Come investire in startup innovative💡: vantaggi👍 e rischi ☠️


Conviene investire in una start up innovativa? In questa pagina scoprirai i vantaggi fiscali, i requisiti e quali sono le start up innovative su cui investire.

Introduzione

Le start-up innovative sono un nuovo strumento di investimento che si sta facendo strada in tutti i paesi avanzati. La loro struttura consente un’entrata più agevole nei mercati in cui gli elementi chiave sono dati dalla crescita e dall’innovazione.

Una startup è potenzialmente in grado di creare una rete occupazionale molto conveniente, ragion per cui la stragrande maggioranza dei governi degli ultimi anni in qualche modo ne ha regolamentato la portata all’interno dell’ordinamento per agevolarne la costituzione.

In un contesto socio economico come quello di oggi, in cui fa da padrona l’evoluzione tecnologica, solo grazie alle start-up il sistema economico può mettersi al passo coi tempi, facendo fronte alle nuove sfide. Anche la Repubblica Italiana, in qualche modo, sta provando a sostenere la nascita di queste innovative società attraverso una regolamentazione che ne rende più snella la costituzione e che pone in essere delle agevolazioni.

Cerchiamo pertanto di capire ciò che c’è di utile da sapere per invesire su questa tipologia di imprese, sulla legislativa che le regolamenta e su quali siano le agevolazioni che l’ordinamento italiano prevede a fronte dell’iscrizione come ‘start-up innovative’ nel Registro delle Imprese.

Start up innovative: definizione e significato

Per capire a fondo come funziona questa impresa e quali siano i regolamenti ordinamentali italiani a riguardo, dobbiamo partire dal definire concettualmente la startup, sviscerandone a fondo il significato.

La definizione di impresa innovativa nasce grazie al (da poco approvato) D.L. Crescita 2.0 (179/2012) e sue successive modifiche. All’interno viene disciplinata la ‘start-up innovativa’ il cui concetto è stato contestualizzato dal legislatore, al fine di costruire una norma ad hoc, adatta alla nostra società con affine procedura semplificata.

Per cui è possibile definire innovativa un’impresa che è differente dalle altre per lo sviluppo, la produzione e l’immissione di beni e servizi sul mercato.

I suoi beni sono ad alto valore tecnologico, il che vuol dire proporre prodotti all’avanguardia, in grado di influenzare positivamente il settore in cui operano o intendono operare. Una start-up innovativa può avere come forma societaria tanto una SRL, tanto una SRLS, una SPA, una SAPA, e per giunta una cooperativa purché non quotata sui mercati regolamentati o sui sistemi di negoziazione.

Come si può leggere anche sul portale governativo (nato per spiegare tutto quelle che concerne le startup), l’impresa innovativa è una società di capitali. Per cui può avere anche come regime sociale una SRL semplificata previa iscrizione nell’apposita sezione speciale.

Cosa si intende per “innovativo”

Quando appena detto lascia intendere che il fulcro principale del concetto di start-up è il termine ‘innovazione”. Ma cosa si intende per impresa innovativa? Ovviamente si va ben oltre al mero significato di nuova società. L’innovazione in questo caso è intesa come inserimento nel mercato di un bene o di un servizio mai avuto sino ad ora, visivamente migliorato, in grado di fare fronte ai bisogni dei consumatori. Un prodotto cioè che impatti positivamente nel mercato e che venga pertanto additato dalla società come mezzo progressivo.

Per innovazione, comunque, si può intendere anche ingresso di nuovi processi, tecniche, organizzazione del lavoro, che riducono i costi di produzione e conquistano sempre di più i mercati.

Basti pensare a quella che oggi viene definita come Industria 4.0: un settore cioè in cui trova la massima applicazione l’insieme di tutti quegli strumenti moderni che agevolano il lavoro in sé e per sé, come nuovi macchinari, robotica, software. Stesso discorso vale per servizi come cloud computing, sistemi gestionali e processi e organizzazione del lavoro grazie all’utilizzo di un software pensato apposta.

Per poter parlare di innovazione, la start-up va riconosciuta in quanto tale, attraverso l’iscrizione nella sezione del Registro imprese e previ requisiti pre-determinati. Nulla di complicato, e un punto essenziale che consente all’impresa innovativa di arrivare anche più facilmente al tanto agognato successo.

Come capire se investire in una startup innovativa faccia al caso tuo

Abbiamo inquadrato per sommi capi tutta la normativa inerente alle startup. Tuttavia è bene dire che per quanto figura innovativa, non è tutto oro quel che luccica. In questo post vedremo perché conviene investire in start up innovative, quali sono i rischi e quali sono le opportunità nascoste dietro a questa tipologia di startup.

Questo tipo di start up rappresentano per l’investitore un investimento allo stesso tempo molto rischioso ma anche potenzialmente altamente remunerativo sul breve termine.

Il mio parere è che chiunque voglia cimentarsi ad investire i propri risparmi in questa nuova tipologia di imprese, debba necessariamente seguire alcuni passaggi fondamentali:

1) Decidere la quota di capitale da investire.

L’importanza cruciale di questo primo step potrà sembrare ovvia, ma abbiamo deciso di esplicitarla perché non sono rari i casi di scelte avventate ( sicuramente non sarà il tuo caso!) . Occorre chiaramente valutare il capitale iniziale a tua disposizione, in modo da poter decidere in maniera attenta e oculata quale parte può essere destinata a un investimento a rischio;

2) Consultare il sito del Ministero dello Sviluppo Economico

La consultazione del loro sito permette di avere una panoramica quanto più completa ed aggiornata possibile sulla normativa in vigore;

3) Iscriversi a una piattaforma autorizzata di equity crowdfunding

Il crowdfunding è un sistema di investimento ormai discretamente diffuso che, come abbiamo visto in questi articoli, presenta molti vantaggi ed, in più è anche regolamentato dalla Consob: l’iscrizione a tali piattaforme (qui trovi le 10 migliori presenti in Italia) è completamente gratuita e permette di avere restituito il capitale investito nel caso non si raggiunga il target di investimento;

4) Valutare le offerte di investimento disponibili

Nei portali elencati all’interno dei post che ho già pubblicato in questo sito, troverai ovviamente tantissime proposte di investimento. Alcune di queste si riferiscono esplicitamente a startup innovative. Il problema, semmai, è capire quale sia una startup innovativa su cui meriti investire. Ecco perché mi sono permesso di condividere il mio personale metodo con cui selezionare le aziende.

Lo trovi a questo link (ti consiglio di darci almeno un occhio).

5) Verificare l’idoneità all’investimento:

le procedure standard di questi portali prevedono una verifica dell’idoneità di chi compie l’investimento, ovvero la perfetta consapevolezza e comprensione del rischio insito nell’investimento stesso.

Perchè conviene investire in una startup innovativa

Ok, forse ancora potrebbe non esserti chiaro perché valga la pena investire in questa nuova tipologia di imprese. In ogni caso la tua costanza nella lettura, merita di essere premiata, per cui ecco a te quattro buoni motivi per cui investire nelle start up innovative:

✅ E’ un ottimo modo per diversificare i propri investimenti: nulla vi impedisce di investire anche in altri ambiti, anzi diversificare gli investimenti vuol dire complessivamente rischi minori per il vostro capitale;

✅ Contribuisci in prima persona a valorizzare una nuova cultura imprenditoriale: valorizzando i neo imprenditori nei momenti iniziali della propria attività si investe in nuovi posti di lavoro, si valorizza il tessuto economico del territorio, si costruisce un’idea moderna ed operosa del proprio Paese;

✅ Contribuisci in prima persona all’innovazione: chi nella vita ha compiuto sacrifici, lo ha fatto in virtù di una lungimiranza che gli permetteva di vedere al di là del proprio naso, proiettandosi nel futuro. Innovare vuol dire rivivere e far rivivere quell’impegno e quella sfida;

✅ Hai la garanzia di investire in un mercato regolamentato: grazie alla vigilanza della Consob, l’investitore è tutelato sull’attività di investimento e informato sugli eventuali rischi;

✅ I vantaggi fiscali sono particolarmente interessanti: questo argomento merita proprio un approfondimento ed infatti ne parlerem più diffusamente tra un pò;

Quali sono i requisiti per essere soci di una startup innovativa

Chi può costituire una startup innovativa? Circa i soci non ci sono regimi particolari; basta che i soggetti abbiano raggiunto la maggiore età e che abbiano tutti i classici requisiti richiesti dalla legge per la costituzione di una società.

Una startup può essere costituita sia da un solo socio, e sarà pertanto unipersonale, sia da più persone. Possono partecipare anche piccoli risparmiatori e investitori che intendano crearsi una piccola rendita. Anzi proprio il motivo per cui in molti possono accedere facilmente all’investimento, rende la startup un piatto appetibile e una potenziale fonte di alti guadagni.

La burocrazia delle startup innovative

I requisiti cumulativi di una startup innovativa

Per avviare un’impresa catalogata come innovativa, occorrono dei cosiddetti “requisiti cumulativi”, ovvero ulteriori a quelli di una classica impresa e che servono proprio per distinguere questo tipo di impresa dalle altre tradizionali.

Il punto di partenza è dato proprio dalla costituzione. Ai fini dell’iscrizione al Registro delle imprese come startup innovativa, bisogna aver costituito la società legalmente da non più di 60 mesi, alias da non più di 5 anni, rispetto al momento della richiesta. Se importante è la data di costituzione, altrettanto fondamentale è la sede che il fondatore ha scelto. Quest’ultima deve essere sita infatti sul territorio italiano, avere almeno una filiale nel nostro paese se la sede principale e dislocata in un paese straniero facente parte del suolo economico europeo.

Per quel che concerne l’oggetto sociale delle startup innovative, quello esclusivo o prevalente deve fare esclusivamente riferimento alla produzione di beni o servizi innovativi ad alto impatto tecnologico. Il che significa unico scopo di prodotti all’avanguardia, altrimenti non sarebbe possibile parlare di start-up innovativa finalizzata all’accrescimento di un determinato settore.

L’ordinamento italiano ha previsto la regolamentazione anche dell’aspetto della produttività. Il valore ogni anno infatti non può essere maggiore della prestabilita cifra di cinque milioni di euro ed inoltre è d’obbligo che non si verifichi la distribuzione degli utili. Dei paletti da rispettare ma che non pregiudicano affatto, di per sé, il decollo dell’impresa.

Infine, è bene ricordare che tra i requisiti essenziali di una start up innovativa, la normativa in oggetto spiega che la start-up non possa nascere a seguito di una fusione tra diverse imprese così come non può sorgere dalla scissione societaria o ancora dalla cessione di azienda o di ramo di azienda.

Un’impresa di questo tipo rappresenta pertanto una nuova realtà imprenditoriale, che non può sorgere sulle ceneri di escamotage fiscali, costruire appositamente dalle aziende al fine di godere dei benefici fiscali tipici di una startup.

Quando appena detto rappresenta la prima tranche di quei requisiti cumulativi indispensabili che occorrono per plasmare una impresa innovativa. Altri della stessa matrice si ricollegano alla determinazione dell’elemento ‘innovatività’ e che si possono manifestare in maniera alternativa, ovvero è sufficiente che ce ne sia solo uno solo di essi.

Requisiti alternativi di una startup innovativa

Per quel che concerne i requisiti alternativi, il primo requisito concerne il team di lavoro della startup. Il gruppo di operatori infatti deve essere composto da collaboratori altamente qualificati. La legge prevede che per almeno 1/3 i componenti siano in possesso di un dottorato di ricerca e per almeno 2/3 devono aver conseguito la laurea magistrale.

Per calcolare la percentuale di forza lavoro altamente qualificata c’è bisogno di seguire facili e semplici regole. Ovvero può rientrare nella percentuale, qualunque lavoratore che percepisca un reddito di lavoro dipendente. Va bene anche che si tratti di un collaboratore retribuito (requisito rilevante ai fini della verifica del riconoscimento di start-up), nonché i soci–amministratori purché siano retribuiti. Valido altresì per gli stagisti purché retribuiti.

Il secondo requisito alternativo fa riferimento a quelle che possono essere le spese in ricerca e sviluppo. Queste ultime, in termini economici, devono rappresentare almeno il 15% del maggiore tra costo e valore totale della produzione. Possono essere annoverate nell’elenco le spese inerenti alla sperimentazione, alla prototipazione e allo sviluppo del business plan. Fanno cumulo anche le spese legate ai prodotti di incubazione forniti da incubatori certificati nonché i costi lordi di personale interno e consulenti esterni che si occupano di ricerca e sviluppo. In esse vengono incluse anche le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Viceversa non possono essere annoverate le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili.

Ultimo di questi requisiti è che l’impresa sia detentrice di un brevetto registrato, spesso chiamato anche con il termine di privativa industriale relativa. Il brevetto può valere sia per una invenzione industriale, sia per una biotecnologica. Può altresì essere ricollegato ad una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

Come viene costituita una startup innovativa

Detto almeno sommariamente ciò che concerne i requisiti di una startup, è bene ora analizzare tutto l’iter di costituzione dell’impresa, al fine di godere di tutti i vantaggi riconosciuti dal Governo mediante il DL Crescita 2.0.

Il primo passo pratico da compiere fa riferimento alla dichiarazione di inizio attività, effettuabile solo tramite l’iscrizione nel registro delle imprese. Tuttavia è bene precisare che in questa circostanza bisogna effettuare necessariamente la registrazione nella sezione ad hoc del Registro delle imprese.

A partire dal 20 luglio 2016 chi decide di istituire un’impresa innovativa in Italia con la forma giuridica di SRL (Spa e Sapa sono escluse), può effettuare la registrazione al Registro delle Imprese online e senza effettuare il classico rogito presso un notaio. Ovviamente si tratta di una mera agevolazione; nulla vieta infatti all’imprenditore di rivolgersi ad un notaio per l’atto do costituzione. Tuttavia evitare di effettuare un atto pubblico rappresenta un risparmio economico che consente ugualmente la formazione in regime semplificato e a costo irrisorio della propria start-up. Per informazioni in merito il sito ufficiale del Registro delle Imprese ha istituito uno pagina ad hoc alla voce Info Camere, che spiega come effettuare la procedura atta a generare automaticamente lo Statuto e l’Atto Costitutivo, alias i due documenti che di solito vengono redatto dal notaio e che sono obbligatori per la costituzione di una società.

Per chi decida di effettuare il processo online (prima di registrarsi e accedere alla definitiva procedura) basta che si collega al link “compila” presente sul sito, senza che venga effettuata la registrazione per simulare il processo. I passaggi sono comunque molto semplici e guidati dal servizio automatico, per rendere agevole l’iter anche a chi non è molto pratico.

Comunque, anche se la registrazione avvenisse attraverso il web, è necessario ugualmente allegare alla domanda tutti i documenti richiesti dal caso: questo per permettere un controllo effettuato dal team di esperti, al fine di rendere effettiva la piccola realtà imprenditoriale che sta tentando di nascere.

A partire dal 22 giugno 2017, sulla scorta del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 28 ottobre 2016, e del successivo Decreto direttoriale del 4 maggio 2017, le startup innovative costituite online potranno accedere al portale telematico della Camera di Commercio di appartenenza anche per modificare il proprio atto costitutivo o il proprio statuto.

Startup innovative: relazione annuale e rapporti periodici

La relazione annuale e i rapporti periodici sono due obblighi, e di conseguenza sono una parte fondamentale per coloro che possiedono una start-up innovativa. Tutte le settimane infatti, c’è bisogno di effettuare un report dettagliato alla Camera di Commercio. In questo modo l’ente raccoglie un insieme di dati che consente di tenere sotto controllo tutti gli step produttivi dell’impresa.

Automaticamente quest’ultima verrà tenuta sotto stretto controllo, non solo per quel che concerne i requisiti essenziali ma anche per quelli alternativi. La Camera di Commercio potrà così controllare se ci sono state variazioni in positivo o in negativo nell’andamento dell’attività.

È palese dunque che il resoconto periodico sia un passo dovuto e quello complessivo vada inserito in piattaforma un paio di volte all’anno, più nel dettaglio, a giungo e dicembre. Per quanto obbligatorio, il fondatore di in una startup deve capire che questi sono doveri che vanno esclusivamente nell’interesse dell’azienda e della sua corretta immissione nel mercato (e di conseguenza degli investitori).

Le agevolazioni fiscali e non per le imprese innovative iscritte al Registro

Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, l’ordinamento italiano a riguardo è stato molto preciso e ha favorito molto i potenziali investitori. Pertanto stabilisce come primo passo la redazione di un registro speciale per le startup nel Registro delle Imprese che serve proprio all’impresa per godere dei benefici previsti dalla legge.

Tra questi ad esempio dobbiamo considerare che ci sono minori oneri di costituzione: le imprese innovative infatti sono esenti dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria di solito versati per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle imprese. Sono altresì liberi dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio. Queste esenzioni valgono fino al quinto anno di iscrizione nel Registro delle imprese, e aiutano l’azienda ad ingranare la marcia senza doverci inizialmente rimettere.

Loro unico obbligo riguarda il versamento dell’Imposta di Registro di 200 euro, dovuta per la registrazione fiscale degli atti all’Agenzia delle Entrate.

Essere esonerati dal versamento dell’imposta di bollo e dai diritti di segreteria vuol dire fare a meno di effettuare tutte queste tipologie di pagamento, legate a tutti gli atti posti in essere dalle start-up.

La startup innovativa non può godere in totale di più di 15 milioni di euro di investimenti fiscalmente agevolabili. In caso contrario si verifica la decadenza dal regime agevolativo.

Altre tipologie di vantaggi per l’azienda

Volendo elencare altre tipologie di vantaggi, essi sono:

➡️ remunerazione dei collaboratori/dipendenti con strumenti finanziari. L’assunzione del personale qualificato può avvenire esclusivamente tramite la forma del work for equity, ovvero remunerando in tutto o in parte il lavoro assegnando a chi lavora quote, azioni, strumenti finanziari partecipativi o diritti aventi ad oggetto l’acquisizione degli stessi (es.: stock options).

Il reddito di lavoro affidato in base a questa opzione o ad altri strumenti finanziari o ad ogni altro diritto (sia che venga dato amministratori, sia dipendenti o collaboratori continuativi di startup innovative) non è soggetto ad alcuna imposizione fiscale o contributiva, ammesso che vengano applicate determinate condizioni.

➡️ rapporti di lavoro subordinato con previsioni speciali. Ci sono degli esoneri contributivi quando si assumono i lavoratori subordinati a tempo indeterminato (credito d’imposta al 35%) e peculiari condizioni per i contratti a tempo determinato;

➡️ incentivi all’investimento. In questo caso, i soggetti Irpef e Ires (cioè persone fisiche e persone giuridiche) che effettuano un investimento in startup innovative hanno diritto, rispettivamente, ad uno sgravio del 30% dall’imposta e ad una deduzione del 30% dalla base imponibile. Tali percentuali di agevolazione sono state stabilite dalla Legge di Bilancio 2017 (art. 1, commi 66-69) valida a partire dal 1° gennaio 2017 a seguito di autorizzazione della Commissione europea (SA 47184 18 settembre 2017) fino al 31 dicembre 2025.

➡️ sostegno all’internazionalizzazione. L’ ICE, alias dell’Agenzia governativa che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane, dal 2013 ha deciso che le startup fossero i destinatari prioritari della propria attività, garantendo loro trattamenti convenienti ai fini dell’accesso ai servizi promozionali e di assistenza, come riporta anche il sito ufficiale.

➡️ gestione della crisi. Le imprese in oggetto non dovranno rispettare le tradizionali procedure concorsuali previste dal D.L. 267/1942 (fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa). Viceversa saranno soggette ai “procedimenti di composizione della crisi da sovra-indebitamento” (L. 3/2012, artt. 6-16), procedure cioè più rapide e meno artefatte.

➡️ agevolazioni IVA con regime forfettario

Come si finanziano le startup innovative

Qual appena detto rappresenta l’insieme dei vantaggi generici che concernono la struttura ed eventuali benefici per l’impresa innovativa. L’ordinamento italiano tuttavia ha pensato anche a stabilire alcuni vantaggi fiscali che si pongono in essere solo se iscritti nella sezione specifica start-up del Registro delle Imprese.

Al di là di quanto poi, c’è anche un ulteriore beneficio che concerne la possibilità di attingere al Fondo Centrale di Garanzia. Quest’ultimo consente, nel momento in cui si procede ad esperire l’iter d’obbligo per l’avvio dell’impresa, di ottenere una copertura (garanzia) da parte del Fondo stesso per una percentuale massima dell’80% qualora si richieda una somma di denaro a titolo di prestito in un Istituto Bancario. Trattandosi di prestito, la start-up dovrebbe restituire la somma ottenuta, tuttavia la Banca difficilmente concede un finanziamento se non ha una garanzia. Garanzia che in questo caso è data dal Fondo.

È bene sottolineare che non solo l’Istituto bancario può elargire un finanziamento alla startup. Anzi essendo la startup ad alto rischio di fallimento ha bisogno di andare alla continua ricerca di varie forme di finanza alternativa pur di andare avanti. Si tratta di uno status che prescinde dal requisito di startup innovativa iscritta al Registro delle Imprese.

Per cui altre tipologie di fonti di finanziamento sono:

▶️ Il bootstrapping. Si tratta più semplicemente dell’autofinanziamento, che può essere applicato anche nel lungo periodo se la startup è in grado di produrre il suo sviluppo attraverso un fatturato e un finanziamento con la mera cassa. Tuttavia questo avviene molto di rado, per cui risulta opportuno cercare strumenti di finanziamento ulteriori;

▶️ Family, Friends & Fools (3F). Gli amici e i parenti rappresentano i sostenitori numero uno della startup, e quasi sicuramente non vanno nemmeno a rivendicare le quote della società;

▶️ Business Angels. Rappresenta un categoria molto vasta e complessa, di cui del resto fai parte anche tu, tanto che in taluni casi finisce col fondersi coi fool della suddetta categoria e anche con i Venture Capital. In linea di massima sono figure imprenditoriali o manageriali che di solito decidono di dare un contributo a quelle imprese il cui scopo sembra allettante, e pertanto hanno bisogno di una spintarella economica.

▶️ Crowdfunding. Questa è tra le migliori soluzioni, in particolare se ci sono progetti in erba early stage b2c che vanno prima testati sul mercato per poi prendere il volo.

▶️ Venture Capitalist. Sono coloro che attraverso un ottimo deal sono in grado di generare ritorni elevati. In cambio dei finanziamenti elargiti voglio avere accesso ad una bella fetta della società nonché uno o più posti nel board. Sono finaizatori che contribuiscono ad ampio spettro alla crescita, in quanto in genere si concentrano su startup anche early stage che hanno tuttavia presentato un business model validato.

▶️ Premi, grant, finanziamenti pubblici. Sono finanziamenti che per la loro natura, entità, modalità, in Italia sono considerati strumenti ulteriori e integrativi ad altre fonti di finanziamento. Molte volte gli esiti che consentono di raggiunger non valgono l’effort atti al raggiungimento dell’obiettivo. In caso dei premi, bisogna stare attenti al fatto che sono in grado di dare una visibilità mediatica che può tanto dare bene, e tanto fare male.

▶️ Incubatori e programmi di accelerazione. Si tratta di altre alternative utili in specifici passaggi della startup, ma il loro valore non si può considerare una fonte di finanziamento vera e propria (anche perché forniscono molto in servizi). Viceversa può essere considerato un supporto atto al progresso dell’idea e del business model.

Il sito web della startup innovativa

Trattandosi di un’attività volta a promuovere beni e servizi altamente tecnologici, le startup dovrebbero essere tutte munite di un sito web. All’interno del sito andrebbero riportate nel dettaglio tutte le informazioni atte a mostrare sia ai potenziali consumatori che ai potenziali finanziatori la portata del prodotto proposto.

Doveroso è per le imprese innovative creare, all’interno del sito, una pagina apposita in cui vengono indicate le informazioni personali, come indirizzo di sede, contatti (numero di telefono e indirizzo e-mail) nonché numero di partita iva. Questo faciliterà la visibilità dell’attività agli utenti e anche a possibili finanziatori che credono nel progetto avviato.

Francesco Nano

Appassionato di business online fin dal 2009, consulente di marketing strategico e posizionamento dei siti web sui motori di ricerca, inventore e prototipatore di online business, >>BRAINSTORMER<< professionista.

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