 159/2015): i termini per la presentazione sono stati ridotti. Il comma in oggetto ha sostituito le parole “entro novanta” con la frase “a pena di decadenza entro sessanta”: la richiesta di sospensione della cartella di pagamento deve essere richiesta entro 60 giorni dalla notifica del primo atto di riscossione pena la decadenza (precedentemente era di 90 giorni). Il decreto Legislativo ha aggiunto “a pena di decadenza” specificando la natura perentoria del termine per la presentazione dell’istanza: il diritto di ottenere la sospensione decade.
  2. Comma 539 (D. Lgs n. 159/2015): entro il termine di 10 giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione, l’ente creditore comunica al concessionario il provvedimento di sospensione o sgravio.L’ente creditore aveva altri 60 giorni per comunicare la documentazione:
    • comunicare al debitore la correttezza della documentazione prodotta e trasmettere al concessionario il provvedimento
    • comunicare al debitore l’inidoneità della documentazione prodotta e trasmettere l’esito al concessionario della riscossione per riprendere l’attività di recupero crediti

    Tale comunicazione avviene tramite canale telematico o mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o mezzo posta elettronica certificata (pec). Decorso il tempo stabilito al debitore viene comunque dichiarato l’esito dell’esame della dichiarazione.

    Con il comma 539 viene eliminato il termine dilatorio di 60 giorni e non è fissato alcun termine, stabilisce che il creditore deve comunicare al contribuente l’esito dell’esame della domanda (tramite pec, raccomandata A/R o apposito canale telematico) fornendo l’esito anche al concessionario. Il creditore può attendere i 60 giorni, ma può dare una risposta anche prima dei 60 giorni. L’invio telematico è un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ed è una variazione del D. Lgs n. 159/2015 o meglio un’aggiunta. La versione precedente (Legge n. 228/2012) prevedeva solo una comunicazione tramite pec o raccomanda A/R.

  3. Comma 539-bis (D. Lgs n. 159/2015): la reiterazione della dichiarazione (domanda di sospensione) è inammissibile.
  4. Comma 540 (D. Lgs n. 159/2015): in caso di mancato invio della comunicazione, da parte dell’ente creditore, trascorsi 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore al concessionario della riscossione, le partite (somme) sono annullate di diritto Abbiamo detto che il creditore può dare una risposta dell’esito della domanda al creditore (e quindi al concessionario della riscossione) anche prima che i 60 giorni siano trascorsi. Rimane, invece in vigore il limite temporale: l’ente creditore deve comunicare l’esito dell’esame al debitore e al concessionario per la riscossione entro 220 giorni dalla data di presentazione dell’istanza pena l’annullamento del debito
  5. Comma 543 (D. Lgs n. 159/2015): trascorsi 220 giorni senza che l’ente impositore fornisca riscontro le somme iscritte a ruolo sono annullate di diritto
  6. Comma 544 (D. Lgs n. 159/2015): per la riscossione dei debiti fino a 1.000 euro, ogni azione cautelare ed esecutiva decorre dopo 120 giorni dall’invio della comunicazione contenente, in modo dettagliato, le somme iscritte a ruolo a meno che l’impositore abbia già comunicato l’inidoneità della documentazione presentata dal contribuente.

In sintesi il contribuente ha diritto di richiedere direttamente al concessionario per la riscossione la sospensione immediata di eventuali azioni cautelari (fermo amministrativo o ipoteca) o esecutive (pignoramenti) intraprese dal concessionario. Si può richiedere la sospensione a tutti gli enti e società incaricate per la riscossione dei tributi e pertanto non soltanto ad Equitalia (Agenzia delle Entrate – Riscossione)

Istanza di sospensione del pignoramento e i suoi effetti: termini di efficacia

All’interno dell’art. 1 comma 539 viene aggiunto un provvedimento: tale norma prevede che resta sospeso il termine di 200 giorni (art. 53, comma 1 D.P.R. n. 602/1973) decorso il quale i pignoramenti perdono efficacia se non è stato effettuato il primo incanto.

Inerzia del creditore: annullamento del credito

Torniamo sul punto del comma 540 (D. Lgs n. 159/2015): il debito è annullato automaticamente di diritto se l’ente creditore risponde oltre il limite temporale dei 220 giorni dalla data di presentazione della domanda. Tale inattività non indica l’annullamento del debito nei casi in cui il motivo di sospensione legale della riscossione è diverso rispetto a quelli descritti all’art. 1 comma 538:

  1. sospensione giudiziale o amministrativa della riscossione
  2. sentenza non definitiva di annullamento del credito

L’annullamento del credito trova applicazione a causa di inadempienza del creditore esclusivamente nell’unione dei comma 538 e 540:

  1. prescrizione o decadenza del diritto di credito in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo
  2. provvedimento di sgravio emesso dal creditore
  3. pagamento riconducibile al ruolo, effettuato in data antecedente alla formazione di ruolo
  4. sentenza definitiva di annullamento del credito emessa da un giudice

Ti invitiamo a leggere anche l’articolo relativo ai moduli e fac simili di ricorso contro le cartelle esattoriali

Se necessiti maggiori informazioni senza alcun impegno ti invito a cliccare qui e se sei ancora interessato non esitare a contattarci (senza impegno)

Grazie per avermi letto!

 

Non pagare (legalmente) l’Agenzia delle Entrate-Riscossione

In questo articolo scopriamo assieme quando e come sia possibile sospendere, ridurre o addirittura annullare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione

Ti chiedo però solo una cosa: prima di accedere alle informazioni che seguono (trovi una chiara ed esplicativa tabella dei contenuti poco più sotto) LEGGI ATTENTAMENTE QUESTA BREVE INTRODUZIONE che, da sola, potrebbe risparmiarti migliaia, decine di migliaia o, a seconda del tuo debito, anche centinaia di migliaia di euro. Ce la fai a concedermi 1 minuto? Bene allora...

Come ho risolto definitivamente l’incubo delle cartelle esattoriali di Agenzia delle Entrate (ex Equitalia)

In questo blog dedicato al Business Etico forse questo argomento non è così pertinente, ma per esperienza personale e per i molti casi di persone che ho conosciuto direttamente non potevo non affrontarlo. Si tratta comunque di denaro e di una soluzione etica che tutela i più deboli - siamo tutti deboli di fronte all’implacabilità della pubblica amministrazione.

Ho risolto in modo semplice e inaspettato un grave caso personale di cartelle esattoriali senza dover ricorrere a legali e tribunali: è stata sufficiente una semplice lettera in autotutela (che non ha niente a che fare con i classici modulo di ricorso, che comunque puoi trovare più sotto in questa pagina, tutti concepiti più o meno per abbattere le tue possibilità di far effettivamente valere i tuoi diritti).

Sembra incredibile anche a me quando ci ripenso, ma è andata proprio così.

Le 2 strade

Ho deciso quindi di condividere con te due diverse strade che puoi percorrere:

  • la prima è quella che avevo studiato e identificato io, nel 2017, prima di conoscere il mio "salvatore", e che ho riassunto negli appunti che seguono che all'epoca avevo abbozzato per realizzare un sito web su queste tematiche
  • la seconda è quella che ho usato personalmente e che mi ha definitivamente fatto uscire da un incubo

La prima soluzione prevede che leggi gli appunti che ho messo alla fine di questo articolo, identifichi il tuo caso e poi utilizzi il relativo modulo. Ne troverai numerosi, che ho raccolto nel tempo, da usare per ricorsi e opposizioni di diverso tipo: sicuramente c’è anche quello adatto alla tua situazione.

La seconda soluzione è invece di rivolgerti alla persona che mi ha salvato.

Due parole su di lui

Non è un avvocato o un commercialista specializzato in linguaggio “erariale-esoterico”, è uno come noi che dopo averne passate di cotte e di crude, ha imparato in prima persona a far valere legalmente i propri diritti previsti in Costituzione. Con l’esperienza acquisita aveva poi deciso di aiutare anche altre persone in difficoltà con l'erario, le banche o le finanziarie.

Non è stato facile conoscerlo e incontrarlo ma ci sono riuscito (ero in una situazione disperata); appena ci siamo visti ho capito che i miei appunti erano validi ma tremendamente meno efficaci: lui aveva esperienza e sapeva come orientare la mia azione in modo specifico e mirato.

Oggi siamo diventati amici, lo stimo molto, ma è molto riservato e non ama farsi grande pubblicità, dunque non posso menzionarlo pubblicamente. Tuttavia, se hai veramente bisogno di contestare una cartella esattoriale mi ha dato l'ok per mettere in comunicazione le persone che, come te, potrebbero beneficiare di un confronto diretto con lui.

SI' VOGLIO UNA VALUTAZIONE GRATUITA PER SBARAZZARMI DELLA CARTELLA ESATTORIALE: CLICCA QUI PER CONTATTARMI >>

Cos'è l'autotutela

L'autotutela è uno strumento messo a disposizione del cittadino/contribuente, concepito per evitare di intasare i tribunali quando ci si accorge di richieste dell’amministrazione che sono connotate da anomalie tecniche o burocratiche. Questo strumento permette all'ente riscossore di correggere o annullare, su propria iniziativa o su richiesta del cittadino, tutti gli atti che risultano illegittimi o, a volte, anche totalmente infondati.

Tanto per citare alcuni dei casi che avevo trovato in rete e che mi avevano spinto a cercare di contattare ad ogni costo Mr. X (ma potrei creare un elenco composto da centinaia di voci):

  • La cartella esattoriale di 60.000 € annullata con 1 sola lettera, senza nemmeno avvocati
  • Un processo giudiziario nato dalla violenta pressione da parte di agenzie di recupero crediti ai danni di un cittadino che lo ha vinto grazie ad una sola raccomandata, quella giusta, inviata alla finanziaria creditrice
  • La cartellona da 1.000.000 di € ridotta, in via stragiudiziale - cioè senza passare per un lungo ed estenuante processo- a 50.000 € con pochi spicci di avvocato (senza ovviamente alcuna pendenza residua per il contribuente)
  • La strane e ripetute richieste dell'Agenzia delle Entrate ad un contribuente di pagare un ammontare di 1.800 € di bolli (mai dovuti) completamente neutralizzate con un paio di raccomandate in autotutela
  • Il caso del debito erariale di 31.000 € ridimensionato a meno di 1.000 € dopo una lettera di autotutela all'Agenzia delle Entrate
  • Il caso in cui il fermo amministrativo di un veicolo venne annullato con le medesime procedure di cui sopra
  • Le 80.000 € richieste dall'Agenzia delle Entrate a fronte di un reale debito esigibile di soli 17.500 €... in pratica un debito di 62.500 € annullato anche questo con il solo costo della raccomandata
  • La richiesta di pagamento di 150 €, da parte di una ASL pugliese ai danni di una signora, per una presunte prestazioni specialistiche mai effettuate (anche questa annullata perché illegittima grazie ad una sola semplice lettera)

... e potrei continuare per ore.

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La clausola nascosta

Il mio "salvatore", che qui chiameremo Massimo, mi ha posto un’unica condizione perché ha poco tempo: io devo fare da "filtro", cioè selezionare le richieste in modo da evitargli inutili perdite di tempo. Per questo motivo ho deciso di scrivere questa pagina sul mio blog: non potevo non aggiungere questa risorsa così preziosa agli argomenti del mio sito, in grado da sola di permettere a te ed a tante altre persone dall'incubo della morsa del fisco e della burocrazia omicida italiana (come del resto sta già facendo da parecchi mesi perché siete ormai più di 100 ad avermi contattato).

Tanto per darti un'idea, questo è il tenore dei messaggi che di tanto in tanto mi inoltra via whatsapp:

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Come fare dunque a contattare Massimo?

E' molto semplice: scrivimi dalla pagina contatti (DALL’APPOSITO MODULO) e ti darò una risposta al più presto possibile. Massimo è una persona squisita e un consiglio gratuito tendenzialmente non lo nega mai a nessuno.D'altro canto, io mi sentirei di sconsigliarti di muovere guerra contro l'erario senza confrontarti prima con lui. La sola condizione è che il tuo caso abbia le caratteristiche necessarie (cartelle esattoriali!) e che tu sia determinato a provare una strada alternativa prima pagare senza battere ciglio; cosa che sei comunque sempre in tempo a fare, magari regalando dei soldi all'Agenzia delle Entrate: può succedere, gli "errori" che commettono all'agenzia sono davvero incredibili!

Per concludere

Hai tre strade davanti a te se hai ricevuto delle comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate: la prima è pagare, la seconda è il “fai da te” con gli appunti che seguono, il terzo, consigliato, è chiedere una valutazione gratuita compilando il modulo per essere messo in contatto con Massimo.

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Che fine hanno fatto i miei appunti

Sta di fatto che tutti i miei appunti sono rimasti, per così dire.. dei semplici appunti. Ricordo che avevo fatto un sacco di ricerca prima di abbozzarli ma che avevo buttato su Word molte parti un pò come mi venivano, senza una gran revisione.. Poi il sito non si è fatto e io, come spesso accade, mi sono ritrovato con un ennesimo progetto web lasciato a metà.

Ho pensato comunque che tutte le ore di ricerca e gli appunti che ne risultarono sarebbero potuti servire a qualcuno, ed ho dunque deciso di metterli a disposizione in EticoBusiness anche se siamo un pelo off-topic (li trovi qui sotto) MA tieni in considerazione che:

ATTENZIONE! LEGGI QUI PRIMA DI PROSEGUIRE NELLA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO

  1. Quelli che seguono sono soltanto i miei appunti, niente di più.
  2. Io non sono né un avvocato, né un dottore commercialista titolato a dare consigli professionali (se trovi in questo sito qualche informazione che ritieni utile, prima di utilizzarla, chiedi consiglio al tuo avvocato e/o commercialista).
  3. Io stesso, quando ho necessità, chiedo consiglio a questo personaggio speciale, di cui ti ho parlato 2 paragrafi sopra, ed evito il fai-da-te: troppe volte ho visto casi di persone che, pur avendo la ragione dalla loro parte, affidandosi ai metodi "tradizionali" di ricorso (creati per altro dallo stesso sistema vessatorio e schiavizzante che esige il nostro sangue), hanno finito per vedere aumentato il proprio debito anziché annullato o ridotto.

Buona lettura!

Come non pagare le cartelle esattoriali? Hai ricevuto delle cartelle di pagamento e vorresti non pagarle? Se hai risposto Sì, questo è l’articolo più importante che leggerai oggi in tutto internet.

Introduzione

Ricevere una cartella esattoriale (da Equitalia, oggi chiamata Agenzia delle Entrate – Riscossione (AER), nuovo ente pubblico dal 1 Luglio 2017) aumenta il battito cardiaco !!! Quando il postino suona alla porta e vediamo quella busta con la finestrella che fa intravedere quella scritta blu e arancione A.E.R (busta EQUITALIA blu – azzurra) si pensa sempre ad una cartella di pagamento. L’Agenzia delle Entrate – Riscossione sta diventando sempre più un ospite non gradito in molte case italiane, ma cosa fare quando si riceve una cartella? Come comportarsi? E’ giusto pagare sempre? E’ lecito non pagare? La notifica fatta da Equitalia, o da un qualsiasi ente analogo, è effettivamente legale? Come faccio a pagare la cartella esattoriale se non ho soldi perchè sono in ristrettezze economiche? Perché devo pagare se il debito è di un parente defunto e io sono solamente l’erede?

“Ho un’azienda e non riesco a pagare le tasse nonostante lavori 12 ore al giorno e anche il fine settimana, come faccio?”

Queste sono solo alcune domande che ci hanno posto i nostri lettori.

annullare cartella di pagamento equitalia

Equitalia o Agenzia delle Entrate – Riscossione è diventata un incubo per molti: privati e aziende.

Non paghi il bollo? Arriva Equitalia … che te lo ricorda

Non paghi le tasse? Bussa Equitalia … che te lo ricorda

Non paghi la multa? Ecco Equitalia … che te lo ricorda

Siamo sicuri che ti sei dimenticato / a di pagare? O hai talmente tante cose da pagare che ti sei scritto tutto su un taccuino perché ti è stato insegnato che i debiti devono essere pagati, perché si vive male con Equitalia che ti soffia sul collo … oppure semplicemente sei anche tu, come molti, indebitato e non riesci ad arrivare alla fine del mese? Sei forse un imprenditore e devi scegliere se pagare il materiale per svolgere il tuo lavoro oppure pagare le tasse? Ma se non ce la fai come puoi fare?

E se non paghi ? EQUITALIA (OGGI AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE) ha sempre un ottimo motivo per bussare alla tua porta. EQUITALIA ALLA RISCOSSA! (Scusate… alla RISCOSSIONE!). Ma andiamo per ordine:

Cartella Esattoriale: questa sconosciuta !!!

La cartella esattoriale, o cartella di pagamento, è uno strumento attraverso cui la pubblica amministrazione attiva il procedimento di riscossione di credito nei confronti del contribuente.

La cartella è un atto che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione invia ai contribuenti per conto di Enti (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, ecc…) per informarli che questi Enti sono iscritti a ruolo: il ruolo è un elenco compilato dall’Ente che indica i contribuenti in debito (tramite nome e codice fiscale) e le somme da essi dovute. Eventuali errori sono responsabilità dell’Ente.

Cartelle esattoriali – vizi di notifica (i vizi propri della cartella di pagamento): le cartelle prive di vizi di forma devono contenere…

  1. Descrizione delle somme
  2. Istruzioni sul pagamento (dove, come e scadenza)
  3. Invito a provvedere entro 60 giorni
  4. Come e a chi richiedere la rateizzazione del pagamento (rateazione cartella Agenzia delle Entrate)
  5. Spiegazioni per proporre eventuali ricorsi
  6. Nome del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notifica della cartella

Dopo un avviso apparentemente “bonario” l’Agenzia delle Entrate invia la pratica a quell’ufficio che nessuno di noi vorrebbe sentir nominare: UFFICIO DI RECUPERO CREDITI cioè EQUITALIA cioè AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE. E’ sempre lo stesso, è sempre lui. Che incubo !!!

Equitalia era una S.P.A., quindi una Società per Azioni, quindi, di fatto, un’azienda privata! Apparteneva per il 51% all’Agenzia delle Entrate e per il 49% all’INPS. Oggi è un “ente pubblico”.

Premesso che la legge è uguale per tutti e che la legge non ammette ignoranza è utile sapere che…

Cartella esattoriale: come non pagare legalmente

Si può non pagare Equitalia? SI

Esistono alcuni metodi per non pagare le cartelle esattoriali che coincidono con il diritto di ogni cittadino riconosciuto. E’ nostro diritto conoscere il modo per liberarsi dai debiti e dalle cartelle di pagamento. Cerchiamo di capire insieme come evitare di pagare cartelle esattoriali non dovute.

Una cartella esattoriale fa “paura”: l’ansia cresce, tra sé e sé ci si dice: “Nooooo !!!” Ritiriamo la raccomandata senza chiedere, vediamo quel logo blu e arancione (prima bianco azzurro) e firmiamo, ritiriamo e appena apriamo la busta pensiamo ad un’eventuale multa oppure a quella tassa non pagata, alla rottamazione, alla perdita dei beni tanto sudati (“Mi portano via tutto? Come faccio a pagare l’Agenzia delle Entrate – Riscossione?”) Mille domande senza risposta!

Equitalia ha chiuso ed è stata sostituita da un altro ufficio chiamato Agenzia delle Entrate – Riscossione. Cosa fa questo nuovo ufficio? La stessa cosa di Equitalia.

Chiariamo alcuni punti relativi al minimo vitale e pignoramento stipendio:

  • Chi non paga volontariamente o per impossibilità economiche (anche se nullatenente) non subisce alcuna sanzione di tipo personale o restrittivo.
  • Non si viene iscritti al CRIF se non si paga una cartella. Si viene iscritti alla Centrale di rischio solo per rapporti bancari e pagamenti con assegni non andati a buon fine.
  • Esistono alcune cose che Equitalia non può fare in quanto, anche in base alla Costituzione Italiana, deve essere garantito un “minimo vitale” a ciascuno di noi.

Proviamo ad accennare ciò che, ad oggi, non è sufficientemente chiaro ai più:

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione non può mai pignorare:

  1. La prima casa
  2. L’ultimo emolumento dello stipendio versato in banca (per il dipendente)
  3. Alcuni beni chiamati “assolutamente impignorabili”
  4. Le polizze Vita
  5. Le pensioni sotto il minimo vitale
  6. Il 50% del conto corrente cointestato
  7. La casa se è nel fondo patrimoniale (ma ci sono alcune condizioni)
  8. Una somma superiore al quinto dello stipendio (con alcune condizioni)

Cosa fare quando arriva a casa un avviso di pagamento?

  1. Non pagare subito la cartella di pagamento nonostante si possa essere presi dal panico!!! La spiacevole sorpresa deve essere letta con cautela e analizzata. Anche i piccoli dettagli sono importanti e sono da valutare. La pubblica amministrazione ha il diritto di richiedere il pagamento di una sanzione entro 5 giorni dall’infrazione cioè dalla notifica del verbale.
  2. Le cartelle esattoriali devono essere emesse entro un periodo ben preciso: entro 2 anni da quando il ruolo esattoriale è stato iscritto e consegnato ad Equitalia (Agenzia delle Entrate – Riscossione). Ogni cartella deve avere una data di esecutività.
  3. Verificate che il verbale di pagamento esattoriale sia notificato al vostro indirizzo entro un certo periodo trascorso il quale la cartella è prescritta (Sì! La cartella va in prescrizione!). Oltre tale termine, gli importi risultano prescritti e, pertanto, il Giudice potrà solo dichiarare tale prescrizione, accogliere il ricorso e annullare la cartella di pagamento. Il periodo di tempo varia a seconda della tipologia di cartella.
  4. Controllate i termini di emissione e di notifica dell’atto di notifica: non devono superare 120 giorni dalla ricezione del ricorso. Per la notifica il termine è di 150 giorni dall’emissione.
  5. Attenzione agli interessi di mora della cartella esattoriale: ad esempio quelli del 10% riportanti dal cod. tributo 5243 e previsti dall’art. 27 della Legge n. 689 del 1981 per una multa, se vi sono stati addebitati non vanno pagati perché illegittimi!
  6. Verificare cosa ci viene richiesto e soprattutto dotarsi degli strumenti corretti per decidere se la pretesa sia giustificata oppure no.

Torniamo alle cartelle esattoriali in generale. Abbiamo voluto farvi l’esempio delle multe per farvi sapere che la busta di AER (Equitalia) può contenere qualsiasi tipo di pagamento (multe, inail, inps e tutto ciò che vi viene in mente se avete avuto questa spiacevole busta tra le mani). Molte cartelle contengono inviti a pagare contravvenzioni stradali (multe), sanzioni amministrative, tasse comunali, contributi per iscrizione ad albi …

Cartella esattoriale ricorso: prestate attenzione ai seguenti aspetti!

  1. Descrizione degli addebiti e le istruzioni di pagamento
  2. L’intimidazione di pagare entro 60 giorni le somme dovute
  3. L’eventuale proposizione al ricorso
  4. Nome del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo
  5. Nome del responsabile di emissione e notifica della cartella

Prima di pagare la cartella esattoriale, accertarsi che le somme addebitate siano effettivamente dovute.

Cartelle pazze equitalia: come difendersi

Forse hai già ricevuto, o ti accadrà di ricevere cartelle esattoriali da Equitalia o dall’agenzia delle entrate. Sei al corrente che una grande quantità di queste sono cartelle pazze? Si tratta di cartelle di pagamento non dovute, oppure che presentano anomalie di varia natura, annullabili o passibili di sospensione.

Prima di sperare in una sanatoria cartelle equitalia e dell’agenzia delle entrate, devi sapere che le cartelle equitalia anomale possono essere soggette a decadenza, o sospensione, e annullabili se trattate nella giusta maniera.
Sospensione cartella esattoriale: come fare? La cosa migliore in primo luogo è controllare per bene tutte le voci della cartella, appena viene notificata. È importante che il controllo avvenga subito dopo la notifica, perché più tempo si aspetta e più le possibilità di annullamento diminuiscono. Meglio ancora se il controllo è fatto da un esperto, da una fondazione etica che se ne occupa, un’associazione o da un legale specializzato.

Notifica cartella esattoriale a mezzo posta: quello che accade di solito, una volta ricevuta la notifica della cartella, è (oltre alle varie imprecazioni del caso, realizzando di avere debiti con equitalia…) che il malcapitato si faccia prendere dal panico e vada subito da Equitalia per farsi spiegare se e come dovrebbe pagare la cartella esattoriale notificata.

Il guaio più grande è proprio questo! Infatti, sarebbe come andare dal boia per chiedere la grazia. Equitalia quando andrai a chiedere spiegazioni ti darà la modalità più conveniente per lei, non per te. Ti farà pagare subito oppure con una rateazione, cartelle esattoriali che diventeranno più pesanti (per non dire doppie) applicandoci sopra interessi esagerati.

Rateizzare cartella equitalia: la cosa più ovvia dopo la notifica cartelle esattoriali sembra proprio quella di rateizzare, ma non è la scelta migliore. La rateizzazione cartelle esattoriali infatti fa crollare tutte le possibilità di sospendere o addirittura annullare il debito con equitalia. Perché? È molto semplice: rateizzando hai accettato formalmente il tuo debito, quindi devi saldare le tue cartelle di pagamento.

Quello che non ti dirà mai Equitalia infatti, purtroppo, è che nella grande maggioranza dei casi le cartelle esattoriali presentano una lunga serie di anomalie ed errori comunemente chiamati “vizi di forma”.

In caso di notifica cartella esattoriale a mezzo posta, invece andrebbe conservata la busta col timbro postale, e tutta la documentazione della cartella, per farla analizzare da un esperto prima di procedere ad un pagamento o una rateizzazione.

Prescrizione cartella esattoriale equitalia


E qui veniamo alla prescrizione cartella di pagamento: forse non conosci ancora la prescrizione decennale cartella esattoriale. Lo sai cosa succede se le cartelle esattoriali vanno in prescrizione? Dopo dieci anni dalla notifica, il pagamento delle cartelle esattoriali non è più dovuto, ed il debito decade. Per alcune bastano invece 5 anni.

Capita molto spesso che quando vai allo sportello dell’agenzia Equitalia, senza che tu lo sappia, ti facciano un’analisi sulla eventuale “prescrizione cartella esattoriale

notificata”. Ci sono persone alle quali le agenzie di riscossione hanno fatto pagare una piccola somma, con una scusa del tipo “per ora c’è da pagare solo questo” e con questa piccola somma hanno RIATTIVATO le cartelle prescritte, con tanto di interessi moratori applicati! Per non parlare poi delle case e degli immobili commerciali che vengono pignorati da Equitalia. Ora come lo chiami tu questo, correttezza? Noi assolutamente no, ed ora sappiamo come contrastare equitalia, come non pagare e sospendere le cartelle di pagamento anomale.

Fortunatamente oggi esiste una via d’uscita da questa situazione, soprattutto per le cartelle notificate che superano i 10 mila euro di importo. Più difficile annullare per equitalia cartelle sotto i 300 euro. Mentre ci auguriamo di ottenere presto una mini sanatoria equitalia, o meglio ancora una sanatoria cartelle equitalia 2014, ci sono associazioni e fondazioni etiche che collaborano con avvocati specializzati in diritto tributario, che analizzano gratis la tua cartella e ti dicono se è regolare oppure è annullabile, grazie ai vizi di varia natura che presenta.

Come si fa a non pagare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione? E’ possibile sospendere, ridurre o addirittura annullare una cartella Equitalia? Come fare ricorso all’Agenzia delle Entrate?

L’esperienza è frustrante: a volte ci si rivolge al commercialista, ad un avvocato amico. Molto spesso viene consigliato di rateizzare l’importo e pagare. Esistono degli elementi per non pagare le cartelle esattoriali legalmente.
Cartella esattoriale rateizzazione e ricorso: puoi fare qualcosa se tra le mani hai un atto “nei termini” oppure se hai ricevuto un atto “fuori dai termini”, ma puoi agire anche per quelle cartelle di cui hai richiesto già la rateizzazione dell’importo. A tal proposito possono fare qualcosa anche coloro che hanno già iniziato a pagare alcune rate.

Quindi, in qualsiasi situazione tu sia in questo momento, sappi che esistono delle soluzioni per non pagare. Per non pagare le cartelle di Equitalia, puoi fare qualcosa. Per non pagare gli interessi, le multe ingiuste ed i loro conseguenti debiti (le “famose” cartelle esattoriali) che angosciano tanto e che invece, secondo Equitalia (Agenzia Entrate-Riscossione), sono dovute e obbligatorie… puoi fare qualcosa. Puoi evitare esecuzione esattoriale, puoi salvare la tua casa, la casa dei tuoi genitori, i tuoi beni, la liquidazione del tuo lavoro, il quinto dello stipendio, lo stipendio, la pensione e, se sei nullatenente o disoccupato, i tuoi debiti possono non essere un rischio per i tuoi eredi qualora accettassero l’eredità (approfondiremo questo argomento successivamente).

Esiste un modo legale per togliersi dai debiti fiscali, liberarsi da essi in modo legale?

E’ doveroso e corretto dire che gli unici metodi per liberarsi dai debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ex Equitalia) sono metodi prescritti dalla legge, dunque legali. Le cartelle esattoriali possono essere impugnate. La legge impone delle regole anche all’esattore, leggi che devono essere rispettate e se violate possono essere contestate. Non pagare significa conoscere i sistemi legali per non pagare le cartelle non dovute.

Non è mai possibile raggirare la legge, né tantomeno si vuole andare contro di essa. La prassi per avvalersi dei propri diritti è legale. Pertanto esistono cause di invalidità delle cartelle di pagamento e la tutela di cui ha diritto il contribuente, il cittadino nell’atto in cui riceve la notifica.

Cosa è cambiato con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione rispetto ad Equitalia?

Ricordiamo che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione è attiva dal 1 Luglio 2017 nonostante ci fosse stato annunciato dall’ex premier Matteo Renzi “l’abolizione di Equitalia”, “l’eliminazione di Equitalia” frase trasformata in “la cancellazione degli esosi interessi di mora”. Sicuramente tutti o almeno alcuni di noi hanno seguito la notizia e hanno ascoltato le parole del capo di governo “Chiudere Equitalia significa chiudere con quel modello e aprire un meccanismo per cui quando non paghi una tassa ti arriva un sms: se mi scordo” (ottobre 2016). Trascorsero quindi 6 mesi all’incirca per la chiusura di Equitalia e l’apertura del nuovo “ufficio”.

Lo statuto della nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione è stato pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale (n. 150 del 29.06.2017). Il nuovo ente che si occuperà della riscossione sotto la vigilanza del Ministro dell’Economia e delle Finanze avrà le stesse regole, gli stessi costi.

All’interno del decreto legislativo e precisamente l’articolo 11 “Criteri per la determinazione dei corrispettivi dei servizi prestati” dice che “i servizi di cui all’articolo 2 comma 2 lettera a” (per comprendere meglio si sta parlando delle riscossioni) “sono remunerati con il riconoscimento alla stessa Agenzia degli importi inerenti agli oneri di riscossione e di esecuzione previsti dalla normativa vigente”. In base alla delega fiscale chi paga oltre il termine deve versare il 6% dell’importo dovuto (a carico del debitore) per far funzionare il servizio (per i carichi affidati dal 01.01.2016), percentuale che aumenta se i ruoli emessi sono precedenti al 2016 (8% e anche il 9%). Se il pagamento avviene entro i 60 giorni esiste una percentuale (3%) applicata come onere di riscossione a carico del debitore e un altro 3% a carico del creditore. Oltre a ciò lo stesso decreto assegna, al direttore delle Entrate il compito di stabile gli interessi di mora su base annuale secondo una “media dei tassi bancari”.

Lo statuto cita inoltre importi fissati dal decreto: rimborsi per le spese di notifica, i pignoramenti, spese della cartella di pagamento (sarà nostra premura tenervi aggiornati con altri articoli correlati).

Cambia dunque il portale internet: www.agenziaentrateriscossione.gov.it dove i contribuenti possono vedere la propria situazione, cartelle, avvisi, rateizzazioni, sospensioni, delegare un intermediario …

Non pago le cartelle fiscali, ma lo faccio in modo lecito, legale e onesto: come liberarsi da EQUITALIA

Elimina per sempre:

1. Stress
2. Ansia
3. Angoscia
4. Notti insonne
5. Raccomandate da Equitalia / Agenzia Entrate-Riscossione
6. Visite di Esattori
7. Cartelle Esattoriali di pagamento
8. Lavorare per pagare i debiti

Hai diritto di vivere serenamente e puoi ritrovare quella pace e la serenità che ti fa stare tranquillo. Richiedi di essere tutelato perché sei un uomo / donna libero /a. Non pagare quando non se ne ha la possibilità significa far valere il proprio diritto naturale e lo si può fare solo legalmente. Le leggi esistono per essere rispettate. In fondo conosciamo tutti quella scritta nei tribunali: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI … anche se non ci abbiamo mai messo piede.

Grazie per avermi letto e non esitare a scriverci e contattarci.

“Cartella esattoriale? Mi oppongo, Vostro Onore!”

In questo articolo vediamo come difendersi dalla notifica di una cartella esattoriale, quando fare opposizione per non pagare e quando si parla di prescrizione.

Ti chiedo però solo una cosa: prima di accedere alle informazioni che seguono (trovi una chiara ed esplicativa tabella dei contenuti poco più sotto) LEGGI ATTENTAMENTE QUESTA BREVE INTRODUZIONE che, da sola, potrebbe risparmiarti migliaia, decine di migliaia o, a seconda del tuo debito, anche centinaia di migliaia di euro. Ce la fai a concedermi 1 minuto? Bene allora...

Come ho risolto definitivamente l’incubo delle cartelle esattoriali di Agenzia delle Entrate (ex Equitalia)

In questo blog dedicato al Business Etico forse questo argomento non è così pertinente, ma per esperienza personale e per i molti casi di persone che ho conosciuto direttamente non potevo non affrontarlo. Si tratta comunque di denaro e di una soluzione etica che tutela i più deboli - siamo tutti deboli di fronte all’implacabilità della pubblica amministrazione.

Ho risolto in modo semplice e inaspettato un grave caso personale di cartelle esattoriali senza dover ricorrere a legali e tribunali: è stata sufficiente una semplice lettera in autotutela (che non ha niente a che fare con i classici modulo di ricorso, che comunque puoi trovare più sotto in questa pagina, tutti concepiti più o meno per abbattere le tue possibilità di far effettivamente valere i tuoi diritti).

Sembra incredibile anche a me quando ci ripenso, ma è andata proprio così.

Le 2 strade

Ho deciso quindi di condividere con te due diverse strade che puoi percorrere:

  • la prima è quella che avevo studiato e identificato io, nel 2017, prima di conoscere il mio "salvatore", e che ho riassunto negli appunti che seguono che all'epoca avevo abbozzato per realizzare un sito web su queste tematiche
  • la seconda è quella che ho usato personalmente e che mi ha definitivamente fatto uscire da un incubo

La prima soluzione prevede che leggi gli appunti che ho messo alla fine di questo articolo, identifichi il tuo caso e poi utilizzi il relativo modulo. Ne troverai numerosi, che ho raccolto nel tempo, da usare per ricorsi e opposizioni di diverso tipo: sicuramente c’è anche quello adatto alla tua situazione.

La seconda soluzione è invece di rivolgerti alla persona che mi ha salvato.

Due parole su di lui

Non è un avvocato o un commercialista specializzato in linguaggio “erariale-esoterico”, è uno come noi che dopo averne passate di cotte e di crude, ha imparato in prima persona a far valere legalmente i propri diritti previsti in Costituzione. Con l’esperienza acquisita aveva poi deciso di aiutare anche altre persone in difficoltà con l'erario, le banche o le finanziarie.

Non è stato facile conoscerlo e incontrarlo ma ci sono riuscito (ero in una situazione disperata); appena ci siamo visti ho capito che i miei appunti erano validi ma tremendamente meno efficaci: lui aveva esperienza e sapeva come orientare la mia azione in modo specifico e mirato.

Oggi siamo diventati amici, lo stimo molto, ma è molto riservato e non ama farsi grande pubblicità, dunque non posso menzionarlo pubblicamente. Tuttavia, se hai veramente bisogno di contestare una cartella esattoriale mi ha dato l'ok per mettere in comunicazione le persone che, come te, potrebbero beneficiare di un confronto diretto con lui.

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Cos'è l'autotutela

L'autotutela è uno strumento messo a disposizione del cittadino/contribuente, concepito per evitare di intasare i tribunali quando ci si accorge di richieste dell’amministrazione che sono connotate da anomalie tecniche o burocratiche. Questo strumento permette all'ente riscossore di correggere o annullare, su propria iniziativa o su richiesta del cittadino, tutti gli atti che risultano illegittimi o, a volte, anche totalmente infondati.

Tanto per citare alcuni dei casi che avevo trovato in rete e che mi avevano spinto a cercare di contattare ad ogni costo Mr. X (ma potrei creare un elenco composto da centinaia di voci):

  • La cartella esattoriale di 60.000 € annullata con 1 sola lettera, senza nemmeno avvocati
  • Un processo giudiziario nato dalla violenta pressione da parte di agenzie di recupero crediti ai danni di un cittadino che lo ha vinto grazie ad una sola raccomandata, quella giusta, inviata alla finanziaria creditrice
  • La cartellona da 1.000.000 di € ridotta, in via stragiudiziale - cioè senza passare per un lungo ed estenuante processo- a 50.000 € con pochi spicci di avvocato (senza ovviamente alcuna pendenza residua per il contribuente)
  • La strane e ripetute richieste dell'Agenzia delle Entrate ad un contribuente di pagare un ammontare di 1.800 € di bolli (mai dovuti) completamente neutralizzate con un paio di raccomandate in autotutela
  • Il caso del debito erariale di 31.000 € ridimensionato a meno di 1.000 € dopo una lettera di autotutela all'Agenzia delle Entrate
  • Il caso in cui il fermo amministrativo di un veicolo venne annullato con le medesime procedure di cui sopra
  • Le 80.000 € richieste dall'Agenzia delle Entrate a fronte di un reale debito esigibile di soli 17.500 €... in pratica un debito di 62.500 € annullato anche questo con il solo costo della raccomandata
  • La richiesta di pagamento di 150 €, da parte di una ASL pugliese ai danni di una signora, per una presunte prestazioni specialistiche mai effettuate (anche questa annullata perché illegittima grazie ad una sola semplice lettera)

... e potrei continuare per ore.

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La clausola nascosta

Il mio "salvatore", che qui chiameremo Massimo, mi ha posto un’unica condizione perché ha poco tempo: io devo fare da "filtro", cioè selezionare le richieste in modo da evitargli inutili perdite di tempo. Per questo motivo ho deciso di scrivere questa pagina sul mio blog: non potevo non aggiungere questa risorsa così preziosa agli argomenti del mio sito, in grado da sola di permettere a te ed a tante altre persone dall'incubo della morsa del fisco e della burocrazia omicida italiana (come del resto sta già facendo da parecchi mesi perché siete ormai più di 100 ad avermi contattato).

Tanto per darti un'idea, questo è il tenore dei messaggi che di tanto in tanto mi inoltra via whatsapp:

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Come fare dunque a contattare Massimo?

E' molto semplice: scrivimi dalla pagina contatti (DALL’APPOSITO MODULO) e ti darò una risposta al più presto possibile. Massimo è una persona squisita e un consiglio gratuito tendenzialmente non lo nega mai a nessuno.D'altro canto, io mi sentirei di sconsigliarti di muovere guerra contro l'erario senza confrontarti prima con lui. La sola condizione è che il tuo caso abbia le caratteristiche necessarie (cartelle esattoriali!) e che tu sia determinato a provare una strada alternativa prima pagare senza battere ciglio; cosa che sei comunque sempre in tempo a fare, magari regalando dei soldi all'Agenzia delle Entrate: può succedere, gli "errori" che commettono all'agenzia sono davvero incredibili!

Per concludere

Hai tre strade davanti a te se hai ricevuto delle comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate: la prima è pagare, la seconda è il “fai da te” con gli appunti che seguono, il terzo, consigliato, è chiedere una valutazione gratuita compilando il modulo per essere messo in contatto con Massimo.

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Che fine hanno fatto i miei appunti

Sta di fatto che tutti i miei appunti sono rimasti, per così dire.. dei semplici appunti. Ricordo che avevo fatto un sacco di ricerca prima di abbozzarli ma che avevo buttato su Word molte parti un pò come mi venivano, senza una gran revisione.. Poi il sito non si è fatto e io, come spesso accade, mi sono ritrovato con un ennesimo progetto web lasciato a metà.

Ho pensato comunque che tutte le ore di ricerca e gli appunti che ne risultarono sarebbero potuti servire a qualcuno, ed ho dunque deciso di metterli a disposizione in EticoBusiness anche se siamo un pelo off-topic (li trovi qui sotto) MA tieni in considerazione che:

ATTENZIONE! LEGGI QUI PRIMA DI PROSEGUIRE NELLA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO

  1. Quelli che seguono sono soltanto i miei appunti, niente di più.
  2. Io non sono né un avvocato, né un dottore commercialista titolato a dare consigli professionali (se trovi in questo sito qualche informazione che ritieni utile, prima di utilizzarla, chiedi consiglio al tuo avvocato e/o commercialista).
  3. Io stesso, quando ho necessità, chiedo consiglio a questo personaggio speciale, di cui ti ho parlato 2 paragrafi sopra, ed evito il fai-da-te: troppe volte ho visto casi di persone che, pur avendo la ragione dalla loro parte, affidandosi ai metodi "tradizionali" di ricorso (creati per altro dallo stesso sistema vessatorio e schiavizzante che esige il nostro sangue), hanno finito per vedere aumentato il proprio debito anziché annullato o ridotto.

Buona lettura!

Cartella esattoriale, notifica e opposizione

 

Debiti con equitalia? Prima di disperare informati, ci sono molte soluzioni da provare per opporti ed ottenere ragione. Dopo la notifica (cartella esattoriale a mezzo posta) non precipitarti subito a pagare, c’è una soluzione migliore! Infatti non sempre le cartelle esattoriali sono valide, anzi incredibilmente la grande maggioranza delle volte sono colme di anomalie, e risultano passibili di sospensione e decadenza (cartella esattoriale appena notificata intendiamo, non vecchia di anni).

Cerchiamo insieme di vederci più chiaro. Le cartelle esattoriali sono documenti che l’agente della riscossione emette per riscuotere in modo coatto una tassa oppure una multa. Per portare a termine questa azione è necessario che l’agente della riscossione abbia un titolo esecutivo giuridicamente valido per farlo, che viene iscritto nel così chiamato ruolo esattoriale. Poi formerà il ruolo esecutivo e lo trasmetterà al concessionario (ovvero Equitalia).

Purtroppo, le cartelle di pagamento raggiungeranno un importo scandalosamente più alto del titolo esecutivo. Vi sono alcune infatti che partono da diverse centinaia di euro ed altre che arrivano a centinaia di migliaia.

Ora parliamo di sospensione cartella esattoriale, cartelle pazze e varie altre utili informazioni. Come se niente fosse, le amministrazioni utilizzano le “lunghe braccia” dell’escussione coattiva, perseguitando letteralmente debitori presunti in ragione di titoli non validamente e legittimamente costituiti: il fenomeno è così tanto diffuso da aver originato l’espressione, entrata nel comune linguaggio, di “cartelle pazze”.

Le cartelle esattoriali, che siano “pazze” o meno, impongono sempre a chi le riceve delle serie difficoltà nella risoluzione del problema; a queste difficoltà cercheremo, nelle righe a seguire, di dare una risposta.

Per prima cosa, quello di cui hai bisogno – e sarebbe disonesto non dirlo- è uno studio legale specializzato. Ma non qualsiasi: uno dei migliori. Possibilmente che ti faccia una diagnostica delle cartelle gratuitamente, per capire innanzitutto se ci sono possibilità, senza esborso di denaro. Per ottenere il nome di un avvocato specializzato in diritto bancario, già conosciuto e selezionato da noi, compila il form che trovi al lato della pagina.

Cartelle esattoriali, prescrizione o pagamento?

E per le cartelle esattoriali non pagate? Le cartelle esattoriali vanno in prescrizione, ma la prescrizione di cartelle esattoriali equitalia non è l’unica “arma” per non soccombere ai debiti con equitalia. La quasi totalità dei cittadini, quando si vede recapitare la temuta busta, sceglie di rateizzare la cartella equitalia. Il più delle volte la rateizzazione delle cartelle esattoriali però non è la soluzione migliore, al contrario: può rivelarsi la scelta peggiore.

Oggi per il debito con equitalia, oltre alla nostra consulenza gratuita chiamata“equitalia, come difendersi”, c’è una possibilità in più, che potremmo chiamare sanatoria cartelle esattorali, una sorta di mini sanatoria cartelle equitalia.

Con la sentenza della Corte Costituzionale n.37/2015, che ha dichiarato l’illegittimità delle norme relative alle nomine senza concorso pubblico di circa 767 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, è emerso che centinaia di migliaia di atti (cartelle, provvedimenti, ecc.) firmati dagli stessi soggetti negli ultimi anni, sono illegittimi.

Condono cartelle esattoriali 2015: ecco finalmente, da Equitalia, come difendersi.

Di conseguenza, chiunque abbia in corso delle procedure di assolvimento dei debiti con Equitalia, sulla base di cartelle emesse in virtù di avviso di accertamento sottoscritto da soggetto carente del relativo potere dirigenziale, invece di sperare e attendere una ipotetica prescrizione di cartella esattoriale notificata, potrà avanzare legittimamente ricorso per far dichiarare l’invalidità delle cartelle pazze, in relazione all’art. 42, comma 1, dpr 600/1973 e dell’art. 7 della l. n. 212/2000.

Equitalia: come difendersi?

Puoi compilare il form che vedi a destra per richiedere maggiori informazioni gratuite sulla sospensione cartella esattoriale, la prescrizione cartella esattoriale notificata, la sanatoria cartelle esattoriali, cartelle equitalia condono.

Intanto, allo scopo di difenderti subito dalle cartelle pazze equitalia, ecco di seguito un fac simile ricorso cartella esattoriale che potrà essere presentata in Commissione Tributaria, attraverso il quale evidenziare il mancato potere del dirigente dell’Agenzia delle Entrate che ha sottoscritto l’atto impositivo e far dichiarare l’inesistenza dello stesso.

 

Ricorso avverso cartella Equitalia per carenza di poteri del dirigente che ha sottoscritto l’atto

 

Alla Commissione Tributaria provinciale di__________

RICORSO AVVERSO CARTELLA DI PAGAMENTO

Il sig./la sig.ra______________nato/a a _________________il_________ e residente in ___________________ cod. fisc._____________________(OPPURE LA SOCIETà_______ IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE PRO-TEMPORE, CON SEDE IN_____________) elettivamente domiciliato/a in__________________ via__________________presso lo studio dell’Avv.________________, telefax__________; pec___________________che lo/la rappresenta e difende in forza di procura in calce al presente atto, presso cui dichiara di voler ricevere ogni comunicazione o notifica; propone

RICORSO

avverso la cartella di pagamento n._____________, notificata il _______________da Equitalia Spa, quale Agente per la Riscossione per la Provincia di _____________ e contestuale istanza di sospensione (ex art. 47 d.lgs. n. 546/1992)

NEI CONFRONTI
– dell’Agenzia delle Entrate, Ufficio di _____________ in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede in via_____________;

–         di Equitalia S.p.a., quale agente della riscossione di________, in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede in via _______________

PREMESSO CHE:

in data____________________, al ricorrente veniva notificata da Equitalia S.p.A., agente per la riscossione della provincia di__________, la cartella di pagamento dell’Agenzia delle Entrate n.  ___________________relativa all’asserito mancato pagamento dell’imposta_______________________ (INSERIRE L’OGGETTO DELLA CARTELLA) oltre somme aggiuntive a titolo di sanzioni e interessi con cui Equitalia, agente per la riscossione della provincia di ____________ gli intimava di pagare la somma di euro________;

Con il presente atto il ricorrente, come sopra rappresentato e difeso, dichiara di spiegare formale opposizione avverso la cartella di pagamento sopramenzionata, in ragione dell’inesistenza giuridica dell’atto impositivo (avviso di accertamento del._________n.____________) prodromico alla stessa per violazione degli artt. 42, 1° comma, d.p.r. n. 600/1973 e 7 della l. n. 212/2000, per carenza del potere dirigenziale del delegante ovvero di chi ha sottoscritto l’avviso di accertamento, in mancanza della sua qualifica di dirigente.

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 37/2015, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 24, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 26 aprile 2012, n. 44); dell’art. 1, comma 14, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 (convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 27 febbraio 2014, n. 15), nonché dell’art. 1, comma 8, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, le norme che consentivano all’Agenzia delle Entrate di coprire le posizioni dirigenziali vacanti mediante il ricorso a contratti individuali di lavoro a termine con funzionari interni sono state dichiarate illegittime.

Ne consegue che la nomina a dirigente del Dott. ___________ che ha firmato l’atto prodromico alla cartella esattoriale deve ritenersi illegittima, in quanto incaricato di funzioni dirigenziali e non nominato in seguito a concorso pubblico, come risulta dall’istanza di accesso agli atti effettuata dallo stesso ricorrente e allegata al presente ricorso, per cui lo stesso era privo dei poteri necessari per poter rappresentare, con riferimento all’atto suddetto, l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

Sulla base della carenza di qualifica e di potere del soggetto che l’ha sottoscritto, l’atto prodromico è, dunque, inesistente e la sua inesistenza comporta di conseguenza anche l’inesistenza della cartella esattoriale impugnata.

Per tutto quanto sopra esposto il ricorrente, come sopra rappresentato e difeso,

C H I E D E

a codesta Commissione Tributaria Provinciale, contrariis reiectis, in accoglimento del presente ricorso e per i motivi sopra esposti:

– di dichiarare l’inesistenza della cartella di pagamento sopra riportata per violazione degli artt. 42, 1° comma, d.p.r. n. 600/1973 e 7 della l. n. 212/2000, per carenza del potere dirigenziale del soggetto che ha sottoscritto il prodromico avviso di pagamento;

-di dichiarare, ai sensi dell’art. 47 del Dlgs. 546/92, ricorrendone i presupposti di legge, la sospensione dell’ atto impugnato, atteso che un’eventuale prosecuzione dell’azione di riscossione comporterebbe pregiudizio economico per il ricorrente;

-di disporre la trattazione della controversia in pubblica udienza ai sensi dell’art. 33, comma 1, del d.lgs. n. 546/92.

Con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio.

Il sottoscritto procuratore, ai sensi dell’art. 14 del d.p.r. n. 115/2002 e successive modifiche ed integrazioni, dichiara che il valore del presente procedimento è pari ad euro____________

Si allegano in copia:

– la cartella esattoriale impugnata;

– l’istanza di accesso agli atti;

– la sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale

Luogo e data______               Avvocato_______

______________________

 

PS: ti invitiamo a leggere anche il nostro articolo sull’annullamento delle cartelle esattoriali a mezzo di ricorso