🍊 Come investire in un terreno agricolo può farti guadagnare da subito


In questa semplice guida scopri come investire con un terreno agricolo, quali sono le attività remunerative possibili sui terreni agricoli e come “cogliere i frutti” del lavoro svolto. Dunque, anzitutto: conviene investire in un terreno agricolo?

Sì perché:

  1. è un investimento in grado di generare un flusso di cassa reddituale costante (e vedremo nello specifico in quali casi)
  2. è un investimento in grado di aiutare, nel suo piccolo, la nostra società a progredire

Per entrare nel merito della risposta è comunque necessario chiedersi perché conviene investire in un terreno agricolo, come valutare il prezzo di un appezzamento di terra non edificabile, quali siano i pro ed i contro fiscali e legali di questo tipo di investimenti, quali attività si possono avviare su un terreno agricolo e, soprattutto, quali siano gli ERRORI DA EVITARE quando si investe in un terreno agricolo.

Perché NON CONVIENE investire in un terreno agricolo

Prima di entrare nel concreto di questo argomento e di vedere perché conviene investire in un terreno agricolo e come procedere in quella direzione, desidero proporti una riflessione che potrebbe apparentemente non c’entrare ma che, invece, dal mio punto d’osservazione di imprenditore digitale è d’obbligo e, anzi, se non te ne parlassi prima di entrare nel vivo dell’argomento reputo che sarebbe per te un disservizio.

Quando investi in un terreno agricolo le fasi sono pressapoco queste:

  1. Identifichi un terreno ed un tipo di coltura
  2. Effettui gli investimenti necessari ad acquisire il terreno e a mettere in opera la coltura
  3. Attendi che la terra produca i suoi frutti
  4. Vendi il raccolto

Oppure, in un’ottica leggermente differente, queste:

  1. Identifichi un terreno
  2. Effettui gli investimenti necessari ad acquisire il terreno
  3. Lo affitti

Ora, personalmente mi occupo di web da tantissimo tempo (fin dal 2008) e, mentre raccoglievo le informazioni per scrivere questo articolo, non ho potuto fare a meno di notare l’incredibile similitudine tra investimenti sui terreni agricoli e gli investimenti sui siti web.

Permettimi dunque una leggerissima divagazione, poi prometto che partiamo a bomba con l’argomento principale, ovvero come e perché investire in terreni agricoli.

LEGGI QUI:

Esistono moltissimi modelli di business online, ma ce n’è uno in particolare che è estremamente simile a quello dell’agricoltura: la creazione di un sito SEO – Search Engine Optimization- , ovvero basato su contenuti testuali che possono essere trovati dai naviganti su Google (Eticobusiness.it ad esempio è un progetto SEO) e le fasi di sviluppo di questo business sono esattamente le stesse 4 dell’investimento in agricoltura:

  1. Identifichi una nicchia di interesse
  2. Effettui gli investimenti necessari per creare un sito e riempirlo di contenuti scritti utili per quella nicchia d’interesse (paghi degli articolisti per produrli, in pratica)
  3. Attendi che “la terra” (Google) produca i suoi frutti: attendi cioè che Google mandi traffico al sito (i tempi sono circa gli stessi dell’attesa del raccolto, ecco perché il tipo di investimento è così simile)
  4. Vendi il raccolto, ovvero monetizzi il sito: un sito trafficato è monetizzabile in moltissimi modi, dai più semplici ed economici ai più elaborati e redditizi (dall’affitto di spazi pubblicitari, alla creazione e vendita di prodotti digitali, a molti altri metodi che per brevità non vado a sviluppare in questo contesto)

Esiste poi anche la variante 2:

  1. Trovi un sito web già posizionato su Google in vendita
  2. Effettui gli investimenti necessari per comprarlo e migliorarlo se necessario
  3. Lo monetizzi

Ora, lungi da me voler dissuaderti dall’investire su un terreno agricolo: se fatto con coscienza, non è mai male investire su Madre Terra. Tuttavia, allo stesso tempo, mi permetto di suggerirti di considerare anche questa alternativa: perché non investire su un progetto SEO??

E’ un tipo di investimento:

  • Potenzialmente molto etico (dipende ovviamente dal tipo di argomento trattato nel tuo sito web)
  • Potenzialmente estremamente sicuro: facendo le cose fatte bene, un sito web dà sempre il suo raccolto. E’ come in agricoltura, se fai per bene le cose, il raccolto arriva (e, per quanto riguarda il web, non esistono nemmeno gli inconvenienti atmosferici!)
  • Potenzialmente molto redditizio: facendo le cose fatte per bene dalla pianificazione, allo sviluppo, alla scelta degli argomenti, della monetizzazione ed alla cura della parte tecnica, un sito web è in grado di ripagarsi da solo già a partire dal primo anno per poi portare solo attivi. Inoltre, le spese di gestione e manutenzione di un sito web sono tendenzialmente molto meno costose che quelle di un trattore 😀
  • Potenzialmente automatico (o quasi): anche qui ci sono dei distinguo da fare poichè esistono moltissime forme di monetizzazione di un sito web e non tutte possono definirsi automatiche (se offri delle consulenze, ad esempio, un sito diventa un secondo lavoro; se vendi spazi pubblicitari la monetizzazione è totalmente automatica). Sta di fatto che, organizzando per bene l’attività fin dall’inizio, un sito web può offrire delle grandi soddisfazioni automagiche
  • Totalmente differenziabile e scalabile: così come puoi acquistare più terreni agricoli ed avviare più rendite in contemporanea, lo stesso vale per i siti web. Si possono infatti avviare più sitiweb contemporaneamente per differenziare l’investimento e per scalare ancora più rapidamente.
  • Modulare: si può partire con poco (qualche migliaia di Euro), così come creare un sito web mettendo sul piatto immediatamente centinaia di migliaia di Euro. In ogni caso, a differenza di un investimento agricolo, investire su un sito web ti consente di procedere per piccoli passi graduali e ponderati, senza mettere sul piatto tutto il tuo capitale in una volta sola.
  • Rivendibile: al pari di un campo di grano, anche un sito web ben trafficato e monetizzato, non solo è discretamente semplice da vendere ma, soprattutto, anche molto redditizio.

Ne parlo dettagliatamente ed in maniera esaustiva nell’articolo dedicato a quello che io amo definire “L’investimento perfetto (100% all’anno)” a cui ho dedicato un dettagliatissimo articolo a QUESTA pagina che ti consiglio di leggere PRIMA di proseguire, perché sono persuaso che troverai finalmente ciò che cerchi: ottimi rendimenti, semplicità, controllo totale sul tuo denaro, nessuna incognita simile a quelle del tipo di investimento che analizzo nelle righe che seguono. Leggi subito il post dedicato a “L’investimento perfetto (100% all’anno)” a QUESTA pagina (io una sbirciatina glie la darei…).

Detto e premesso tutto ciò, entriamo ora nel vivo dell’argomento “investire in terreni agricoli“.

Perché invece CONVIENE investire in un terreno agricolo

Investire in un terreno agricolo è un’opzione che viene spesso sottovaluta tuttavia è una delle più sicure.

Con un terreno coltivabile infatti non sarai in grado solamente di produrre il cibo (verdure e frutta) necessario per te ma potrai anche proteggere il tuo capitale.

Il valore dei terreni coltivabili, infatti nonostante le crisi artificiali indotte dai poteri turbo-mondialisti (per dirla alla Diego Fusaro) negli anni passati non è mai diminuito. Pensa che nel 2011 le quotazioni dei terreni agricoli sono aumentate del 0,8% e nello stesso anno il Ftse Mib ha perso il 36% del suo valore.

Il valore dei terreni agricoli ha una tendenza di crescita da diversi anni, tuttavia, in questo momento è ancora possibile acquistarne a prezzi davvero bassi e competitivi. Il costo di un appezzamento di terra varia per diversi fattori ma con poche migliaia di euro ti potrai garantire un tuo terreno coltivabile.

Comprare un terreno agricolo conviene: questo investimento differisce da quello in un immobile perché in quest’ultimo probabilmente dovrai occuparti di lavori di ristrutturazione, rapporti con inquilini, ulteriori costi a causa del deterioramento dell’immobile mentre il terreno non offre particolari grattacapi aggiuntivi alle spese di coltivazione iniziali.

In questo periodo storico conviene investire in un terreno agricolo perché gli altri investitori si concentrano principalmente su immobili come appartamenti, questo comporta una minore concorrenza.

I terreni agricoli sono un buon investimento perché sono risorse limitate e possono diventare fruttiferi fin dal primo anno e non necessitano di alcun lavoro di manutenzione; devi solo far valutare prima dall’acquisto da un perito agricolo se quel terreno è coltivabile ed, eventualmente, se sia convertibile in un terreno edificabile.

L’errore numero 1 di chi investe in terreni agricoli

Come per qualsiasi altro tipo di investimento, non è possibile investire nei terreni agricoli, qualunque sia il modello di business che sceglierai, senza avere almeno alcune minime competenze di base.

Ti faccio un esempio per spiegarmi meglio: supponiamo tu stia ragionando sulla possibilità di aprire una pizzeria anziché di investire in agricoltura. Bene, sarà pur ovvio anche per te che, per avviare quel tipo di attività, dovrai avere un minimo di competenza sui vari metodi per fare la pizza, i tipi di forno tra cui scegliere, gli ingredienti, come scegliere il tuo pizzaiolo se non sei tu a fare la pizza, quali tipi di pizzerie guadagnano di più e perché, quali sono i costi nascosti di una pizzeria, quali i possibili ricavi, e così via…

Insomma, non credo potresti pretendere di investire in pizzerie senza sapere nemmeno l’ABC, non della pizza, ma del business della pizza: sei d’accordo con me?

Bene, lo stesso vale nel mondo dell’agricoltura. Non avere l’ABC è l’errore n. 1 che commette la maggior parte degli investitori novelli in questo come in tutti i settori. Pretendere di investire in agricolo senza avere le basi minime, equivale, di fatto, a buttare i tuoi soldi nel cesso.

Che tu possieda già un terreno agricolo o che debba solo dotarti degli attrezzi, macchine e strumenti necessari per avviare un’attività, che tu voglia intavolare trattative per affittare il tuo terreno agricolo, comprare e rivendere terreni agricoli o che tu desideri solamente coltivare personalmente il cibo che porterai in tavola ai tuoi figli e rivendere solo il superfluo allora concorderai con me che avrai necessità di capire quantomeno:

  • Come vengono classificati i terreni: scegliere il miglior terreno agricolo su cui investire
  • Le basi minime dell’analisi agronomica: cosa conviene piantare nel tuo terreno agricolo
  • Come si valuta un terreno agricolo: quanto offrire quanto acquisti o quanto chiedere quando vendi
  • Calcolo del reddito e obblighi contabili: come pagare meno tasse possibili sul ricavato del tuo investimento agricolo
  • Come ottenere finanziamenti pubblici: scusa, se le istituzioni fossero disponibili a darti dei soldi per incentivarti ad investire sull’agricolo, davvero non lo vorresti sapere??
  • Quali sono i metodi alternativi per finanziare un’azienda agricola: non esistono mica solo i tuoi risparmi… esistono diversi altri modi per reperire il capitale iniziale per partire

Una considerazione I M P O R T A N T E: per favore leggila attentamente

Sei arrivato qui, su questa pagina, perché vuoi investire sull’agricolo e ricavare giustamente dei frutti anche economici, vero? Non credo ci sia nulla di sbagliato nel voler vedere i risultati, anche in termini economici, dei propri sforzi ed investimenti e credo questo valga anche per te, vero?

Ora, supponi che NON sia per te ASSOLUTAMENTE possibile raggiungere questo obiettivo (ti interessa investire nell’agricolo e guadagnare, altrimenti non staresti leggendo questo articolo, giusto?) a meno che tu non abbia accesso ad alcune vitali informazioni segretamente custodite dagli antichi sacerdoti dell’agricoltura. E, per gioco, supponi che queste inestimabili informazioni siano tutte raccolte in un prezioso libro segreto custodito chissà dove ed inaccessibile.

Poter accedere a questo libro nascosto e dimenticato farebbe realmente la differenza per te tra non guadagnare (o, peggio, perdere soldi) nell’agricolo oppure realizzare l’obiettivo di crearti una solida e costante rendita economica in maniera etica, sicura e abbondante per cui, in un mondo ideale, saresti anche disposto ad affrontare mille avventure per metterci sopra le mani, mi segui?

Il fatto è che quel libro non è in realtà arcano, segreto, né custodito chissà dove, né inaccessibile.

La buona notizia è infatti che ho scovato per te la guida che racchiude tutti questi segreti, in maniera semplice, efficace ed esaustiva e che, non solo ti farà risparmiare un sacco di denaro che altrimenti correresti il rischio di gettare letteralmente alle ortiche ma che, soprattutto, ti permette di aumentare i ricavi derivanti dai tuoi investimenti in agricoltura.

Dopo mesi di ricerca posso garantirti che non esiste una risorsa migliore di QUESTA.

No, non l’ho scritta io: si tratta di un ebook in formato PDF di un professionista del settore che, in oltre 170 pagine estremamente ben organizzate (in modo che tu non debba leggerti tutto il libro per trovare i singoli argomenti che ti interessano di volta in volta) ti offre su un piatto d’argento tutti i trucchi del mestiere.

Costa davvero poco per quello che vale e, anche se preferirei tenerti sulle pagine nel mio sito, sarebbe un vero sacrilegio se non te la segnalassi.

Dunque, in tutta onestà, ritieni davvero che risparmiare i pochi euro di un libro così determinante per le tue finanze sia un’opzione da tenere realmente in considerazione?

Clicca QUI per scoprire come ridurre le spese, aumentare il guadagno e diminuire le ore di lavoro agricolo ed accedere immediatamente a questo inestimabile PDF:
“Azienda Agricola 2.0” >>

 

Idee di attività possibili su un terreno agricolo: come investire

Quanto segue in questo articolo è in parte tratto in parte dall’ebook di cui ti ho appena accennato, tuttavia, capisci bene che non posso permettermi di prendere i testi di un autore professionista ed appiccicarli su questa pagina.

Cercherò perciò di rielaborare alcuni passaggi, quelli che possono essere i più adatti per un discorso introduttivo generale sul mondo degli investimenti in terreni agricoli, e di innestarvi al loro interno ulteriori riflessioni derivanti dal mio studio personale, dalle mie esperienze dirette o da quelle indirette che mi sono capitate davanti in questi anni.

Tuttavia non ti nascondo che 170 preziosissime pagine non possono essere riassunte efficacemente in un blog post, specialmente quando un autore organizza efficacemente nella sua guida la propria ventennale esperienza diretta e quella di generazioni e generazioni della sua famiglia di origine.

Ancora una volta, prima di proseguire, ti invito a valutare di scaricare QUESTA GUIDA. Dunque, iniziamo.

Esistono diversi tipi di investimenti che si possono realizzare in ambito agricolo. Di seguito elenco i 7 principali (+ 1 che spesso viene considerato erroneamente come percorribile e che invece non lo è).

1) Aprire un’azienda agricola

Conviene aprire un’azienda agricola? Nel momento in cui riesci ad affittare un terreno di 1 ettaro ad un prezzo di circa 700 euro annui allora hai delle ottime probabilità.

Secondo Coldiretti il costo per aprire un’azienda agricola in media è di circa 30-40 mila euro. Ovviamente l’azienda agricola può avere dimensioni diverse, può avere un singolo dipendente ma anche centinaia: dipende da quello che è il tuo investimento e la tua strategia.

Nel momento in cui investi in un ettaro di terreno le attività che puoi svolgere su di esso sono moltissime: una di queste è la semplice coltivazione di orti, anche se, a dire la verità, le quantità di ortaggi prodotti, da sole non sempre permettono di recuperare in breve tempo un investimento effettuato.

Un investimento di questo tipo, all’interno di logiche ordinarie, potrebbe avere senso solo nel momento in cui si utilizzano almeno 10 ettari di terreno. In questo modo si potrebbero anche coltivare diverse tipologie di cereale come il granoturco e potrai avere una filiera che produca uova biologiche al 100%.

Potresti anche pensare di tenere delle galline 🐔 per aumentare il margine di guadagno, tuttavia questo potrebbe rimanere molto ristretto qualora non considerassi che, quando si parla di aprire una vera e propria azienda agricola, non è solamente importante conoscere l’ABC di cui parlavamo prima:

  • Come vengono classificati i terreni: scegliere il miglior terreno agricolo su cui investire
  • Le basi minime dell’analisi agronomica: cosa conviene piantare nel tuo terreno agricolo
  • Come si valuta un terreno agricolo: quanto offrire quanto acquisti o quanto chiedere quando vendi
  • Calcolo del reddito e obblighi contabili: come pagare meno tasse possibili sul ricavato del tuo investimento agricolo
  • Come ottenere finanziamenti pubblici: scusa, se le istituzioni fossero disponibili a darti dei soldi per incentivarti ad investire sull’agricolo, davvero non lo vorresti sapere??
  • Quali sono i metodi alternativi per finanziare un’azienda agricola: non esistono mica solo i tuoi risparmi… esistono diversi altri modi per reperire il capitale iniziale per partire

… ma occorre anche avere qualche informazione in più su argomenti più specifici, come ad esempio:

  • L’errore n. 1 dei dilettanti delle aziende agricole: i segreti di una missione aziendale inespugnabile
  • Come valutare (in anticipo) tutti rischi e tutte le opportunità del tuo investimento agricolo: come ideare e strutturare il business plan della tua azienda agricola per capire le reali potenzialità prima ancora di aver investito 1 singolo euro
  • Quali sono le figure professionali in agricoltura: come si fa, nella pratica, a scovare e reclutare quegli inestimabili alleati (competenti e fidati) in grado di avviare al successo la tua azienda agricola
  • Come raggiungere i requisiti di reddito e tempo lavoro: non vorrai mica far parte anche tu di quell’esercito di agricoltori che lavorano più ore dell’orologio e non arrivano nemmeno a fine mese???
  • Igiene e sicurezza sul posto di lavoro: tutti i trucchi del mestiere per evitare, in maniera semplice ed efficace, sanzioni pecuniarie in grado di azzerare il tuo ritorno sull’investimento o, peggio, di renderlo negativo
  • Su cosa serve investire realmente: i macchinari e le spese correnti di cui poter fare a meno e quelli che assolutamente ti sono necessari
  • Tutte le opportunità dei mercati ESTERI (che hai sotto al naso ma che ancora non vedi!!!): come fare in modo che, nel mondo, facciano a gara per accaparrarsi tutti i tuoi prodotti enogastronomici made-in-italy
  • L’unione fa la forza: come sigillare patti ed alleanze strategiche con i tuoi concorrenti diretti per trasformarli in preziosi alleati
  • Come evitare di essere presi alla sprovvista da una crisi di settore: pianificare e diversificare per essere pronti a guadagnare dove invece gli altri perdono
  • Come gettare le basi per un’azienda agricola di successo: come i test di mercato possono salvarti il collo (in anticipo)
  • Come aumentare il tuo giro di clienti in maniera virale ed esponenziale: comunicazione unica e contatto diretto col cliente sfruttando la potenza del web in maniera semplice ed economica

Ebbene sì: come probabilmente avrai già capito, tutti questi argomenti sono ben approfonditi e dettagliati all’interno di “Azienda Agricola 2.0”, la migliore guida del settore per avviare aziende agricole di successo.

Dunque, nuovamente ti domando: ritieni davvero che risparmiare i 2 soldi di un libro così determinante per le tue possibilità finanziarie sia un’opzione da tenere realmente in considerazione?

Quali potrebbero mai essere i risultati concreti di un investitore agricolo che scegliesse di risparmiare il costo di una pizza e di non accedere a quelle informazioni in grado di trasformare la sua intuizione in una rendita mensile costante, concreta e consistente?

Facciamo che non mi sono accorto che non sei andato ancora a curiosare i contenuti di questo libro… Risolviamo subito: CLICCA qui per accedere ADESSO a queste inestimabili informazioni >>

Prima di proseguire con gli altri modelli di investimento nel settore agricolo permettimi di aggiungere una considerazione per me molto importante.

Come avrai capito, in EticoBusiness non mi sento di cavalcare consigli pratici orientati alla mera speculazione. E questo per due motivi: il primo è un motivo, appunto, prettamente etico ma il secondo ha molto a che fare con quello che gli americani amano definire Win-Win-Win. Adoro infatti i contesti in cui tutti vincono (in questo caso produttore, consumatore e territorio).

Esistono infatti 2 tipi di approcci che possono trasformare la tua stiracchiata aziendina agricola in un’attività altamente sostenibile oltre che remunerativa.

Il primo è di un nome che, in questo articolo, impareremo presto a conoscere ancora meglio (Masanobu Fukuoka, autore del libro sotto citato “La Rivoluzione del Filo di Paglia”) il secondo del nostro connazionale Giorgio Voltolina.

Masanobu Fukuoka, nel suo libro “La Fattoria Biologica” approfondisce infatti l’arte di ottenere raccolti senza coltivazione, fertilizzanti chimici né diserbanti in assoluto. Secondo la sua filosofia (e la sua tecnica abbondantemente approfondita nel libro) il segreto sta nell’intervenire il meno possibile e nel chiedere solo il possibile alla Natura per poi scoprire come Essa sarà in grado di ricambiarti con raccolti incredibilmente abbondanti, permettendoti di abbattere i tuoi costi e di diminuire le attrezzature necessarie.

Si potrebbe affermare che questo sia un pò il seguito del libro “La Rivoluzione del Filo di Paglia” ma ancora più corposo, più completo e mette inequivocabilmente in evidenza le contraddizioni dell’approccio “scientifico” alla coltivazione, legato a doppio filo all’industria petrolchimica e alle onnipresenti multinazionali, che fondano le loro strategie speculative sulla convinzione dell’uomo possa permettersi di sostituire alla Natura senza comprendere i processi naturali

Leggendo queste pagine si scopre come un’agricoltura naturale sia effettivamente più appagante, fruttuosa ed ecosostenibile oltre che estremamente più produttiva in termini di qualità e quantità. Oltretutto, spiega anche come, al contrario di un’agricoltura innaturale come quella “scientifica” che tipicamente rende i terreni sterili fino a trasformarli in veri e propri deserti artificiali, questo tipo di approccio non finisca mai per impoverire il terreno, il quale, al contrario, rimarrà fertile per sempre!

Queste sono davvero conoscenze e sistemi da possedere se la tua aspirazione è quella di avviare un’azienda agricola ai giorni nostri (acquista “La Fattoria Biologica” da QUESTA pagina).

Il secondo libro che mi sento di consigliarti per partire con il piede giusto con la tua azienda agricola è un libro decisamente più occidentale sia nella struttura che nei contenuti è “Piante Officinali” di Giorgio Voltolina.

Perchè un libro sulle piante officinali?? Perchè queste sono oggi una vera e propria occasione, non solo per ritornare ad un’agricoltura sana, sostenibile, di territorio e di comunità ma anche perchè la produzione di piante officinali, se inserita all’interno di un contesto di multifunzionalità dell’azienda agricola e di integrazione del reddito può dare grandi soddisfazioni economiche! (ma non solo)

Di ottimo ausilio per ampliare gli orizzonti conoscitivi oltre che di agevole lettura, è un manuale agroerboristico che approfondisce diversi aspetti (dalla coltivazione alla vendita) in aziende agricole multifunzionali. Suppongo che tu stesso riuscirai a renderti conto del valore di questo libro anche solo sbirciando ai contenuti che vi troverai all’interno:

Acquista “Piante Officinali” da QUESTA pagina

 

2) Compravendita di terreni agricoli

In questo caso si tratta, più che di diventare un coltivatore esperto, di saper capire quando un terreno messo in vendita nasconda l’opportunità di un grande guadagno. Questo è l’unico caso in cui l’investimento in un terreno agricolo non punta a generare una rendita costante, un cashflow mensile, ma punta a quello che gli esperti del settore immobiliare chiamerebbero capital gain (ovvero, un aumento di capitale a seguito di un’operazione di compravendita).

Questo tipo di approccio è parente stretto del trading immobiliare: i professionisti dell’immobiliare sanno perfettamente che i veri affari si fanno all’atto dell’acquisto e non della vendita. E’ estremamente improbabile riuscire a piazzare un immobile ad un valore superiore a quello di mercato mentre è molto più facile riuscire ad identificare immobili che, per una qualsiasi ragione (problemi ereditari, problemi economici, aste giudiziarie, fretta del venditore in generale…) possano essere acquistati per un bianco e un nero per essere poi rivenduti al loro reale prezzo di mercato.

Ovviamente, per essere in grado di fare ciò, gli immobiliari sanno riconoscere un immobile su cui valga la pena di investire guardando allo stato dell’immobile, a quanto (poco) denaro serva per ridargli una rinfrescata ed una nuova luminosità, alla posizione geografica e urbana ed a tutta una serie di fattori che nemmeno conosco (ma loro sì).

Lo stesso deve valere per chi intenda flippare terreni agricoli: per fare affari in questo mondo, non solo devi essere in grado di identificare quei terreni agricoli che, per una ragione o per un’altra sono messi in vendita ad un prezzo inferiore rispetto al loro reale valore ma, per negoziare un buon prezzo di vendita, devi anche conoscere il tipo di terreno, la sua potenzialità, il valore della sua ubicazione e il tipo di reddito che potrebbe generare all’acquirente.

Capisci bene che, in questo caso è ovviamente ancora più vantaggioso, consigliato e caldamente raccomandato l’acquisto di “Azienda Agricola 2.0”, la migliore guida nel settore degli investimenti agricoli che trovi QUI >>

 

3) Coltivazione diretta

Coltivare un terreno e vendere i suoi prodotti conviene? Sì solo in alcuni casi perché, se decidessi di coltivare dei pomodori o delle patate con i concetti tradizionali di agricoltura intensiva in un terreno delle dimensioni di un ettaro per guadagnare, sei completamente fuori strada. Facciamo alcuni esempi pratici e vediamo poi come invertire la rotta.

Poniamo il caso che durante un anno il tuo ettaro di terreno produca una quantità di 100 quintali tra patate (50%) e pomodori (50%). Il costo medio al grossista è di 1 kg di patate è di 0,40€/kg mentre quello dei pomodori è di 0,80€/kg. Questo significa che, se riuscissi a piazzare l’intero raccolto, il rendimento del terreno sarebbe di 6.000€ annui, davvero molto basso, a questo infatti dovresti sottrarre anche tutti i costi di coltivazione!

Quindi, cosa bisogna coltivare per avere un rendimento maggiore? L’ideale sono piante che si comprano a prezzo elevato.

Una soluzione può essere ad esempio coltivare lo zafferano, ed è su questo che andiamo a sviscerare il nostro esempio.

Lo zafferano ha un prezzo molto elevato fino ai 20€ al grammo. Il guadagno però non è così elevato poiché per produrre un grammo di zafferano sono necessari circa 150 fiori.

Ogni bulbo contiene 5 fiori, il costo di un bulbo è di 0,40€, questo significa che per ottenere un grammo di zafferano sono necessari 150/5= 30 bulbi, quindi andrai a spendere 12€. Il tuo guadagno su un grammo prodotto sarà di 8€ esclusi i costi di produzione che non sono bassi e possono assorbire un altro 50%, quindi 4€ di guadagno al grammo. In questa ipotesi, la produzione di zafferano in un ettaro di terreno può raggiungere i 3kg con ricavi di 60.000€ circa da cui bisogna detrarre i costi.

Per approfondire questo argomento scarica QUESTA GUIDA subito.

Se invece sei disposto a considerare metodi di coltivazione alternative… beh, allora la musica cambia perché esiste un sistema per lavorare la campagna senza troppi sforzi e senza violentare la nostra Madre Terra, portando rispetto nella vita di tutti gli esseri, ed è descritto nel meraviglioso libro di Masanobu Fukuoka “La Rivoluzione del Filo di Paglia”.

E’ quel tipo di libro che tutti gli agricoltori dovrebbero avere il coraggio di comprare: si tratta di un testo scritto per risvegliarci dal torpore indotto dalle multinazionali e dai sistemi intensivi che affliggono la l’agricoltura di tutto il mondo.

Questo scritto dimostra inequivocabilmente il fallimento del sistema agricolo tradizionale. Dà letteralmente un pugno in faccia all’agricoltura intensiva perché spiega come tutti i problemi legati alle attuali coltivazioni, come l’eccesso di parassiti, la sottoproduzione, lo sfruttamento del terreno, l’uso di macchine sempre più costose, il costante impiego intensivo di pesticidi e concimi chimici SONO TOTALMENTE INUTILI al fine di una produzione sana e abbondante.

Secondo Masanobu Fukuoka, per poter coltivare piante forti con un’agricoltura bio e di qualità non c’è bisogno di FARE NULLA, ossia non fare proprio nulla! E nel non fare nulla rimarrai stupito nel vedere il risultato straordinariamente incredbile della tua coltivazione. Minimo sforzo massima resa insomma…  ed alla luce di queste considerazioni, tutti i numeri che abbiamo citato sopra dovrebbero essere rivisti a rialzo.

Acquista la Rivoluzione del Filo di Paglia da QUI

4) Affittare orti

Questa è un’attività tra le più interessanti da poter svolgere su un terreno agricolo. Consiste principalmente nel dividere il proprio terreno in tanti piccoli orti che verranno coltivati da contadini ed in seguito gli affittuari potranno raccogliere le verdure che poi cucineranno e mangeranno a casa 🍎🍊🍒🍆🍅🍓🍈🍉🍋🍐🍏.

Questo è un business etico e remunerativo che negli ultimi anni sta avendo sempre più successo perché c’è un’attenzione maggiore all’agricoltura biologica e a prodotti dove non vengono utilizzate fertilizzanti.

Semmai, in questo caso, il problema potrebbe essere quello di far ricuperare la salute alla terra che si decide di adibire a questo scopo (tra poco ti dico come).

Questi orti generalmente vengono affittati da diverse tipologie di clienti: dai titolari di ristoranti a privati come avvocati, ingegneri, dottori che vogliono mangiare un prodotto di qualità ed avere un rapporto diretto con la terra. Il prodotto infatti verrà raccolto da loro stessi.

Il costo di un orto pari a 20 metri quadrati che produce circa 130 kg di verdura annui è in media di 380€/annui + costi idrici (70€).

Facciamo un esempio: se riesci ad acquistare un terreno agricolo al costo di 7.000€ di 800mq, è un prezzo medio per terreni di queste dimensioni, dividendo questo terreno in piccoli orticelli da 20 metri l’uno, avrai 40 orticelli.

Se riesci ad affittare i 40 orticelli a 380€ annui, avrai un guadagno di 15.200€, i costi verrebbero compensati in parte da quelli pagati dagli affittuari, quindi 70 x 40 orticelli= 2.800.

Altri costi potrebbero derivare inizialmente da acquisto di piccoli macchinari supponiamo ulteriori 10.000€.

Il primo anno non si rientrerebbe dell’investimento fatto… tuttavia dal secondo anno ci sono buone probabilità di recuperare l’investimento effettuato!

Per approfondire questo argomento scarica QUESTA GUIDA subito.

In questo caso conviene investire nell’agricoltura perché si potrebbe supporre anche di assumere un collaboratore in un secondo momento e generare una vera e propria rendita passiva certo, sempre a patto che la terra non sia esausta perché, in questo caso, correresti il rischio di fare un vero e proprio buco nell’acqua: te lo immagini i tuoi affittuari nell’accorgersi che il loro sudatissimo orticello non è in grado produrre niente o quasi??

Sepp Holzer, il famoso contadino ribelle autore, tra l’altro, del libro “Come Trasformare il Deserto in Paradiso” è una sorta di agricoltore-scienziato che promuove nuove tecniche di coltivazione basate sui principi della agro-ecologia.

Tali tecniche, se applicate nel modo corretto, contribuiscono sensibilmente a far recuperare la fertilità anche alle terre più compromesse da eventi estremi causati dal surriscaldamento e dall’inquinamento. Queste tecniche inoltre, come effetto collaterale, permettono di diminuire le emissioni dei gas serra grazie a una rinnovata funzione di assorbimento del carbonio dall’atmosfera; purtroppo queste informazione non trovano generalmente spazio sui canali di formazione ed informazione tradizionali: libri tipo questo dovrebbero essere addirittura usati nelle scuole di agraria che pretendono di preparare i nuovi agricoltori 3.0 senza nemmeno cercare di orientarli a un’agricoltura sostenibile e rispettosa del suolo e dell’ambiente in generale.

In assoluto, una risorsa estremamente consigliata se il tuo obiettivo è quello, è proprio il caso di dire, di preparare per bene il terreno ai tuoi affittuari.

Acquista “Come Trasformare il Deserto in Paradiso” da QUESTA pagina.

5) Apicoltura

Conviene investire in apicoltura? I costi di apicoltura sono mediamente contenuti. Si devono sommare diversi costi:

🐝 Terreno: puoi investire anche in un terreno di dimensioni minori rispetto a quello preso in considerazione precedentemente. Il costo di un terreno di 500 metri quadri può attestarsi attorno ai 5.000€.
🐝 Api: il costo di circa 50 api è di 15 euro. Questo significa che se dovessimo acquistare 30.000 api spenderemmo circa 9.000€;
🐝 Tute: circa 50€ l’una
🐝 Affumicatore: 30€
🐝 Maschere: 1€
🐝 Strumentazione per la lavorazione del miele: 10.000€

Il costo di un investimento di questo tipo ammonterebbe a circa 24.090€. Se si producessero in un anno 1440 kg di miele, quindi 120 kg al mese (40 per ogni arnia), gli incassi sarebbero per vendite ad un prezzo medio di 8€ circa 11.520€ annui.

Questo significa che al terzo anno si inizierebbe a guadagnare e rientrare totalmente dell’investimento fatto, specialmente se sei in grado di sgonfiare i costi iniziali autocostruendoti le arnie, avendo ben chiari gli eventuali rimedi naturali contro le possibili malattie delle api (prova tu a chiamare il veterinario e chiedergli di visitare 1.000.000 di api, una alla volta…😀😀), come gestire in maniera eco-sostenbile e a basso costo l’apiario ecc… Chi fa da sé fa per tre diceva mio nonno!

Per approfondire questo argomento scarica QUESTA GUIDA subito.

Tuttavia, come avrai capito, anche in questo caso c’è un ulteriore testo che, da solo, può fare davvero la differenza per aumentare il potenziale del tuo investimento e diminuire le spese. In questo caso si tratta di “Apicoltura Biologica con Arnie Warré” e Top Bar di Marco Mantovani.

Libro estremamente interessante per quanto riguarda la parte pratica di auto-costruzione di arnie warrè e top bar e completo di tutte le nozioni di apicoltura necessarie a chi inizia da zero (e non): dall’analisi dell’ape al problema dell’autodistruzione, alle malattie. Completo e ottimo a chi vuole cominciare senza spendere un partimonio.

Acquista “Apicoltura Biologica con Arnie Warré” da QUESTA pagina.

 

6) Uliveto

Ora ti spiegherò perché non conviene investire in un uliveto, almeno sulla carta.

In un ettaro in genere ci possono essere dalle 100 alle 200 piante di ulivi. In genere in un ettaro di terreno si produco ogni anno dai 200 ai 300 litri di olio dipende dall’annata. Questo significa che qualora si producessero 300 litri d’olio all’anno ed il costo di ogni bottiglia d’olio da litro (di alta qualità) fosse di 8 euro, il guadagno sarebbe di 2.400€ se a questo si sottraggono i costi di acqua, manodopera e packaging i guadagni sono praticamente nulli se non negativi.

Proprio per questo esistono i campi super intensivi dove per ogni ettaro ci sono più di 1500 piante 🙀, tuttavia la qualità dell’olio si riduce di molto e di conseguenza il suo prezzo di vendita. Per la raccolta è necessario l’utilizzo di grandi macchinari.

Ho parlato delle caratteristiche di quella intensiva, che non sono presenti nell’agricoltura biologica. A differenza di quanto avviene in un’agricoltura biologica le caratteristiche di quella intensiva sono:
💀 Utilizzo di pesticidi, fertilizzanti, antibiotici
💀 Bestiame non allevato in spazi aperti
💀 Vengono utilizzati ogm

Sembrerebbe che, secondo l’agronomo Mario Beltrami, per rendere conveniente un uliveto ad alta intensità sia necessario possedere almeno 100 ettari…

Poi, per gestire più di 100 ettari si devono utilizzare una moltitudine di macchinari con valori superiori ai 400.000€, davvero fuori portata per un budget di risparmi .

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7) Vigneto

Conviene investire in un vigneto? Se hai grandi disponibilità monetarie, superiori ai 200.000€, da poter investire sì. Il costo di un vigneto va dai 10.000€ ai 600.000€ per ettaro come in alcune zone dell’Alto Adige, Franciacorta, Brunello, Barolo 🍇.

Il costo medio di un ettaro di vigneto in Italia è di 30.000€ superiore alla media delle altre tipologie di investimento in terreni.

Per produrre vino di buona qualità per ogni ettaro di terreno sono necessari dai 60 agli 80 quintali d’uva, da questi si ricavano dai 50 ai 70 ettolitri di vino.

Qualora si riuscisse a produrre circa 50 ettolitri di vino di buona qualità per ogni ettaro si produrrebbero circa 500 bottiglie, se le vendessi ad un costo di 20€ l’una i guadagni sarebbero di 500 x 20= 10.000€/annui.

A questi ricavi bisogna sottrarre tutti i costi di manodopera e produzione.

Per produrre una qualità di vino media ci vogliono 5 anni tra lavorazione della terra e vinificazione quindi dovrai attendere molto per guadagnare poco. Qualora quindi si decidesse di investire in un unico ettaro con un investimento di 30.000€… il gioco non varrebbe la candela 😕.

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Del tutto differente sarebbe invece il caso di chi volesse produrre vino biologico e di qualità: in questo caso il prezzo di vendita può vedersi moltiplicato per n. (dipende ovviamente da moltissimi fattori). Di sicuro, la viticoltura bio può risultare un’ottima possibilità per chi dispone di capitale medio alti e desidera sfruttare le “nuove” logiche dell’agricoltura biologica e dell’agroecologia evitando l’uso di pesticidi e concimi chimici.

La vera sfida, in questo caso, è però riuscire a difendere le piante dai parassiti senza fare ricorso ai comodi prodotti chimici che farebbero precipitare la qualità del prezioso nettare d’uva: sapendo come fare, è possibile infatti contrattaccare gli insetti infestanti e i più famosi parassiti (o malattie fungine) con “semplici” macerati e preparati biologici.

Anche in questo caso però, la discriminante è la conoscenza e il suggerimento, in questo caso, va al libro “Il Mio Frutteto Biologico” di Enrico Accorsi e Francesco Beldì.

In questo caso posso riportare una testimonianza diretta: abbiamo un piccolo orticello di famiglia e qualche albero da frutto. Gli alberi purtroppo sono andati incontro a problemi ma, seguendo i consigli di questo libro, siamo riusciti a farli guarire.

Contenuti decisamente autorevoli ma alla portata di tutti: si va dalla preparazione del terreno, alla crescita/impostazione della pianta, alla difesa dalle avversità, alla potatura. Davvero ottimi consigli da degli autori preparati e che divulgano in maniera efficace e comprensibile.

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8) Chiosco/bar su terreno agricolo

No, mi spiace, non conviene aprire un chiosco bar su terreno agricolo perché non rientra nella destinazione d’uso dello stesso.

Non si possono infatti effettuare attività commerciale in un terreno agricolo senza cambiare la sua destinazione d’uso. Le strutture che si possono costruire su un terreno agricolo non devono avere dei fini puramente commerciali.

Come valutare un terreno agricolo

Per capire se conviene comprare terreni agricoli come investimento devi stimare il loro valore e le potenziali rendite.

La prima operazione che dovrai compiere prima di investire in un terreno agricolo è il calcolo del suo valore catastale. Per calcolare il valore devi prendere in considerazione due fattori:

🍏 Categoria catastale
🍏 Rendita del terreno

Questi valori li puoi ricavare dall’ufficio del Catasto presso il Comune. Ogni terreno, fabbricato, immobile viene classificato in base a delle caratteristiche.

Poniamo che un terreno agricolo abbia rendita catastale di 500€. Secondo l’articolo 32 del T.U.I.R. il reddito dominicale (cioè la rendita catastale) deve essere aumentato del 25%. Questo significa che si deve prima rivalutare la rendita:

500 + 25%= 625

625 è la rendita catastale rivalutata secondo le indicazioni dell’articolo 32 del TUIR.

Nel caso in cui i terreni sono coltivati direttamente da imprenditori o coltivatori agricoli il numero appena calcolato si moltiplica x 110, mentre negli altri casi x 135.

Se siamo nel primo caso quindi il valore di quel terreno sarà:

625 x 110= 68.750€

… mentre nel secondo caso

625 x 135= 84.375€.

Su questi terreni è necessario pagare l’IMU; l’unico caso in cui non si deve pagare questa imposta riguarda i terreni improduttivi (caso che non ci interessa in questo momento).

Questo valore calcolato non è il valore reale perché questo è condizionato anche da altri fattori come ad esempio:

🍐 Esposizione solare: necessaria per far crescere piantagioni rigogliose
🍒 Composizione chimica: attraverso u perito agrario devi valutare la fertilità del terreno, se manca questo requisito non è conveniente investire
🍊Accessibilità alla strada ed ubicazione: il terreno deve essere facilmente raggiungibile, possibilmente direttamente dalla strada con dei mezzi motorizzati
🍆 Rifornimento idrico: l’acqua è fondamentale per un terreno, alcuni sono legati direttamente alle forniture idriche mentre altri raccolgono l’acqua in pozzi
🍉 Presenza di piantagioni: il valore del terreno aumenta se su di esso sono già presenti piantagioni o fabbricati.

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Come investire in terreni agricoli: suggerimenti

▶️ non investire in terreni agricoli all’estero o comunque lontani dalla propria ubicazione: non è necessario diventare un imprenditore agricolo ma può essere considerato anche come un secondo lavoro e soprattutto una buona fonte di investimento. Possedere un campo molto lontano da dove abitiamo è un’opzione da evitare perché non potremmo controllare alcuna attività che si sta svolgendo su di esso se non saltuariamente.

▶️ cerca proprietari di terreni che vivono lontani da essi perché potrebbero rivenderli a prezzi molto vantaggiosi!

▶️ cerca dei terreni abbandonati, magari che sono stati ereditati dai proprietari che hanno intenzione di disfarsene. In questo modo si potrebbe concludere un affare ad un prezzo molto vantaggioso e cominciare ad operare su di esso immediatamente.

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Investire in terreni agricoli: costi ed agevolazioni fiscali

Per un investimento in un terreno agricolo è necessario valutare anche tutti i costi “nascosti”.

Il primo costo è quello relativo all’onorario di un notaio, infatti non è possibile concludere l’atto di compravendita di un terreno senza un notaio. Le provigioni dei notai cambiano da professionista in professionista dal 2012 dopo che sono state eliminate le tariffe notarili fisse.

Un altro costo è quello dell’IVA da pagare sull’operato del professionista…

Le altre spese e tasse più o meno nascoste da pagare per l’acquisto di un terreno sono:

🍎 Spese per visura: riguardano il pagamento dei tributi speciali catastali
🍎 Imposta di registro, ipotecaria e catastale: variano in relazione al valore dichiarato alla stipula dell’atto
🍎 Contributi previdenziali

Il notaio si occuperà di svolgere tutte le pratiche riguardanti l’atto di compravendita e dovrà anche specificare quale è la destinazione d’uso del terreno stesso, questo è fondamentale perché ti permette di capire se potrai usufruire o meno di agevolazioni fiscali.

Le agevolazioni fiscali relative ai terreni agricoli fanno riferimento alla legge 25 del 2012. Si può usufruire di queste agevolazioni solo nel momento in cui si è coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, la tassazione prevede 2 imposte fisse di 200€ ciascuna e l’1% di imposta catastale.

Nel momento in cui non si è in possesso di questi requisiti si dovrà pagare l’imposta di registro pari al 15% e quella catastale e ipotecaria 50€ l’una.

Per approfondire questo argomento scarica QUESTA GUIDA subito.

💀 I 7 errori degli investitori alle prime armi: salta questo paragrafo per perdere i tuoi soldi SUBITO 💀

Ci sono alcune cose a cui non si pensa quando si intende investire in terreni agricoli. Non considerare questi fattori potrebbe essere davvero controproducente per il tuo capitale, tanto faticosamente risparmiato negli ultimi anni, per il tuo sonno notturno e, di conseguenza, per la tua famiglia.

I principali sono questi:

❌ Ritenere che guadagnare dei soldi investendo i tuoi risparmi sia poco (o per niente) etico: in questo post ti spiego come mai investire (e guadagnare) non solo sia, dal mio punto di vista, etico ma sia anche sacrosanto per te, per i tuoi cari e per la tua famiglia.

❌ Ritenersi non all’altezza di effettuare altri investimenti a parte quelli in agricoltura: come spiego in un post che ho scritto qualche tempo fa, esistono svariati tipi di investimenti, potenzialmente molto redditizi, spesso semplici ed efficaci, che possono essere un’ottima alternativa all’investimento in agricoltura. Trovi il mio testo qui.

❌ Pensare sempre dentro gli schemi: far fruttare un investimento etico è sempre una sfida. L’errore più grande che puoi fare è cercare di limitare il tuo business ai clichè classici e stereotipati: pensa fuori dagli schemi e non voler copiare a tutti i costi il business degli altri.

❌ Voler fare tutto da soli: fin dal primo giorno di scuola ci hanno abituato che siamo soli difronte alle sfide della vita. Sbagliato! Possiamo scegliere di essere soli o possiamo decidere di trovare un socio operativo professionale, abile ed onesto che ci aiuti a portare avanti il nostro progetto.

Ma come fare per trovare una persona che valorizzi davvero il tuo capitale (facendolo di fatto fruttare di più), il tuo tempo, la tua fatica ed il tuo investimento? Semplice, ne ho parlato in maniera approfondita QUI. Ti basta leggere questo articolo e seguire le indicazioni passo passo.

(ovviamente, consigliato anche l’articolo dedicato a quali soci operativi tenere alla larga e come riconoscerli)

❌ Non considerare il miglior sistema per aumentare i profitti di un investimento diminuendone i rischi: la differenziazione (tema di cui ho parlato in maniera maniacalmente dettagliata in questo mio post)

❌  Pensare che per guadagnare sul tuo investimento sui terreni agricoli ci vogliano un sacco di soldi: se lo pensi, evidentemente non conosci QUESTA strategia che ho descritto in un mio precedente articolo a questo link.

❌ Evitare di avere un business plan: in questo sito ho spiegato approfonditamente come valutare un business plan di un progetto su dui si intende investire. Di sicuro, tra le righe di questo post, troverai infiniti suggerimenti che ti torneranno utili per risparmiare un sacco di quattrini da investimenti che non meritano in assoluto. Sebbene dunque il taglio di tale post non fosse proprio strutturato ad hoc per te, ti invito ugualmente a darci una scorsa veloce.

Il mondo degli investimenti può diventare meno insidioso se leggi attentamente gli articoli che ho messo a disposizione in questo sito.

Ovviamente, sul tema investimenti troverai molto scritto in giro, anche da persone più competenti di me.. ma in questo sito web ho deciso di parlare di investimenti etici e redditizi allo stesso tempo: ecco perchè ti consiglio di prenderti qualche minuto per continuare la lettura.

Sono certo che, spendendo un altro pò di tempo sul mio sito, troverai alcuni spunti davvero utili per permetterti di trasformare il tuo capitale, così faticosamente risparmiato negli anni scorsi, in una nuova possibilità economica da dare a te, alla tua famiglia ed ai tuoi cari.

Conclusioni

Prima di entrare nel mondo dell’investimento agricolo, ti prego di considerare la riflessione seguente che, anche se apparentemente off-topic, è invece, dal mio punto d’osservazione di imprenditore digitale, d’obbligo e, anzi, se non te ne parlassi prima di entrare nel vivo dell’argomento reputo che sarebbe per te un disservizio.

Quando investi in un terreno agricolo le fasi sono pressapoco queste:

  1. Identifichi un terreno ed un tipo di coltura
  2. Effettui gli investimenti necessari ad acquisire il terreno e a mettere in opera la coltura
  3. Attendi che la terra produca i suoi frutti
  4. Vendi il raccolto

Oppure, in un’ottica leggermente differente, queste:

  1. Identifichi un terreno
  2. Effettui gli investimenti necessari ad acquisire il terreno
  3. Lo affitti

Ora, personalmente mi occupo di web da tantissimo tempo (fin dal 2008) e, mentre raccoglievo le informazioni per scrivere questo articolo, non ho potuto fare a meno di notare l’incredibile similitudine tra investimenti sui terreni agricoli e gli investimenti sui siti web.

Permettimi dunque una leggerissima divagazione.

LEGGI QUI:

Esistono moltissimi modelli di business online, ma ce n’è uno in particolare che è estremamente simile a quello dell’agricoltura: la creazione di un sito SEO – Search Engine Optimization- , ovvero basato su contenuti testuali che possono essere trovati dai naviganti su Google (Eticobusiness.it ad esempio è un progetto SEO) e le fasi di sviluppo di questo business sono esattamente le stesse 4 dell’investimento in agricoltura:

  1. Identifichi una nicchia di interesse
  2. Effettui gli investimenti necessari per creare un sito e riempirlo di contenuti scritti utili per quella nicchia d’interesse (paghi degli articolisti per produrli, in pratica)
  3. Attendi che “la terra” (Google) produca i suoi frutti: attendi cioè che Google mandi traffico al sito (i tempi sono circa gli stessi dell’attesa del raccolto, ecco perché il tipo di investimento è così simile)
  4. Vendi il raccolto, ovvero monetizzi il sito: un sito trafficato è monetizzabile in moltissimi modi, dai più semplici ed economici ai più elaborati e redditizi (dall’affitto di spazi pubblicitari, alla creazione e vendita di prodotti digitali, a molti altri metodi che per brevità non vado a sviluppare in questo contesto)

Esiste poi anche la variante 2:

  1. Trovi un sito web già posizionato su Google in vendita
  2. Effettui gli investimenti necessari per comprarlo e migliorarlo se necessario
  3. Lo monetizzi

Ora, lungi da me voler dissuaderti dall’investire su un terreno agricolo: se fatto con coscienza, non è mai male investire su Madre Terra. Tuttavia, allo stesso tempo, mi permetto di suggerirti di considerare anche questa alternativa: perché non investire su un progetto SEO??

E’ un tipo di investimento:

  • Potenzialmente molto etico (dipende ovviamente dal tipo di argomento trattato nel tuo sito web)
  • Potenzialmente estremamente sicuro: facendo le cose fatte bene, un sito web dà sempre il suo raccolto. E’ come in agricoltura, se fai per bene le cose, il raccolto arriva (e, per quanto riguarda il web, non esistono nemmeno gli inconvenienti atmosferici!)
  • Potenzialmente molto redditizio: facendo le cose fatte per bene dalla pianificazione, allo sviluppo, alla scelta degli argomenti, della monetizzazione ed alla cura della parte tecnica, un sito web è in grado di ripagarsi da solo già a partire dal primo anno per poi portare solo attivi. Inoltre, le spese di gestione e manutenzione di un sito web sono tendenzialmente molto meno costose che quelle di un trattore 😀
  • Potenzialmente automatico (o quasi): anche qui ci sono dei distinguo da fare poichè esistono moltissime forme di monetizzazione di un sito web e non tutte possono definirsi automatiche (se offri delle consulenze, ad esempio, un sito diventa un secondo lavoro; se vendi spazi pubblicitari la monetizzazione è totalmente automatica). Sta di fatto che, organizzando per bene l’attività fin dall’inizio, un sito web può offrire delle grandi soddisfazioni automagiche
  • Totalmente differenziabile e scalabile: così come puoi acquistare più terreni agricoli ed avviare più rendite in contemporanea, lo stesso vale per i siti web. Si possono infatti avviare più sitiweb contemporaneamente per differenziare l’investimento e per scalare ancora più rapidamente.
  • Modulare: si può partire con poco (qualche migliaia di Euro), così come creare un sito web mettendo sul piatto immediatamente centinaia di migliaia di Euro. In ogni caso, a differenza di un investimento agricolo, investire su un sito web ti consente di procedere per piccoli passi graduali e ponderati, senza mettere sul piatto tutto il tuo capitale in una volta sola.
  • Rivendibile: al pari di un campo di grano, anche un sito web ben trafficato e monetizzato, non solo è discretamente semplice da vendere ma, soprattutto, anche molto redditizio.

Ne parlo dettagliatamente ed in maniera esaustiva nell’articolo dedicato a quello che io amo definire “L’investimento perfetto (100% all’anno)” a cui ho dedicato un dettagliatissimo articolo a QUESTA pagina che ti consiglio di leggere PRIMA di proseguire, perché sono persuaso che troverai finalmente ciò che cerchi: ottimi rendimenti, semplicità, controllo totale sul tuo denaro, nessuna incognita simile a quelle del tipo di investimento che analizzo nelle righe che seguono. Leggi subito il post dedicato a “L’investimento perfetto (100% all’anno)” a QUESTA pagina (io una sbirciatina glie la darei…).

Infine, la guida di cui ti ho parlato sin dall’inizio di questo articolo: cliccaci sopra per saricarla.

Francesco Nano

Appassionato di business online fin dal 2009, consulente di marketing strategico e posizionamento dei siti web sui motori di ricerca, inventore e prototipatore di online business, >>BRAINSTORMER<< professionista.

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