Perchè non investire in ETF? Differenza tra fondi comuni d’investimento ed ETF

Anche a te hanno detto che “gli ETF non convengono”, “gli ETF sono estremamente rischiosi” o, addirittura, che “gli ETF sono una truffa” ? (quest’ultima fantastica definizione è stata data ad un mio caro conoscente un paio di anni fa dal suo direttore di banca…)

Nei passaggi che seguono cercheremo di capire cosa sono gli ETF, come si paragonano ai fondi d’investimento, come fare per investire in etf, se effettivamente conviene investire in ETF o in fondi e perché.

Per la mia personale esperienza, devo comunque considerare che il tipo di investimenti che approfondiremo nei prossimi paragrafi è molto più complesso da gestire e molto meno remunerativo di quello che io amo definire L'investimento perfetto (100% all'anno) a cui ho dedicato un dettagliatissimo articolo a QUESTA pagina .

Ti consiglio di leggerlo PRIMA di proseguire perché sono persuaso che in quel testo troverai davvero ciò che cerchi: si tratta di una guida pratica su come investire su proprietà web considerandole alla stregua di investimenti agricoli o immobiliari. E' un approccio inedito spiegato in questi termini, per quanto collaudato, che consente ottimi rendimenti, bassissimo capitale di ingresso, semplicità, controllo totale sul tuo denaro, nessuna incognita simile a quelle che vedremo nelle prossime righe qui sotto.

SUGGERIMENTO: Leggi subito il post dedicato a "Come investire in siti web💰 puntando al 10% / mese (per sempre)" a QUESTA pagina.

Introduzione

Se hai accantonato anche tu un capitale negli ultimi anni lavorativi ed intendi farlo fruttare per garantire maggiori sicurezze ed opportunità alla tua famiglia, suppongo che anche tu ritenga corretto che investire i propri risparmi al meglio, fin da subito, sia di fondamentale importanza per gli interessi nel tempo in maniera consistente.

Nella giungla dei prodotti finanziari, le opzioni che vengono proposte ai risparmiatori sono innumerevoli, tuttavia, solo parte di queste possono offrire prestazioni rilevanti nel tempo. Molte tipologie di investimento sono state trattate nel post dedicato a“dove conviene investire i propri soldi” , così come la differenza tra trading ed investing, long e short e la leva finanziaria sono stati descritti nel relativo post dedicato alla questione etica degli investimenti e del trading. In questo post. invece, ci concentreremo specificatamente su:

  • Fondi comuni
  • Fondi flessibili
  • Fondi assicurativi
  • Fondi altamente specializzati
  • ETF (Exchange-traded fund)

Cosa sono i fondi di investimento

Tra i vari investimenti bancari i fondi comuni di investimento sono uno degli strumenti che viene costantemente proposto al risparmiatore, soprattutto da enti bancari e promotori finanziari. Questo strumento come tutti gli altri ha dei pro e dei contro che devono essere valutati adeguatamente per comprendere il rendimento che potrebbero offrire.

I fondi comuni d’investimento sono uno dei tanti strumenti di investimento, gestito da società di gestione del risparmio che si occupano di gestire il denaro di più risparmiatori e investirlo in strumenti finanziari come azioni o obbligazioni, all’interno di un “paniere di titoli”. Come “pro”, questo tipo di fondi offre all’investitore la possibilità di accedere ad alcuni strumenti finanziari a cui, con il suo singolo patrimonio, non si sarebbe potuto accedere.

Valutare il rendimento che potrebbero avere questi fondi, non è semplice, anzi, molti di questi hanno una struttura veramente molto complessa e, che per avere una sua logica, necessita di considerazioni altamente specializzate e scelte estremamente tecniche di cui si fa onere il gestore del fondo stesso.

Il lato oscuro dei fondi d’investimento

Tra i “contro” dei fondi comuni, troviamo infatti sicuramente gli elevati costi di gestione. Le società di gestione di risparmio, per gestire le somme investite dai risparmiatori, in genere, richiedono una commissione che mediamente si attesta intorno al 3% annuo. Questa non è una percentuale bassa basti pensare che su 50.000€ di investimento, le sole spese di commissione ammontano a 1500€ l’anno. Se durante l’anno le operazioni compiute dal gestore del fondo dovessero portare ad un rendimento annuo dignitoso, pari ad esempio al 2,9%, il cliente si troverebbe comunque in una situazione di perdita!

ESEMPIO NUMERICO

Se decidessi di investire i tuoi risparmi, poniamo 30.000 €, in un fondo con un rendimento medio annuo dichiarato del 2%, per 25 anni, a quanto dovrebbe teoricamente ammontare l’incremento di capitale alla fine dell’investimento? In realtà rispondere a questa domanda è abbastanza complesso perché la maggior parte dipende dalla composizione del fondo ed alle sue reali performance. Tuttavia, volendo procedere nella matematica degli interessi composti, il tuo guadagno lordo potrebbe ammontare ad una cifra intorno ai 20.000 € per un totale di capitale iniziale + interessi pari a circa 50.000 €. Potrebbe sembrare una bel colpaccio a prima vista; tuttavia non sarà mai questo il tuo reale guadagno netto. Se i costi di gestione fossero dell’1,2% questi assorbirebbero gran parte tuoi nostri interessi e la percentuale di guadagno (lordo) scenderebbe allo 0,8%: questo significa che, in 25 anni, il tuo guadagno sarebbe molto più basso. Circa 6.000 € da sommare al capitale iniziale, per un totale di circa 36.000 € (senza considerare la questione inflazione).

I fondi comuni di investimento migliori potrebbero addirittura raddoppiare questo rendimento e dunque riportare l’investitore in netto profitto, ma non tutti e non ogni anno: gli interessi di un fondo vanno conteggiati sul lungo periodo, mai sulla singola annualità.

Tipologie di investimento dei fondi comuni

Ci sono due modus operandi con cui vengono investiti i risparmi con questa tipologia di fondi:

  • Investimenti “sicuri”: tendenzialmente hanno rendimenti molto bassi, questo significa che se dal rendimento si sottrae la percentuale richiesta dal gestore del fondo, il rendimento si annulla o comunque è davvero basso
  • Investimenti “rischiosi”: questa tipologia di investimento in fondi comuni offre dei rendimenti più elevati ma i rischi sono molto più consistenti

I fondi di investimento che sono “sicuri” (sappiamo bene che nessun investimento, per sua definizione, può essere un investimento sicuro al 100%) sono quelli che promettono un rendimento molto, molto basso. Se hai pazienza e molto, molto tempo a disposizione e decidi per diversi anni di non compiere altre operazioni con quel capitale, questi potrebbero essere una buona soluzione per far lavorare l’interesse composto a tuo favore.

Se, al contrario, si cercano rendimenti maggiori, devi tenere in conto che le banche gestiscono non solo i tuoi affari ma ovviamente anche i propri. Nel caso in cui dovessero compiere un’operazione più rischiosa, il rischio sarà tutto affibbiato ai tuoi risparmi: la banca, o il gestore del fondo, comunque percepiscono sempre la loro commissione annuale.

Fondi altamente specializzati

Investire in un fondo altamente specializzato è una soluzione da considerare quando punti a rendimenti elevati. Questi sono dei fondi comuni d’investimento dove il gestore presenta una spiccata specializzazione in un determinato in un settore, paese o valori mobiliari in portafoglio specifici.

Questi fondi possono rendimenti davvero elevati, soprattutto se si decide di investire in un settore caratterizzato da crescita esponenziale (ad esempio in aziende emergenti orientali, se il gestore del fondo riesce ad investirli al meglio potrebbe ottenere rendimenti maggiori anche rispetto ad ETF affini).

Interessante notare come esistano anche dei veri e propri fondi d’investimento che investono in aziende in crisi: è un’opzione interessante quando, oltre al rendimento, si guarda all’etica. Ne parlo in maniera più approfondita nell’articolo che ho intitolato, appunto, “Come investire in aziende in crisi: i 2 sistemi opposti” che ti invito a leggere.

Un settore in cui questi fondi negli ultimi anni hanno rendimenti molto alti è quello farmaceutico e delle biotecnologie. In media un buon investimento in questo settore nel primo anno potrebbe avere un rendimento medio del 5% l’anno o più.  Caso estremo: pensa che il fondo BNP Paribas L1 – Equity World Biotechnology ha avuto nel 2012  una performance il primo anno del 28,6%, il secondo anno del 46,0% e del terzo del 53,5%!

Non credere che tutti gli investimenti in questa tipologia di fondi ti permettano di raggiungere questi guadagni, anzi a volte ti potrà andare male perché è comunque rimangono tendenzialmente prodotti rischiosi.

Anche in questo caso ci sono dei costi di gestione molto elevati del fondo.

Nella scelta di questa tipologia di investimenti, il valore che puoi aggiungere è quello di essere in grado di selezionare, tu stesso o il tuo consulente per te, un gestore che sia in grado di ottenere grandi performance: compito per niente facile quando ci si confronta con la giungla di proposte di investimento da cui siamo invasi negli ultimi anni.

In genere in questo caso un consiglio potrebbe essere quello di investire un massimo del 30% del proprio capitale da investimento in questo tipo di fondo, ovviamente dopo aver effettuato le dovute ricerche, come si diceva sopra.

In definitiva, conviene investire in fondi comuni? Sì e no, dipende dai rischi che si è disposti ad accettare.

Fondi Flessibili: quando utilizzare questo strumento

I fondi flessibili sono una tipologia di investimenti bancari in cui la società di gestione del risparmio (SGR) può decidere liberamente la composizione del fondo.

Questo significa che, al contrario di ciò che avviene nei normali fondi comuni in cui l’asset allocation è definito e fissato sin dall’inizio, le somme sono investite in strumenti diversi, con rischi diversi. Ad esempio una SGR può decidere di investire i risparmi anche totalmente in titoli azionari. Questo significa che le SGR che operano su questi fondi hanno “carta bianca” nel decidere dove investire i tuoi risparmi? In realtà sì, non ci sono indicazioni specifiche come gli strumenti tradizionali che indicano fin da subito la composizione degli asset.

Quindi, stai molto attento a questo strumento, che può fornire rendimenti elevati in caso di investimenti positivi ma da questi bisogna detrarre comunque le commissioni del gestore del fondo che dovrà dimostrarsi essere un vero asso degli investimenti. Possiamo affermare con relativa tranquillità che, nel breve periodo, i rischi dei fondi flessibili di investimento possono essere definiti come tendenzialmente aleatori  e “pericolosi”.

I fondi flessibili sono una tipologia di fondo in cui chi investe si assume molti rischi, per i fattori indicati precedentemente. Se non hai esperienza e competenze affermate in ambito investimenti, ti consigliamo di non investire tutti i tuoi risparmi in questa tipologia di fondo a meno che tu non sia disposto a rischiare l’intero capitale.

Se invece decidessi di investire in fondi comuni flessibili che possono arrivare a produrre per l’investitore, nei casi più positivi, anche un rendimento molto alto (dell’ordine del 10% per intenderci) ti consigliamo di investire solo una piccola quota dei tuoi sudati risparmi ( come ad esempio il 10% o il 20%).

Fondi assicurativi: sono convenienti in queste condizioni

Oltre le varie tipologie di investimenti fondiari, c’è la possibilità di investire in fondi assicurativi. Anche questa tipologia di fondi, accanto ad alcuni “pro”, presenta in genere svariati “contro”. Questa tipologia di investimento ha infatti un’elevata complessità e questo significa che capire dove verranno investiti i tuoi risparmi risulta veramente troppo complesso: in pratica, deleghi totalmente la questione etica sulla scelta degli investimenti al gestore.

Spesso i risparmiatori vengono incentivati nell’investire in assicurazioni perché, proposte con una funzione di pensione integrativa. In realtà, questi non possono essere del tutto assimilati ad una pensione integrativa perchè, tendenzialmente, per garantire gli alti rendimenti agli investitori, tali fondi investono in strumenti altamente rischiosi e, spesso, potenzialmente controversi.

Mamma BCE, nel corso degli anni, ha posto un sistema di restrizioni e di regole che probabilmente creerà una situazione non più sostenibile nel breve periodo e molti risparmiatori che hanno investito in questo tipo di fondi si potrebbero trovare in difficoltà.

Un altro lato negativo è che, al pari degli altri fondi analizzati in questo post, anche i fondi assicurativi hanno dei costi di gestione molto elevati.

Le notizie negative tuttavia non finiscono qui, perché bisogna prendere in considerazione anche la tassazione sui rendimenti, su cui la composizione del fondo influisce molto. Il rendimento degli investimenti in titoli statali viene tassato, mentre scrivo, con il 12,5% mentre quello in altri titoli con il 26%. In genere questi fondi hanno una composizione di questo tipo: 70% investimento in titoli statali, 30% in altri titoli. Questo eroderebbe ancora di più il rendimento del nostro investimento.
Quando conviene utilizzare questo fondo? Sicuramente conviene utilizzarlo solo nel momento in cui si è certi che il rendimento possa essere superiore al 2% e si decidesse effettuare un investimento di lungo periodo, con un capitale minimo consigliato da investire in questa tipologia di fondi è di 50.000€.

 

CONVIENE INVESTIRE IN FONDI O IN ETF? Risposta semplice e perchè.

E finalmente cerchiamo di offrire alcuni semplici ed intuitivi consigli d’investimento su etf semplicemente rispondendo alla questione con cui abbiamo aperto: è meglio investire in fondi comuni d’investimento o in ETF? I fondi ETF (Exchange-traded fund) sono diversi da qualsiasi altra tipologia di investimenti fondiari. Gli ETF infatti “semplicemente” riflettono l’andamento degli indici di mercato. Questo significa che, di base, questi titoli avranno lo stesso andamento degli strumenti presi in esame (commodities, azioni, indici veri e propri, ecc..) o di una composizione di questi.

E’ possibile utilizzare questo strumento per investire praticamente in tutti i settori. E’ infatti possibile investire online oggi in ETF obbligazionari, immobiliari, oro, litio, petrolio, acqua, alternativi (energia, mercati emergenti, ecc..), azionari, commodities varie ecc.. oppure comporre il proprio portafogli con investimenti ETF al 100%.

Di nuovo, come dicevo sopra, questo tipo di investimento non può competere né come semplicità, né tanto mento come rendimenti, con quello che personalmente amo definire "L'investimento perfetto (100% all'anno)" (leggi subito il post dedicato a  a QUESTA pagina).

ESEMPIO PRATICO:

Se l’S&P 500 è l’indice azionario della borsa di New York composto dalle azioni delle 500 società maggiormente capitalizzate su tale borsa. Se questo, ad esempio, avesse un rialzo del 2% dovuto ad un rialzo medio dei titoli sottostanti, il relativo ETF che ne replica l’andamento avrà anch’esso un rialzo del 2%. Lo stesso potrebbe accadere in caso di ribasso.

Vantaggi degli ETF

Il vantaggio immediatamente evidente di questa tipologia di fondi di investimento è il costo di gestione molto basso. A differenza degli altri fondi analizzati in questo caso il costo di gestione è generalmente inferiore all’1% annuo. La gestione del fondo in questo caso è “passiva” (si tratta esclusivamente per il gestore di comprare i medesimi titoli presenti all’interno di un indice) rispetto a quella degli altri in cui è “attiva” (c’è una vera e propria selezione strategica degli strumenti di investimento e del timing di entrata ed uscita).

Studiando l’andamento degli indici potrai operare anche direttamente tu con gli ETF risparmiando al contempo molti soldi sui costi di gestione. In questo caso i rendimenti del titolo rispecchieranno quelli del “benchmark”, ovvero del riferimento che confronta le performance del portafoglio con quelle dell’andamento del mercato.

A differenza degli altri strumenti dove le elevate spese di commissione nel corso degli anni possono portare ad un interesse composto negativo, in questo caso, a patto che la scelta della strategia di investimento sia effettivamente corretta, dato che tali costi sono molto ridotti questo non avviene.

Altro vantaggio degli ETF è che sono dei titoli molto liquidi, tanto da poter essere scambiati anche intraday e su timeframe molto veloci con grafici a 15 minuti, 1 ora, 4 ore ecc.

Fare una valutazione sulla convenienza nell’investire o meno in questa tipologia di fondi è molto difficile, perché gli ETF non hanno un andamento costante nel tempo dato che riflettono gli indici del mercato, tuttavia anche in questo caso ci sono dei consigli utili.

Investire ETF a lungo termine

Il primo consiglio utile è che questa tipologia di investimento può essere più conveniente, piuttosto che investire etf sul lungo termine, nel breve periodo: a differenza infatti degli investimenti assicurativi, questi possono portare risultati immediati essendo degli strumenti molto liquidi.

Investire in PAC (piano di accumulo) con ETF

E’ possibile realizzare autonomamente, senza nemmeno regalare alla banca nessun tipo di commissione, un piano di accumulo esclusivamente con ETF. Non è questa la sede più opportuna per spiegare i vantaggi ed i meccanismi del PAC; tuttavia, è importante tenere a mente che, per investire sul PAC con ETF è importante scegliere ETF che replicano mercati fondamentalmente laterali (acqua, energia, ecc..).

I rischi dell’investire in ETF

I rendimenti degli ETF possono variare molto, possono infatti dare risultati molto bassi o addirittura nulli o negativi fino a rendimento molto positivi, anche del 20% annui!

Esistono anche ETFs che hanno avuto rendimenti maggiori ma ovviamente il rischio associato a questo tipo di investimento è maggiore. JustETF ha evidenziato che i metalli preziosi, il palladium, ha avuto un rendimento del 15,73% nel 2019 e addirittura maggiore nel 2018 e nel 2017! (https://www.justetf.com/it/market-overview/the-best-etfs-last-year.html)

Di nuovo, come dicevo sopra, questo tipo di investimento non può competere né come semplicità, né tanto mento come rendimenti, con quello che personalmente amo definire "L'investimento perfetto (100% all'anno)" (leggi subito il post dedicato a  a QUESTA pagina).

ETF: investimento minimo

In questo caso, a differenza degli investimenti assicurativi è consigliabile, se non si è in possesso di grandi cifre di risparmi, investire anche cifre minori: l’investimento etf minimo può anche a partire dai 5.000€ .

Opinioni sugli ETF

Eccoci giunti alla fine del nostro articolo. Se desideri avere maggiori spunti di riflessione su dove investire profittevolmente i tuoi soldi clicca sul link.  In ogni caso, ti invito a lasciare un commento e a condividere con la comunity di EticoBusiness.it le tue idee e pensieri su come investire in ETF e quali ETF scegliere per ottenere buoni rendimenti.

 

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