Come aumentare i profitti con un asset allocation a prova di bomba

Vuoi capire cos’è un asset allocation e come si fa? In questa pagina scoprirai troverai esempi di asset allocation 📃, immagini di asset allocation 📷 e, più in generale, spunti pratici su come scegliere l’assetto che meglio si adatta alla tua personalità anche in base al tuo profilo di rischio 👍.

In questo articolo vedremo infatti come si possono ottenere performance da normali (1,5% annuo) a potenti (7%, 15% annui) a incredibili (67% annui!!! – solo per super-mega-geni del male e del trading 😈😈😈 ) anche grazie ad un’intelligente impiego strategico dell’asset allocation. Il post ha più di 10.000 parole.. penso che troverai qui dentro tutte le risposte ai dubbi che puoi umanamente avere quando ti approcci all’asset allocation per la prima volta.

Premessa d’obbligo

Tuttavia, prima di addentrarci nei dettagi tecnici di come si fa un asset allocation, è d’obbligo che io ti metta in allerta con una premessa che, permettimi, ti terrà impegnato per alcune righe sul fatto che…

Eh, no, non si tratta di investimenti dal rischi inimmaginabili, incontrollabili, impossibili… Si tratta di operazioni condotte col buon senso, tendenzialmente alla portata di chiunque abbia un cervello pensante e qualche sudato risparmio che vorrebbe investire per il proprio bene e per quello della propria famiglia, nell’ottica di fare profitto mentre contribuisce positivamente al benessere dell’intera umanità.

Funzionano sempre? No.. ma del resto, investire sull’azionario o nei fondi comuni d’investimento funziona sempre??? Ma non è questo il punto.

Prima di condurti per mano attraverso il lungo viaggio necessario a capire cosa sono gli asset allocation, a cosa servono e come si costruiscono i portafogli d’investimento differenziato, vorrei offrirti uno spunto di riflessione su un problema M A C R O S C O P I C O  che sta alla base della domanda:

“come differenzio gli investimenti per il mio piccolo capitale in maniera da aumentare i guadagni e diminuire i rischi?”

Vedi, la parola chiave qui è RISCHIO: qualsiasi tipo di investimento che punti a generare dei profitti comporta sempre dei rischi. Sempre! Dunque la questione si articola in questo modo: a parità di rischio, è preferibile investire in un’operazione che possa potenzialmente portare ad un rendimento annuo del 10% o del 100%??

Proviamo a guardare alla questione da ques’angolatura: riesci vedere, ad occhio, la differenza di un rendimento del 67,7% annuo (percentuale alla quale solo POCHI trader super professionisti possono aspirare) per 1 anno su un capitale da 20.000 € rispetto al potenziale di un’operazione da 650% l’anno??

Con il 67,7% annuo, realizzato dopo anni ed anni di studio, formazione e soldi persi nel trading… il capitale iniziale di 10.000€ si rivaluterà fino ad arrivare a 16.770€ (ma devi essere davvero un “genio del male” per riuscirci).

Con un 650% annuo (a parità di rischio, si intende) stiamo ragionando su un ordine di grandezza totalmente differente: stiamo parlando di trasformare i tuoi risparmi, sudati e costati lacrime e sangue, in una cifra che siavvicini a 150.000 € in 1 solo anno.

Ma il paragone rimane se si considerano anche solo cifre più modeste: 10% annuo con un asset allocation a prova di bomba o 100% annuo con un tipo di operazione che i cervelloni dell’asset allocation non prenderebbero mai in considerazione?

A) Nel primo caso hai 20.000 € di partenza, l’anno dopo ti ritrovi con 22.000 €: complimenti! ottimo lavoro!

B) Nel secondo, hai sempre 20.000 € come base di partenza ma l’anno dopo ti ritroveresti con 40.000 €

Noti la sfumatura?

Comunque, io non sono certo qui a scrivere per cercare di dissuaderti sul fare un asset allocation, ci mancherebbe… hai qui di seguito credo il più lungo e dettagliato articolo relativo al discorso asset allocation e costruzione di portafogli di investimento.

E’ totalmente gratuito, puoi leggerlo e fare tesoro dei concetti che vi troverai e, specialmente se sei alle prime armi nel mondo dell’investing, questo articolo ti offrirà la concreta possibilità di riuscire ad interfacciarti con il tuo consulente finanziario parlando la stessa lingua (cosa, ti assicuro, che ti potrebbe far risparmiare moltissimi soldi in commissioni e ottimizzare i rendimenti delle tue operazioni).

Ma se hai un capitale modesto messo da parte (spannometricamente… sotto il milione di €) ed intendi farlo fruttare per far fare un salto di qualità alla tua vita, a quella dei tuoi cari o della tua famiglia, per garantire un futuro veramente migliore ai tuoi figli… beh, a meno che tu non abbia a disposizione cifre veramente importanti.. impostare un asset allocation correttamente NON ti permetterà di far fare una reale e concreta svolta alle vostre vite.

Della migliore alternativa agli investimenti differenziati in stile asset allocation ho parlato diffusamente in questo sito web, a più riprese.

Tuttavia ci torneremo alla fine di questo articolo nella sezione intitolata “L’alternativa (segreta) all’asset allocation”

Dunque… hai voluto la asset-bicicletta? Eh, tocca asset-pedalare, allora! 😀😃

Buona lettura e buoni investimenti!

Introduzione

Spesso ci si approccia al concetto di asset allocation in maniera monodirezionale, con domande basate sul sentito dire, del tipo: quante azioni (o che percentuale di azioni) devo avere nel mio portafoglio? E’ meglio un portafoglio obbligazionario o azionario?

Per avere dei buoni risultati con i portafogli di investimenti l’approccio migliore è cercare di andare al di là dei concetti specifici di “azioni” o “obbligazioni”, cercando di avere una visione complessiva e più amplia, che includa anche gli altri mercati.

Come fare una asset allocation che ti permetta di avere un ottimo rendimento con un rischio contenuto non è di per sé cosa semplice 😀 e lo scopo di questo post è, prevalentemente, aiutarti ad entrare nella logica dell’asset allocation per meglio interfacciarti con il tuo consulente; ti consiglio infatti di rivolgerti al tuo consulente finanziario qualora avessi bisogno di consigli specifici per mettere in pratica quanto segue: tuttavia, questo articolo già di per sé ti offrirà la possibilità di interfacciarti con i professionisti del settore parlando la medesima lingua 😎.

Per questo, almeno inizialmente, lo ribadisco, è raccomandabile considerare di seguire i consigli di un consulente finanziario professionista. Non puoi pensare di investire i tuoi risparmi senza esperienza in merito: rischieresti di perdere i quattrini che hai messo da parte in anni e anni di lavoro e questa è l’unica cosa che dovresti cercare di evitare nella maniera più assoluta!

Tuttavia, è anche vero che, affidarsi ad un consulente senza nemmeno avere l’ABC sull’asset allocation è pericoloso 😱 : i soldi sono i tuoi, i risparmi sono i tuoi, la fatica che c’è dietro a questi è la tua. Sei tu il capitano della nave qui, sei tu che devi decidere il livello di rischio, l’assetto generale del tuo portafogli ed eventuali cambi di rotta. Poi starà al pilota, al macchinista e a tutto l’equipaggio attuare i tuoi comandi.

Infine, desidero farti presente che tutti gli esempi grafici e numerici che riportiamo di seguito potrai adattarli alla tua specifica situazione grazie ad un magnifico tool che abbiamo creato apposta per te: alla fine di questo articolo infatti troverai il nostro FILE EXCEL per il calcolo dell’asset alloction (gratuito anche questo, ovviamente…).

Sei pronto ad entrare nel magico mondo dell’asset allocation e dell’interesse composto?

Prendi fiato… 1,2,3… via! 🎢

Cos’è l’asset allocation ed a cosa serve

La traduzione di “asset allocation” in italiano è, letteralmente, allocazione patrimoniale ed indica la realizzazione pratica di una strategia d’investimento, ovvero, il processo con cui l’investitore stabilisce in che modo distribuire le risorse fra le varie tipologie di investimento all’interno del suo “portafogli”.

L’asset allocation solitamente è raffigurata con un grafico a torta al cui interno vengono rappresentate, in termini percentuali, le varie tipologie d’investimento presenti all’interno del portafogli.

Perchè diversificare

La domanda potrebbe a questo punto sorgere spontanea: perché diversificare un portafoglio e non investire in un unico strumento finanziario??

Perchè diversificare i propri investimenti è l’unico metodo per ridurre il rischio di perdite. .

Pensa ad esempio al momento in cui il valore delle azioni su cui hai investito fosse in ribasso, le obbligazioni che sono in rialzo potrebbero ridurre le tue perdite e bilanciare quindi il tuo portafoglio. 💣💣💣 Se l’intero capitale a tua disposizione venisse investito in azioni di singola determinata società, il tuo destino dipenderebbe finaziario esclusivamente dall’andamento di essa. Sono situazioni in cui è meglio non mettersi (Parmalat e Cirio insegnano…).

Tuttavia, è bene che il portafoglio d’investimento non sia particolarmente frazionato nel momento in cui non si è in possesso di grandi cifre da investire perché potrebbero pagarne le conseguenze i rendimenti a causa delle commissioni dei singoli investimenti.

Una persona che intenda 🅳🅸🆅🅴🆁🆂🅸🅵🅸🅲🅰🆁🅴 i suoi investimenti nell’ottica di diminuire il rischio è chiamato infatti decidere di investire le proprie risorse in diverse tipologie di attività, chiamate asset class, che hanno ciascuna delle caratteristiche peculiari. Queste varie classi si dividono in due principali categorie:

📈Investimenti finanziari: azioni, obbligazioni, fondi, buoni del tesoro, tassi di cambio (ci sono tra l’altro dei mercati che crescono molto più velocemente di quello italiano ed investire in essi potrebbe portare ottimi rendimenti)

💸Investimenti nell’economia reale: immobili, merci, metalli preziosi, aziende

Per operare profittevolmente in entrambi i settori, sia sui mercati che negli investimenti in economia reale, ci vuole la competenza e costanza: queste sono due variabili fondamentali da tenere in considerazione.

Un investitore avrebbe dunque a disposizione moltissimi strumenti per ripartire al meglio le proprie risorse in base alle proprie esigenze; il problema è che, in molti casi, è l’investitore stesso a non avere anzitutto chiara la direzione da dare al proprio portafogli o come gestire tali investimenti😱.

Come calcolare fattore rischio con il VAR (Value at Risk)

Il principio di prudenza negli investimenti riguarda tutti; tuttavia, non tutti la percepiscono allo stesso modo. Un asset allocation prudente è ben bilanciata, in modo tale che il rischio possa essere ridotto e ci sia un valido capital gain.

Per valutare il rischio di un investimento si dovrebbero prendere in considerazione sia le variabili macroeconomiche che quelle microeconomiche relative agli strumenti di investimento che si intende adottare. Puntare comunque sulla prudenza negli investimenti non è sempre la soluzione migliore perché il capital gain è tendenzialmente sempre inversamente correlato ad essa: maggiore è la prudenza e più sarà in genere basso il rendimento dell’investimento.

Allo stesso tempo, prendere maggiori rischi a discapito della prudenza per ottenere un elevato rendimento non è per tutti e necessita sempre di una fase di studio preliminare sia a livello tecnico che a livello emotivo. Se ti approcci per la prima volta al mondo degli investimenti un consulente finanziario ti saprà indicare come strutturare un portafoglio di titoli che sia prudente e poco propenso al rischio.

Ehi.. però attenzione… Il più grande errore che potresti commettere è quello di pensare che un portafoglio titoli ti possa portare rendimenti incredibili in pochissimo tempo senza alcun rischio: se qualcuno ti promette questo stagli alla larga!

E’ da tenere a mente infatti che non esiste un portafoglio sicuro al 100%, totalmente privo di rischio 😨: qualsiasi portafoglio avrà un rischio anche minimo che deve essere analizzato in funzione di quelli che sono i tuoi obiettivi e la tua propensione al rischio. Infatti, il rischio e il rendimento di un portafoglio di titoli sono, generalmente, direttamente proporzionali, questo significa che all’aumentare di uno aumenterà anche l’altro: non aspettarti dunque che sia la norma riuscire a configurare un portafoglio di titoli a basso rischio ed altamente remunerativo.

Le 2 tipologie di rischio

Esistono principalmente due tipologie di rischio e quindi bisogna bilanciare il proprio portafoglio in base a queste, che non sono sempre connesse:

😱 Rischio sistemico: è un rischio più generico, è relativo alle variazioni del mercato, ai fattori macroeconomici come il PIL ad esempio o l’andamento dell’occupazione. Ad esempio, se uno stato interrompe i rapporti commerciali con un altro stato che ha molti rapporti commerciali con questo, l’investimento in determinate azioni ne potrebbe risentire di questa politica monetaria restrittiva. Ci può essere anche il caso in cui un paese è in forte crescita ed espansione per incentivi imprenditoriali e quindi potrebbe convenire investire in esso.

😱😱 Rischio specifico: è in relazione all’andamento di un singolo titolo. Ad esempio se si investisse in un’azienda produttrici di telefoni con software creati da aziende straniere e se il rapporto commerciale fra le due aziende si dovesse interrompere ci  potrebbe essere un ribasso del valore delle azioni di quella specifica azienda.

Gli investitori hanno una diversa propensione a queste due tipologie di rischio; essa dipende da diversi fattori come:

✅ età
✅ salute
✅ reddito
✅ istruzione

Ad esempio, è vero che, in genere i giovani tenderebbero ad essere più propensi ad assumere rischi più alti per godere dei benefici nel breve periodo mentre le persone più anziane sono invece più propense ad effettuare investimenti più stabili, con rendimenti minori, tuttavia tieni conto che, fare una corretta asset allocation, dovrebbe permettere sia all’uno che all’altro investitore di differenziare il rischio (di fatto, diminuendolo) e, contemporaneamente, aumentare rendimenti ottenibili dai suoi investimenti. Ad ogni modo non esiste una perfetta asset allocation, valida indistintamente per tutti e sempre: questa “ghiotta torta” 🎂 varia, infatti, in base alle esigenze dell’investitore.

I fattori di rischio dipendono dagli strumenti in cui si decide di investire. Ad esempio un portafoglio che avrà una percentuale del 90% di azioni e del 10% di obbligazioni (qui avevo già parlato della differenza tra azioni ed obbligazioni), potrà avere rendimenti molto elevati tuttavia sarà molto più rischioso di un portafoglio con percentuali invertite.

Un portafoglio bilanciato composto di sole azioni ed obbligazioni potrebbe essere tipicamente caratterizzato dal 60% di obbligazioni e dal 40% di azioni. Questa percentuale può variare in base all’avversione al rischio dell’investitore (una teoria molto semplicistica 😅😇 enuncia che la percentuale di azioni in un portafoglio titoli possa essere calcolato essere pari al risultato di questa formula: 100 – età dell’investitore= % azioni).

Lo strumento che viene utilizzato per misurare il rischio di un portafoglio è il VAR (Value at Risk) che indica la percentuale dell’investimento che si è disposti a perdere per ottenere un rendimento. Misurarlo è davvero molto semplice, basta domandarsi: “Che % del mio capitale sono disposto a perdere 📉 per ottenere questo rendimento X 📈 nell’arco di Y anni 🕔?”

Il concetto di rischio è infatti strettamente collegato al lasso di tempo ⏳ in cui si intende ottenere un certo rendimento dall’investimento.

L’investitore di giovane età 👱 avrà un orizzonte temporale molto diverso rispetto ad una persona più anziana, quindi il suo approccio, a parità di risultato, potrebbe essere più aggressivo perché il tempo dedicato a far crescere e germogliare il suo investimento sarà di almeno 30/40 anni.

Una persona più avanti in età 👴 che prevede di far maturare il proprio investimento in un lasso di tempo inferiore, per ottenere un rendimento paragonabile, guarderà a rendimenti superiori all’interno di archi temporali più brevi (rischio maggiore).

Ovviamente, questa è una semplificazione che al tuo consulente finanziario andrà giustamente indigesta, ma indica con spannometrica precisione come potrebbe variare il tuo portafoglio in base al lasso di tempo in cui si intendi investire un determinato patrimonio.

In economia ed in finanzia, come abbiamo già visto, non esistono investimenti sicuri che consento l’ottenimento di rendimenti senza alcun rischio. Le azioni non portano mai rendimenti sicuri e lo stesso vale anche per i titoli di Stato… esiste il rischio di default (molto raro ma possibile, vedi il default pilotato della Grecia).

Quindi, come costruire un portafoglio titoli efficiente e con che titoli?

Come costruire il proprio portafoglio titoli (versione SEMPLIFICATA)

Quello che segue è un concetto abbondantemente accettato nel mondo degli investimenti. Ovviamente, nemmeno a dirlo, i rendimenti non sono minimamente paragonabili a quelli descritti nella sezione di questo stesso post dedicata all’alternativa (segreta) all’asset allocation. Comunque, per dovere di cronaca, vediamo di che cosa si tratta.

Secondo la teoria di Browne, condivisa da molti esperti della finanza, il portafoglio di titoli dovrebbe essere diviso in 4 parti uguali tra loro:
▶️ 25% azioni;
▶️ 25% obbligazioni a lungo termine;
▶️ 25% obbligazioni a breve termine (titoli Statali a 1-3 anni ad esempio);
▶️ 25% oro;
Questa diversificazione del portafoglio è “permanente”, viene utilizzata di solito nei periodi medio lunghi, tuttavia puoi variare le percentuali se vuoi rischiare di più o di meno.

Questi strumenti sono tendenzialmente decorrelati tra loro: quando uno si apprezzerà l’altro non ne risentirà negativamente e viceversa. la storia ci insegna che, nel momento in cui c’è una forte crescita del mercato grazie a politiche espansionistiche ed una maggiore fiducia delle aziende, il valore delle azioni incrementerà e quello dell’oro sarà in ribasso; in una fase di prudenza generale e di grande volatilità il valore delle azioni sarà in ribasso perché tutti si rifugeranno nell’oro (che quindi sarà in rialzo).

La strategia di Browne ha dimostrato di essere in grado di portare dunque buoni rendimenti da più di mezzo secolo (mediamente, per dare un valore che dia il peso della situazione, attorno all’1,5% annuo), nonostante ci siano state guerre, crisi internazionali e politiche restrittive.

Sebbene sia possibile riprodurre tale assetto attraverso i fondi comuni d’investimento, desidero punualizzare che, per creare un portafoglio titoli personale, non è sempre necessario rivolgersi ad una banca. Infatti è possibile creare un portafoglio finanziario online che consente quindi un abbattimento dei costi di gestione e di ottenere una gestione passiva.

Le piattaforme online che permettono la creazione di portafogli finanziari sono diverse e tra esse ne citiamo 2:
➡️ iShares (per quanto riguarda la componente obbligazionaria ed azionaria)
➡️ Xtrackersla

… ma ne esistono tante altre, ti basta googolare un pò per trovarne di nuove.

Tuttavia è bene tenere a mente che la costruzione di un portafoglio ETF è un’ottimo tool, comodo ed efficace, realizzabile in maniera relativamente semplice ed autonoma, perfettamente adatto a replicare l’andamento degli indici e ti permette di diversificare il portafoglio immediatamente ed efficacemente mantenendo al minimo i costi di commissione (ho ampiamente trattato il tema ETF ed il confronto dei fondi comuni con gli ETF in questo articolo che deidero menzionare una volta di più).

Il rendimento di un portafoglio titoli ETF di lungo periodo dipenderà ovviamente dalla sua composizione. In ogni caso analizzato, grazie agli ETF, è possibile mantenere le percentuali equamente ripartite come Browne desidera oppure potresti addirittura decidere di configurare un portafoglio più rischioso con una percentuale maggiore di azioni o, al contrario, meno rischioso (minor percentuale di azioni).

La percentuale delle azioni e delle obbligazioni con cui bilanciare il tuo portafoglio titoli dipenderà quindi solo ed esclusivamente dalle tue esigenze, dai tuoi obiettivi e dal tempo che hai a disposizione.

Esiste anche un’altra tipologia di costruzione di portafoglio, quella personalizzata che si adatta alle competenze dell’investitore. Se desideri “sporcarti un pò le mani” negli investimenti, sappi che è possibile battere, e di molto, le performance della strategia di Browne, realizzando degli asset allocation con appena un pò più di consapevolezza (certo, sempre meglio farsi guidare da un consulente finanziario, specie all’inizio): il mio invito è dunque di proseguire nella lettura perchè è grazie ai prossimi paragrafi che puoi fare veramente dei gran bei profitti!

Come si fa un asset allocation (versione PRO)

Anche in questo caso, sebbene i rischi siano paragonabili, i rendimenti che vedremo non sono minimamente paragonabili a quelli descritti nella sezione di questo stesso post dedicata all’alternativa (segreta) all’asset allocation. Comunque, rimbocchiamoci le maniche ed iniziamo.

Esistono una serie di principi da tenere conto quando si decide di creare il proprio portafoglio investimenti e, in effetti, non esiste la via in assoluto giusta per tutti. Ognuno ha la sua: parla con 100 consulenti differenti ed ognuno ti darà la sua ricetta differente per fare un’asset allocation corretta a loro modo di vedere. 100 consulenti, 100 ricette diverse…

In ogni caso, esistono alcuni criteri generali che possono essere utili da conoscere perchè, in base a questi, ti sarà più facile scegliere il tipo di assetto del portafogli e gli specifici investimenti da inserirvi.

Strategia Top-Down e Bottom-Up

Per decidere quali prodotti inserire nel portafoglio, si può procedere attraverso una di queste due strategie:

la strategia Top-Down, cioè dall’alto verso il basso. Questo significa che in genere l’investitore studia i fondamentali economici del mercato come l’andamento delle macro variabili economiche come il PIL di un paese, i movimenti di certe valute, i tassi di interesse bancari ed altri aspetti macro economici. Basandosi su questi fattori gli investitori si muovono per capire come costruire un portafoglio diversificato per mezzo di un’analisi più dettagliata andando a prendere in considerazione i settori, le industrie ed i titoli con performance elevate in relazione all’analisi preliminare.

la strategia Bottom-up è l’opposto di quella Top-Down. In questo caso caso l’investitore ignora i fattori macroeconomici per concentrarsi fin dal primo momento su quelli micro che riguardano gli specifici strumenti (azioni, fondi, ETF, forex, commodities, ecc..) su cui intende investire.

La terza via è la via di mezzo, altrimenti detta strategia mista: a discrezione dell’investitore o del consulente, nella strategia mista possono coesistere entrambi i ragionamenti allo stesso tempo.

Qualunque sia la scelta dell’approccio, è importante che nella fase di progettazione del portafogli si tenga sempre in considerazione della regola del “2 su 3”.

La regola del “2 su 3” (ovvero, come non farsi prendere per i fondelli)

Quando si parla di come costruire un asset allocation, è sempre importante considerare che qualsiasi tipo di investimento faccia parte del portafogli è SEMPRE soggetto a 3 differenti variabili e che queste dovrebbero sempre essere considerate:

▶️ Sicurezza: ovvero, quanto è rischioso; avere del denaro contante è meno rischioso che investire tale denaro in un portafogli azionario o su un indice.

▶️ Redditività: ovvero, quanto può potenzialmente rendere; investire in un pacchetto azionario o in un etf potenzialmente può rendere molto di più che tenere il denaro sotto il materasso.

▶️ Liquidabilità: ovvero, quanto è facilmente riconvertibile in denaro contante; disinvestire e riconvertire un investimento fatto nel forex è molto meno complicato che vendere un immobile acquistato ad uso investimento.

Nel momento in cui andrai a capire come creare un portafoglio finanziario adatto alle tue esigenze , 2 parametri su 3 dovranno essere a tuo favore. Il tuo portafoglio di titoli va infatti bilanciato tenendo ben a mente che ogni singolo investimento che compone il tuo asset allocation è soggetto a queste 3 variabili e che esse incidono in modo differente su ogni pezzetto che lo compone.

Tuttavia, se ti capitasse di trovare un consulente che ti propone un investimento in cui tutti e 3 i parametri sono contemporaneamente a tuo favore 🎅🎅 , prima di investire, ripetiti mentalmente il mantra: “mi stanno truffando, mi stanno truffando, mi stanno truffando… “.

Non esiste infatti un investimento che sia sicuro (basso rischio), con un’elevata redditività e liquidità immediata. Se un consulente finanziario ti ha mostrato una tipologia di investimento di questo tipo, i tuoi risparmi potrebbero essere in pericolo.

Tuttavia se, al contrario, decidessi di procedere e scoprissi che, in effetti, l’investimento soddisfa tutti e 3 i criteri, che il tuo capitale è rientrato alla base senza difficoltà e che il rischio è stato scongiurato, a beneficio di un alto rendimento, beh.. mandami una mail dalla pagina contatti così che possa farci un pensierino anche io 😉 😉 😉.

La più importante delle 3 è QUESTA

Sebbene tutte e tre le variabili siano ugualmente importanti, è bene sottolineare che la liquidabilità di un investimento gioca un ruolo fondamentale nella composizione di un asset allocation o di un portafogli che dir si voglia: è buona norma infatti calibrare i propri investimenti in maniera che, in caso di emergenza, si sia in grado di liquidare la parte di capitale necessaria alla sussistenza minima di base per 1 anno di tempo.

Facciamo un esempio numerico 📊: mettiamo che per far sopravvivere te e la tua famiglia per 1 mese occorrano minimo, minimo, minimo 1000 €, cioè 12.000 € all’anno. Il buonsenso dunque, dovrebbe portarti a cercare di calibrare la tua allocazione patrimoniale in maniera che, in caso di estrema necessità (perdita del lavoro, malattia, ecc..) tu sia in grado, nel giro di pochi giorni, di avere a disposizione, cash, 12.000 €.

Se dunque il tuo capitale investito si aggirasse in totale a 50.000 €, 12.000 dovrebbero sempre essere disponibili o facilmente prelevabili da investimenti ad alta liquidabilità. Viceversa, se per assurdo investissi tutti i 50.000 € in opere d’arte, potrebbe essere decisamente difficile riuscire a reperire l’annualità nel giro di pochi giorni.

Da considerare anche… prima di farsi male…

Altre variabili da prendere in considerazione quando si cerca di capire come fare un asset allocation e come bilanciarlo al meglio sono:

▶️ Orizzonte temporale: ovvero, per quanto tempo i tuoi soldi dovranno necessariamente rimanere congelati all’interno dell’investimento per portare il rendimento a goal; una polizza assicurativa vincolata a 10 anni ha un comportamento differente dall’acquisto di Bitcoin, tendenzialmente rivendibili anche il giorno stesso dell’acquisto.

▶️ Volatilità: ovvero, quanta escursione di prezzo (in positivo ed in negativo) potrebbe avere quel determinato titolo;  la fibrillazione di un titolo azionario è completamente diversa dalla dolce escursione di prezzo dell’indice di riferimento all’interno di cui esso è considerato.

▶️ Emotività: ovvero, quanta pressione psicologica è necessario sopportare durante il periodo dell’investimento; aver immobilizzato un capitale con l’acquisto di un immobile è decisamente meno stressante che avere nascosto da qualche parte dei lingotti d’oro…

▶️ Cash-Flow: flusso di cassa in italiano, ovvero, quanta liquidità rende l’investimento mese dopo mese; al contrario di un piano di accumulo in cui il capitale dovrebbe gradualmente aumentare col passare del tempo ma nessuna liquidità a fine mese con cui fare la spesa o pagare le bollette, aver investito in una lavanderia a gettoni consente di avere potenzialmente una rendita mensile costante cash.

▶️ Funzionamento in “leva”: ovvero, la possibilità di mobilizzare capitali superiori a quello di partenza grazie al fatto che qualcuno mi presta del denaro per fare delle operazioni speculative; tipico esempio ne è il forex, strumento in cui la leva può arrivare anche a 30x o più. Il concetto di leva finanziaria è stato abbondantemente trattato in un altro articolo di questo sito

▶️ Burocrazia e complicazioni: ovvero, quanto è complicato entrare ed uscire dall’investimento; dinuovo, l’acquisto e la vendita di futures o ETF è estremamente meno complicata rispetto all’acquisto di un garage o una casa, da un punto di vista burocratico.

▶️ Competenza necessaria: ovvero, quanta conoscenza è necessaria per entrare ed uscire efficacemente; acquistare dei buoni postali ed attendere la scadenza è decisamente meno complicato che comprare e rivendere criptovalute.

▶️ Dedizione necessaria: ovvero, quanto tempo viene richiesto all’investitore di essere attivamente coinvolto nella gestione dell’investimento; gestire la propria azienda è decisamente più impegnativo che controllare l’andamento dei mercati una volta al mese per capire se sia o meno il momento di disinvestire.

Ribilanciamento e regola del 5%

Il ribilanciamento è fondamentale per mantenere la stessa composizione di asset allocation nel corso del tempo. La composizione del tuo portafoglio potrebbe variare nel momento in cui il valore delle singole azioni o obbligazioni sale o scende.

Ci sono anche altri 2 casi in cui potrebbe variare pesantemente:
☑️ A causa di un prelievo
☑️ A causa di un deposito

Per evitare che avvenga uno sbilanciamento del portafogli dunque, è necessario in questi casi effettuare periodicamente delle operazioni che permettano un ribilanciamento delle performance del tuo portafoglio.

Le oscillazioni del portafoglio 〽️ comportano una variazione del rischio-rendimento scelto inizialmente, quindi è necessario aumentare le attività con peso minore e ridurre quelle con peso maggiore.

In questo senso la legge di Larry Swedroe detta anche “regola del 5%” risulta molto utile. Secondo Swedroe bisognerebbe ribilanciare un portafoglio nel momento in cui avviene una variazione pari ad un minimo del 5% di una determinata area d’investimento.

Esempio: il tuo portafoglio è composto dal 70% di azioni e dal 30% di obbligazioni? Se magicamente le obbligazioni avessero un incremento di valore del arrivando a squilibrare il portafogli assorbendo, in effetti, il 35% del tuo portafoglio, lasciando dunque le azioni al restante 65%, al fine di mantenere invariato l’assetto 70/30 stabilito in embrione, secondo Larry saresti chiamato a vendere il 5% delle tue obbligazioni e acquistare in azioni un altro 5%.

Se però avessi in portafogli delle classi in cui hai investito una percentuale inferiore al 10% del tuo portafoglio, varrebbe la regola del 25%. In questo caso, si ribilancia il portafoglio nel momento in cui varia del 25% il 10%, quindi del 2,5%. Se quei titoli ricopranno quindi il 7,5% o il 12,5% del tuo portafogli, secondo Lerry, si renderà necessaria l’operazione di ribilanciamento.

Asset Allocation “pure” e “bastarde”

Facciamo una distinzione: esistono delle tipologie di asset allocation ideali, “perfette”, “pure”, e delle asset allocation “bastarde”. Nella vita vera, quella degli investitori professionisti, sono le asset allocation bastarde a vincere la partita. Tuttavia negli anni si  sono radicati i concetti di asset allocation strategica, tattica e dinamica come se fossero tipi di asset allocation tra cui scegliere. Di fatto però, una vera e propria asset allocation è composta (anche) da un’area strategica, una tattica ed una dinamica, ma difficilmente un portafoglio ben bilanciato, che funziona, comprende una sola di queste categorie.

Tuttavia, per dovizia di informazione, vediamo cosa si intende con queste 3 definizioni trattandole come se fossero asset allocation a compartimenti stagni (vedremo poi, nella sezione dedicata alle 6 fette della asset-torta, che queste, più che asset allocation di per sé, sono fette di asset allocation). Dopo questa parte introduttiva sui tipi di asset allocation faremo una piccola deviazione e parleremo di alcuni altri aspetti utili a capire alcuni concetti fondamentali degli investimenti (rischio, approcci alla costruzione dei portafogli, regole di buon senso sulla scelta dei singoli mattoncini che lo compongono, vedremo quali sono tipicamente le 6 fette della asset torta ed infine, finalmente, porteremo alcuni esempi pratici di tipi di asset allocation “bastarde” e reali).

Prima di entrare nel dettaglio di asset allocation strategica, tattica e dinamica, è bene menzionare il fatto che, portafogli composti prevalentemente da investimenti strategici, tattici o difensivi differiscono fra loro per l’orizzonte temporale a cui l’investitore guarda, le procedure con cui si effettuano variazioni di investimento e l’avversione al rischio che caratterizza il proprietario del portafogli. Ma veniamo al dunque e vediamo assieme i dettagli di ciascuna di queste tipologie di asset allocation “pure”.

Asset allocation strategica (o prudente) pura

L’asset allocation strategica, definita anche come prudente o “asset allocation passiva”, con rendimenti annui più bassi di 2, 3 o anche 4 zeri rispetto all’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito, punta a replicare un indice di riferimento, altrimenti detto “benchmark”. Questo è l’approccio più tradizionale per costruire un portafoglio di titoli tendenzialmente azionario o obbligazionario anche se, in linea di massima, qualsiasi indice può essere usato come benchmark di riferimento.

Nell’analisi strategica si deve sempre prendere in considerazione il benchmark, che rappresenta l’indice di riferimento a cui il portafoglio dovrebbe tendere (ricorda che esiste uno strumento che copia esattamente l’andamento dei maggiorni indici di mercato, l’ETF, di cui abbiamo ampiamente discusso ed approfondito a questa pagina).

Il portafoglio in questo caso è tendenzialmente costituito in maniera estremamente diversificata e non c’è alcuna velleità di inseguire market trend o di fare operazioni con ingresso ed uscita dalle posizioni con un timing ben preciso per approfittare di variazioni di prezzo temporanee o di effettuare modifica dell’asset allocation in corso d’opera.

L’asset allocation strategica è caratterizzata da un arco temporale di medio-lungo periodo (mesi / anni): in questo modo, se ci dovessero essere delle perdite, l’investitore avrebbe il tempo di recuperare il proprio investimento riaggiustando il tiro, masenza stress… attraverso il meccanismo del ribilanciamento annuale di portafoglio (in seguito ti spiegherò cos’è e come funziona). E’ proprio questo tipo di strategia che, nell’asset allocation strategica, permette di ottenere ricavi maggiori facendo perno sulla capacità di ricuperare contenere eventuali perdite con relativa semplicità.

L’asset allocation strategica è tipicamente utilizzata per ottenere un incremento di capitale in vista di una data di scadenza fissata in anni (ad esempio nel momento in cui pianifichi di andare in pensione).

Asset allocation tattica pura

L’asset allocation prettamente tattica si differenzia da quella strategica perché è più flessibile in quanto si basa su un orizzonte temporale di medio/breve termine. Anche in questo caso, ovviamente, i rendimenti annui sono più bassi di 2, 3 o anche 4 zeri rispetto all’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito.

Tipico dell’asset allocation tattica è un monitoraggio continuo degli investimenti in maniera da comprendere se le posizioni in cui si è entrati stiano performando efficacemente o meno in maniera da essere in grado di effettuare variazioni all’assetto del portafogli in corso d’opera, anche notevoli, sia in termini qualitativi che quantitativi.

L’asset allocation tattica, al contrario di quella strategica, punta a migliorare le performance del benchmark e, da un punto di vista temporale, non ha una scadenza definita: si tratta di investimenti tendenzialmente di medio/breve periodo (giorni / settimane); inoltre, l’investitore si può adattare alle variazioni del mercato con repentini cambi di assetto.

L’analisi tecnica, in questo caso, è fondamentale perché è lo studio delle tendenze del mercato passate, presenti e delle proiezioni future, quindi prima di effettuare un investimento è opportuno conoscere il mercato di riferimento ed il suo storico.

L’asset allocation tattica si basa su questo principio se è possibile identificare gli schemi degli andamenti del mercato nel passato, questi potrebbero essere utilizzati per effettuare delle previsioni sugli andamenti futuri. Ecco perchè l’analisi tecnica è così importante in questo settore.

Asset allocation dinamica pura

Questa tipologia di asset allocation è orientata strettamente al breve e brevissimo termine (minuti / ore) e cerca di individuare tempestivamente l’inizio di market trend e di fare operazioni con ingresso ed uscita dalle posizioni con un timing ben preciso per approfittare di variazioni di prezzo temporanee.

Inutile dire che, anche in questo caso, i rendimenti annui attesi sono incredibilmente più bassi rispetto all’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito,

Particolarmente suscettibile alle variazioni di prezzo e prevalentemente focalizzata su investimenti ad alto rischio / alto rendimento, viene utilizzata quando per adattare la strategia a variazioni improvvise nei mercati, modificando di continuo l’assetto del portafogli per adeguarlo ai rialzi e ai ribassi dei prezzi.

Asset allocation “bastarde”: le 6 fette della asset-torta

Sebbene esistano diversi strumenti finanziari e diversi investimenti nel mondo dell’economia reale tra cui scegliere per costruire portafoglio investimenti, il grafico a torta della composizione di un asset allocation è generalmente diviso in 6 fette (o aree di investimento) principali. Al variare della grandezza di tali fette ed del loro rapporto reciproco, il profilo di rischio ed il rendimento annuo previsto varieranno sensibilmente.  Le 6 aree da considerare per creare portafoglio titoli personale adatto alle proprie esigenze sono:

🚰 Liquidità: i contanti disponibili al momento, cash (quelli che hai in banca, sotto il materasso, sulle carte ricaricabili, ecc..).

🔭 Assicurazioni: investimenti in prodotti assicurativi che tendenzialmente non rendono a meno che non accadano spiacevoli imprevisti; sono quel tipico investimento che uno fa, a beneficio dei propri cari, sperando di buttare via i soldi…

📦 Area previdenziale: si dice che la previdenza italiana sia stata studiata e venga aggiornata dai vari governi che si susseguono proprio per fare in modo che le persone di buona volontà non riescano mai ad andare in pensione o che ci vadano sempre più tardi… la funzione dell’area previdenziale all’interno di un asset allocation è proprio quella di permettere all’investitore di compensare il problema INPS con un investimento che, a scadenza, dovrebbe poter garantire un’integrazione alla pensione.

💪 Investimenti difensivi (crescita strategica): abbiamo parlato prima degli asset allocation strategici in maniera abbastanza approfondita ma considerandoli come a sé stanti. Qui invece aggiungiamo come l’area difensiva, all’interno di un asset allocation, sia composta da quel tipo di investimenti che di certo non ti farà diventare ricco ma che, almeno, cercherà di preservare il capitale con l’aspirazione massima (e quasi mai certa) di riuscire a mantenerlo aggiornato all’inflazione (caso tipico sono i buoni del tesoro, i buoni postali, investimenti immobiliari a lungo termine, ecc..); tutto ciò che permetta una rivalutazione del capitale, senza infamia e senza lode. Rendimenti annui tipici attesi da quest’area d’investimento potrebbero andare dal -1% al 2%.

💰 Crescita tattica: abbiamo parlato prima degli asset allocation tattici in maniera abbastanza approfondita ma considerandoli come a sé stanti. Qui invece aggiungiamo come l’area tattica, all’interno di un asset allocation, sia composta da investimenti lungimiranti di medio-lungo periodo (mesi o anni) che puntano ad avere rendimenti ben superiori a quelli difensivi; l’approccio tipico a questi strumenti è l’investing (che si differenzia dal trading come è già stato detto nell’articolo linkato). L’obiettivo degli investimenti che ricadono in quest’area è una sola: far lavorare l’interesse composto, con l’aiuto del tempo, per aumentare considerevolmente il capitale nel corso degli anni. Rendimenti annui tipici attesi da quest’area d’investimento potrebbero andare dal 2% al 10%.

🚀 Crescita dinamica: abbiamo parlato prima degli asset allocation dinamici in maniera abbastanza approfondita ma considerandoli come a sé stanti. Qui invece aggiungiamo come l’area dinamica, all’interno di un asset allocation, sia caratterizzata da investimenti ad alto rischio ma dall’alto potenziale. Stiamo parlando tendenzialmente di trading, a prescindere dal tipo si strumento scambiato (forex, criptovalute, operazioni immobiliari o compravendita di beni mobili che portino ad un aumento di capitale nel giro di pochi mesi, ecc..). E’ l’area su cui gli investitori neofiti si concentrano di più, di solito senza considerare il fatto che, chi ha dimestichezza con i numeri, li utilizza non come unico sistema di investimento ma, appunto, in combinata all’interno di un portafogli di ampie vedute. Rendimenti annui tipici attesi da quest’area d’investimento potrebbero andare dal 10% in su (c’è anche chi, con molta abilità e parecchio studio, è in grado di attestarsi attorno al 50% all’anno o più…).

Come puoi intuire dunque, anche nel caso delle asset allocation “bastarde”, i rendimenti annui sono più bassi di 2, 3 o anche 4 zeri rispetto all’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito… ma continuiamo imperterriti!

L’ingrediente tempo e l’interesse composto: casi pratici

L’orizzonte temporale varia in base alle tue necessità, esso quindi ha un reale impatto sulla tua asset allocation.

Ad esempio: se sei un padre di famiglia ormai vicino alla pensione con due figli ed il tuo obiettivo potrebbe essere quello di ottenere un capital gain su un investimento a medio termine per aiutare i tuoi figli ad acquistare casa.

In questo caso, il tuo orizzonte temporale sarà certamente più breve rispetto a quello di un giovane, con la testa sulle spalle, dotato di un gruzzolo da far fruttare e che, in più, ha gli anni dalla sua parte per far lavorare l’interesse composto a suo favore.

Se egli sarà in grado di evitare grosse esposizioni al rischio, senza però precludersi la possibilità di 🅳🅸🆅🅴🆁🆂🅸🅵🅸🅲🅰🆁🅴 all’interno del portafoglio, potrà investire in diverse tipologie di strumenti contemporaneamente ed ottenere un buon rendimento medio annuale. In particolare:

  1. 💪 E’ presumibile che il portafogli possa essere sbilanciato a vantaggio dell’area difensiva che ha il compito di ridurre il rischio (ovviamente a discapito del rendimento); questo portafogli non avrà dunque potenziali rendimenti elevatissimi.
  2. 💰Una parte del portafoglio potrebbe composta dall’area di crescita tattica, caratterizzata come già detto da investimenti a breve termine ed utilizzata in genere da chi è incline a spostare spesso il proprio capitale o una parte di esso.
  3. 🚀 Se l’investitore si intende, ad esempio, di criptovalute o di forex, un’altra piccola parte del portafoglio potrebbe essere composta da investimenti dinamici in cripto, che hanno ovviamente un rischio maggiore ma potrebbero essere altamente remunerativi a medio breve periodo.
  4. 📦 + 🔭 Un’area verrà dedicata alla previdenza (basso rendimento e non liquidabile) come le eventuali assicurazioni.

Gli esempi che seguono sono solo esempi idattici e, ovviamente, non consigli d’investimento veri e propri. E’ importante tuttavia considerare che questi numeri (specialmente il risultato finale del rendimento % annuo medio) potrebbero notevolmente cambiare in base ai tipi di strumenti utilizzati, alle capacità dell’investitore ed alla propensione al rischio.

Diciamo comunque che, per fare degli esempi quantomeno sensati, ho deciso di rimanere estremamente cauto nella previsione dei rendimenti medi delle singole aree di investimento

Asset allocation prudente (strategico)

Ora, prendendo come punto di riferimento il nostro ragazzo, con la vita davanti e la fortuna di avere 50.000 € a disposizione, vediamo 3 possibili configurazioni di asset allocation “bastarde”: prevalentemente strategico (prudente), tattico e dinamico.

Qualora la configurazione scelta sia quella dell’asset allocation strategico (prudente) potrebbe ad esempio essere così formato:

Proviamo a fare alcuni calcoli per cercare di prevedere (ipotizzare) quali potrebbero essere dei rendimenti effettivi di un asset allocation di questo tipo, partendo dal presupposto che il nostro uomo abbia a disposizione 50.000 € e che non intenda aggiungere denaro al suo portafogli nell’arco degli anni (lo stesso procedimento può essere ovviamente applicato a te ed alla tua asset allocation, ti basterà variare le percentuali ed i rendimenti). Per fare questo dobbiamo ipotizzare che:

  1. ✏️ Gli investimenti difensivi (pari al 45% del capitale, equivalente a 22.500 €) permettono di ottenere un rendimento medio dello 0,8% pari a 180 € in un anno che sono lo 0,36% di 50.000 €
  2. ✏️ Le assicurazioni  (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €) abbiano un rendimento medio dell’1% annuo pari a 50 € in un anno che sono lo 0,1% di 50.000 €
  3. ✏️ La previdenza (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €) abbia un rendimento medio dell’2% annuo pari a 100 € in un anno che sono lo 0,2% di 50.000 €
  4. ✏️ L’area di crescita dinamica (pari al 15% del capitale, equivalente a 7.500 €) sia caratterizzata da un rendimento medio (non facile da calcolare perché dipende molto dalle variazioni del mercato e dalle competenze dell’investitore, ma ammettiamo che l’uomo non sia malaccio nel forex ad esempio), tra alti e bassi abbia un rendimento medio dell’7% annuo pari a 525 € in un anno che sono l’1.05% di 50.000 €
  5. ✏️ L’area di crescita tattica (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €), dacché il nostro giovane si affida ad un consulente esperto, potrebbe forse avere un rendimento stabile medio del 4% pari a 200 € in un anno che sono l’0,4% di 50.000 €
  6. ✏️La parte della liquidità, pari al 5% del capitale iniziale (2.500 €) diciamo che rimanga immobilizzata e che non perda né guadagni alcunchè (quindi niente vacanze a Ibiza, eh!), per un rendimento medio annuo dello 0%

Ora, per rendersi conto di quanto questo assetto potrebbe performare annualmente, non occorre far altro che sommare assieme i rendimenti percentuali calcolati sull’intero capitale, in questo modo:

0,36% + 0,1% + 0,2% + 1,05% + 0,4% + 0% =
2,11% medio annuo
(ovvio, assai lontano rispetto ai rendimenti vicini al 50%, 100%, 500% o anche 1000% dell’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito)

Potrebbe sembrare a prima vista poco esaltante questo numero, ma considera che:

▶️ questo 2,11% è stato ottenuto con una notevole diversificazione e dunque abbattendo drasticamente il rischio

▶️ il fattore più importante è il fattore tempo che, abbinato all’interesse composto (cioè l’interesse calcolato sull’interesse), produce il miracolo esponenziale.

Senza entrare nel dettaglio del calcolo, assumendo che le performance rimangano mediamente invariate nel corso del tempo, dopo 10 anni, il giovane vedrà i suoi 50.000 € trasformati in 61.610 € con un interesse maturato complessivo di 11.610 €, dopo 20 anni, trasformati in 75.916 € con un interesse maturato complessivo di 25.916 €, dopo 30 anni, trasformati in 93.544 € con un interesse maturato complessivo di 43.544 €.

Asset allocation tattico

E se la propensione al rischio fosse maggiore e il nostro baldo decidesse di mantenere un pò più di capitale sotto il materasso, come cambierebbe la composizione di un’asset allocation tattica, meno prudente della precedente, ed i numeri conseguenti ad essa associati?

Questa tipologia di portafoglio è ovviamente ben più rischiosa di quella analizzata precedentemente perché, come puoi notare, le risorse per gli investimenti maggiori risiedono nell’area crescita strategica (o tattica) mentre appena il 10% del capitale è allocato all’area difensiva. Potrebbe accadere in questo contesto che,  ad esempio, l’area di crescita tattica abbia ad annate un rendimento negativo: con un -4% il nostro uomo perderebbe, in una volta sola, 900 euro ed il tuo rendimento in quell’anno ne risentirebbe molto.

  1. ✏️ Gli investimenti difensivi (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €) abbiano un rendimento medio dell’1% annuo pari a 50 € in un anno che sono lo 0,1% di 50.000 €
  2. ✏️ Le assicurazioni  (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €) abbiano un rendimento medio dell’1% annuo pari a 50 € in un anno che sono lo 0,1% di 50.000 €
  3. ✏️ La previdenza (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €) abbia un rendimento medio dell’2% annuo pari a 100 € in un anno che sono lo 0,2% di 50.000 €
  4. ✏️ L’area di crescita dinamica (pari al 15% del capitale, equivalente a 7.500 €) sia caratterizzata da un rendimento medio (non facile da calcolare perché dipende molto dalle variazioni del mercato e dalle competenze dell’investitore, ma ammettiamo che l’uomo non sia malaccio nel forex ad esempio), tra alti e bassi abbia un rendimento medio dell’7% annuo pari a 525 € in un anno che sono l’1.05% di 50.000 €
  5. ✏️ L’area di crescita tattica (pari al 45% del capitale, equivalente a 22.500 €), dacchè il nostro giovane si affida ad un consulente esperto, potrebbe forse avere un rendimento stabile medio del 4% pari a 900 € in un anno che sono l’1,8% di 50.000 €
  6. ✏️La parte della liquidità, pari al 10% del capitale iniziale (5.000 €) diciamo che rimanga immobilizzata e che non perda né guadagni alcunchè, per un rendimento medio annuo dello 0%

Sommiamo assieme i rendimenti percentuali calcolati sull’intero capitale, in questo modo:

0,1% + 0,1% + 0,2% + 1,05% + 1,8% + 0% =
3,25% medio annuo
(anche in questo caso, assai lontano rispetto ai rendimenti vicini al 50%, 100%, 500% o anche 1000% dell’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito)

Ti saresti aspettato che ad un così grande aumento di assunzione di rischio e poche altri ritocchi, rendimento medio annuo sarebbe aumentato di nemmeno un punto percentuale? Per me questi sono misteri della matematica a cui non riuscirò mai accedere, decisamente controintuitivi… ma i numeri non mentono. Dunque, rendimenti un pò più alti ma accompagnati da rischi notevolmente più alti.

Mano di calcoli sull’interesse composto: dopo 10 anni, il giovane vedrà i suoi 50.000 € trasformati in 68.844 € con un interesse maturato complessivo di 18.844 €, dopo 20 anni, trasformati in 94.791 € con un interesse maturato complessivo di 44.791 €, dopo 30 anni, trasformati in 130.518 € con un interesse maturato complessivo di 80.518 €.

Asset allocation dinamico

Vediamo cosa succede invece quando la bilancia ⚖️ pende verso la zona dinamica. Assumiamo che il nostro giovane sia un buon trader, in grado di portare a casa un dignitoso 7% medio annuo con il forex o i futures…

  1. ✏️ Gli investimenti difensivi (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €) abbiano un rendimento medio dell’1% annuo pari a 50 € in un anno che sono lo 0,1% di 50.000 €
  2. ✏️ Le assicurazioni  (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €) abbiano un rendimento medio dell’1% annuo pari a 50 € in un anno che sono lo 0,1% di 50.000 €
  3. ✏️ La previdenza (pari al 10% del capitale, equivalente a 5.000 €) abbia un rendimento medio dell’2% annuo pari a 100 € in un anno che sono lo 0,2% di 50.000 €
  4. ✏️ L’area di crescita dinamica (pari al 45% del capitale, equivalente a 22.500 €) sia caratterizzata da un rendimento medio, tra alti e bassi abbia un rendimento medio dell’7% annuo pari a 1.575 € in un anno che sono l’3.15% di 50.000 €
  5. ✏️ L’area di crescita tattica (pari al 15% del capitale, equivalente a 7.500 €), dacchè il nostro giovane si affida ad un consulente esperto, potrebbe forse avere un rendimento stabile medio del 4% pari a 300 € in un anno che sono l’0,6% di 50.000 €
  6. ✏️La parte della liquidità, pari al 10% del capitale iniziale (5.000 €) diciamo che rimanga immobilizzata e che non perda né guadagni alcunchè, per un rendimento medio annuo dello 0%

Sommiamo assieme i rendimenti percentuali calcolati sull’intero capitale, in questo modo:

0,1% + 0,1% + 0,2% + 3.15% + 0,6% + 0% =
4,15% medio annuo
(infine anche questo assai lontano rispetto ai rendimenti vicini al 50%, 100%, 500% o anche 1000% dell’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito)

Solita mano di calcoli sull’interesse composto: dopo 10 anni, il giovane vedrà i suoi 50.000 € trasformati in 75.086 € con un interesse maturato complessivo di 25.086 €, dopo 20 anni, trasformati in 112.760 € con un interesse maturato complessivo di 62.760 €, dopo 30 anni, trasformati in 169.335 € con un interesse maturato complessivo di 119.335 €.

Differenza tra asset strategico (prudente), tattico e dinamico

Ora, volendo, possiamo confrontare la differenza di rendimento tra i 3 tipi di asset allocation “bastarde” nel grafico che segue (sì, lo so, i dati di partenza non sono omogenei perchè nell’asset allocation prudente avevamo considerato solo un 5% di liquidità, mentre negli altri 2 casi abbiamo ripartito leggermente diversamente il carico e la liquidità è finita al 10%… è solo che me ne sono accorto dopo ore che stavo scrivendo e facendo calcoli e grafici 😱 😱 😱  e, onestamente, non mi va molto di rifare tutto daccapo 😜😂😄😃😅 … però, dai, sinceramente non è quel 5% di capitale che ci cambia la prospettiva della cosa.. ok, non sarà sciantifico al 100% 📊 📈 📉, ma in questo sito cerco di essere più che altro pratico, spero mi perdonerai per questa svista volutamente non corretta…):

Salta ovviamente subito all’occhio come l’interesse composto svolga un ruolo fondamentale specialmente verso la fine dell’investimento. Questo concetto mi piace particolarmente: guardando i numeri che derivano dal calcolo degli interessi sugli interessi sembra sempre di stare ad osservare una valanga di neve che si forma, partendo da una piccola pallina, fino ad arrivare ad una slavina coi fiocchi… ⛄️⛄️⛄️

Comunque, il punto interessante sta qui: l’asset allocation sbilanciata verso la componente dinamica è più rischiosa, richiede più competenza ed esperienza e necessita di competenza necessaria superiore ma, neanche a dirlo, sviluppando questi requisiti è possibile ottenere dei rendimenti estremamente più interessanti sul lungo periodo rispetto ad asset allocation che richiedono un minor intervento attivo da parte dell’investitore.

Ovvio, continuiamo a rimanere assai lontani rispetto ai rendimenti del 50%, 100%, 500% o anche 1000% che offre l’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito alla fine di questo articolo.

Esempi di asset allocation PRO basati su un differente profilo di rischio

Ora metiamo assieme un pò di cose che abbiamo imparato lungo questo (lungo 😅😅) articolone. Come abbiamo visto, gli investitori possono avere una diversa propensione al rischio; alcuni sono propensi a rischiare molto per ottenere un rendimento elevato mentre altri hanno come obiettivo l’ottenimento di un rendimento basso ma con pochissimi rischi.

Le tipologie di portafogli di investitori si potrebbero dividere, per cercare di gerarchizzare mentalmente basata sul profilo di rischio. dividere principalmente in 4 tipologie di categorie:

⚪️ Safe = investitori che costruiscono un portafoglio con l’obiettivo di un rendimento annuale che potrebbe andare dallo 0,1 all’1% con un basso rischio;
⚫️ Balanced = rischio medio, obiettivo del portafoglio rendimento annuo potrebbe andare dall’1 al 10%;
🔵 Moderate = rischio medio e rendimento annuo potrebbe andare dal 10 al 25%;
🔴 Aggressive = rischio elevato, rendimento potrebbe essere superiore al 25%.

Al fine di condurre la nostra indagine numerica ci inventeremo dei parametri di rendimento annuale che possano comunque essere assimilabili alla realtà. Ipotizziamo dunque che i tuoi risparmi siano di 50,000€ e che i rendimenti netti previsti per le varie aree d’investimento siano:

💪 Investimenti difensivi 0,8%
💰 Area tattica 4% (salvo quando specificato diversamente)
🚀 Area Dinamica 15% (salvo quando specificato diversamente)
🔭 Assicurazioni 2%
📦 Area previdenziale 0,7%
🚰 Liquidità (rappresenta la parte di soldi cash del tuo patrimonio) 0%

Il rendimento annuo per ognuna di queste aree d’investimento ovviamente potrebbe variare nel corso del tempo, ma noi, a livello di esercizio “su carta”, nei calcoli comparativi che seguono ipotizzeremo una media annua costante mantenendo invariate le % appena indicate.

Vediamo dunque alcuni esempi di portafogli safe, balanced, moderate ed aggressive nei grafici che seguono rimanendo valori numerici di capitale e rendimenti che ci eravamo dati prima, negli esempi appena scorsi.

Esempi di portafoglio Safe

Un portafoglio della categoria Safe potrebbe essere strutturato nel seguente modo:

Il portafoglio sarebbe composto dal:
💪 50% in investimenti difensivi
💰 5% area crescita tattica
🔭 10% assicurazioni
📦 25% previdenza
🚰 10% liquidità

Il rendimento annuale previsto di questa tipologia di portafoglio è di 0,97% – incredibilmente lontano da quanto sia possibile ottenere con l’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito – con un portafoglio molto diversificato che quindi ti permetterebbe di tenere davvero sotto controllo il rischio.  Non è presente l’area di crescita dinamica considerata troppo rischiosa per l’investitore “safe”.

Un secondo tipo di portafoglio safe potrebbe avere una composizione di questo tipo:

💪 40% investimenti difensivi
💰 10% area crescita tattica
🔭 20% assicurazioni
📦 20% previdenza
🚰 10% liquidità

Il rischio in questa tipologia di portafoglio è più rischioso del precedente tuttavia otterrà un rendimento superiore a quello del precedente pari all’’1,26% annuo – ancora incredibilmente lontano da quanto sia possibile ottenere con l’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito – .

Infine, qualora volessi assumerti più rischi potresti investire maggior denaro nelle aree con miglior rendimento ma che hanno anche maggior rischio. Ad esempio potresti creare la seguente asset allocation ed in questo modo si avrebbe un portafoglio più bilanciato ma più rischioso del precedente:

💪 20% investimenti difensivi
💰 30% area crescita tattica
🔭 30% assicurazioni
📦 10% previdenza
🚰 10% liquidità


In questo caso,  il rendimento annuo previsto di questa asset allocation sarebbe dell’1,85% – sempre lontano da quanto sia possibile ottenere con l’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito – .

Esempio di portafoglio Balanced

Ecco un asset allocation di tipo “moderate”, ovviamente più rischiosa delle due che ti ho mostrato precedentemente. Un portafoglio di questo tipo potrebbe essere così composto:

💪 20% investimenti difensivi
🚀 30% area crescita dinamica
💰 40% area crescita tattica
📦 5% previdenza
🚰 5% liquidità

Come ben sappiamo, gli investimenti nell’area di crescita tattica su cui iniziamo a puntare in questo assetto, sono di medio-lungo periodo, quindi possono essere più aggressivi perché l’investitore ha a disposizione il tempo necessario per recuperare il proprio investimento nel caso in cui ci siano perdite.

Nell’esempio, l’area d’investimento assicurativa è totalmente scomparsa a beneficio di quella dinamica

L’area crescita dinamica appena introdotta è la sezione del portafoglio che si adatta al meglio alle variazioni del mercato e dà per scontato che l’investitore si intenda in maniera esperta di trading su azioni, forex o, ad esempio, commodities.

Durante l’anno con un portafoglio strutturato in questo modo, se tutti gli investimenti avessero rendimenti positivi, potrebbe portare quindi un rendimento del 6,3% – non male, ma ovviamente sempre molto lontano da quanto sia possibile ottenere con l’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito –

Esempio di portafoglio Moderate

La prossima tipologia di asset allocation presa in esame è definita moderate.

Ti consigliamo di non farti attrarre dai rendimenti molto elevati perché questi sono direttamente proporzionali al rischio che ti vai ad assumere, soprattutto se sei un principiante questa tipologia di portafoglio non è quella ideale per te, rivolgiti sempre ad un consulente finanziario.

In questo caso il rendimento atteso è infatti compreso tra il 10% ed il 25% annuo, con rischi decisamente più elevati. Il portafoglio potrebbe avere la seguente struttura:

💪 15% investimenti difensivi
🚀 45% area crescita dinamica (25% annuo)
💰 30% area crescita tattica (10% annuo)
🔭 5% assicurazioni
🚰 5% liquidità

Il portafoglio è ovviamente sbilanciato verso l’area dinamica e tattica perchè, in questo caso, l’investitore è un professionista e, grazie al suo zelo nello studio e nell’applicazione di quanto appreso nel campo del trading e dell’investing negli ultimi anni, è ormai in grado di ottenere risultati costanti di un certo rilievo.

Egli è infatti in grado di ottenere un rendimento costante del 10% annuo nell’area tattica💰 e del 25% nell’area dinamica🚀. E’ logico dunque che, pur non dimenticandosi delle altre, punterà maggiormente su queste due aree d’investimento… tu non faresti altrettanto??

Il rendimento di questo portafoglio così configurato sarà ovviamente molto più elevato rispetto ai precedenti, nell’ordine del 14,6% annuo – iniziamo a ragionare, ma ovviamente siamo sempre molto lontani da quanto sia possibile ottenere con l’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito -.

Tuttavia, un portafogli di questo tipo, può essere così impostato esclusivamente se l’operatività viene fatta da te in prima persona, se sei disposto a prenderti rischi molto grandi e, ovviamente, sei disposto a farlo perchè conosci e padroneggi molto bene gli strumenti di trading che hai approfondito nel corso degli ultimi anni.

Esempio di portafoglio Aggressive

L’esempio che segue, per quanto possa sembrare fantascienza, è tratto dalla realtà. Si stratta dell’assetto che un trader professionista di mia conoscenza adotta nella sua vita reale.

Ovviamente, io non conosco la sua formula… ma so anche che il mio carattere mi impedisce di rimanere seduto davanti a 3 differenti schermi per 3 ore ogni giorno, come fa lui da ormai 20 anni.

Dunque… vediamo nel dettaglio di che si tratta:

🚀 60% area crescita dinamica (100% annuo per difetto – lui sta sopra, ma se scrivessi qui i numeri reali mi prenderesti per un cialtrone o un povero inetto credulone… e la cosa incredibile è che la strategia con cui opera non sembra essere impossibile.. cioè, è una cosa umana, non da fuoriclasse purosangue del trading… lui era un imprenditore “normale” prima: serve “solo” conoscere la ricetta da usare e farsi affiancare da qualcuno che già lo fa da anni)
💰 30% area crescita tattica (25% annuo –  questo è veritiero)
🔭 5% assicurazioni
🚰 5% liquidità

Per un “modesto” 67,7% annuo costante, medio – che finalmente inizia ad avvicinarsi all’alternativa (segreta) all’asset allocation descritta di seguito, ma a che prezzo??-. Mi caschino le palle se non dico il vero. Ovviamente, non farò nomi e cognomi, ma… considera che, anche se non sembra, possibilità così esistono davvero e sarebbero anche alla portata di tutti ma… bisogna:

A) essere portati per grafici e schermi

B) studiare, studiare e studiare, non alla facoltà di economia, ma in costosi corsi tenuti da trader professionisti (ce ne sono anche in Italia ma, ovviamente, quelli più forti stanno all’estero… comunque cerca un pò su google e fatti un’idea seria prima di investire svariate migliaia o decine di migliaia di € in un corso)

C) essere aperti all’eventualità di perdere (tanti) soldi all’inizio della tua carriera di trader

File excel per l’asset allocation (e per il calcolo dell’interesse composto)

In questo post stiamo vedendo moltissimi esempi con schemi a torta che possono sembrare più teorici che pratici. Bene, scendiamo nella pratica, con questo fantastico file excel, realizzato con l’aiuto del mio amico Daniel Liessi, potrai tu stesso calcolare e bilanciare il tuo asset allocation in base alla tua propensione al rischio ed alle tue inclinazioni.

Inoltre, all’interno di questo stesso file ti abbiamo messo a disposizione un calcolatore di interesse composto. Tutto risulta più semplice con gli strumenti giusti, specie se sono gratis 😉

Scarica QUI il file excel per asset allocation e calcolo di interesse composto

 

🔴🔴🔴 L’alternativa (segreta) all’asset allocation

L’alternativa, diciamo che può essere un’alternativa TOTALE…

 

…. oppure un’alternativa a metà: 50% del capitale investito in maniera ordinaria con un asset allocation a prova di bomba, l’altra metà nell’alternativa.

Tuttavia, l’approccio che prediligo è il seguente:

– fase 1: 100% del capitale investito nell’alternativa per avere un incremento immediato e consistente del capitale

– fase 2: i proventi della fase 1 investiti totalmente o parzialmente all’interno di un asset allocation a prova di bomba.

In realtà, l’alternativa è concettualmente molto semplice: se l’asset allocation punta a diminuire il rischio massimizzando i rendimenti e facendo perno sulla logica della “diversificazione estrema” l’alternativa è invece ridurre la diversificazione puntando su poche operazioni che hanno la possibilità di offrirti rendimenti percentuali annui a 2, 3 o anche 4 zeri nell’arco di pochissimi anni!

Quando si ha a disposizione un capitale modesto (sotto il milione di €) ha  senso mettere in piedi una macchina complicata come quella dell’asset allocation per puntare poi a rendimenti dell’ordine del 10% annuo quando, con i medesimi quattrini, sarebbe possibile accedere a rendimenti potenziali altamente superiori, dell’ordine del 100% fin dal primo anno?

Il problema, semmai, risiede nel fatto che solo in pochi conoscono i passaggi essenziali per trasformare questo tipo di operazioni in ROI davvero consistenti e concreti ma, chi li conosce, non di rado si vede incrementare i propri investimenti del 100%, 500%, anche 1.000% in un solo anno o due.

Come dicevamo alle prime righe di questa pagina…

Riesci vedere, ad occhio, la differenza di un rendimento del 67,7% annuo (percentuale alla quale solo POCHI trader super professionisti possono aspirare) per 1 anno su un capitale da 20.000 € rispetto al potenziale di un’operazione da 650% l’anno??

Con il 67,7% annuo, realizzato dopo anni ed anni di studio, formazione e soldi persi nel trading… il capitale iniziale di 10.000€ si rivaluterà fino ad arrivare a 16.770€ (ma devi essere davvero un “genio del male” per riuscirci).

Con un 650% annuo (a parità di rischio, si intende) stiamo ragionando su un ordine di grandezza totalmente differente: stiamo parlando di trasformare i tuoi risparmi, sudati e costati lacrime e sangue, in una cifra che siavvicini a 150.000 € in 1 solo anno.

Ma il paragone rimane se si considerano anche solo cifre più modeste: 10% annuo con un asset allocation a prova di bomba o 100% annuo con un tipo di operazione che i cervelloni dell’asset allocation non prenderebbero mai in considerazione?

A) Nel primo caso hai 20.000 € di partenza, l’anno dopo ti ritrovi con 22.000 €: complimenti! ottimo lavoro!

B) Nel secondo, hai sempre 20.000 € come base di partenza ma l’anno dopo ti ritroveresti con 40.000 €

Per venire al dunque: l’alternativa (segreta) all’asset allocation classico si articola in questi 3 semplici step:

  1. Trova idee di business innovativi
  2. Investi
  3. Guadagna

Ovviamente, esistono infiniti modi sbagliati per farlo ma uno solo è il sistema che potrebbe davvero portarti a risultati insperati.

Ecco perchè ho voluto sintetizzare il meccanismo che di sicuro, come per qualunque altro tipo di investimento, richiederà da parte tua degli approfondimenti ulteriori, a QUESTO ARTICOLO. Tuttavia questa pagina ti può essere davvero d’aiuto per orientarti verso la giusta direzione nella scelta di business davvero promettenti ed operazioni potenzialmente molto, molto redditizie.

Il post in questione non è molto lungo ma conoscere i passaggi che possono portarti a questo tipo di rendimenti può davvero fare la differenza concreta nella tua vita ed in quella della tua famiglia e dei tuoi cari… e non, come nel caso degli investimenti finanziari, nell’arco di 20 o 30 anni d’interesse composto, ma nell’arco di uno, due, tre anni..

Insomma, ormai sei arrivato alla fine di questa pagina lunga ed articolata.. che differenza fa invesire altri 10 minuti per sentire una campana differente sull’approccio agli investimenti? Ti suggerisco pertanto CALDAMENTE di leggere il mio post: 1)Trova idee di business innovative 2)Investi 3)Guadagna (ti basta cliccare sul link per arrivarci).

Conclusioni

L’asset allocation ideale non esiste, tuttavia è possibile creare un portafoglio che possa portare grandi rendimenti ed a basso rischio.

Il limite dell’approccio asset allocation sta nel fatto che i rendimenti percentuali annui risiedono nell’ordine del 5-25% annuo e che per avere apprezzabili ritorni sugli investimenti è necessario far lavorare l’interesse composto nel corso degli anni.

Una valida alternativa all’approccio classico è quella di investire su business innovativi, portarsi a casa un capital gain di tutto rilievo nel breve periodo ed adoperare il concetto di asset allocation in fase 2, quando i primi ROI sui business alternativi saranno arrivati.

Ecco dunque che, un 10% annuo su 200.000 € di capitale investito, già di per sé ti può potenzialmente consentire di affrancarti completamente dalla vita lavorativa ordinaria o di creare una signora rendita integrativa ai redditi tuoi, della tua famiglia e dei tuoi cari in generale.

Con la speranza che questo post ti sia stato d’aiuto e di ispirazione sulle tue scelte nell’ambito degli investimenti, ti saluto e ti auguro tutto il meglio!

Buoni investimenti!!

 

Condividi questo sito

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *